Impact Planet #110

Ladies and gentleman, bentrovati nelle pagine del TNA Planet. Come al solito, c'è tanta carne al fuoco, tanti argomenti di cui parlare. Un PPV appena finito, nuovi elementi che ci fanno capire la direzione che sta prendendo questa compagnia. Il tutto quando mancano dieci giorni esatti (rispetto a mercoledì 20/01 quando scrivo questo pezzo) all'house show di Londra dove io sarò presente, in quarta fila. Emozione a mille, ma voi non fateci tanto caso. Un respiro profondo, e fatevi una buona lettura!

Random Review
Commenti sparsi e confusi sull'ultimo PPV e non solo

Senza una card annunciata, e pubblicizzata con il giusto anticipo, Genesis si presentava come un PPV leggermente atipico. Una card annunciata totalmente a tre giorni dallo svolgimento dell'evento stesso, con dei match e delle rivalità buttate lì a casaccio, a parte AJ Styles vs. Angle, ovviamente. Non che sia un male a priori, però lo spettatore sente il bisogno di volersi appassionare a ciò che vede. Le storyline, le rivalità servono solo a questo: a far sì che il fan attenda il match tra i due litiganti/contendenti in PPV, e farsi trascinare dalle emozioni coltivate nelle settimane precedenti. Quindi l'interesse per un Wolfe vs. Dinero, o un Beer Money vs. the Band era davvero poco, alla vigilia. Solitamente, per sopperire a questo gap, si tende a valorizzare il lato in-ring della rivalità: in altre parole, si tende a portare sul ring un incontro (con un booking) di alto livello per appassionare lo spettatore.

Cosa non avvenuta. Poche ciance: TNA Genesis è stato un PPV totalmente insufficiente. Alcuni momenti hanno raggiunto la sufficienza, il main event è stato molto buono, ma la TNA (soprattutto negli ultimi tre PPV) ci aveva abituato a ben altro. Non è adesso compito mio dare dei voti e dei giudizi particolarmente dettagliati, anche perché TW vi propone una rubrica dedicata, ovvero l'Orlando Planet, però alcune cose non posso non farvele notare.

Ci siamo resi conto tutti quanti come questo PPV sia stato diverso dai precedenti. Non solo per la qualità mostrata dai contendenti, ma anche per la struttura e il booking mostrato. Si era già notata una sorta di “reset” attuata dall'arrivo di Hogan e Bischoff. Non ci è dato saperlo con sicurezza, ma ci siamo resi conto tutti del cambiamento che è avvenuto sin dall'arrivo di Hogan. Non parlo semplicemente del ring a sei lati (di cui parleremo meglio dopo). Parlo della gestione del Team 3D, con l'idea del “Wrecking Crew” letteralmente abbandonata per fare spazio al feud con i Nasty Boyz. Parlo dell'introduzione di Sean Morley, un atleta che non serviva al roster, con un personaggio che non gli ha mai dato grandi risultati, autore di un match inguardabile (attenuante il fatto che non abbia potuto riposare a sufficienza, ma son davvero curioso di vedere se sarà in grado di rifarsi), e nonostante ciò lanciato grazie alla sconfitta di Daniels (l'uomo che a Novembre era un passo dal diventare World Champion, e che ha messo il campione AJ alle strette più volte nella fine del 2009).

E queste prime novità, non vanno assolutamente a correggere i difetti già presenti nella federazione, quei difetti dell'attuale gestione Vince Russo degli ultimi mesi (ma anche anni). Prendiamo ad esempio Matt Morgan. Bello e grosso, gestito con molta calma con diversi feud nell'undercard e nel midcard. Poi il turn face grazie al feud con Angle, e a una gestione attenta e minuziosa che lo hanno reso (in ottica prettamente mark) un credibile candidato al World Heavyweight Title, e un wrestler al livello di Kurt Angle grazie anche a un ottimo match a Bound for Glory. Poi finisce tutto. Angle turna face, e Morgan ha bisogno di nuovi avversari. Improvvisamente, nel giro di pochi giorni finita la rivalità, le ruggini, ognuno per la sua strada senza dare a Morgan una possibilità di rivincita, e di concludere il feud in maniera più dignitosa. E parliamo anche di Hernandez, che doveva diventare main eventer. Il suo feud con Young è stato letteralmente cancellato dopo Bound for Glory, mentre c'erano tutti i presupposti per una nuova evoluzione, oltre al fatto che non c'è stato un match (un match vero) tra i due. Dopo circa 3-4 mesi di stint da singolo, Hernandez torna alla categoria di coppia e ne vince i titoli. Tra l'altro, sciogliere i LAX per formare questa accoppiata non ha senso, neppure a cercarlo.

