Impact Planet #259

Alla luce delle scelte prese e dei cambiamenti apportati dalla TNA, è giusto essere insoddisfatti di quanto visto a Genesis? La mia risposta è sì, purtroppo.

Devo ammettere che, dopo aver appreso che la federazione di Orlando ha deciso di ridurre consistevolmente i suoi PPV portandoli a soli quattro, la mia reazione è stata di cauto ottimismo. Più volte mi sono espresso in queste colonne nel valutare ed analizzare gli show a pagamento della TNA, e più volte ho esternato rammarico per le occasioni mancate, per la poca cura ed importanza che la TNA stessa dava ai propri ppv, riducendosi alla loro costruzione sempre nei giorni precedenti gli stessi, e spesso nella puntata di Impact del giovedì precedente. Ed ancora più spesso abbiamo visto rovinare quel poco di buono che si proponeva la domenica notte da quintali di overbooking o semplicemente da scelte poco azzeccate, o peggio ancora da match riproposti integralmente nella puntata di Impact del giovedì successivo.

Scottati da questi fatti abbiamo spesso convenuto che sarebbe stato decisamente meglio ridurre il numero totale di questi show, puntando così definitivamente su Spike Tv e su Impact, ma anche sperando che il maggior tempo a disposizione significasse più tempo per costruire e quindi esaltare il prodotto, e sembrava che l'occasione fosse davvero arrivata. Ed è in questo contesto che la TNA ha deciso di ridurre il prodotto pay per view, proponendo una serie di show speciali (a parziale sostituzione dei ppv rimossi) e quattro show in diretta, che da oggi potremmo rinominare i Big Four della TNA: Genesis, Lockdown, Slammyversary e Bound for Glory.

Prima perplessità. Lockdown è uno show speciale da sempre, con i Lethal Lockdown ed i grand match nella gabbia d'acciaio a caratterizzarlo, ed una discreta storia alle spalle. Slammyversary è lo show dell'anniversario della TNA, e come tale ha un ruolo centrale nell'annata di Orlando e Bound for Glory è la cosiddetta “Wrestlemania della TNA”, lo show principale della compagnia. Genesis è semplicemente il primo show dell'anno, non ha ne più ne meno storia di altri (penso ad esempio ad Hardcore Justice o a Turning Point) ed è stato scelto come quarto semplicemente per il posizionamento nel calendario, ha ovvero la giusta distanza dallo show che lo precede e da quello che lo segue.

Seconda perplessità. Mettere un Big Four in un periodo come questo, dove il fan di pro wrestling medio è all'inizio dell'eccitazione per la Road to Wrestlemania e dove a così poca distanza c'è una sempre succulenta Royal Rumble forse non è la scelta migliore. Visto che gli acquirenti della TNA non sono poi così tanti e visto che l'obiettivo, oltre a quello di spendere meno, è anche incassare di più magari, strategicamente parlando, sarebbe stato meglio mantenere il pay per view di dicembre, o perlomeno studiare un'altalenanza di eventi che potesse sfavorire meno la TNA nei confronti della concorrenza.

Terza perplessità, che però è anche un'attenuante. C'è stato poco tempo per abituarsi all'idea dei “big four” ed anche meno tempo (il classico mese) per costruire Genesis, ragion per cui non me la sento di giudicare drasticamente questo avvenimento, nel bene o nel male. Da questo punto di vista, Lockdown sarà la prova del nove e Genesis è stato solo un primo passaggio, che a mio parere però è andato a vuoto.

Detto questo, infatti, concordo appieno con il giudizio che il collega Matteo ha espresso nell'Orlando Report: Genesis è stato un pay per view pessimo, sotto la sufficienza, sotto lo standard TNA e sotto le aspettative che ognuno di noi ha quando guarda un pay per view. Perchè, lo ripeterò fino allo sfinimento, se fai pagare un prodotto devi garantire che quel prodotto abbia il valore del suo prezzo, altrimenti si tratta di una presa in giro per ognuno dei (pochi o tanti) acquirenti che saranno quantomeno scontenti ed avranno molta meno voglia di seguirti e comprarti in futuro. E questo è proprio il caso di Genesis, show scadente dal praticamente tutti i punti di vista.

Zero cambi di titolo, zero sorprese. Il peccato più grande di questo show è stata la noia, sensazione che ha letteralmente invaso tutte le tre ore di spettacolo. Se non fossimo stati nella Impact Zone (e da Lockdown non lo saremo) avremmo assistito ad un effetto simile a quello di una prateria deserta. Perchè oltre all'assenza dei cambi di titolo, cosa ammissibile se concepita con un certo equilibrio, c'è stata una totale mancanza all'appello di quelle emozioni che di solito i match TNA ci danno. Dov'è finita la X-Division? Dove sono finiti i match di coppia degni di questo nome? Perfino Chris Daniels e James Storm sono frenati da una serata non non di grazia, una serata nella quale Sting vince il solito match lento e noioso, portato a casa con due mosse due, Stinger Splash e Scorpion Deathdrop. Le storyline sono tutte ferme al palo, in primis gli Aces & Eights che stentano a trovare vittorie confortanti, ed anche il brutto angle di Bully Ray e Brooke Hogan è stato deludente e noioso ai massimi livelli. Il main event è stato l'unico match degno di un pay per view, anche se il finale brutto e scontato non ci fa fare passi avanti. Ma questo già lo sapevamo…

..buona TNA a tutti!

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