5 Star Frog Splash #137 – Survivor Champions

“Uno show che se venisse cancellato incontrerebbe più sospiri di sollievo che lamentele. E meno male che doveva essere uno dei Big Four.” Due settimane fa ho concluso così il mio editoriale che parlava di quanto fosse scarsa la costruzione di Survivor Series, alla luce di annunci di match completamente random, se non da mettersi le mani nei capelli come nel caso di Brock Lesnar vs Jinder Mahal. Fortunatamente in casa WWE deve essere suonato un campanello d'allarme bello grosso visto che in appena 14 giorni nella compagnia di Stamford sono cambiate molte, moltissime cose e che Survivor Series non è più un PPV totalmente inutile e facilmente skippabile bensì uno show che merita di essere visto. Ovviamente avrebbe potuto essere tutto molto meglio se solo Vince McMahon e compagnia conoscessero la parola “programmazione” e non cambiassero idea millemila volte al secondo, cambiando e stravolgendo piani come se non ci fosse un domani. La costruzione del 5 vs 5 maschile, per esempio, avrebbe potuto essere brillante se solo lo avessero voluto. Invece di cominciare con quello stupidissimo Undersiege senza nessun senso avrebbero potuto fare la cosa più logica possibile: fare lo SmackDown Undersiege con il ritorno di Stephanie McMahon. Invece il ritorno di Stephanie sarà probabilmente stato deciso giusto un'oretta prima del Raw della settimana scorsa, quando è tornata per tormentare Kurt Angle. Si sarebbe potuta cementare la dicotomia tra i fratelli McMahon, l'odio tra loro, una rivalità che avrebbe avuto motivo di esistere. Invece tutto è stato tremendamente improvvisato e ha cominciato ad avere un senso solo in zona Cesarini. Non che sia una cosa negativa che si siano resi conto dello schifo a cui stavano per farci assistere e abbiano quantomeno avuto le palle di correggere tutto in corsa. A cominciare dal main event.

Brock Lesnar vs AJ Styles infatti non è un main event, è un signor main event, tutt'altra roba rispetto al preventivato Lesnar vs Mahal. Peccato che la costruzione del tutto si sia ridotta a un promo di Paul Heyman a Raw e a una risposta di Daniel Bryan ed AJ a SmackDown… anche se pensandoci è difficile trovare qualche match di Brock Lesnar che sia costruito più di così. Quantomeno ora vedremo un dream match, una contesa che forse non ci saremmo mai sognati di vedere, uno “scontro di stili” (yeah, pun intended) che potrebbe fare faville e regalarci l'ennesimo match a cinque stelle della carriera del Phenomenal One. Tutto starà, ovviamente, allo stato d'animo e alla voglia di lavorare del signor Lesnar dato che anche quando The Beast è stato coinvolto con un avversario all'altezza e sicuramente capace (aka Dean Ambrose) il match si è rivelato una delusione totale a causa della mancanza di voglia dell'assistito di Paul Heyman. Fatto sta che questo match è passato dall'essere una catastrofe a un match da must see. Guarda caso questo capita quando la WWE decide di dare in mano i suoi titoli ai suoi migliori wrestler e non a tizi random che si trovano con una cintura giocattolo alla vita solo perché indiani… quando in realtà non sono nemmeno indiani. Godiamoci questo momento però perché dubito che la WWE abbia gettato la spugna con quella piaga di Mahal: torneranno a provarci e non ci penseranno due volte a rifarlo campione se la riterranno una mossa commercialmente valida.

Anche gli altri match tra campioni sono nettamente migliorati. Il miglior upgrade l'ha certamente avuto il match femminile dato che credo che non esistano in WWE due tizie che abbiano meno in comune di Alexa Bliss e Natalya, che sono tra l'altro anche entrambe heel. Natalya è un buco nero d'interesse, mentre Alexa si mantiene più viva grazie al suo personaggio e alle sue doti al microfono ma di certo non si può dire che sia scritta bene. Ora il match sarà tra Alexa e Charlotte Flair, cosa che come ho detto ha migliorato il match di parecchio. Alexa è chiaramente l'ammazza-Horsewomen visto che Becky Lynch, Bayley e Sasha Banks hanno tutte avuto a che fare con la Goddess senza successo. Ora toccherà a Charlotte… ma nel caso Little Miss Bliss vinca la cosa sarebbe molto interessante. Migliorato anche il match tra Tag Team dato che, vale lo stesso discorso del match precedente, lo Shield e gli Usos avevano poco o nulla in comune. Almeno con Sheamus e Cesaro la musica cambia e non di poco, dato che tra i due team comunque c'è una storia che si protrae addirittura dall'ultimo Survivor Series. Baron Corbin vs The Miz è invece rimasto tale e infatti è il match meno interessante della card. Questi due hanno interagito poco e niente e Baron Corbin è un altro che non sa nemmeno lui perché si ritrovi una cintura alla vita. The Miz è un'altra storia e avrebbe meritato di lottare contro qualcuno più all'altezza, tipo Sami Zayn. Ops, dimenticavo che Zayn ora è heel ed è il migliore amico di Kevin Owens. Ed entrambi sono fuori dalle Series. Ma sì dai, tutto a posto.

