Impact Planet #122

Ladies and gentlemen, bentornati nelle pagine del TNA Planet, che torna su Tuttowrestling.com dopo la pausa forzata di una settimana. Non so se siete mai stati a Madrid: una città meravigliosa dove la bellezza delle vie principali, ricche di storia e cultura, si mescolano con naturalezza a una città piena di vita, al Retiro di giorno, e la movida di Lavapiés, Malasaña e La Latina. Se a questo aggiungete la bellezza di rivedere dei vecchi amici e la possibilità di conoscerne di nuovi, capirete come non avevo così tanta voglia di tornare in Italia. E fu così che qualcuno dall'alto mi ha ascoltato. Solo che non si è trattato di quel vecchio burlone di Dio, bensì della famosa “puta nube de ceniza” (non c'è bisogno di traduzione, vero?).

Ma adesso sono di nuovo a casa, non vi libererete così facilmente di me, e sono pronto per tornare a dirigere questo Planet. Purtroppo, il tempo mi è tiranno, e non ho molto tempo di parlare di attualità (RVD campione, i ratings, il nuovo Ranking, Sting e altro ancora). E preferisco non scrivere un editoriale troppo lungo, per poi rischiare di diventare stancante e dispersivo, quindi alcuni argomenti di attualità li affronteremo tra sette giorni (e vi ricordo che, se avete spunti o idee che vi piacerebbe vedere discusse sul Planet, ricevo volentieri consigli e critiche via mail, a [email protected]g.com ).

Detto questo, vi auguro una buona lettura!

Masterpiece
Kurt Angle e Mr. Anderson

Ci sarebbero tante cose da dire su Lockdown. Per certi versi, concordo con quanto scritto dall'amico Claudio Poggi nel suo Orlando Report sette giorni fa, soprattutto parlando dell'andamento del booking nel corso della serata, sebbene abbia apprezzato ben più la qualità offerta dai lottatori sul ring (credo che, a parte il match femminile, non abbia incontrato un solo match non degno della sufficienza).

Vorrei quindi soprassedere le mie opinioni sul PPV per passare ad altro, ma non posso non scrivere qualche riga su quanto Mr. Anderson e Kurt Angle ci hanno offerto, durante il PPV. Come ho già avuto modo di scrivere/dire ad amici e lettori del sito, ho definito questo incontro “una delle cose più belle nel wrestling da qualche anno a questa parte”.

Ho criticato molto il feud, più e più volte. Gestito in maniera ineccepibile nelle tempistiche degli incontri e dei segmenti, mentre ha lasciato molto a trascurare l'andamento degli argomenti trattati. Dove Angle mostra la sua medaglietta regalatagli da un soldato americano che si è trasformata in una medaglietta con l'immagine dello stesso Angle. Con il segmento pieno di “buonismo” dove Angle si fa aiutare dai militari per mettere KO Anderson, il post Destination X dove Anderson accusa Angle di aver vinto solo con una scorrettezza. Diciamo che il feud non è stato bookato nei modi migliori.

Chiamate Kurt Angle. Dopo anni e anni di esperienza nel ring, è oramai sinonimo di tecnica. Riesce sempre a proporti match solidi e intensi, con una prima parte fatta di prese e sottomissioni, e la fase finale piena di emozioni e mosse eseguite e vendute in maniera pulita, senza mai strafare. Un atleta che riesce sempre a proporti qualcosa di nuovo, ha voglia di migliorarsi, o di evolversi, e stavolta lo fa con un Moonsault dalla cima della gabbia. Un atleta che oramai è una sicurezza assoluta per un match di wrestling di buona qualità.

Chiamate Mr. Anderson. Un uomo che al microfono fa faville. Intonazione della voce, le giuste pause, l'ottima interazione con il pubblico, la capacità di usare, con imbarazzante facilità, frasi di grande effetto (come “Total Non Stop Anderson”, o “Nice guys finish last – and, thanks god, I'm an asshole”) che potrebbero diventare delle catchphrase. Atleta valido nel selling, ma quasi incapace di saper condurre un incontro e di sapersi adattare agli avversari, Anderson ha eseguito un capolavoro in Storytelling, mentre insultava Angle sul ring, o quando lo stendeva improvvisamente con le sue mosse che colpiscono per l'esplosività, o la furbizia. Oppure quando, praticamente sconfitto, mostra il dito medio ad Angle, per poi mostrargli anche l'altro dito medio: in un istante, esplode di nuovo l'ego arrogante e superiore che ha sempre contraddistinto la gimmick di Anderson, anche adesso, in un frangente dove ogni altro wrestler si sarebbe dimenato, o avrebbe cercato le ultime energie per fermare l'avversario, o si sarebbe disperato. Perché Anderson non “fa l'odioso”. Anderson E' odioso, fino alla fine.

