5 Star Frog Splash #142 – 25 Years of Disappointment

Devo ammettere che è francamente sorprendente il modo in cui la WWE riesce sistematicamente a deludere le aspettative dei suoi fan nei modi più eclatanti. Quando è stata l'ultima volta che la WWE ha preparato uno show dalle grandissime prospettive ed è poi stata capace di portare avanti quelle prospettive, mettendo su un ottimo show? Io non riesco a ricordarmene. E infatti Raw 25 Years non ha fatto eccezione: ci aspettavamo un grandissimo show, con tantissimi nomi coinvolti addirittura in due arene diverse, in più era l'ultimo Raw prima di un'edizione storica della Royal Rumble, era o non era lecito aspettarsi qualcosa di unico? Direi proprio di sì. Eppure puntualmente le nostre speranze sono state disattese e la WWE è riuscita a mettere in piedi uno show orrido, dove non ha funzionato praticamente nulla e le poche cose che avrebbero potuto funzionare sono state comunque rovinate. Era una di quelle occasioni in cui la WWE semplicemente non poteva sbagliare e questa frase può essere letta con due valenze completamente diverse. Non poteva sbagliare perché aveva troppe carte vincenti in mano per vedere poi la propria mano scoppiare miseramente come poi è successo. E non poteva sbagliare perché una compagnia tanto attenta ai ratings, ai buyrates, al numero di iscritti al WWE Network non può bruciarsi così orrendamente la possibilità di recuperare alcuni vecchi fan che hanno smesso di guardare la WWE ma che magari un occhio al Raw commemorativo dei 25 anni lo hanno dato. E uno show del genere dovrebbe spingerli a tornare a guardare? No di certo. Insomma, la WWE non poteva sbagliare eppure ha sbagliato lo stesso. Tutto parte del magnifico cerchio della vita in puro stile WWE a cui siamo ormai abituati da anni.

La parola d'ordine della serata è stata “revival”, nel bene e nel ma… no, in realtà solo nel male. L'unico revival simpatico è stato quello che ha aperto lo show con Stone Cold Steve Austin e i McMahon, un po' perché era giusto celebrare in questo modo quella che forse è LA rivalità di questi 25 anni di Raw, un po' perché è sempre bello vedere Stone Cold tirare Stunner a destra e a manca e riempire se stesso e gli altri di birra. Da lì in poi lo sfacelo, a cominciare dal segmento backstage con le leggende terminato con l'arrivo di Boogeyman, che in questi casi è un must e non se ne capisce nemmeno il perché considerata la totale irrilevanza di questo personaggio nella storia della WWE. L'unica ragione è la totale mancanza di buon gusto di Vince McMahon ma a questo avremmo purtroppo già dovuto averci fatto il callo da anni. I segmenti al tavolo da poker degli APA avrebbero anche potuto risultare divertenti se avessero avuto un esito diverso da un noiosissimo e inutilissimo Tag Team match tra il Titus Worldwide e Rhyno & Heath Slater (aka quattro jobber) con ritorno finale dal pathos quasi nullo dei Dudley Boyz. E poi il revival della DX, identico preciso uguale a quello di Raw 1000, se non fosse per i molti capelli in meno e le molte rughe in più. E avrebbe potuto fermarsi lì ma no, osiamo e mettiamo in scena il revival più penoso di tutti. The Revival, per la precisione, annichiliti senza sé e senza ma da Gallows e Anderson, che hanno ancora un motivo di esistere solo come estensioni di Finn Bálor, e poi umiliati dalla pletora di finisher di solito riservate a un Damien Sandow qualsiasi. Quando The Revival dovrebbe essere IL tag team dominante di tutta la WWE.

Vogliamo parlare di quelle orribili passerelle di General Manager e donne rilevanti nella storia della WWE? La presentazione dei GM si apre con John Laurinaitis, il che è tutto dire, e si conclude con un faccia a faccia tra Daniel Bryan e The Miz, l'ennesimo, inutile tanto quanto gli altri visto che non porterà a una beneamata mazza. La passerella per le donne… ma che era? Ma stiamo scherzando? Le Bella Twins, Maria Kanellis (che per quanto brava sia stata FUORI dalla WWE, DENTRO la compagnia ha concluso ben poco), Kelly Kelly? Sugli altri nomi potrei anche soprassedere se non fosse che la WWE ha pensato bene di celebrare questi nomi salvo poi non invitare Lita alla puntata. Dov'era Molly Holly? Dov'era Jazz, che è una figura di riferimento per tantissime wrestler? Dov'era Beth Phoenix? Dov'era AJ L… ah già, è la moglie di CM Punk. Scusate. Fatto sta che non era esattamente questo che mi aspettavo per le donne a Raw 25 Years. Anzi, non era per niente questo. Tra quattro giorni c'è la prima Royal Rumble femminile della storia: volete fare qualcosa per promuoverla? Annunciare due ingressi a sorpresa? Fare in modo che a qualcuno venga voglia di vederla questa Royal Rumble? Ma no, figuriamoci. Facciamo i siparietti con gente che non conta nulla nella storia della WWE e i Tag Team match a ottomila persone con il solito cliché finale della megarissa con la tipa finale che resta sul ring trionfante (e la scena si è ripetuta pari pari a SmackDown la sera dopo).

