5 Star Frog Splash #86 – The “Strong” Big Dog Roman Quixote of Pensacola

Qualche giorno fa ero contento. Ero contento perché pensavo che il prossimo editoriale che avrei dovuto scrivere sarebbe stato l'Helluvakick! pre-NXT Takeover: London. Già pregustavo una fuga dal commentare la solita squallida routine degli show del main roster WWE con un po' d'aria fresca proveniente dallo show giallo. Poi però mi sono reso conto che manca ancora un episodio di NXT a Takeover e, soprattutto, che domenica c'è l'imperdibile TLC, ultimo PPV di questa incredibile (pun intended) annata WWE. E cosa c'è di meglio che commentare queste magnifiche tre puntate di Raw che ci hanno accompagnato nella costruzione del PPV con tavoli, scale e sedie? Ehm… qualsiasi cosa, direi. A me non piace esprimere giudizi assolutistici, ma credo di poter affermare con una certa sicurezza che queste tre settimane di show sono state le peggiori che io abbia mai visto da quando seguo il wrestling. Negli show non accade NIENTE. Le rivalità si sviluppano e vengono portate avanti sulla base di NIENTE oppure con scuse del tipo “I Brothers of Destruction ci hanno battuti a Survivor Series, quindi stanotte i Dudley Boyz la pagheranno cara”. Dal nulla nascono stable composte da midcarder anonimi che in comune non hanno NIENTE. Queste tre settimane possono essere riassunte con una sola frase (da leggere con la voce di Vince McMahon): “We gotta make Roman look STROOOOONG!”.

Davvero, ricordate qualcosa di rilevante in queste ultime tre settimane che non abbia riguardato il mitico rampollo di casa Anoa'i? No, non credo. Da dove vogliamo cominciare a elencare le sue mirabolanti avventure? Potremmo cominciare dal fatto che la WWE cerca di propinarcelo in ogni modo come il migliore di tutti, tanto da riuscire quasi a sconfiggere Sheamus – che dovrebbe, e dico dovrebbe, essere il WWE World Heavyweight Champion – in 5 minuti, tanto da battere la League of Nations da solo, seppur per count out, in un 4-on-1 Handicap match. Oppure potremmo notare come gente come gli Usos o l'immancabile Dean Ambrose sia interamente gestita in funzione di Reigns, tanto da arrivare a fare costantemente la figura dei fessi visto che si prendono batoste allucinanti e poi Reigns vince comunque. Penso che la mia attenzione nei confronti della puntata di Raw di ieri sia calata drasticamente dopo l'introduzione delle quattro stable ad inizio puntata, segmento sul quale tornerò tra poco. Prima la League of Nations, poi la Wyatt Family, poi il Team Extreme… poi Roman & Company. Roman & Company?? Come a dire “Reigns e tre tizi random”. Tanto per rimarcare che l'unico protagonista assoluto del mortor… dello show del lunedì sera sia Reigns. Insomma, niente di nuovo. Sarà interessante vedere alla fine chi si romperà le corna per primo. Se la WWE, quando si renderà conto che Reigns non è assolutamente il main eventer che vorrebbero, o Reigns, quando la sua carriera sarà fatta a pezzi dalla testardaggine della compagnia di Stamford. Ai posteri l'ardua sentenza.

Dicevamo di Raw e delle quattro stable. Io vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse perché l'ultimo episodio di Raw precedente a TLC abbia dovuto avere un segmento iniziale tanto brutto, patetico e inutile. Inizia la League of Nations, alias un covo di midcarder sfaccendati senza scopo che vengono da paesi esterni agli Stati Uniti, dichiarandosi una stable imbattibile (dopo aver perso la settimana scorsa il match contro il solo Reigns, è bene ricordarlo). Poi è arrivata la Wyatt Family, ai cui membri stavolta non pareva vero di non dover apparire dal nulla ad assalire qualcuno senza motivo ma di avere (più o meno) un valido motivo per intervenire. A seguire arriva il Team Extreme, con la quattordicimiliardesima riunione della ECW dell'ultimo decennio, che presenta Rhyno come suo quarto membro. L'effetto di questa presentazione è durato circa 7 secondi. Concludono i già citati “Roman & Co.”. Risultato: pubblicità e un 16-man (!) Elimination Fatal 4-Way match sancito tra le quattro stable. Domanda: perché? Perché fa figo mettere contro quattro stable di quattro elementi ciascuna nonostante la League of Nations non c'entrasse niente col Team Extreme o nonostante Roman e i suoi amici del cuore non avessero niente a che spartire con la Wyatt Family? Boh. Io davvero non capisco. Perché uno dovrebbe abbonarsi al WWE Network per guardare un PPV dopo una schifezza di tali proporzioni? Prego coloro dediti a pratiche di masochismo di non rispondere a questa domanda.

