Impact Planet #231

Guardare Impact Wrestling è finalmente tornato ad essere un vero piacere. E lo dico con la tranquillità di chi effettivamente ha negli occhi alcune settimane di show davvero solidi, ben costruiti e gradevoli. Dal dopo Slammiversary (compreso) in poi, posso tranquillamente affermare che la voglia di seguire la TNA ha superato in corsia di sorpasso quella di vedere la WWE, cosa che non succedeva da tempo immemore.

E tutto questo è di sicuro creato da alcuni fattori che, sommati insieme, stanno facendo ritornare Impact Wrestling ai livelli che gli competono, quei livelli che tutti noi siamo ansiosi di ammirare. E se tento di individuare la ricetta che ad Orlando hanno composto per raggiungere questo brillante risultato non posso che partire dall'ingrediente mancante: Eric Bischoff. Ammetto di essere stato, in tempi non sospetti, un grande ammiratore di Easy E, fin dalla lettura del suo libro dedicato alla sua storia principalmente in WCW. E tuttora credo che la sua sia una delle menti più brillanti del panorama del pro-wrestling, capace di resistere ad alti e bassi mostruosi ed uscirne sempre bene o male in piedi. E forse la sua più grande intuizione nell'ultimo anno è stata proprio quella di farsi da parte e di lasciar lavorare chi il pubblico TNA voleva davvero ammirare. Di lasciare davvero spazio al wrestling (a fatti e non a parole) ed ai vari talenti made in Orlando che tanto osannava ma poco realmente valorizzava. Togliendosi di torno ha sedato molte delle critiche che lo vedevano eccessivamente egocentrico ed egoista nel mettere se stesso e suo figlio al centro delle storyline principali. Togliendosi di torno ha anche azzerato le critiche che lo indicavano come principale indiziato per le storyline senza senso (simili ad un certo periodo della sua WCW) che riempivano Impact fino a poco tempo fa. Togliendosi di torno insomma, ha ridato linfa vitale ad uno show che si è letteralmente ritrovato, rinnovato e rinvigorito.

E, tornando alla stretta attualità, la Open Fight Night di giovedì scorso, la migliore dall'inizio del format, ha dimostrato una volta ancora che la TNA è una signora alternativa, una signora federazione. E la categoria che più sta traendo giovamento da questo rinnovamento è proprio quella che meno mi sarei aspettato ne avesse: la categoria Knockout. Poche settimane fa, all'annuncio che Brooke Hogan sarebbe diventata la responsabile delle lottatrici TNA, si sprecavano le critiche sul wrestling web (provenienti anche dal sottoscritto) che puntava il dito sull'Immortale e sul suo nepotismo estremo. Ad un mese di distanza da tali critiche posso tranquillamente affermare che la Hogan non solo si è integrata ottimamente nel contesto TNA, ma ha anche dato qualcosa di più alla categoria, qualcosa che solo la buona Karen Jarrett aveva saputo dare ultimamente. E dobbiamo riconoscerle un'ottima capacità di ambientamento in una realtà che sarebbe potuto esserle non solo ostica ma addirittura letale. Non è facile infatti entrare nel mondo del wrestling essendo figlia del più grande di tutti i tempi ed allo stesso tempo un'esordiente totale. Brooke lo sta facendo discretamente bene, un po' in punta di piedi ed un po' esponendosi, ma ottenendo per ora buoni risultati. Gli stessi buoni (anche ottimi) risultati che sta ottenendo l'altra Brooke, ovvero la campionessa Miss Tessmacher, un'altra sulla quale, alla vigilia, non avrei puntato nemmeno una lira. Oggi invece ci troviamo con una campionessa che rivendica con diritto tale posizione, forte di buoni (anche se non ottimi ancora) miglioramenti sul ring ed un consolidamento come charachter che la rendono il volto nuovo capace di dare freschezza ad una divisione Knockouts ad alto rischio di saturazione.

Ma non dimentichiamoci che la serata Open Fight Night ci ha offerto molti incontri valevoli per le Series quindi passiamo al…

BOUND FOR GLORY SERIES CORNER
In questa edizione non darò un voto ad ogni incontro della serata, perché mi sono sembrati tutti sufficienti e sufficientemente divertenti, ma vorrei comunque premiare il migliore ed il peggiore, partendo da:

Jeff Hardy def. RVD: match migliore. I due amici si sfidano in un main event ingiustamente corto ma giustamente nella posizione di incontro principale della card. Sono due tra i worker più spettacolari di Impact Wrestling, i due più over con il pubblico e forse i due più abituati a disputare incontri live a ripetizione senza quasi mai toppare. Finché avranno voglia e condizione si meritano di restare nei piani alti e di calcare palcoscenici importanti, regalandoci sempre ottimi spettacoli, compreso quello di stasera. Il problema sorge quando la testa non segue il fisico, ma speriamo che si tratti solo del passato…

The Pope def. Bully Ray: match peggiore. Nemmeno un grande come l'ex Bubba può aiutare un D'Angelo Dinero in scarsa condizione fisica, che toppa alla grande la prima uscita in un match one on one dal suo rientro. Lento, impreciso e forse anche poco convinto, Pope è ben lontano da quel personaggio fresco e pieno di voglia di rivincita che arrivò a meritarsi il main event a suon di prestazioni convincenti. Lo rimandiamo quindi alle prossime uscite, con la sensazione poco piacevole che per uno come lui possano aprirsi inesorabilmente le porte del mid-carding.

Vi lascio con l'unica considerazione amara della settimana, che riguarda ovviamente il nuovo tassello che si è aggiunto alla storyline AJ-Dixie. Si tratta purtroppo di un passo falso commesso proprio ahimè in un momento nel quale ci eravamo ricreduti anche su questa storyline che, inizialmente, sembrava far acqua da tutte le parti. Daniels, Kazarian ed AJ Styles erano riusciti ad aumentare incredibilmente il livello della contesa, creando hype per un annuncio che tardava ad arrivare. E forse ora abbiamo capito che il ritardo nel dare seguito alla storia era dovuto al fatto che nemmeno in TNA sapessero come proseguire. Qualche genio del booking dovrà spiegarci (e spero proprio che lo farà nelle prossime settimane) in che modo gli atteggiamenti compromettenti di AJ e Dixie siano di aiuto ad una ex alcolista e tossicodipendente che tenta a fatica di riabilitarsi. Come sempre stiamo alla finestra ed aspettiamo a valutare il tutto, tenendo presente che il ragionier Fantozzi è sempre pronto a ricordarci in che modo descrive la Corazzata Potemkin..

..buona TNA a tutti!

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