5 Star Frog Splash #9 – The Revealing TW Awards

Se qualcuno ha prestato attenzione ai voti singoli espressi da me per i TW Awards, avrà notato che ben poche volte questi si sono omologati al giudizio complessivo. Solo in tre occasioni su dieci, infatti, mi sono trovato d'accordo con il giudizio espresso dalla comunità, più precisamente per Wrestler of the Year, impensabile non darlo a CM Punk, votato infatti all'unanimità, Rookie of the Year, che è un premio un po' ambiguo (personalmente lo rinominerei in “Newcomer of the Year”) ma che a mio giudizio merita Antonio Cesaro su tutti gli altri, e Moment/Fact of the Year, che ho ritenuto giusto dare al ritorno di Brock Lesnar.

Come Match of the Year ho puntato sul match di Wrestlemania tra CM Punk e Chris Jericho perché lo ritengo il più completo dell'anno: bellezza dell'azione, psicologia in-ring e storytelling sono tutti espressi ai massimi livelli in quel match. Tuttavia, non ritengo Wrestlemania un PPV completo abbastanza da essere definito PPV of the Year: il Grandaddy of 'em All ha infatti compensato tre ottimi match con dei match e dei segmenti francamente da evitare. Uno su tutti, l'opener da 18 secondi tra Sheamus e Daniel Bryan: credo che non li perdonerò mai per avermi rovinato il match che forse attendevo con più curiosità. Come Most Improved Wrestler of the Year ho scelto Dolph Ziggler (Daniel Bryan per me è stato un fenomeno fin dal primo momento, sinceramente non lo vedo “migliorato”), ma per quanto mi riguarda l'unica votabile per questo premio quest'anno era Miss Tessmacher, altri non ne vedevo. E poi non ho votato l'End of an Era, che a mio giudizio, pur costituendo un evento epocale nella sua specialità, non ritengo degna di essere addirittura Storyline of the Year, in favore della storyline che vede protagonista CM Punk da ormai diciotto mesi.

Ma sono tre le categorie sulla cui differenza di giudizio vorrei portare l'attenzione, ovvero Face of the Year, Heel of the Year e Tag Team of the Year. Per quanto mi riguarda, queste tre categorie dovevano essere in blocco appannaggio della TNA, non della WWE. I miei voti sono andati rispettivamente a James Storm, Bobby Roode e i Bad Influence, ovvero Christopher Daniels & Kazarian, che a mio parere hanno sbaragliato la concorrenza, soprattutto questi ultimi. Il Team Hell No, infatti, è innanzitutto un team troppo giovane per poter ambire a questo premio, senza contare che, come già rimarcato da Erik Ganzerli durante il Wrestling Cafe, la qualità in ring dei Bad Influence è stata elevatissima durante tutto l'anno, basta pensare, ad esempio, ad un match che potrebbe essere tranquillamente un candidato a match dell'anno, ovvero quello di Slammiversary con i World Tag Team Titles in palio tra loro ed il team composto da AJ Styles e Kurt Angle. Senza contare che anche al microfono e nell'extraring sono stati spettacolari: anche nei momenti più bui della pessima storyline di Claire Lynch erano loro a portare quel barlume di luce nell'oscurità totale. E la vicinanza di Daniels ha anche giovato al suo partner Kazarian, basta guardare l'esilarante imitazione di AJ Styles da lui messa in scena durante l'ultimo episodio di Impact Wrestling dell'anno.

Per quanto riguarda Face e Heel of the Year, invece, il discorso è un attimo più complesso. Non fraintendetemi, non ho alcuna intenzione di dire che in WWE non ci siano wrestler meritevoli di vincere quel premio, affatto. È solo che a mio modesto parere James Storm e Bobby Roode hanno monopolizzato quelle categorie, risultando entrambi abilissimi, convincenti e soprattutto affidabili anche in alcuni momenti non facilissimi. I due si erano infatti imposti a furor di popolo nel corso dei primi mesi del 2012 e avevano anche messo su una storyline solida, ben costruita e ottimamente caratterizzata, ma la TNA ha deciso di rovinare tutto perché… già, perché? Il tutto avrebbe dovuto concludersi a Bound for Glory, con lo scontro finale tra il World Heavyweight Champion Roode ed il #1 contender Storm, ma la storia tra i due è stata irrimediabilmente rovinata togliendo dal contesto il World Title. E tutto questo è stato fatto per affidare il titolo a Jeff Hardy, che fino a dieci minuti prima non aveva lo status adatto per sostenere un regno da campione del mondo… ed infatti il suo regno non è niente di che, e oltretutto questo “niente di che” viene raggiunto quasi esclusivamente grazie alla caratura e alla bravura dei suoi avversari, lo stesso Roode e Austin Aries. Non voglio criticare la TNA per aver fatto una cosa del genere (anche se ce ne sarebbe decisamente bisogno), ma la compagnia di Dixie Carter è colpevole di aver rovinato una storyline che, fosse arrivata a Bound for Glory nella maniera corretta, non avrei esitato un attimo a definire la Storyline of the Year.