Chiamate poi una gabbia d'acciaio, chiamate il pubblico di St. Louis che ha voglia di wrestling, ha voglia di vedere menare le mani, e ha voglia di spettacolo. Un giusto minutaggio, niente booking selvaggio e strampalato. Non sarà un AJ vs. Daniels vs. Joe, pieno di azione mozzafiato e spot insani. Non sarà quel capolavoro di tecnica sopraffina che fu Angle vs. Wolfe. Ma è stata una storia fantastica, che sembrava finita con un momento epico (il moonsault di Angle) e che invece soprende lo spettatore nel rinascere con ancora più vigore, donando altri 2-3 momenti epici dell'incontro.

A mio parere personale, è davvero uno degli incontri più belli che il wrestling possa proporre. Wrestling lottato di buon livello, ma soprattutto una storia brillante e una interpretazione eccellente. Insomma, un capolavoro.

Da Champ Report #1
Douglas Williams – TNA Knockout Championship Reign
January 28th, 2010 – April 18th, 2010

Verrebbe da dire “interrotto sul più bello”. Proprio quando la storyline stava arrivando al culmine, ecco che la TNA decide di strappare il titolo dalle mani dell'inglese, in quanto impossibilitato dal presentarsi a Lockdown perchè rimasto bloccato in Europa a causa della nube vulcanica. Una decisione discutibile (esagerato, in termine di storyline, togliere un titolo solo perché impossibilitato a presentarsi ad uno show), ma così è. Douglas ha iniziato un po' in sordina, così come tutti i regni X Division degli ultimi tempi: qualche difesa del titolo a caso, poco spazio televisivo, addirittura un brutto squash dal Global Champion Rob Terry. Ma tutto cambia a Destination X: la nascita della sua crociata contro l'high-flying style dei volti noti della X Division, e la rabbia dei suoi avversari Kazarian e Shannon Moore, rilancia la X Division. Dandogli così più spazio al microfono, più spazio a iMPACT!, e più possibilità di mostrare la sua tecnica e abilità nel quadrato. La vera nota dolente è, come già detto, la fine di un regno senza una sconfitta dietro.

Vote: 7

Da Champ Report #2
Angelina Love – TNA Knockout Championship Reign
April 5th, 2010 – April 18th, 2010

Se ho definito il regno di Tara “relativamente breve”, cosa dire di questo? Assolutamente nulla. Quindi un voto assolutamente medio, un cinque, che non significa né positivo né negativo. Regno brevissimo, e funzionale solo in ottica storyline: dopo che Tara ha perso il suo titolo senza che lei potesse farci nulla (il gioco delle scatole di qualche settimana fa), adesso tocca a Love perdere il titolo senza venire schienata, a causa del pin subito da Tara. Il tutto serve a creare i migliori presupposti per il feud tra Angelina e Tara, per l'appunto, oltre che a dare tutte le cinture alle Beautiful People (tra l'altro, un in bocca al lupo a Madison Rayne: tutt'altro che “scarsa” come definita da chi l'ha conosciuta solo in TNA, ha la chance di rifarsi di una gestione tutt'altro che decente).

Vote: 5

Da Champ Report #3
AJ Styles – TNA World Heavyweight Championship Reign
September 20th, 2009 – April 19th, 2010

Sette mesi, il regno più lungo da TNA World Champion realizzato finora, che possiamo dividere in due parti: il pre-Flair e il post-Flair. La prima parte è buona nelle storyline, e sensazionale dal punto di vista del wrestling lottato: il triple threat con Joe e Daniels, la sfida con Daniels a Final Resolution 2009, i due Angle vs. AJ del 4 Gennaio e di Genesis.. perle da conservare, senza dubbio. La seconda parte, invece, non eccelle nella qualità in-ring (i match in PPV contro Joe, Abyss e Dinero non saranno indubbiamente fantastici – incontri da 7, ma nulla di più), mentre invece mostra una evoluzione del personaggio di AJ, sempre più vicino allo stile del Nature Boy, suo mentore. E così vediamo i capelli schiarirsi, il costume d'entrata cambiare, l'uso della Figure Four. Perfino i promo di AJ ricordano Ric Flair: lo stile “urlato” e con pause continue è totalmente differente dall'AJ heel che abbiamo visto in passato. La migliore interpretazione di AJ da cattivo vista finora in TNA, secondo me. Ovviamente non è tutto rose e fiori, e i difetti ci sono. Non tanto la forte somiglianza a Flair (può piacere o no, a me non disturba particolarmente), ma quanto la totale improvvisa incapacità di vincere gli incontri senza scorrettezze, alcuni segmenti veramente umilianti (come il finale di Destination X, letteralmente ridicolo), nonché la folle dipendenza da Ric Flair nelle occasioni che contano (esempio le sconfitte contro Jeff Hardy e contro lo stesso RVD, con conseguente perdita del titolo). Tuttavia, non si può non giudicare questo regno molto positivamente.

Vote: 7,5

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