5 Star Frog Splash #46 – The MenageRaw and the Original Sin (part 2)

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Avete presente The Menagerie, la nuovissima stable partorita dalle menti geniali della TNA che imperversa a Impact Wrestling da circa un mese? Nel caso in cui non la conosciate, sopra trovate il video della loro entrata e del loro debutto. Ecco, la puntata di Monday Night Raw andata in onda lunedì l'ho trovata tremendamente simile ad un'entrata della Menagerie lunga tre ore. Lenta, per certi versi assurda, noiosa, forte solo di qualche “acrobazia” piazzata qua e là ogni tanto… l'ultimo episodio di Raw è stato indubbiamente uno dei peggiori dell'ultimo periodo. È stata una puntata trascorsa tra l'addio di Bluetista e Damien Sandow che gioca a basket, tra Bo Dallas e Adam Rose che fanno sempre le stesse cose in loop e presto (molto presto) finiranno per stancare e forse per bruciarsi, tra il nuovo incubo di John Cena vs Kane ed il vecchio incubo dei Matadores contro i 3MB, tra Paige che ormai ha ufficialmente il character della deficiente, visto che non ritengono necessario nemmeno farle ottenere un cheap pop con un intervento in favore di Nikki Bella in inferiorità numerica, e Dolph Ziggler che viene maltrattato per l'ennesima volta a discapito di Alberto Del Rio del quale ormai non importa veramente nulla a nessuno, tra le grandi idee geniali di Cody Rhodes e i premi di improbabili federazioni russe. E poi… poi c'è stato il fulmine a ciel sereno. Seth Rollins ha tradito lo Shield e si è allineato con l'Evolution. Believe in the Shield, never more.

Molti hanno gradito il turn di Seth Rollins, ho visto fioccare numerosi “Pessima puntata salvata dal colpo di scena finale”. Per quanto mi riguarda, invece, il tradimento di Seth Rollins ai danni dello Shield è una cosa che non ha alcun senso logico. È un avvenimento messo su senza la minima o la più basilare costruzione, sviluppato solo ed esclusivamente per il gusto del sorpresone che rimescoli le carte in tavola e che (in modo totalmente illogico) possa portare nuova vitalità ad una faida ormai finita e che si era esaurita a Payback. Già, perché a Payback lo Shield aveva distrutto l'Evolution senza appello. Dopo una guerra senza quartiere durata circa mezz'ora, lo Shield ha annientato l'Evolution eliminandone tutti i membri uno dopo l'altro e con tutti i membri ancora in gioco. Nonostante questo apparente cappotto, il match è invece stato costruito in modo ottimo: all'Evolution non bastava battere lo Shield, voleva totalmente annientarlo. Per questo non ha praticamente tentato alcun pin durante tutta la contesa, limitandosi ad un attacco continuo contro i propri avversari. Poi sappiamo tutti cos'è avvenuto: il volo di Rollins dal titantron ha ribaltato la situazione e ha portato alla fase finale, dove lo Shield ha agito nel modo che gli è più congeniale ed è riuscito ad eliminare tutti gli avversari uno dopo l'altro. Pregevole anche la scelta di affidare un'eliminazione a testa, dato che tutti prevedevano già una megaprestazione di Reigns. Tanto di cappello, in questo caso, alla WWE per aver costruito un match perfetto.

Tuttavia, quanto di buono fatto a Payback è stato pregiudicato dalla scelta totalmente insensata presa sul futuro dello Shield. Ora, è necessario focalizzarsi su due punti fondamentali: innanzitutto, io non sono a priori contro lo split dello Shield. Non sto contestando COSA è avvenuto a Raw, ma COME tutto ciò è avvenuto, il che è ben diverso. “Dopo aver annientato l'Evolution, cosa rimaneva da fare allo Shield?” È stata una delle domande che ho sentito di più in questo paio di giorni che hanno seguito il turn di Seth Rollins. È un'argomentazione quantomeno plausibile, visto che i tre sono insieme nel main roster da più di un anno e mezzo e hanno affrontato praticamente tutti, sia da heel che da face. Posto che si sarebbero potuti trovare altri modi per far rimanere insieme la stable, quel che è certo è che se uno split doveva avvenire non era certo questo il modo di farlo. La WWE crede che piazzando in un suo show un sorpresone totalmente inaspettato possa sopperire a tutti gli enormi limiti della propria scrittura attuale e generare una uguale curiosità: non è così. Seth Rollins domenica sera si sarebbe fatto ammazzare per Dean Ambrose e Roman Reigns: il team di commento più volte ha sottolineato questo aspetto e come ciò rendesse lo Shield una delle migliori stable della storia della compagnia. Un tradimento di Rollins appena 24 ore dopo, tra l'altro allineandosi agli avversari che aveva contribuito a massacrare la sera prima, non è una cosa plausibile semplicemente perché non è stato ipotizzato in alcuna maniera che ciò potesse avvenire. Mi rendo conto di sembrare un disco rotto certe volte, ma il wrestling è composto di storie: quanto avvenuto ieri sera semplicemente non ha alcun senso nella storia dello Shield. E non attacca dire che se avessero dato qualche indizio non sarebbe stata una vera sorpresa: di avvenimenti sensazionali totalmente inaspettati il wrestling ne è pieno, ma tanti di questi erano stati preceduti da costruzioni adeguate che, pur non lasciando presagire l'esito finale, avevano quantomeno imboccato un sentiero di coerenza che non avrebbe fatto poi avvertire il risultato finale come di qualcosa totalmente fuori dal mondo per quanto assurdo.