Riflettendo sui miei voti, mi sono reso conto che nel 2012 la WWE e la TNA si sono distinte ognuna in un campo diverso nel loro ruolo di costruzione, risultando quantomeno carenti in quello in cui la rivale invece primeggia. Infatti, la WWE è stata in grado di costruire alcune ottime storyline (la storyline lunga un anno e più di CM Punk, John Cena vs The Rock, John Cena vs Brock Lesnar, Triple H vs Brock Lesnar, Triple H vs Undertaker e altre ancora), risultando lacunosa invece nella costruzione di alcuni suoi personaggi, mentre la TNA è riuscita proprio in questo, offrendo al panorama del wrestling Austin Aries, James Storm, Bobby Roode, Bully Ray, Christopher Daniels & Kazarian, AJ Styles, anche Joseph Park, ma non riuscendo spesso e volentieri ad inserirli in delle storyline al loro livello che potessero metterli in luce ed in mostra nella maniera corretta.

Per quanto riguarda la WWE, infatti, analizzando l'intera annata mi ritengo soddisfatto della costruzione effettuata nel caso di sole tre Superstars, ovvero John Cena, CM Punk e Daniel Bryan. Che io possa definirmi soddisfatto, però, non vuol dire che anche nelle costruzioni di questi “magnifici tre” non ci siano dei buchi vistosi e delle incoerenze lapalissiane, semplicemente si tratta di un altro livello rispetto alle costruzioni approssimative apportate a praticamente l'intero resto del roster. Basta pensare a tutti i pessimi turn avuti quest'anno: Christian, Big Show, The Miz, Alberto Del Rio, sono solo degli esempi per mostrare quanto la caratterizzazione sia in realtà un optional in molte delle costruzioni che la WWE opera sulle sue Superstar. A pensarci bene, un altro elemento a salvarsi da questa carenza di caratterizzazione è lo Shield, che ha esordito in un modo piuttosto d'impatto ed è stato in grado di confermarsi su quei livelli, risultando di gran lunga la cosa più interessante di questi ultimi due mesi di WWE. D'altro canto, il loro “rivale” Ryback è forse l'emblema di questa enorme mancanza della WWE per la pochezza rappresentata dal suo personaggio e la maniera insensata con cui questo è stato proposto nel main event.

La TNA, invece, quest'anno si è rivelata più volte incapace di portare a compimento dei piani a lungo termine, iniziando anche delle cose piuttosto belle ma concludendole nel peggiore dei modi. Basta pensare all'ottima costruzione delle Bound for Glory Series di quest'anno, gettata alle ortiche nell'unica, orribile notte di No Surrender, e alla già citata storyline tra gli ex Beer Money per rendersi conto delle mancanze della TNA. Senza contare l'effettiva bruttezza ed insensatezza di altre storyline terribili proposte durante tutto l'anno: avevano cominciato con la storyline di Garett Bischoff, producendo poi quell'abominio della storyline di Claire Lynch ed affossando AJ Styles per mesi. Ma l'emblema di tutto questo è davanti agli occhi di tutti: la storyline degli Aces & 8s. Una storyline partita anche bene, ma che ha perso ogni sua direzione positiva dal post-Hardcore Justice in poi, quando la gang di motociclisti ha perso ogni mordente e ha iniziato ad esprimersi su livelli di bruttezza veramente notevoli. Il picco massimo è stato raggiunto però a Bound for Glory, con l'incredibile rivelazione che Devon era parte degli Aces & 8s e che aveva fatto tutto questo per tagliare l'invidiabile traguardo di vincere il Television Championship! Ovvero, un titolo che aveva detenuto per mesi prima di sparire e poi riapparire al PPV di novembre. Che dire, davvero geniale.

Nonostante tutto questo, però, il 2012 è stato un anno estremamente positivo per quanto riguarda il wrestling. Le cose positive che ci ha lasciato sono comunque notevoli e, in gran parte, propedeutiche al 2013: basti pensare alle due cose più importanti che ci ha lasciato, ovvero John Cena vs The Rock è l'esplosione del fenomeno CM Punk, due storyline che a breve si intrecceranno e costituiranno le fondamenta dell'intera Road to Wrestlemania 29. Per quanto riguarda la TNA, l'argomento forse più interessante riguarda AJ Styles e come si concluderà l'anno senza opportunità al World Title per il Phenomenal One. Ciò che è certo è che sia la WWE che la TNA dovranno lavorare duramente e cercare di compensare ognuna alle proprie mancanze, non cessando, però, di affidarsi ai propri pezzi forti, che costituiscono sicuramente la base da cui ripartire per entrambe le compagnie in un anno possibilmente ancora migliore del 2012.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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