Cambiando discorso, non posso non fare menzione di altri nuovi arrivi in TNA: Brian Kendrick, la Generation Me, e Mr. Anderson.

Kendrick l'ho visto abbastanza appannato, diverso da quel che mi aspettavo da lui (conscio di quanto ha mostrato nelle indies, prima del suo ultimo periodo in WWE fino a qualche tempo fa). Mi aspettavo più velocità e più mosse rischiose da parte sua, invece di un atteggiamento molto più cinico e metodico, forse parte della sua gimmick. Comunque Kendrick rimane un ragazzo talentuoso, e chissà se il suo passato famoso possa ridare un minimo di lustro e interesse alla X Division, soprattutto per i nostalgici come me.

Discorso Generation Me: giuro che appena li ho visti entrare sul ring, pensavo fossero i Naturals. Poi, ovviamente, vederli sul ring è tutta un'altra storia. Per chi li ha visti combattere nelle Indies (con i nomi di Matt e Nick Jackson, the Young Bucks) non sono una sorpresa, per chi li vede la prima volta è impossibile non notare la loro precisione e abilità nell'eseguire le loro mosse combinate, soprattutto la finisher che (pur non mostrando niente di particolarmente nuovo) è spettacolare per la coordinazione dei movimenti dei due fratelli.

Ed infine, Mr. Kennedy. O sarebbe meglio abituarsi al suo nome, ovvero Mr. Anderson. Un personaggio che non ho mai definito eccelso sul ring, ma che ha un carisma ad ogni parola che dice, e in ogni movimento che esegue. In ogni caso, non è un personaggio che ti farà schizzare in alto i ratings. E non è personaggio che sa conquistare il titolo con gran facilità (come asseriva Hogan) dato che in WWE non ha mai vinto le cinture mondiali, sebbene ci sia andato vicino più volte. Non è sicuramente l'uomo che mancava in TNA, ma può divertire i fans. Basta dargli la solita gimmick da heel che prende in giro chiunque senza tanti pensieri, e dei buoni feud con il quale interagire con l'avversario e con il pubblico, e Anderson diventerà uno dei migliori nomi del roster. Cancellando così il ricordo del match contro Abyss, che in tutta onestà è stato veramente brutto.

Il Pay-per-view viene salvato, al mio avviso, solo dal Main Event. AJ e Angle hanno proposto un match di livello inferiori ai precedenti, ma sempre molto bello, godibile e intenso. E la sorpresa arriva con quel che sembra il turn heel di AJ Styles, con l'aiuto di Ric Flair. Un finale che, tutto sommato, mi è piaciuto. Per come è avvenuto, e per cosa è avvenuto. L'idea di un Angle “fregato” e dell'alleanza Styles – Flair (magari con un futuro intervento di Sting a inserirsi in questa rivalità) è interessante, ma voglio capire cosa accadrà a iMPACT! prima di giudicare o tentare di prevedere come si evolverà questa storia.

TNA Trivia #03

I miei complimenti vanno a Luca Adorni, il primo a sapermi indicare i sei wrestlers ancora nel roster che hanno partecipato al primo show della TNA. Ecco quanto da lui scritto:

1) Jeff Jarret – 20-Man Gauntlet For The Gold: Vincitore: Ken Shamrock
2) Scott Hall – 20-Man Gauntlet For The Gold (Vedi sopra)
3) Abyss (Chris Parks), con il nome “Justice” – 20-Man Gauntlet For The Gold (Vedi Sopra)
4) AJ Styles – Six Man X Tag Match: AJ Styles/Jerry Lynn/Low Ki vs Jorge Estrada/Sonny Siaki/Jimmy Yang. Vincitori: Jorge Estrada, Sonny Siaki, & Jimmy Yang (The Flying Elvises).
5) James Storm – Tag Match: The Johnsons (Richard & Rod) w/Mortimer Plumtree vs Psicosis & James Storm. Vincitori: The Johnsons.
6) Daffney – Fu presentata come Shannon tra la 10 lottatrici che avrebbero partecipato alla Miss TNA Battle Royal la settimana successiva.

