Impact Planet #221

Le aspettative da parte mia, e credo anche da parte della maggioranza degli appassionati di TNA, alla vigilia di LockDown erano altissime. Un pay per view dall'importanza elevatissima in TNA, perché è storicamente il secondo show per blasone nell'annata di Orlando, secondo solo a Bound for Glory. Ma il rilievo dello show era anche amplificato dal suo posizionamento storico, con una TNA che doveva tirarsi fuori da un annus horribilis ed aveva in LockDown la possibilità di dimostrare che quanto di buono fatto dal dopo BFG ad oggi era un segno da prendere come definitivo. Ma la federazione di Orlando è riuscita nell'intento?

LockDown è stato uno show quanto mai controverso, uno spettacolo dalle due facce che ha per certi versi esaltato e per altri depresso. È di sicuro stato uno show spiazzante, il cui risultato finale (sia a livello di riuscita dell'intento sia come risultato di alcuni match) non è forse quello che ci si aspettava alla vigilia. Ma la TNA ci ha spesso abituato a sorprendere, non sempre purtroppo in senso positivo.

Partirei dalle note dolenti di LockDown, quelle che purtroppo hanno penalizzato l'andamento dello show in modo pesante: sto parlando ovviamente della location e del pubblico. Un vero buco nell'acqua se guardiamo al risultato finale, ovvero la resa che ha avuto vedendo lo show live, è stato fatto dalla cornice di pubblico di Nashville. Una platea che definire fredda, per gran parte del ppv, è un eufemismo. Unici sussulti, se si escludono il main event ed il match tra Angle ed Hardy, sono avvenuti durante l'angle che ha visti protagonisti Flair ed Hogan. Non escludo che la dirigenza TNA abbia deciso all'ultimo di mandare on screen i due, forse quasi a rattoppare la riuscita dello show che fino a quel momento è stata a dir poco pessima. I match che si sono svolti fino a metà evento, infatti, sono stati magari anche deludenti, ma l'impressione è che proprio l'assenza totale di coinvolgimento del pubblico ne abbia amplificato a dismisura la negatività. Raramente mi era capitato di sentire folle così fredde in uno show di una major, forse solo nelle peggiori puntate di NXT. Poi le due leggende del ring hanno risvegliato i cadaveri tra il pubblico e la situazione è tornata nei ranghi della decenza, anche se anni luce dalla Impact Zone (nemmeno quella dei tempi migliori). Si può dire tutto ed il contrario di tutto a proposito di Hogan e Flair: ad esempio si può tranquillamente storcere il naso in vista di un nuovo feud che li veda di fronte, ci si può disperare di fronte ad un ennesimo (e stavolta davvero patetico) match tra di loro, ma si deve ammettere che nonostante gli anni siano passati, i due siano ancora un fattore per questo business. Un fattore che, come ho ripetutamente detto, se usato in maniera intelligente potrebbe anche essere d'aiuto alla TNA ed alla sua riconoscibilità nel mondo del pro-wrestling. Ma ciò significa saper usare le risorse a propria disposizione (in questo caso Hogan e Flair, ma in precedenza lo stesso Hogan e Sting) cercando di dare un senso al loro utilizzo, magari trovando idee originali, e non insistendo sugli stessi errori di sempre.

Quello che, ad esempio, è stato fatto con Jeff Hardy e Kurt Angle. Il loro match è stato a mio modesto parere il migliore del pay per view, e la loro rivalità è stata gestita proprio con l'intelligenza e la lungimiranza di cui sopra. In questo caso abbiamo sì due fenomeni del ring ai quali è stata data carta bianca per trasformare i loro match in perle pregiate, ma la situazione a livello di feud non era poi così semplice. Jeff Hardy, che è sempre il più over con i fans, esce da un anno nerissimo, nel quale tutte le sue lacune personali sono venute pesantemente a galla. E il suo status è fisso nell'immaginario della gente tanto che domenica notte, durante la sua entrata in ppv, ho avuto la netta impressione (poi smentita dai fatti, ovviamente) che si stesse ripresentando al ring nelle pessime condizioni nelle quali, purtroppo, lo abbiamo visto spesso presentarsi. La TNA ha saputo finora gestire l'uomo Jeff Hardy non facendosi abbagliare dal fatto che sia il wrestler più amato dai fans: non gli ha ridato il titolo immediatamente (anche se ci è andata vicino) ma lo ha gestito in feud con gente di esperienza (vedi Jarrett ed Angle) assicurandosi da un lato lo spettacolo e dall'altro la lenta ma sempre crescente ripresa di Jeff. Il suo destino, al termine di questo feud, sarà di tornare a combattere per la cintura maggiore, ma forse potrebbe arrivarci in modo più costruttivo per lui e meno distruttivo per la TNA.

Passando invece a chi la cintura se la gioca, concludo parlando di Roode vs Storm, ovvero del main event di Lockdown. Non ho mai nascosto la mia personale idea riguardo ai due, che ritenevo e ritengo siano più di ogni altro la quintessenza della TNA, i wrestler che più di tutti siano meritevoli di stare la dove sono. I loro match, così come il loro feud, sono stati di altissimo livello: entrambi sono cresciuti come character in modo impressionante, ed il merito va ai due, che si sono tolti alla grande di dosso l'appellativo di tag team per calarsi nella carriera da singolo. Grande merito va anche alla TNA che ha creduto in loro, gli ha lasciato il tempo per crescere e ambientarsi nella nuova personalità, e gli ha aiutati in diversi modi, tra i quali mi sembra giusto citare gli stupendi filmati introduttivi e le interviste pre-match, montati con davvero ottima maestria. Anche il match a Lockdown è stato ottimo: certo ci si può aspettare anche di più visti i valori che ci sono sul ring, ma io valuto in modo molto positivo sia la storia raccontata dai due, partita con violenza fuori dalla gabbia e continuata con la stessa intensità fino praticamente a fine match, sia il livello tecnico, anche questo molto elevato. Ed anche se non me l'aspettavo, ci sta la vittoria di Roode, che rimanda di un po' la gioia per il trionfo di quello che è il top face della federazione prolungando di fatto il feud.

Ci sono due cose che però mi lasciano perplesso, ed una è ovviamente il finale. Come ho detto la vittoria sporca di Roode ci può anche stare, ma in un pay per view così pesantemente penalizzato da un pubblico freddo, il finale con Bobby che mantiene il titolo perché colpito dalla Last Call e sbattuto fuori dalla gabbia ha letteralmente ghiacciato i presenti. A poco è servito il tentativo di Storm di mischiarsi con la folla di Nashville per rianimare l pubblico, perché la sensazione è stata quella dell'indifferenza verso quanto successo. Forse con un trionfo del face dopo un climax di un così bel match avrebbe suscitato una reazione diversa. Ma la cosa che mi fa più preoccupare non riguarda Lockdown ma le imminenti puntate di Impact che ci aspettano. La sensazione è che prima o poi Storm vinca la cintura, ma non vorrei che ciò capitasse in un semplice match durante uno show settimanale, cosa che tra l'altro è già successa ripetutamente. Nel caso ciò si avverasse, Lockdown perderebbe immediatamente di importanza, cosa che è già successa a diversi dei ppv che lo hanno quest'anno preceduto. A quel punto tornerei a riflettere e non darei poi così torto alla gente di Nashville ed alle loro reazioni così.. freddine.

…buona TNA a tutti!

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