Impact Planet #169

A volte non è necessario inventarsi chissà che cosa per fare successo. A volte basta affidarsi alle certezze e fare bene ciò che si sa fare da sempre: in questi casi il risultato è quasi sempre assicurato. E possiamo dire che, nel caso di Lockdown, la TNA ha centrato l'obiettivo, eccome se l'ha centrato!

Lockdown 2011 va agli archivi come miglior Pay Per View TNA dell'anno (e forse anche non solo TNA) e sicuramente uno dei migliori show a pagamento che la federazione di Orlando ci ha offerto dall'inizio dell'era Hogan-Bischoff. Ma rimandando i voti relativi ai match ed allo spettacolo all'Orlando Report di domani, vorrei soffermarmi su come la TNA esce da questo show, e mi viene in mente una sola parola: RINATA.

La nostra federazione si ritrova tutto in un attimo a dimenticare Victory Road, l'affaraccio Jeff Hardy e la pochezza di idee per svegliarsi con, nell'ordine:

– Un campione assoluto degno di questo nome, che difende per la prima volta la cintura (in un signor match) con una rivalità all'orizzonte di sicuro interesse.
– Una stable forte, anzi fortissima, che domina la scena sia a livello lottato che (soprattutto) a livello di carisma e popolarità verso il pubblico.
– Il feud dell'anno che ha offerto un match entusiasmante e che probabilmente ne offrirà un altro con conseguente continuazione della rivalità.
– Un interessante movimento nel mid.carding, con la divisione Knockouts in netta ripresa e le categorie Tag Team e X-Division in forte inversione di tendenza rispetto agli ultimi mesi un po' scialbi.

Se questo non è un panorama dalle prospettive quantomeno ottimistiche, soprattutto se ci guardiamo indietro, allora ditemi voi quale lo è. Ma c'è un problema, ovvero il solito problema: non rovinare tutto. E mi riferisco proprio alla tendenza masochistica che la TNA ha messo in mostra più e più volte nella sua storia, riuscendo a distruggere anche le situazioni più rosee. Pensiamo per esempio ai ratings: dopo un florido periodo in cui Impact toccava punte di 1.3, la discesa è continua ed inesorabile. Aver preso certe scelte in quel periodo forse avrebbe portato la federazione ad affrontare Lockdown con un altro spirito e con uno slancio differente. Ora quindi serve persistere negli sforzi cercando, ad esempio, di non rovinare i sopracitati punti. Ovvero:

– Hogan vs Sting può essere un feud interessante, ma non deve essere un feud che si basa solo sul match e sulla voglia già dichiarata da parte dell'Hulkster di tornare ad indossare gli stivali per una sera. Sappiamo che difficilmente l'Immortale concede job ai suoi rivali, ed una vittoria sul ring contro Sting potrebbe non essere la prospettiva migliore per l'andamento delle cose. In questa fase, inoltre, potrebbe essere un suicidio lasciare da parte uno spettacolare Mr Anderson ed un ritrovato Rob Van Dam: il main event se lo sono conquistato, non sarebbe giusto ributtarli in basso, come successo ad esempio con (due a caso) Morgan e Dinero.
– I Fortune funzionano, lo abbiamo detto più e più volte. E la cosa incredibile è che funzionano forse addirittura meglio da face che non da heel. Poche stable face sono esistite nella storia, forse nessuna ha mai sostenuto la scena come i quattro (ora cinque) originali della TNA. E la spinta del pubblico, aiutata dalla loro supremazia tecnica, ne fanno un vero fenomeno. Quella che nei piani originali di Russo & Co. doveva essere la stable dominante (gli Immortal) si sono persi via nel tempo dando spazio, volenti o nolenti, ad AJ Styles e soci. Ora sarebbe un vero e proprio reato splittarli e tornare a gestirli da singoli o coppie: prima di questo una buona idea potrebbe essere, invece, dare loro tutte le cinture TNA, cosa che, sempre nei piani di partenza, sarebbe dovuta accadere proprio agli Immortal.
– Angle vs Jarrett ha mostrato tutto: una rivalità intensa e personale, condita di angle comedy e match sempre molto qualitativi, che forse avrebbe dovuto concludersi con Lockdown. Il match nella gabbia poteva essere il degno e perfetto finale per la storyline, invece molto probabilmente la TNA vuole spremere ancora il feud. Ma la regola che “del maiale non si butta via niente” non sempre è veritiera: essere cauti nella continuazione della rivalità potrebbe giovare a non scadere nel ripetitivo, riducendo così il rischio di sprecare tutto.
– Continuare a puntare su quelli che, da sempre, sono stati i tratti distintivi della TNA, deve essere un must per la federazione di Orlando. La X-Division ha rialzato la testa, e lo split dei Buck, per quanto irrazionale, può rivelarsi una scelta azzeccata. Dall'altra parte Mickie James vince il titolo femminile, e si aprono finalmente scenari nuovi e nuove rivalità, come quella tra Tara e Madison Rayne e la conclusione dello split delle Beautiful People.

Tutto questo, quindi, è lo scenario positivo che ci troviamo davanti, ed è bastato un pay per view ben costruito per rimettere le cose sui binari corretti. Forza TNA, dai che ce la fai..

..buona TNA a tutti!

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