5 Star Frog Splash #84 – Die, Roman, Die

Due settimane fa abbiamo parlato del periodo di letargo creativo in cui, tanto per cambiare, la WWE è precipitata da un paio di mesi a questa parte. Tuttavia, questa volta alla WWE non è andata tanto bene come negli anni passati: Seth Rollins si è infortunato gravemente e questa per la compagnia è la più grossa tragedia che si possa immaginare. Per due motivi: 1) perché la WWE contava su Seth Rollins come uno dei (pochi) motivi d'interesse in questi mesi di puntate noiose e prive di alcun pathos; 2) perché al momento la compagnia di Stamford non ha nessuno su cui mettere quel titolo. Nessuno. Se ne può parlare quanto se ne vuole, ma la realtà dei fatti è che la WWE ora pagherà caro e amaro lo scarsissimo lavoro di costruzione fatto negli ultimi mesi. Chi c'è come main eventer fatto e finito a cui affidare il titolo considerato che John Cena è fuori fino a dicembre per motivi personali, Daniel Bryan e Randy Orton sono infortunati e Brock Lesnar è fuori dalle scene a tempo indeterminato? Nessuno. E il motivo è la gestione frenetica, incostante e totalmente senza senso di tutti i suoi mid/uppercarder, la cui maggior parte è senza una direzione da mesi, ad essere ottimisti.

Ed ecco dunque il ricorso alla soluzione standard per emergenze di questo tipo: un bel torneo per riassegnare il WWE World Heavyweight Title vacante. Peccato che dei sedici wrestler che hanno preso parte a questo torneo due o tre nomi hanno speranze di vittorie, altri due o tre sono nomi ridicoli e il resto sono midcarder di belle (o senza) speranze. Partiamo dal fatto che io credo di non aver mai visto nella storia recente della WWE un annuncio così anticlimatico per una questione così importante per la compagnia di Stamford. “Signori il titolo è vacante, faremo un torneo per trovare il nuovo campione (e possibilmente farci venire un'idea geniale)”. Queste, in pratica, le parole di Triple H. Che in un certo senso sono molto attinenti alla realtà visto che quando si trova in una situazione di tale emergenza solitamente la WWE non ha mezze misure: o tira fuori il coniglio dal cilindro o mette su una schifezza allucinante. E diciamo che stavolta le cose non stanno andando bene fin dall'inizio se ai piani alti credevano davvero che il segmento tra Triple H e Roman Reigns, con conseguente match di quest'ultimo con Big Show, fosse un buon modo per mettere hype al torneo. È stata invece una rappresentazione tragicomica, salvata in parte da Triple H, per un solo motivo: non si rendono conto che continuando a proporre Reigns nella stessa maniera non otterranno mai quello che vogliono.

Quando uno si trova un muro invalicabile di fronte, può provare a buttarlo giù a testate. Può provarci una volta, due, tre, dieci. All'undicesima (ma anche alla centesima e alla millesima ormai) forse dovresti iniziare a porti il problema che il muro non si sfonderà mai a suon di testate. Dovresti poi porti il quesito di come superarlo, magari aggirandolo o scalandolo. La WWE invece non si pone nessun quesito, continua a prendere il muro a testate senza ottenere nessun risultato. È esattamente quanto accade con Roman Reigns, che in questo momento non sarà mai il babyface che la dirigenza vorrebbe. Perché? Perché non è adatto. Perché non ha le capacità per farlo. Perché in un roster composto da fenomeni sul ring o al microfono non si può affidare il proprio titolo massimo a uno che non arriva nemmeno lontanamente al livello medio dei suoi colleghi. Il pubblico lo sa, il pubblico non è fesso, il pubblico se ne accorge. Di conseguenza, quando la WWE prova a proporlo come un face, lo rigetta e lo fischia. Puoi metterlo in feud con Wyatt (con Ambrose a fare da balia) per altri dodici anni: il risultato non cambierà. A meno che a cambiare non sia Reigns stesso.

