5 Star Frog Splash #183 – What is Raw? Baby don’t hurt me, don’t hurt me, no more

In questi giorni che sono la classica “quiete prima della tempesta”, prima della sfida tra NXT e AEW e a pochi giorni dall'esordio di SmackDown su FOX, la WWE è stata impegnata in un altro evento decisamente rilevante: la season premiere di Monday Night Raw. Non farò della facile ironia sul fatto che non si capisce come possa avere una season premiere uno show che non ha stagioni, del resto ci hanno già pensato più volte i miei colleghi italiani e soprattutto quelli americani. La cosa che mi perplime è un'altra: il motivo per cui la WWE spinga così tanto i suoi eventi per poi fallire tragicamente ogni volta che propone una puntata “speciale” del genere. Perché intendiamoci, la puntata che abbiamo visto lunedì non era una solita puntata di Monday Night Raw. Era una puntata molto più carica del solito, con in palio tre dei quattro titoli appartenenti ufficialmente al roster rosso in match che tutto sommato avrebbero potuto dare vita a qualche sorpresa. Il tutto a soli sei giorni da Hell in a Cell, prossimo PPV della WWE per il quale erano annunciati solo tre match prima di Raw. Era dunque lecito aspettarsi una puntata importante, degna di nota, in cui sarebbe molto probabilmente successo qualcosa o che quantomeno avrebbe creato qualcosa in vista del PPV.

No, nada, nisba, zero. La puntata in linea di massima è stata uno schifo totale (qualcosina si è lasciato guardare) ma soprattutto ha fallito su tutta la linea se gli scopi iniziali erano quelli menzionati poc'anzi. Ed è stata uno sfacelo fin dall'inizio, da quando si è deciso di sacrificare lo Universal Title match annunciato per la serata per fare spazio al più grande buco nero della programmazione WWE: Brock Lesnar. Io insisto nel mio punto su Lesnar perché davvero non ne posso più di vederlo, ogni volta che appare sullo schermo del mio televisore la voglia di vedere lo show si azzera immediatamente. E lunedì non ha fatto eccezione considerando che il segmento a cui ha preso parte è stato completamente privo di alcun senso logico. Perché Lesnar ha attaccato Rey Mysterio con il quale non c'entra nulla? Ma soprattutto perché ha attaccato Dominick che non lo aveva colpito, non lo aveva provocato, non aveva fatto nulla se non rimanere tra il pubblico? “Perché è Lesnar e Lesnar fa quello che vuole?” No mi spiace, non è più una giustificazione accettata. Mi sembra di essere tornato ai tempi in cui ogni membro della divisione femminile heel era pazzo perché non avevano alcuna idea (o non volevano perdere nemmeno un minuto del proprio tempo) per dare una giustificazione in storyline. Con Lesnar è identico, tanto viene usato praticamente nella stessa maniera. Il segmento può essere “spiegato” in uno e in un solo caso: se questo attacco avrà delle ripercussioni su di lui nell'immediato futuro, ovvero venerdì a SmackDown per dare una giustificazione al fatto che non vincerà il WWE Title. Che intervenga Rey nel match o chiunque altro e che in seguito a questa interferenza Lesnar non vinca. Ma se davvero questo attacco serve solo a costruire il match futuro tra Lesnar e Cain Velasquez in WWE… beh, fa schifo. Fa schifo perché avrebbe potuto benissimo essere fatto lunedì prossimo a Raw invece che rovinare la puntata togliendo dai giochi il match per lo Universal Title. Un match tra l'altro che avrei voluto vedere, inatteso per com'è arrivato.

