Impact Planet #130

Ladies and gentlemen, bentornati all'interno del TNA Planet. Come sempre al timone c'è Demetrio Marino, tornato dalle sue (brevi) ferie estive in una torrida Milano, che pian piano si svuota, in tempo per vedere Victory Road, ultimo Pay-per-View andato in onda proprio domenica notte. Vi è piaciuto? I vostri beniamini hanno vinto? Vi siete messi a ridere anche voi quando AJ Styles si è messo in ginocchio dalla disperazione non appena è partita la musica di Samoa Joe?

Qualunque sia stato il vostro pensiero, vi auguro una buona lettura.

The Champ Report
Madison Rayne – TNA Knockout's Women Championship Reign
April 18th, 2010 – July 11th, 2010

La premessa d'obbligo è quella di rivedere quanto scritto da me riguardo la divisione femminile degli ultimi mesi: non del tutto cancellata, ma ridotta al mero feud Angelina Love vs. Beautiful People. Decisamente troppo poco per una categoria che aveva fatto gridare al miracolo ai tempi di Kong vs. Kim, ma vabbè.

La gestione in TNA di Madison è stata inconcepibile: si unisce alle Beautiful People originali con il compito di prendere le mazzate e gli schienamenti al posto di Velvet Sky e Angelina, e solo dopo il licenziamento di quest'ultima ottiene un minimo di considerazione da parte dei bookers, che la fanno vincere, ma sporadicamente. Dopo la vittoria del titolo, eppure, si trasforma in un essere imbattibile, capace di uscire dalle finisher con una facilità talvolta imbarazzante.

Madison è discreta nel lottato (ma meglio di Velvet) e buona al microfono (ma peggio di Velvet) ed il compito di caricarsi sulle spalle la divisione femminile è troppo gravoso, nonostante le idee su di lei di farne una “Career Killer”, ruolo troppo difficile da gestire. Soprattutto se si parla anche di un titolo vinto in modo inusuale (un tag team match) e perso in modo inusuale (squalifica).

Vote: 5,5

Ultimate (mi)X
A volte, non funziona

Neppure la X Division se la passa così bene, ammettiamolo. Soprattutto da quando sembra che siano rimasti solamente Douglas Williams e Brian Kendrick nella categoria.

Che poi, diciamocelo: Sabin, Shelley, AJ Styles, Samoa Joe, Kazarian, Lethal e Moore sono impegnati in altro. Mentre gli altri nomi quali Suicide, Eric Young (che comunque con la X Division ha poco a che fare), Amazing Red e Homicide sono latitanti.

Sta di fatto che il feud tra l'inglese e l'ex Spanky non è stato affatto male. L'idea del wrestler tecnico contro il wrestler spettacolare che invertono i ruoli, con Williams a vincere a furia di Tornado DDT, con Kendrick che usa una Cobra Clutch per sottomettere persino Desmond Wolfe. Finchè non si arriva alla resa dei conti.

Sarà un Ultimate X?
Sarà un Submission Match?

No.
Entrambi.

E' un pensiero che mi è balenato in mente proprio mentre iniziava il match. Come far interagire le due stipulazioni? Come poter coniugare l'idea di brivido dovuta dal dover scalare i piloni e arrampicarsi tra le corde, con il dover costringere l'avversario a cedere? In effetti non stiamo unendo, che ne so, Steel Cage e I Quit. Non stiamo unendo First Blood e Falls Count Anywhere, tanto per fare un altro strambo esempio.

Serviva un match probabilmente lungo. Giocato sulla voglia di Kendrick di sfuggire, sgusciare via e tentare di catturare la X sopra il ring, mentre a Williams andava il compito di dover catturare l'avversario e tentare di sfiancarlo e sottometterlo il prima possibile. Non un compito semplice comunque, perché ovviamente rischi che una delle due stipulazioni venga proposta meno dell'altra.

E come era facile ipotizzare, di Ultimate X c'è stato poco. Pochissimo, anche perché perfino Brian Kendrick ha ripetutamente tentato di bloccare l'avversario nella sua presa di sottomissione. Poca incisività e tensione ai piloni, un solo bump dalle corde sopra il ring. Troppo, troppo poco, ed è proprio per questo che l'esperimento Ultimate X/Submission non è riuscito. E, con il senno di poi, senza molte scusanti.