Oltre a tutti i match tra campioni e ai vari Survivor Series Tag match tradizionali, nell'ultima settimana è stato aggiunto alla card un altro match che quantomeno promette bene, ovvero Shield vs New Day. Giusto sfruttare un match del genere in un contesto come quello delle Series, anche perché tutti sanno che lo Shield rimarrà unito ancora per poco, al massimo per un altro paio di mesi, visto che Roman Reigns ha il suo appuntamento improrogabile con Brock Lesnar a Wrestlemania. È inoltre un match che ha una buona storia ed è stato sancito nel modo giusto. È un first time ever di peso e se lo sono giocato bene, poco da dire. Passiamo infine ai due 5 vs 5, cominciando da quello femminile che onestamente mi interessa ma non così tanto. Il team di Raw è ottimo ma ha un capitano ridicolo ed è stato costruito in modo altrettanto ridicolo, il team di SmackDown ha un buon capitano ma tutto il resto fa ridere. Con la vittoria di Charlotte la figlia di Ric Flair è stata ovviamente estromessa da questo match, così che ora il team blu si ritrova con un posto vacante. Soluzione noiosa (e probabile): Natalya prende il posto di Charlotte. Soluzione intrigante: Paige fa il suo ritorno come ultimo membro del team SmackDown. Una cosa che forse avrebbe poco senso ma che quantomeno darebbe un minimo interesse a questo match. A proposito di Paige, spero che non sia vera la fesseria che ho letto secondo cui non sarebbe stata aggiunta al Team Raw perché si è fatta vedere troppo in giro. Lasciate stare questa benedetta ragazza che forse solo ora sta vedendo la luce dopo un periodo pessimo.

E arriviamo al 5 vs 5 maschile. Un match che, come ho detto, avrebbe potuto essere gestito tremila volte meglio ma che in fine dei conti ci consegna un match appetibile, atteso e che potrebbe riservarci qualche probabile sviluppo futuro. Il Team SmackDown ha annunciato la scorsa settimana John Cena come suo quinto membro (dopo aver cambiato programmi per l'ennesima volta dato che doveva essere AJ il quinto componente del team, ma non ci lamentiamo), che si va ad aggiungere a Shane McMahon, Randy Orton, Bobby Roode e Shinsuke Nakamura. Il Team Raw vede invece al suo interno Kurt Angle, Braun Strowman, Samoa Joe, Finn Bálor e… Triple H. Doveva essere Jason Jordan il quinto componente del Team Raw, ma la WWE ha fatto bene a escluderlo visto che l'ex membro degli American Alpha ha chiaramente qualche problema con il pubblico. Non so quali siano i piani della WWE per lui ma forse un turn immediato è la strada giusta. Odio quando il pubblico deve fare il protagonista e rovinare match e segmenti (cantando per esempio “Thank you Wyatt” che aveva appena infortunato Jordan), tuttavia è chiaro che la compagnia non abbia gestito bene Jordan e che quest'ultimo necessiti di un passo indietro. Per quanto riguarda il match delle Series come ho detto il giudizio è positivo. Dispiace solo che la WWE per scatenare qualche reazione debba ricorrere sempre ai soliti nomi (Cena, Triple H, Shane, Angle), ma finché la compagnia non si renderà conto che non sta costruendo efficacemente proprio nessuno (e il fatto che tra lunedì scorso, quando Sheamus e Cesaro hanno conquistato i Raw Tag Team Titles, e martedì, quando AJ ha conquistato il WWE Title, i nove campioni del main roster fossero tutti heel la dice molto lunga).

Un PPV interessante dunque, con le sue contraddizioni e la sua costruzione mediocre ma un PPV comunque da vedere. Dalla concezione del PPV al suo successivo (positivo) stravolgimento possiamo trarre due riflessioni, una positiva e una negativa. Quella positiva è che la WWE, che solitamente sembra impermeabile al volere del suo pubblico tanto da portare avanti il disastro Reigns da svariati anni, stavolta si è resa conto della catastrofe che sarebbe stata Survivor Series e ha avuto il coraggio di cambiare in corsa; quella negativa è che la compagnia in delle situazioni catastrofiche simili non dovrebbe proprio arrivarci. Questo succede principalmente per un motivo, di cui si è parlato ampiamente anche nel corso dello scorso Wrestling Cafe: perché la WWE per la maggior parte del tempo ha dei campioni mediocri o che comunque sono fuori posto. Survivor Series ha reso evidente questa cosa e sono stati necessari ben tre cambi di titolo in due settimane per riequilibrare la situazione. Forse la WWE dovrebbe capire che la sua è una filosofia perdente e che sarebbe necessario organizzarsi direttamente, dato che questo modus operandi è deleterio per tutti: per i wrestler, per i titoli, per gli show e soprattutto per i loro tanti amati ratings.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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