Impact Planet #205

Cari appassionati di wrestling, bentornati sulle colonne di Tuttowrestling.com per l'ultima edizione del TNA Planet di questo 2011. Come possiamo definire l'annata targata TNA? Ci lascia l'amaro in bocca oppure scorgiamo dei miglioramenti che ci fanno ben sperare per il futuro?

Per quelli (pochi) di voi che non avessero già letto lo Sweet Chin Music, vi invito a dare un'occhiata ai vincitori degli Slammy Awards di quest'anno. Come dite, di TNA quasi nemmeno l'ombra? Ebbene sì, questa è la dura verità, se si considera che l'unico titolo vinto, quello di Tag Team dell'anno, è stato assegnato ai Beer Money più per reale mancanza di alternative che per meriti sul campo. Il team di Storm e Roode, prima dello split, ha di sicuro messo a segno una buona annata, ma contestualizzata in un periodo in cui la TNA non da di certo alla categoria Tag Team il giusto peso, come ripetutamente da me scritto in questo spazio.

Ora date un'occhiata, sempre nello SCM, a quanti voti hanno ricevuto i wrestler di Orlando o la TNA in genere. Come dite, ancora meno? Certo, perché eccezion fatta per la suddetta categoria Tag Team, in TNA non abbiamo visto nulla che possa essere messo davanti a quanto visto nella concorrenza, soprattutto se questa concorrenza si chiama WWE. La verità è che, anche per noi appassionati ed incalliti “followers” di Impact Wrestling, ben pochi sono stati i motivi di interesse generale che quest'anno la TNA si è prodigata a produrre e mettere all'attenzione nostra e di tutto il pubblico di wrestling.

Per alcuni momenti memorabili, come ad esempio il ritorno di Sting con il promo volutamente preso in prestito dalla concorrenza, abbiamo anche avuto momenti decisamente dimenticabili, vedi l'uscita impietosa di Jeff Hardy a Victory Road. E purché la qualità di match e wrestling lottato sia sempre paragonabile ed in certi casi perfino superiore al resto della proposta, i pay per view TNA di punta (Lockdown, Slammyversary e Bound for Glory) non hanno nemmeno scalfito la supremazia della concorrenza stessa, peccando soprattutto in booking ed in scrittura delle storyline. E ricordiamoci che in passato la TNA aveva fatto proprio della qualità dei propri PPV un marchio di fabbrica davvero importante.

Ma allora cosa salvare di una TNA così poco shoccante in un anno che definire transitorio è tutto sommato un complimento? Mi ripropongo, in questa sede, di dare tre buoni motivi a noi amanti della federazione di Orlando per sperare in un futuro più roseo e adeguato alle nostre aspettative.. e che gli dei del pro-wrestling ce la mandino buona!

#1 – I TNA Originals
Ebbene si, se c'è qualcosa che mi lascia aggrappato alla speranza di vedere una TNA migliore è proprio il suo passato. E non è affatto una contraddizione nei termini, perché la federazione ha spesso dimostrato che nonostante facesse “passi in avanti” si scordava spesso di guardare indietro, per non dimenticarsi da dove veniva. E puntando in alto, sempre più in alto, ha finito con il cadere in basso e non andare mai realmente avanti. Ma ora che la presa di coscienza dei suddetti errori sembra ormai assodata, la TNA sembra voler puntare qualcosa sui propri Originals, per ridare loro lo spazio che gli spetta sia per meriti acquisiti che per logica generale. Bobby Roode è il caso eclatante di come, andando sempre a far compere nei grandi magazzini, si possa spesso dimenticare di avere dei buoni, ottimi prodotti nel proprio orticello. Il puntare su di lui e sul grande lavoro che sta svolgendo per diventare il top heel della federazione è una mossa intelligente e lungimirante. Il coinvolgimento di AJ Styles e soprattutto di James Storm (con il quale si prospetta un gran finale di feud nel 2012) è altrettanto la mossa giusta da fare. Ora basterebbe continuare su questa strada a piccoli ma significativi passi..

#2 – Il buon wrestling
Sì perché anche nei punti più bassi dell'annata, anche quando nulla sembrava avere più un senso e tutto vagava nella nebbia più totale, in TNA hanno dimostrato di saper offrire del buon wrestling. Magari i match non avranno l'hype di Cena vs CM Punk a MITB, ne la cornice di pubblico del Madison Square Garden, ma sono spesso ben costruiti, ben condotti ed altrettanto ben interpretati. Il buon wrestling in TNA non è mai mancato: ha avuto alti e bassi, che sono coincisi con gli alti e bassi della TNA stessa, ma si è sempre mantenuto su livelli almeno sufficienti. E lavorando su questa base, e sulle categorie che di più possono dare a questa causa (leggasi X-Division, ad esempio), il risultato di avere show sempre più godibili e competitivi è vicino. Si può pensare per il 2012 di tornare, nei PPV, ai livelli che competevano alla TNA nel 2008 – 2009? Io lo spero.

#3 – la TNA non è la WCW…
Quando ogni settimana mi appresto a leggere il monumentale TW Risponde curato dal grande Michele Ippolito, spesso lancio un sorriso sarcastico leggendo, tra i disclaimer delle domande indesiderate: La TNA è la nuova WCW? (No. La WCW era una grande compagnia in cui spesso si gettavano i soldi dalla finestra perchè ce n'erano assai. La TNA è una piccola compagnia in cui si cerca di non gettare i soldi della finestra per non fallire.)
Ma a volte proprio nelle cose semplici c'è la risposta a molte delle nostre domande. La TNA è una compagnia di wrestling controllata da una grande multinazionale, e pur essendo il “giochino” con il quale Dixie Carter si diletta, deve comunque seguire una logica aziendale ben precisa. E la logica di qualsiasi azienda che si rispetti vuole che in quest'impresa ci siano i margini per lavorare e guadagnare denaro, e non di certo per buttarlo. Con questo non voglio assolutamente dire che in WCW non ci fossero le stesse logiche, ma voglio dire che il suddetto presupposto ha fatto fare alla TNA due passi indietro dopo averne fatto uno, troppo più lungo della gamba, in avanti ai tempi della Monday Night war 2.0. Nessuno di noi può sapere cosa sarebbe successo se in TNA si fossero “gettati” tutti i soldi che si buttarono nella WCW come citato nell'intro del TW Risponde, ma ciò che ci è dato sapere è che la TNA non ha fatto la fine della WCW: non è fallita. E anche se qui qualcuno potrebbe dire <>, il dato di fatto è che la TNA esiste e continua a proporre il suo prodotto nonostante ci sia un calo generale dell'attenzione al prodotto del pro-wrestling ed un aumento spropositato della concorrenza su tutti i fronti. La TNA sta sopravvivendo in un mare ben più agitato di quello in cui sguazzavano WWE e WCW, e di sicuro sta tenendo testa ad una situazione di crisi generale del wrestling in maniera molto decisa. E per me, che per inciso non sono di certo un economista, la cosa ha una valenza enorme, ed indica un elevato livello di “volontà” nel tenere vivo il marchio TNA da parte della proprietà. Può non essere questo un motivo per ben sperare in un futuro più roseo?

E con questo anche per oggi è tutto: da parte mia un grosso augurio per una buona conclusione di 2011 e..

..buona TNA e buon 2012 tutti!!!

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