Vabbè però dai, almeno una cosa la WWE l'ha rispettata. Ormai è il momento, sono mesi che si parla di una rivalità che avremmo voluto vedere tutti da anni. E che infatti è fuori tempo massimo da almeno dieci anni. Tutti eravamo in attesa di John Cena vs The Undertaker e la WWE è stata di parola, John Cena ha cominciato una rivalità. L'ha cominciata con la persona sbagliata, Elias, ma sono dettagli. Un Elias che immagino sarà il prossimo campione della galassia considerata la sua capacità di stendere ripetutamente un sedici volte campione mondiale che però a quanto pare non è in grado di fargli neanche un graffio. D'altronde la WWE è coerente: i main eventer di NXT salgono nel main roster a fare i jobber, mentre i jobber di NXT ottengono l'ultima parola in uno scontro con John Cena. Tutto chiaro e limpido. E Undertaker? Ah beh, lui ha fatto un promo. Probabilmente non lo sa nemmeno lui che cosa ha detto in quel promo, però lo ha fatto. Lotterà a Wrestlemania? La sua comparsata ha avuto il benché minimo senso in ottica futura? E chi lo sa. Di certo non ha fatto bella figura nel promo piuttosto inutile di cui si è reso protagonista. Il fatto è che molto probabilmente la WWE non sa ancora se Undertaker lotterà a Wrestlemania o meno. E potremmo stare qui a riempirci come al solito di chiacchiere su come la WWE i piani per Wrestlemania dovrebbe averli conclusi e sigillati un anno fa. Ma stavolta non ne ho veramente voglia.

Qualche altra chicca da Raw 25 Years? Tipo Woken Matt Hardy che perde al primo match serio senza alcun senso. Mesi di costruzione del personaggio, vignette, ecc, poi cinque minuti di match, Sister Abigail, 1, 2 e 3. Tutto a posto. Abbiamo avuto il Peeps Show più scarso, brutto e impersonale della storia di Raw, questo è certo. Ruolo e personalità di Christian pari a zero. Salvo poi finire nell'ennesimo segmento rissa tra Rollins/Jordan e i The Bar. Poteva essere l'occasione per esplorare un po' la relazione tra Rollins e Jordan. Poteva, avrebbe potuto. E invece no, due chiacchiere al volo, Jordan che lecca il culo di “suo padre” per ottenere gli ennesimi fischi della serata, la rissa e tutto finisce com'è cominciato. E poi abbiamo l'Intercontinental Title di nuovo in ostaggio di The Miz, che bello. Non che saltassi dalla gioia nel vederlo alla vita di Roman Reigns… ma santo cielo, non puoi rifilarmi sempre la stessa solfa che è una costante brutta copia di se stessa e pensare che la cosa possa starmi bene. E io non ho niente contro The Miz, che da qualche anno è una sicurezza in WWE sia con un microfono in mano sia per la qualità dei segmenti che lo coinvolgono. Eppure anche contro di lui che è un heel di altissimo livello, perennemente con una cintura alla vita, nessuno è riuscito ad andare over se non temporaneamente. Eh no perché poi Miz doveva tornare e reimpossessarsi del titolo. Effetti collaterali di una WWE che crede che a essere tutelati debbano essere gli heel mentre i face possano essere usati come carne da macello senza che il loro status ne risenta.

Riflessione finale dedicata al Royal Rumble match. Io non credo che umanamente si sarebbe potuto costruire un Royal Rumble match in una maniera peggiore di com'è effettivamente stato fatto. 17 nomi annunciati finora, in linea con i soliti numeri della WWE che tende ad annunciare una ventina di partecipanti. Peccato che i 17 annunciati finora facciano schifo e sicuramente non invoglino a vedere questo match. La news di questa settimana è che abbiano rovistato nello sgabuzzino, trovato un Tye Dillinger assente dagli show da mesi e sbattuto nel match così senza un perché. Bello. A conti fatti la situazione non è cambiata granché da due settimane fa: i nomi da cui uscirà il vincitore della Rumble sono Cena, Nakamura e Reigns. Reigns che per ora non è annunciato ma che ovviamente entrerà nel match, a maggior ragione ora che Miz ha rimesso sotto chiave l'Intercontinental Title. Gran bella mossa, sicuramente alle prime note della sua theme song sarà osannato come il salvatore della patria. Oltre a questi tre ci sarebbero Bálor e Orton, ma il primo ha una gestione altalenante a dir poco, troppo per poter essere considerato un possibile vincitore, mentre il secondo potrebbe anche essere considerato tra i nomi papabili ma non solo ha già vinto lo scorso anno, ma è anche in un momento in cui non sta combinando nulla. Entrerà, dispenserà la sua dozzina di RKO, arriverà negli ultimi 4 o 6 e sarà eliminato, niente di eclatante. Fatto sta che io così poco hype per un Rumble match non me lo ricordo tipo mai. Persino quel Rumble match vinto da Sheamus e osteggiato da tutti aveva più senso e più motivo di esistere di questo. E quindi veniamo da uno show che doveva essere megagalattico ed è scoppiato come una bolla di sapone e ci dirigiamo verso uno show che dalle prospettive pare orrido. Sarà sicuramente lo Show of the Year, non c'è dubbio.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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