What people want
Samoa Joe

Andando avanti nel corso del Pay-per-View, AJ Styles e Kazarian scoprono chi sono i loro avversari. Il primo è, purtroppo per loro, Rob Terry. E vabbè, capita. Ma appena risuona la musica dell'altro avversario, ovvero la musica di Samoa Joe, la folla impazzisce. Urla, canta, è sbalordita.

Ho parlato sempre poco di Joe, ma l'idea è sempre quella. Uno dei talenti migliori del wrestling in generale, e utilizzato molto male. La sua indole menefreghista e violenta dei primi anni (fino alla fine del feud con Kurt Angle, direi) lo ha resto idolatrato nella Impact Zone, e per ogni fan della TNA e del wrestling in generale. Il seguito invece (il regno titolato che non mi è piaciuto in molti frangenti, il feud contro i Main Event Mafia) segnano solamente confusione e una generale incapacità di saper gestire il suo personaggio. Come può dimostrare il rapimento subito mesi fa, dal quale è tornato senza alcuna spiegazione.

Ed è tornato, e da mesi rimane senza un feud, senza un rivale. Arriva, distrugge, se ne va. Ed è forse per questa sua violenza genuina e semplice che piace al fan medio della Impact Zone. I suoi violenti calci, i suoi voli, quando evita i voli avversari come se niente fosse, la Muscle Buster. Il pubblico è emozionalmente diviso. E' gasato dallo stile di Joe, violento, forte, senza timore, e spesso vincente (tranne per la recente sconfitta con RVD). Ma allo stesso tempo avere Joe a iMPACT! senza un perché, una rivalità, senza nulla.. sembra sprecato.

Vorrei darmi l'illusione che siamo alla fine. Vorrei darmi l'illusione che il management ha capito come gestire il personaggio Samoa Joe (ovvero la macchina distruttrice senza alcun rimorso che ha dominato la X Division in lungo e in largo dal 2005 al 2007). Pian piano sta tornando a combattere, a interagire con diversi avversari (con AJ Styles, con RVD, e chissà chi altro ancora), e magari fra poco potrà cimentarsi in un feud importante, uno del livello di quello avuto nel 2007/08 con Angle, ma stavolta da vincere, per poterlo definitivamente lanciare in alto. Quel tipo di salto che ti catapulta in alto, e ti lascia lì, senza più rischiare di bruciare il personaggio e dover ricominciare, ancora una volta, da zero.

World needs Heroes
And, more specifically, Detroit needs Heroes

La frase qui sopra è stata detta da Alex Shelley, nel 2007, se non ricordo male. Erano i periodi in cui Shelley e Sabin iniziavano a combattere in coppia, quando formarono il loro tag team. Erano i tempi in cui avevano Kevin Nash alle loro spalle, quel Kevin Nash che seguiva la X Division con sketch comici tra i più divertenti che ricordi in uno show di wrestling.

Solo che dal 2007 ad oggi sono passati quasi tre anni, se non di più. E solamente oggi, infine, i Guns possono alzare le cinture di coppia al cielo. Sicuramente un premio per loro, dato che sono sempre stati definiti uno dei tag team più spettacolari della TNA (ma anche del wrestling stesso, dimostrato dai titoli già vinti in giappone), grazie al loro stile (già noto dai trascorsi nella X Division) e le numerose manovre combinate, che sono sempre in costante aumento.

Nonostante il loro stile possa alla fine sembrare ripetitivo, si tratta comunque di un tag team che ha ricevuto troppo poco in TNA, vedendosi scavalcato sempre da nomi quali Beer Money e Team 3D. Solo che sembrava strano che potessero aver fortuna i Lethal Consequences, e la British Invasion, mentre loro son dovuti sempre rimanere ad aspettare.

(e se pensiamo che i titoli di coppia fino a qualche tempo fa li aveva la Band..)

Più che meritato, era un successo atteso. Sperato ed accarezzato più volte se pensiamo alle diverse title shot che i due hanno ricevuto nell'ultimo anno, che ci han dato la consapevolezza di avere un tag team che non doveva più essere usato come macchietta, o come “bravi, si, ma non abbastanza”. Adesso tocca al booking team farci capire se puntano a loro o meno, e tocca a Shelley e Sabin riuscire ad essere credibili ed interessanti, e far si che uno dei tag team più longevi della TNA possa diventare un punto di riferimento della categoria di coppia.

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