5 Star Frog Splash #42 – The Original Sin

Dopo una settimana di pausa “forzata” per lasciare spazio all'ottimo resoconto dell'avventura a Wrestlemania XXX di GP e degli altri, torno a parlare del PPV più importante di casa WWE che senza alcun dubbio ha smosso le acque della compagnia, calme da ormai troppo tempo. Che dire, per certi versi è stato uno show sorprendente, decisamente migliore di quanto tutti noi potessimo aspettarci. Il numero giusto di match con il giusto minutaggio per ognuno di essi (sì, anche per lo squash totale dello Shield che da quel match è uscito molto bene). Anche i pochi segmenti extraring messi su sono stati costruiti bene, il rendez-vous tra Hulk Hogan, Stone Cold Steve Austin e The Rock rimarrà nelle menti dei fan per un bel po'. Tuttavia, nonostante questo, Wrestlemania XXX è indubbiamente un evento monco. Impossibile dimenticare i mesi di insensatezze e di navigazioni a vista che hanno preceduto l'evento, la cui costruzione è stata quantomeno deficitaria. Sarebbe sbagliato dire che la WWE non abbia costruito un buon evento con ciò che aveva a disposizione, il problema è che il materiale a disposizione era indubbiamente poco e costruito male. Il PPV verrà ricordato fondamentalmente per due avvenimenti e uno di questi è la vittoria del WWE World Heavyweight Title da parte di Daniel Bryan, che corona così un percorso iniziato allo scorso Summerslam. Il problema è che la storyline non è stata affatto lineare e ha viaggiato in ritardo di diversi mesi, subendo rallentamenti e digressioni non necessarie (il capitolo Wyatt Family su tutti). Quindi, anche in un evento memorabile come questo, la WWE è stata tutt'altro che impeccabile.

È inutile che io vi ricordi qual è l'altro evento memorabile di Wrestlemania XXX. La fine della streak di Undertaker rientra probabilmente in uno dei dieci momenti più importanti della storia del wrestling made in WWE: una storyline costruita per 22 Wrestlemania, dilatata attraverso 24 anni… la streak di Undertaker aveva quasi la mia età. È stato un viaggio incredibile ad opera di un character (e di un performer) assolutamente incredibile e che ha scritto pagine su pagine di storia del wrestling. La streak è finita a Wrestlemania XXX, undici giorni fa. Ma io non posso fare a meno di pensare che in quel PPV, in quello show sia stato compiuto un delitto. A Wrestlemania XXX è andata perduta la più grande eredità della storia del wrestling.

Non lo nego, Undertaker vs Brock Lesnar è stato un match che alla prima visione avevo visto piuttosto distrattamente. Più che altro, in tutta sincerità non mi importava quasi nulla della faida tra i due protagonisti, che è stata presentata male e costruita peggio. Ero sempre stato contrario a far sfidare il Phenom da Lesnar perché non vedevo il senso di uno scontro tra quelli che sono (erano?) due part-timer a tutti gli effetti, senza contare la scarsa affinità che possono avere un wrestler semi-ritirato di 49 anni che fa un solo match all'anno perché non ce la fa più ed un ex campione mondiale di MMA noto per menare le mani in modo pesante durante i suoi match. Inoltre, rispetto ai feud precedenti con Shawn Michaels, Triple H e CM Punk erano stati fatti passi indietro ENORMI nel modo di proporre la streak: nessuna traccia del Taker sempre più “umanizzato” proposto negli anni precedenti, sembrava di essere tornati indietro di 10 anni e di vedere una faida tipica del Deadman a Wrestlemania, nemmeno troppo ispirata. E il match a Wrestlemania tra i due ha seguito in gran parte il canovaccio del loro feud: stanco, stantio, poco ispirato, mandato avanti a fatica. Adesso sappiamo che una delle motivazioni per un match tanto brutto sono stati gli infortuni di Taker, che ha riportato una commozione cerebrale e un infortunio al collo. Ma ciò non toglie, secondo me, che la scelta di proporre il match tra il Phenom e The Beast sia stata una chiamata poco lucida e che il modo in cui il tutto è stato costruito sia davvero impresentabile.

