5 Star Frog Splash #82 – Helluvakick! VII – Iron Man

Ormai ogni volta che inizio a scrivere un Helluvakick! mi sorge il dubbio di stare iniziando a diventare stucchevole. Ogni volta mi metto qui alla tastiera e penso che la prima cosa che bisognerebbe scrivere riguardo all'ultimo NXT Takeover di cui parlare è che è stato magnifico, che ha alzato l'asticella rispetto al precedente, che il brand giallo della WWE riesce sempre in qualche modo a innovarsi e a riuscire completamente nell'intento che si propone. Ma sono io che sono stucchevole e decisamente poco originale e senza fantasia oppure è davvero NXT che ogni volta lascia tutti a bocca aperta? Beh, direi che almeno questa volta la risposta sia la seconda. Takeover: Respect è infatti stato un altro successo clamoroso, costruito molto bene e con veramente pochi punti deboli da annoverare. Onestamente non è uno dei miei eventi preferiti in assoluto perché io preferisco altri tipi di contese rispetto a quelle ammirate mercoledì scorso, tuttavia non si può negare l'accortezza, l'intelligenza e l'efficacia creativa con cui è stato messo su uno show in cui non è nemmeno stato difeso l'NXT Title. Ecco, forse è quella la parola perfetta per definire il processo che costituisce NXT: efficacia creativa.

Efficacia creativa che si è vista tutta nel match d'esordio di Asuka in WWE. C'era molta curiosità intorno alla contesa che ha visto contrapposte Asuka e Dana Brooke: la prima era all'esordio assoluto a NXT e quindi in WWE, la seconda ha degli evidentissimi limiti tecnici che la rendono un avversario tutt'altro che facile con cui lavorare. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa: Asuka non potrà comunicare con le parole, ma si è dimostrata perfetta per tutto il resto. Espressione, gestualità, capacità di interpretare un personaggio… Fin dall'inizio tutto è stato perfetto in lei. E tutto è stato perfetto anche sul ring, dove la ex Kana ha preso a calci anche troppo facilmente Dana Brooke riducendola a mal partito e vincendo agevolmente il match. Quello, la faccia terrorizzata di Emma nel post-match e il segmento backstage a loro riservato hanno fatto il resto. Più che altro da giorni è in atto un paragone tra Asuka e Hideo Itami che al momento è impietoso: è stata più convincente la prima in due segmenti backstage e un match che non Itami dal suo esordio a oggi. La Diva può fare grandi cose… anche se bisogna ammettere che stavolta anche Dana Brooke non è stata inguardabile e ha fatto il suo affinché il match andasse per il verso giusto.

Buono il match tra Apollo Crews e Tyler Breeze che continua a costruire il primo come la “Next Big Thing” di NXT, anche se mi dispiace onestamente che il secondo debba continuare a ricoprire questa sorta di ruolo di punching ball di lusso per chiunque abbia bisogno di un push importante. Breeze è un punto molto forte di NXT: ha un personaggio assolutamente castrante ma che lui riesce in qualche modo a far funzionare e ad utilizzare inoltre per mandare over gli avversari. C'è riuscito anche questa volta con Crews che aveva bisogno di una spinta importante e il Supermodel gliel'ha data eccome. Per quanto riguarda Crews, l'ex Uhaa Nation è stupefacente in tutto ciò che fa, l'abilità con cui si muove sul ring è incredibile. Notevole anche il carisma visto che sebbene il tempo passato nel territorio di sviluppo della WWE prima del debutto a NXT sia stato piuttosto breve la transizione è stata praticamente indolore. Crews è bravo sul ring, non è un incapace con il microfono in mano e soprattutto ha una capacità di farsi seguire che a questo tipo di character come il suo solitamente manca. Vedremo come proseguiranno la sua ascesa.