È inutile che ce lo nascondiamo, Reigns arriverà quantomeno alla finale del torneo. E sono solo due gli avversari contro cui potrà lottare: Dean Ambrose e Kevin Owens. Ma a conti fatti, contro chiunque di questi due andrà, Reigns sarà fischiato comunque perché il pubblico non lo vuole da face. Tantomeno contro Ambrose, che è uno dei più over del roster, che è amatissimo e che sono ormai tre anni che tutto ciò che fa è imboccare Reigns e fargli da balia. La WWE conta di far arrivare Ambrose in finale e turnarlo? Non funzionerà perché semplicemente il pubblico vuole Ambrose con la cintura alla vita e quindi anche se sarà girato heel continuerà a essere sostenuto. Lo stesso discorso vale per Owens, che ritengo un nome meno probabile da porre contro Reigns in finale semplicemente perché il torneo finirebbe esattamente com'è cominciato: senza alcun pathos. Hanno dunque un solo modo per far sì che il torneo significhi qualcosa e possa porre i semi per qualcosa d'interessante: una finale Ambrose vs Reigns. Ma non nel modo in cui vorrebbero loro. L'unico modo perché funzioni è proporre un Ambrose face e un Reigns che, o prima della finale o a stretto giro nell'immediato futuro, turni heel.

Sembra qualcosa di impossibile da credere. Alla fine non ci credo nemmeno io. Il problema è che la WWE sta dimostrando che tanti anni di esperienza nel business non le hanno insegnato assolutamente nulla. Quanti anni sono passati da quando The Rock, al secolo Rocky Maivia, entrava nelle arene della WWF al coro di “Die Rocky Die”? Nemmeno venti. Non pochi. Ma nemmeno tanti. Come fa la WWE a non rendersi conto che Roman Reigns in questo momento ha bisogno esattamente del trattamento che trasformò Rocky Maivia in The Rock, una delle stelle del wrestling più acclamate di sempre? Tra l'altro Reigns non è The Rock, non ha nemmeno il 10% del talento del suo ben più capace cugino, e ce ne siamo accorti nei momenti di maggiore difficoltà dell'ex membro dello Shield. Continuare a proporlo in questo modo non ha senso: ogni volta che Reigns si avvicinerà al WWE World Heavyweight Title il pubblico si rivolterà e si rifiuterà di sostenerlo. Allora perché diamine non turnarlo? Perché non porre l'attenzione sulla storia di lunga durata tra Ambrose e Reigns e poi far vincere il torneo al primo, con Reigns che all'inizio la prende bene, poi capisce che avrebbe dovuto allearsi all'Authority fin dall'inizio e turna contro suo “fratello”? Non funziona da face? Giratelo heel, santo cielo! Sembra che l'idea di un turn heel di Reigns sia un sacrilegio, come se uno non possa diventare il volto della federazione se in passato è stato heel. Cena ha cominciato da heel puro, guadagnando consensi fino al suo turn face. Quando ha vinto il titolo a Wrestlemania 21 si era al culmine dell'esaltazione per lui (e adesso, ovviamente, è un'altra storia). Stone Cold Steve Austin era heel prima di diventare il più grande fenomeno di massa della storia del wrestling, The Rock, come detto, ha dovuto farsi un giro da heel per far capire quanto valesse. Ma Reigns in questo momento non ha in mano nulla. Non ha il talento e il carisma di The Rock, non ha la spigliatezza e l'appoggio del pubblico del primo Cena. Fargli vincere il titolo così significherebbe semplicemente l'omicidio brutale della sua carriera, visto che il pubblico inizierà a fischiarlo sempre di più finché nessuno vorrà più vederlo su un ring di wrestling. La WWE ha 10 giorni o poco più per capire tutto questo. Vedremo se la storia si ripeterà o se Reigns sarà mandato al patibolo suo malgrado – e malgrado il volere della WWE.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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