Anche Andrea Perlini (già citato nel primo Trivia) ha dato la risposta corretta, ma solo al secondo tentativo. Molti han provato, e molti han dimenticato uno o due personaggi, complimenti a tutti loro ma forse è meglio che il prossimo Trivia sia qualcosa di ben più semplice. Parleremo quindi di una delle stable più famose della storia della TNA, ovvero il Team Canada. Chi se li ricorda? Con l'inno canadese in chiave rock, le giacche rosse e il bastone da hockey, e con Scott D'Amore che puntualmente urlava qualcosa alla telecamera. Nacquero in occasione della X Cup del 2004, e il team venne poi sciolto nel 2006.

Eccovi la domanda: come si sciolse il Team Canada? E quale fu l'ultimo match disputato da questo team? (indicare tipologia di match, data e luogo, e come finì il match)

Stessa modalità, mandate le vostre risposte all'indirizzo mail: [email protected] . Vi chiedo di inviare le mail entro lunedì, perchè dopo non avrò molto tempo per controllare la posta elettronica. E ci rileggiamo fra sette giorni!

No more six sides
Si torna al classico ring a quattro lati.

E' ufficiale, la notizia era già nell'aria, e lo era da diverse settimane. E questa notizia è diventata realtà proprio al pay-per-view Genesis: via l'esagono, si torna al vecchio, classico ring quadrato, a quattro lati. Una notizia che rompe una tradizione che durava da molti anni, da circa cinque anni e mezzo: il ring esagonale debuttò proprio in contemporanea con la nascita di iMPACT!, nel giugno del 2004, divenendo un segno distintivo della TNA. E così ogni appassionato TNA associa alla federazione di Orlando, il ring a sei lati.

A molti esteticamente, lo rende differente dagli altri ring e, conseguentemente, dalle altre federazioni. L'area interna del ring è simile a quella di un ring quadrato (avevo dei dati sottomano, che ora ho perso, credo che il ring esagonale fosse leggermente più piccolo, ma di poco) e i sei lati davano quella particolarità in più, soprattutto quando si trattava di incontri a più uomini. Tuttavia non lo giudico affatto speciale, anche perchè l'azione si mostra su un qualsiasi ring senza differenze, che il ring abbia quattro o sei lati non cambia.

Ma dall'altro lato c'è chi la TNA non la conosce ancora. E deve ancora vederla, si deve affezionare, deve piacergli. Il fan di wrestling occasionale, quello “ignorante” (in senso buono) in quanto non si è mai interessato alla disciplina del wrestling. E ho avuto modo di notare, da vari commenti in diversi siti americani, come il ring esagonale a primo impatto non piace a diversi spettatori. Ovvio che non parlo dei siti di wrestling specializzati, bensì quei forum di televisione, o di sport in generale, dove l'utente guarda il wrestling con la convinzione che sia tutto vero, perchè lo guarda tanto per passare il tempo, e non perchè è un fan super appassionato. Anche in Italia si può fare lo stesso discorso: c'è una cerchia di spettatori ai quali il ring esagonale non piace. Una cerchia piccola, senza dubbio, ma a cui serve tempo per abituarsi (e magari apprezzare) il “six sided ring”.

Detto questo, amici di Tuttowrestling, voglio la vostra opinione. Grazie al suggerimento dell'amicissimo Paolo, e il supporto tecnico dell'illustre GP, vi invito a partecipare a un sondaggio cliccando qui, e indicando la vostra idea sul ring TNA: è meglio a quattro lati, oppure a sei lati?

Concludo il mio intervento su questo argomento con un appunto, notato mentre guardavo il PPV Genesis. Dopo la sorpresa iniziale, e lo stupore particolare di vedere uno show TNA in un ring quadrato (situazione al quale non ero abituato, credo di non aver mai visto un ring a quattro lati nella Impact Zone), dopo un paio di incontri, non ho più fatto caso alla differenza, mi ero già abituato a vedere il ring classico, e mi ha fatto pensare che, forse, il ring a sei lati non è prerogativa dell'azione che la TNA ha sempre saputo proporre. Per quel che mi riguarda, mi spiace che il ring esagonale non ci sarà più in TNA, ma alla fine non cambierà granchè.

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