Ecco, dicevo che Respect non è tra i miei Takeover preferiti principalmente per come è stato deciso di organizzare il Dusty Rhodes Tag Team Classic. Per carità eh, la decisione di far vincere Finn Bálor e Samoa Joe ci può stare. Solo non condivido il modo in cui si è arrivati a tutto ciò. 16 team hanno partecipato al torneo e ben 11 erano costituiti da tag team formati ufficialmente. Poteva essere una bella occasione per ridare importanza ai tag team “veri” e per dimostrare quanto una coppia improvvisata non può lottare e prevalere contro due wrestler che interagiscono a occhi chiusi. Eppure nella finale del torneo sono arrivate due coppie formate per l'occasione. Ripeto, ci sta che Bálor e Joe vincano il torneo: si trattava di un torneo commemorativo in memoria del buon Dusty Rhodes ed è stato giusto che a vincere fosse un team face (e che comunque Bálor avesse un buon riconoscimento dato il suo rapporto molto stretto con l'American Dream). Molto, ma molto meno, ci stava che i loro avversari in finale fossero Baron Corbin & Rhyno. Non giustifico affatto questa scelta perché serve a un unico scopo: “far sembrare forte” Corbin. Sì, il doppio senso è assolutamente voluto visto che Corbin ha bisogno della balia che se lo tiri dietro in tag esattamente come Roman Reigns. Era l'occasione per dare la visibilità giusta e il push giusto a un team come Jason Jordan & Chad Gable, che stanno dimostrando quanto valgono. Si è deciso di fare in quest'altro modo e io ribadisco: comprendo ma non condivido.

Che altro possiamo dire ancora di Sasha Banks e Bayley che non sia già stato detto? Ormai sembro un disco rotto quando parlo di Sasha ma non posso farne a meno: il Boss per quanto mi riguarda è la Diva più completa e capace che io abbia mai visto su un ring di wrestling. L'Iron Man match non fa altro che confermare qualsiasi giudizio su di lei e migliorarlo nuovamente all'ennesima potenza. Una performer incredibile che è capace di manovrare il pubblico come vuole e farsi tifare come Daniel Bryan o odiare come The Miz in una manciata di secondi. La scenetta con Izzy, la piccola tifosa “sosia” di Bayley è ormai già un classico. A proposito di Bayley: sarà anche inferiore alla sua avversaria ma anche lei è tantissima roba. Quello che mi sorprende di Bayley è la “potenza” del suo personaggio. Il miglior sunto di quello che è Bayley lo ha fatto Kevin Owens nell'All Star Panel di NXT di Summerslam: “Bayley entra nell'arena e fa sentire felice e sorridere chiunque, persino me”. E questo feud con Sasha l'ha rafforzata e le ha dato uno status assurdo. È una campionessa fortissima e ha le capacità per guidare la NXT Women's Division anche senza le altre tre Four Horsewomen.

Il match in sé è disumano. Parte lento perché è evidente che le due ragazze fossero tese e nervose date tutte le aspettative di cui questa contesa era stata caricata. Ma una volta che le due rompono il ghiaccio e iniziano a mostrare cosa sanno fare… beh, che parlo a fare. I loro personaggi, come già spiegato ampiamente, sono fortissimi, la loro chimica sul ring è buonissima, la loro capacità d'interazione è incredibile. I puristi dell'azione in ring potranno anche aver trovato qualche imperfezione nella contesa: io dico chi se ne frega. Chi se ne frega perché qualche stortura qua e là non può pregiudicare una narrazione potente come quella che abbiamo visto appena sette giorni fa. Una narrazione in grado di giustificare e legittimare persino un punteggio come il 3-2 finale. Avessi saputo del punteggio prima avrei storto il naso e detto “Ma come, Sasha si prende tre pin?”. Sasha in realtà ha preso due pin e ha anche ceduto a una sottomissione. Eppure il tutto è stato perfettamente spiegato dalla storia del match, da cui Sasha esce nonostante tutto fortissima e pienamente legittimata. Sasha lascia NXT sulla sua nota più alta. Si spera che possa portare un po' della sua grandezza nel deserto della Divas Revolution del main roster.

Poco altro da dire. NXT Takeover: Respect è stato un altro show straordinario e l'ennesima dimostrazione che la WWE quando VUOLE fare le cose le sa fare e le sa fare anche molto bene. L'Iron Man match tra Sasha e Bayley è entrato ufficialmente nella storia. Tutto il resto molto meno… eppure torniamo sempre all'efficacia creativa di NXT. Un'efficacia che permette allo show giallo di continuare a restare su livelli molto alti nei Takeover e quantomeno sulla sufficienza negli show settimanali. Al contrario degli show del main roster che ormai sono diventati una specie di dannazione divina ma dei quali ci occuperemo la prossima settimana.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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