“Aspettiamo lunedì, le motivazioni ci saranno in seguito”. Ho letto spesso anche questa frase, ma neanche questo mi basta. Una motivazione non basta se la storyline ha una trama plausibile alle spalle che provvede a spiegarla da sé: è semplicemente superflua. Di modi per splittare lo Shield con coerenza, vista l'enorme storia che legava i tre componenti del team, se ne sarebbero potute trovare a iosa. Magari, come ho già detto sul forum, un modo possibile sarebbe stato sfruttare il Money in the Bank Ladder match: Triple H avrebbe potuto seminare zizzania tra i membri del gruppo annunciando che uno solo di loro avrebbe potuto qualificarsi per il match e che questo sarebbe uscito fuori dal Triple Threat tra Ambrose, Rollins e Reigns che molti auspicano di vedere da molto tempo. Da una plausibile vittoria di Reigns sarebbe potuta nascere altra discordia che avrebbe poi portato allo split dello Shield durante il PPV. Questo non è certo l'idea più innovativa e originale che abbia mai partorito una mente umana, ma è sicuramente già meglio di quanto andato in scena lunedì. Facendo così lo split dello Shield avrebbe avuto una sua causa scatenante, un suo svolgimento e poi una sua fine: niente di tutto questo, visto che invece siamo già giunti alla fine saltando ogni passo intermedio. Di motivazioni Rollins ne potrà tirare fuori a centinaia facendo appello sia alla storia pregressa dello Shield, poiché vale la pena ricordare che era stato lo stesso Rollins a salvare la formazione da una fine prematura non più tardi di qualche mese fa, sia a quanto detto da Triple H nella sua consueta intervista settimanale in cui definisce Rollins “la mente, l'architetto e il collante dello Shield”: senza di lui gli Hounds of Justice non sono più un'unità, non costituiscono più una minaccia. Ma nessuna motivazione potrà sostituire quanto avremmo potuto vedere in prima persona, per quanto mi riguarda.

L'altro punto fondamentale riguarda la selezione di Rollins come membro da splittare dagli altri. Qui la WWE è stata invece lungimirante e ha fatto la scelta giusta: Rollins era l'uomo perfetto per tradire gli altri. L'obiettivo principale della compagnia, portando avanti lo Shield, è stato chiaro fin dall'inizio: far emergere Roman Reigns. I suoi evidenti progressi e miglioramenti in questi mesi sotto l'egida dello Shield sono sotto gli occhi di tutti, grazie all'esperienza accumulata e alla preziosa vicinanza degli esperti Ambrose e Rollins. Tuttavia, Reigns non è ancora capace di reggersi sulle sue gambe totalmente da solo: ha bisogno di qualcuno che rimanga con lui e lo guidi ancora, soprattutto nella parte extraring dove è evidentemente carente. Turnare lui heel sarebbe stato controproducente visti i mesi spesi nel fargli conquistare il favore del pubblico. Ambrose è il fuoriclasse del gruppo: in questo periodo da face dello Shield è stato messo evidentemente in disparte (e all'inizio l'attenzione era concentrata quasi totalmente su di lui) perché può emergere in qualsiasi momento date le sue incredibili capacità. Rollins, invece, è un ottimo worker, ma ha comunque bisogno di una storia e di una buona costruzione alle spalle per emergere. È un discreto parlatore, ma non potrà mai arrivare ai livelli di Ambrose: perfetta dunque la scelta di eliminare lui dalla stable e affiancarlo ad un'altra stable già affermata, così da non lasciarlo solo, lasciando Reigns aiutato da Ambrose dall'altra parte. Gli equilibri, in questo caso, sono perfetti.

Scelta di sicuro effetto lo split dello Shield, nonché ottima e lungimirante la scelta di riservare proprio a Seth Rollins il ruolo del traditore. Cosa non è andato, dunque? La dinamica, nonché la tempistica. La storia avrebbe potuto/dovuto protrarsi per qualche mese, in modo da conferirle la giusta tensione emotiva e fare in modo che la divisione di una delle stable più di successo degli ultimi anni fosse un avvenimento epocale, non un evento a sorpresa che serve a rialzare i ratings per la settimana successiva e poco altro. Io non metto in dubbio che le spiegazioni di Rollins saranno validissime (oddio, forse un po' sì) e che la storyline possa prendere una piega diversa e sicuramente interessante. Io contesto il fatto di avere tra le mani uno scenario da potenziale 10 e ridurlo ad un 6/7 scarso. Io contesto una coerenza nelle storyline che in WWE manca da troppo tempo anche in eventi epocali (alias la fine della Streak) per la fretta di voler dare al pubblico la svolta scioccante che può colpire e portare qualche novità per un po', ma che difficilmente rimane nell'immaginario collettivo come se fosse stato costruita nel modo corretto e lasciata sviluppare nella dinamica appropriata.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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