La totale incapacità del creative team WWE di creare qualcosa di nuovo è reso palese da un fatto evidentissimo: qualsiasi (parvenza di) storia o personaggio attualmente in corso ha delle somiglianze o dei palesi richiami con qualcosa del passato. Tutti non abbiamo potuto fare a meno di notare come l'attuale storyline di “vendetta” di Roman Reigns sia uguale identica a quella che doveva essere scritta per Daniel Bryan due anni fa. Sheamus non solo è il paper champion stile Authority a là Randy Orton, ma dopo i famigerati 18 secondi di Wrestlemania 28 adesso non fa altro che parlare dei 5:15 minuti che ci ha messo a battere Reigns (con annessa maglietta ricalcata da Stone Cold Steve Austin, ovviamente). Roba che se Sheamus allora riuscì a cavarsela e a non morire con quella storyline patetica stavolta non ha speranze. Charlotte aveva una bozza di character fino a qualche settimana fa: via, depennato, cancellato, mai esistito. Meglio trasformarla nel clone femminile di Ric Flair senza alcun motivo logico. Se non quello di farla rimanere perennemente all'ombra di suo padre lasciandola nell'impossibilità di emergere, di farsi un nome e di dimostrare cosa sappia fare. E potrei continuare all'infinito. Il sempiterno revival del passato si consuma per puntate intere di Raw, condito solo da qualche talento che ogni tanto cerca di metterci del suo e pare funzionare, vedasi il New Day di qualche mese fa. E cosa fa la WWE? Lo prende e lo mette in ogni segmento, anche quelli che non gli competerebbero assolutamente, facendolo risultare indigesto e sovraesposto. E infatti il New Day, che un paio di mesi fa era geniale e divertente, adesso è una palla al piede.

Tutti sappiamo che in un punto non meglio precisato della stagione invernale la WWE mette tutto in pausa e se ne va in letargo, in attesa del nuovo anno, della Royal Rumble e della Road to Wrestlemania. Quest'anno, però, la faccenda non è così semplice come sembra. Questa volta il calo non è fisiologico. Stavolta la WWE ci sta mettendo del suo nel non offrire NIENTE per cui valga la pena di guardare lo show. O forse chissà, stavolta mancano solo i performer in grado di indorare la pillola e farci dimenticare quale prodotto orrido stiamo guardando. Mancano i CM Punk e i Daniel Bryan, per intenderci, mancano fuoriclasse in grado di focalizzare l'attenzione su di sé e rendere lo show interessante. In realtà qualcuno c'è che potrebbe prendere in mano gli show e renderli nuovamente divertenti. E dico che può semplicemente perché lo ha già fatto in passato. Sto parlando del Sancho Panza della situazione, dello scudiero di quel Roman Chisciotte che monopolizza gli show: Dean Ambrose. Peccato che la WWE non abbia alcuna intenzione di farglielo fare. E secondo me anche lui non ha nessuna intenzione di sbattersi per farlo. Lo ha già fatto in passato, ma ha capito le cose come stanno e non si spreca nemmeno più. Si limita a tornarsene a casa con Renee Young e non ci pensa più. E come dargli torto. Per poi tornare il giorno dopo a fare da spalla al supereroe imposto dalla WWE ma che tanto non emergerà mai. Intanto, però, a circondarlo ormai non c'è più nulla.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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