5 Star Frog Splash #33 – Best for (Risky) Business

Sarebbe davvero interessante osservare l'evoluzione dei processi creativi in WWE. Voglio dire, c'è un dibattito che probabilmente non avrà mai fine riguardo al fatto che per metà anno la WWE crea un prodotto decente, all'altezza, bello da vedere, mentre per l'altra metà non si spreca e raggiunge a stento la sufficienza nella maggior parte dei casi, proponendo a stento qualche scintilla isolata. Perché accade tutto questo? La WWE è conscia di funzionare ad intermittenza e lo fa di proposito per salvaguardare la Road to Wrestlemania oppure è convinta di offrire sempre la stessa qualità produttiva (o perlomeno di ricorrere sempre allo stesso tipo di processo produttivo)? Il deludente risultato ottenuto con Wrestlemania 29 parrebbe avallare quest'ultima risposta, considerato che poi da lì, tolto il pessimo Extreme Rules, la WWE ha iniziato a proporre PPV notevoli (toccando il picco a Summerslam). Il merito è da addurre, ovviamente, alla storyline principale – o perlomeno alla sua parte iniziale – che ha dato una scossa all'intero roster e ha interessato il pubblico, sicuramente molto di più della “redenzione” di John Cena a Wrestlemania.

Guardando gli ultimi eventi, e parlo in particolare dell'orribile Survivor Series che abbiamo dovuto sorbirci e di una costruzione di TLC che definire altalenante sarebbe poco, il mio giudizio pende invece dalla parte della prima risposta: sì, la WWE è conscia di funzionare ad intermittenza e sì, allo stesso tempo sa benissimo cosa fare per proporre un prodotto quantomeno decente. Questo perché la WWE non può credere che Survivor Series sia stato un buono show, nessuno può crederlo. È stato un evento costruito male, che non ha suscitato nessuna attesa e nessuna aspettativa fin dall'inizio. E la realizzazione dell'evento in sé non ha aggiunto niente: solo match uno dietro l'altro e dei quali ci siamo già dimenticati… o vorremmo dimenticarci. E questo perché? Perché dopo un inizio molto molto buono, la storyline principale che la WWE ci ha proposto dalla costruzione di Summerslam in poi si è progressivamente indebolita e, da fulcro catalizzatore degli show, si è ridotta ad una “semplice” storia che vede l'Authority impegnata nella sua conquista di potere.

Le potenzialità erano molto buone fin dall'inizio, innanzitutto perché coinvolgeva John Cena e Daniel Bryan. Non starò qui a dilungarmi per l'ennesima volta su quanto sia stato fondamentale questo match e quanto potrebbe significare in ottica futura (ovviamente dal punto di vista di Daniel Bryan), ma gli scenari che si sono dipanati da quel match avevano acceso l'interesse, la considerazione e la curiosità di tutti. E, oltre che per il pubblico, avrebbe potuto essere un vero toccasana anche per l'intero roster. Pensate a The Miz, a Dolph Ziggler, anche al redivivo Christian prima del suo infortunio. Sono stati influenzati solo relativamente all'inizio della storyline, ma pensate a come tutti loro avrebbero potuto beneficiare e rilanciarsi a partire da questa storia e sono ora invece dispersi chissà dove e lontani da qualsiasi centro d'interesse. Pensate a Cody Rhodes e Goldust, che invece sono stati un fronte importante contrapposto all'Authority e a cosa avrebbe potuto significare tutto questo per loro, soprattutto per Cody che potrebbe ancora avere un brillante futuro davanti a sé. Dove sono ora? Sono diventati Tag Team Champions battendo lo Shield, quindi ora giustamente jobbano a gente del calibro di Ryback & Curtis Axel, che sono in pieno depush, e dei Real Americans, che sono semplicemente dei jobber. Già era stato rischioso (seppur giusto) fargli vincere i titoli grazie all'aiuto di Big Show, la necessità era quella di confermarli e fargli ottenere vittorie importanti. Invece non fanno altro che perdere. E spesso a fare la parte del fesso è proprio Cody che proprio non ne avrebbe bisogno.

I fili che tenevano legato il roster a questa storyline sono stati lentamente recisi ad uno ad uno, restringendosi prima al confronto tra Daniel Bryan e l'Authority e poi successivamente a quello, piuttosto penoso, in cui Big Show ha preso il posto di Bryan. Siamo nel 2013 e ci viene proposto un main event con Randy Orton e Big Show totalmente fuori da qualsiasi logica quando fino a qualche giorno prima il posto assolutamente legittimo nel main event era di Daniel Bryan? E quando parcheggiato da mesi in una rivalità senza più sbocchi c'era CM Punk? E ai due, infatti, hanno dovuto dare qualcosa da fare nel frattempo e questo “qualcosa da fare” è stata l'impalpabile Wyatt Family, di cui credo di aver parlato già abbastanza. Fortunatamente, la WWE si è resa conto che lo spettacolo offertoci a Survivor Series, compreso il rematch totalmente inutile tra John Cena e Alberto Del Rio, è stato inqualificabile e sono corsi ai ripari. E infatti la prima cosa che hanno fatto è stato rispedire in fondo alla fila Big Show e Alberto Del Rio, grazie al cielo aggiungerei.

Tuttavia, il quadro non era ancora completo, nemmeno facendo incrociare John Cena e Randy Orton nel match di unificazione dei titoli a cui assisteremo a TLC. E infatti, mentre Bryan continua ad essere invischiato contro la Family e, come prima, a non cavarne nemmeno un ragno dal buco, CM Punk è entrato in punta di piedi nella storyline principale criticando Triple H e dovendo avere a che fare successivamente con lo Shield. E nell'ultima puntata di Raw, dove finalmente anche Daniel Bryan è tornato ad avere voce in capitolo (grazie anche a John Cena, preparato o meno che fosse il suo intervento in tal senso), il finale caotico che ha visto il coinvolgimento di Punk e Bryan e il Pedigree di Triple H a Randy Orton ha provveduto a riaccendere un barlume di interesse. E allora sì, in quel momento è stato lampante che la WWE sa benissimo su quali cavalli di razza puntare per ottenere un risultato migliore di quanto messo in scena a Survivor Series. TLC dovrà sorprendere da questo punto di vista e ridare un po' di senso ad una storyline che pian piano si stava abbrutendo e trasformandosi nella brutta copia di se stessa. Ed è bene che la WWE rimetta in gioco Punk e Bryan, in primo luogo costruendo adeguatamente i loro Handicap match che altrimenti sfoceranno facilmente nel già visto e nel banale.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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