5 Star Frog Splash #135 – OwenZayn: The Hero We Deserved, Not The One We Needed

Nel wrestling capita raramente che esistano cose indiscutibilmente giuste o sbagliate. Il wrestling è uno sport predeterminato, cosa che fa sì che alla base di ogni vittoria e di ogni sconfitta ci sia una decisione, una decisione presa da qualcuno che stabilisce chi deve vincere e chi deve perdere e in che modo tutto questo debba accadere. E io sono un fermo sostenitore della teoria che il wrestling disponga di una capacità così notevole e poliedrica di raccontare delle storie, veicolando attraverso di esse dei personaggi unici e straordinari, che in questa disciplina sia possibile raccontare ogni cosa, ma proprio ogni cosa. Tutto sta nel COME lo si racconta. