5 Star Frog Splash #18 – Sleeping Beauty TNA

C'era una volta, non troppo tempo fa, nel lontano regno di Impactia, un vecchio Re che governava con eccezionale abilità ogni landa più remota del regno. Il Re, che una volta era stato il più importante cavaliere che fosse mai esistito, era ormai vecchio e acciaccato e non poteva più scendere in battaglia. Per questo, quando il suo regno fu messo in pericolo da una banda di cavalieri neri poco raccomandabili che aggredivano tutti i cavalieri del regno, fu costretto a fare affidamento sul suo fido amico, il Cavaliere dello Scorpione, perché combattesse per lui. Un bel giorno, però, il Re fu avvicinato da un Bullo di cui nessuno si fidava, che gli chiese di far combattere anche lui contro i cavalieri neri. Il Re non voleva saperne, ma il Cavaliere dello Scorpione riuscì infine a convincere il Re, che nominò cavaliere il Bullo. Il Cavaliere dello Scorpione e il Cavaliere Bullo furono sconfitti alla battaglia di Destinato alla Gloria, ma la guerra non finì. E venne la battaglia di Chiuso Dentro, dove il Cavaliere Bullo, che partecipava ad un torneo per stabilire il miglior campione del reame contro il Cavalier Maglietta, svelò le sue losche trame, vincendo scorrettamente e rivelandosi essere il capo dei cavalieri neri. Il Re, che aveva allontanato il Cavaliere dello Scorpione poiché lo reputava colpevole di averlo indotto a cadere in errore, fu costretto a chiamare a raccolta tutti gli altri suoi cavalieri, che però senza alcun piano di battaglia caddero uno dopo l'altro per mano dei cavalieri neri. Ma quando tutto sembrò perduto, quando tutti gli eroi sembrarono sconfitti, il Cavaliere dello Scorpione fece il suo ritorno e, battendo il temibile Cavalier Morgano in torneo, si qualificò per sfidare il Bullo per il suo titolo di campione…

Una trama avvincente, vero? Sarebbe troppo facile fare dell'ironia sulla storyline che vede contrapposta la TNA agli Aces & 8s, dati i livelli di mediocrità raggiunti da quest'ultima prima dell'inserimento di Bully Ray come Presidente della gang e World Heavyweight Champion. La presenza di Ray ha corretto una trama troppo fragile, con numerosissimi punti deboli e altrettante contraddizioni, riportandola quantomeno ad un livello di decenza e dando un senso agli Aces & 8s, che adesso danno l'impressione di essere un serio pericolo e non un gruppo di teppistelli. Dopo quasi un anno dal suo inizio finalmente la storia ha una direzione, praticamente assente invece fino a Lockdown se non in modo superficiale, discontinuo e sconclusionato. Ognuno sembra aver assunto un ruolo ben preciso e la svolta presa con Bully Ray vs Sting che si terrà a Slammiversary rappresenta sicuramente una buona base per continuare a costruire. Bully Ray, Mr. Anderson e (in maniera minore) Devon rappresentano la parte sana degli Aces & 8s, che inserita in un buon contesto ha buone possibilità di portare a sviluppi positivi. Le loro capacità e la loro esperienza proteggono anche gli altri membri della gang, che non posseggono gli stessi mezzi e infatti quando lasciati soli a loro stessi non riescono a creare nulla di positivo. Non è un caso, infatti, che siano proprio Ray, Devon ed Anderson i membri degli Aces & 8s del 6-man Tag Team match che si terrà stanotte ad Impact Wrestling.

Tuttavia, i nei di questa storyline sono ancora troppi e ben visibili. Partiamo subito con il dire che il ruolo assunto dal “Re” Hulk Hogan in tutta la vicenda è abbastanza ridicolo. Hogan sembra – o forse dovrei dire “è” – il protagonista di tutta la vicenda, colui che se volesse/potesse riuscirebbe a risolvere tutto in quattro e quattr'otto da solo senza l'aiuto di nessuno. Indimenticabile la scena di Bound for Glory dove l'Hulkster, con i suoi incredibili pugni fotonici, mette KO sulla rampa d'ingresso tutti i membri degli Aces & 8s uno dopo l'altro senza subire alcun danno. Scena ripetutasi quasi in fotocopia un paio di settimane fa, quando lui e “il Cavaliere dello Scorpione” Sting, 113 anni in due, sono riusciti a mettere fuori gioco otto persone da soli. Ecco, direi che tutto questo non va bene per niente. D'accordo, Hogan è senza dubbio il wrestler più importante della storia, il suo passato è noto a chiunque. È giustissimo usare il suo enorme starpower per costruire una storyline… finché serve a costruire altri. Ed è proprio questo il problema dato che la trama sembra funzionare invece esclusivamente per Hogan, mettendo da parte tutto il resto del roster attivo, sia gli “altri cavalieri” che gli Aces & 8s stessi.