Poi, in tre secondi, è finito tutto. 1…2…e 3, e Undertaker ha perso. Credo sia inutile dire che la mia faccia fosse identica a quella dell'ormai celeberrimo tifoso con la maglia bianca “Just Say Yes”. Per un istante ho creduto di stare sognando, perché non potevo capacitarmi di stare assistendo ad una cagata (scusatemi il termine, ma quando ci vuole ci vuole) di queste dimensioni. Perché Undertaker ha perso contro Brock Lesnar. Undertaker ha perso contro Brock Lesnar in un match tutt'altro che memorabile, anzi. Un match senza alcuna costruzione, un match che non ha fatto trasparire nulla che lasciasse presagire la fine della streak di Taker, un match che a conti fatti non significa nulla. Undertaker ha perso la sua streak contro Brock Lesnar e nello stesso momento la streak di Undertaker è diventata inutile e priva di qualsiasi significato.

Non fraintendetemi, io ero uno di quelli che credeva che la streak di Undertaker dovesse essere interrotta. Ma non così. Non in un match che non rappresenta niente, un match che definirei imbarazzante per la mancanza di costruzione che lo ha caratterizzato. Semplicemente, la streak era potenzialmente la più grande eredità della storia del wrestling ed è stata buttata e fatta a pezzi così, come se non contasse niente, dandola in pasto ad un wrestler part-timer a cui restano, ad andarci di lusso, una decina di match di wrestling in carriera. Perché sì, affidare a Brock Lesnar la distruzione della streak è stata la più grossa stronzata che la WWE potesse mai concepire. Ho letto di gente che difendeva la scelta della WWE come se Brock Lesnar fosse uno dei più grandi nomi della storia della disciplina. Non lo è. Brock Lesnar è un mercenario che è stato due anni… DUE ANNI, dal 2002 al 2004 in WWE. Ok, è stato un wrestler dalle indiscutibili capacità e che indubbiamente ha lasciato il segno nel cuore dei fan. Ma davvero, non è per niente uno dei grandi nomi della storia del wrestling. O meglio non lo era, perché ora che ha rotto la streak lo è. Ma cosa può farsene mai Brock Lesnar di aver interrotto la streak? La risposta è una sola: nulla. Non è un wrestler permanente, quindi non può passare ad altri nemmeno il riflesso della sconfitta della streak. È un part-timer che ora sarà assente millemila mesi e che al ritorno avrà esattamente lo stesso status di prima, né più né meno.

La più grande barzelletta di tutte che ho letto in questi giorni è stata “Se Taker ha perso è perché lo ha deciso lui, quindi dovete prendervela con lui se la streak è andata perduta”. O almeno lo spero che fosse una barzelletta, perché in caso contrario sarebbe un problema serio. Io non ho dubbi che sia stato lo stesso Undertaker a dare l'avallo alla fine della streak, semplicemente perché si sa che il buon Mark Calaway è una persona che capisce profondamente i meccanismi del wrestling. Lui sapeva che prima o poi avrebbe dovuto perdere e cedere la sua eredità, nel corso degli anni si sono susseguiti diversi rumor su di lui e sulla sua disponibilità a far rompere la streak a qualcuno che meritasse di farlo. E anche questa volta sarà andata così, la WWE gli avrà proposto di perdere la streak contro Lesnar e lui avrà accettato senza particolari problemi. Ma non è questo il problema. È la WWE il problema. È una compagnia che fa a pezzi in 3 secondi un'eredità costruita in 24 anni per affidarla a qualcuno di così poco meritevole. È una compagnia che non si rende conto di aver buttato dalla finestra la possibilità di costruire la carriera di qualcuno con un solo match. È una compagnia che ha fatto in mille pezzi il testamento più grande della storia del wrestling perché non aveva più la minima idea di come gestirlo e a chi affidarlo, sacrificando il tutto sull'altare di un sorpresone che non significa assolutamente nulla e il cui effetto è già svanito.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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