Invece di Seth Rollins vs Rey Mysterio abbiamo assistito a Rollins vs Rusev. Se non avete visto la puntata di Raw e vi ritrovate a leggere queste righe non preoccupatevi: non avete letto male, si è davvero tenuto Rollins vs Rusev. Ma la cosa più divertente è come si è arrivati a questo match, con Rusev intervenuto in salvataggio di Rollins (!!!) che in quel momento stava venendo menato da Randy Orton e Barman Corbin nell'ambito del Tag Team match a squadre previsto per Crown Jewel. E anche qui avete letto bene, non hanno costruito nulla per Hell in a Cell, in programma questa domenica, ma hanno costruito un match per Crown Jewel, in programma il 31 ottobre. Tutto a posto. Parliamo un attimo di come è finito il match – e anche questo era un match per lo Universal Title, quindi in una sola serata ne hanno cancellato uno e fatto finire un altro per no contest. Per tutta la puntata Rusev glissa sull'argomento Lana (lasciando perdere per un momento che due settimane fa aveva fatto il suo trionfale ritorno come padre del figlio di Maria Kanellis) finché non se la vede tornare durante il match… impegnatissima a esplorare l'interno della bocca di Bobby Lashley. Quindi ricapitoliamo: Rusev non aveva alcuna costruzione, Lashley non aveva alcuna costruzione, Lana non aveva alcuna costruzione. Perché questo dovrebbe essere un momento scioccante nella mente della WWE? La nuova liaison tra Lashley e Lana è stata interrotta ancora una volta dall'arrivo di The Fiend, che ha provveduto a mettere KO Rollins per l'ennesima volta. Nota veloce: se The Fiend domenica batte Rollins, come potrebbe e DOVREBBE succedere, Rollins va preso e ricostruito da capo. Il suo regno è stato semplicemente pessimo e ce ne voleva a costruire un regno titolato pessimo dopo essere stato una delle due sole persone in grado di battere pulito buco nero Lesnar. Ma si sa, quando la WWE si mette in testa di fare schifo ci sta poco da fare.

Continua poi il feticismo della WWE nel continuare a far passare gli heel per dominanti e i face per stupidi, deboli o sottomessi, tratto che riscontriamo in entrambi i match femminili della serata. “Uh guarda, un asino che vola!” e Sasha Banks batte Alexa Bliss. Roll Up ridicolo e Lacey Evans batte Natalya, con l'aggravante che Natalya si alza, io penso “Vabbè, adesso la salta addosso e la mette KO”… e viene messa KO dalla Evans con il suo ridicolo pugnetto. Chissà chi è che scrive queste cavolate. E chissà se ci crede veramente che creare situazioni del genere aiuti i face e li faccia tifare invece di generare continui momenti da facepalm. Unica nota positiva per la divisione femminile è il match tra Sasha e Becky Lynch in quel di Hell in a Cell che, a parte qualche segmento ridicolo che avrebbero potuto risparmiarsi tipo l'attacco alle spalle di Sasha a Becky della scorsa settimana, porta comunque con sé un'attenzione e un'attesa notevole. Sarà interessante vedere come scriveranno il match e, soprattutto, chi decideranno di far prevalere.

Finiamo su qualche nota positiva sparsa, rappresentata principalmente dal resto dei match disputati nella serata. Buona la prova dei War Raiders ancora imbattuti e che battono nuovamente l'O.C., li stanno pompando e li stanno spingendo nella maniera corretta, soprattutto da quando con un lampo di genio si sono resi conto che il pubblico vuole tifarli. Buona anche la costruzione di quelli che saranno i loro probabili primi avversari quando conquisteranno i Raw Tag Team Titles, ovvero gli Authors of Pain. Niente grandi momenti di originalità, idea trita e ritrita ma efficace e con un senso. Almeno scriviamo in modo sensato un tag team che nel main roster finora non ha visto ancora molta gloria. Ottima anche la prestazione di Ricochet e Cesaro, stavolta Cedric Alexander riesce a esibirsi per un tempo tale da non lasciarsi squashare per la terza volta da AJ Styles.

Un'ultima domanda… ma quindi a Hell in a Cell che fanno?

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