Anche il ruolo di Sting, benché comunque indiscutibilmente più utile alla causa di quello di Hogan, sarebbe profondamente da rivedere. D'accordo, mandare Sting contro Bully Ray rappresenta sicuramente un ottimo modo per dare rilevanza al regno di Bully Ray come World Champion e agli Aces & 8s stessi, ma si tratta di qualcosa di già visto, più e più volte. Sting è l'eroe senza macchia e senza paura che viene inviato a fermare le forze del male e a salvare la TNA: il problema è che in fin dei conti ha giusto qualche anno meno di Hogan, dunque si ripropongono le stesse identiche problematiche. In più ha il fatto che è ancora in grado di lottare su livelli soddisfacenti nonostante i suoi 54 anni, ma il tutto si ferma lì. Intendiamoci, non sto sminuendo il valore di Hogan o di Sting; dico solo che usarli in questa maniera non porta proprio a nulla.

Gli ultimi sviluppi della storyline hanno visto il ritorno di Sting dopo la caduta di tutti gli altri eroi della TNA: quanto è positivo tutto questo? I vari Kurt Angle, Samoa Joe, James Storm, Magnus… persino Jeff Hardy sono stati praticamente presi di peso e messi di fronte ad un enorme cartello con la scritta “AVETE FALLITO”. Angle è l'unico che si è più o meno salvato da questa “ecatombe degli eroi”, ma torniamo sempre allo stesso discorso: è vecchio! Per quanto sul ring sia ancora un maestro e possa insegnare wrestling a chiunque, la verità è che l'Olympic Gold Medalist nel giro di qualche anno si ritirerà. Non è lui che va salvato. Sono i Samoa Joe, la cui undefeated streak sembra un ricordo sbiadito di anni e anni fa, i James Storm, nei confronti del quale la TNA ha delle colpe immense dato che avrebbe potuto essere tranquillamente il top face della compagnia a quest'ora, i Magnus, uno dei più giovani del roster con la prospettiva di poter costituire il futuro di Impact Wrestling… E ne potrei menzionare ancora. Eric Young ad esempio, altro wrestler il cui ottimo potenziale non è MAI stato sfruttato.

L'unico che per il momento sembra esulare da questo discorso è AJ Styles, nei confronti del quale la TNA si sta muovendo in maniera molto accorta e costruendolo passo per passo, dando l'impressione di avere un piano a lungo termine. Tutti noi sappiamo bene quanto i piani a lungo termine contino poco quando si parla della compagnia di Orlando, ma quantomeno l'unica parvenza di costruzione seria al momento è riservata proprio al Phenomenal One e alla sua storyline. Perfetto, ma torniamo ancora una volta al solito problema, ovvero quanto possa essere longeva la costruzione di AJ dato che anche lui ha manifestato l'intenzione di ritirarsi nel giro di breve tempo. Tuttavia, AJ Styles è colui che più si avvicina ad essere il volto della TNA: potremmo parlare per ore di quanto questo suo ruolo eternamente incompiuto avrebbe potuto portare benefici alla compagnia, ma non c'è dubbio che AJ abbia un posto particolare nelle gerarchie della TNA e anche nell'ottica del pubblico. E al momento è l'unico che può salvarci.

Perché parliamoci chiaramente, la storyline degli Aces & 8s potrà concludersi solo in due modi. Da una parte c'è il ritorno del cavaliere deluso, che sceglie nonostante tutto di difendere il castello in cui ha vissuto fin dalla sua nascita e che quindi trionfa dopo più di un anno di sofferenze e imprese… dall'altra c'è il grande ritorno del Re acciaccato, che con la grande potenza del suo grande reame di Hulkamania decide di tornare in battaglia per l'ultima volta e di ricacciare il male dal suo regno. Non sto nemmeno a descrivere quanto quest'ultima scelta danneggerebbe la TNA, talmente è evidente. Ma Impact Wrestling ha una grande, enorme necessità: liberarsi dall'ego di Hulk Hogan. Non è lui che deve essere il fulcro degli show, non è lui che deve risolvere i problemi della compagnia, non è lui che deve trionfare. Ma fin quando l'enorme ombra di un nuovo regno titolato di Hulk Hogan non sarà scacciata definitivamente…

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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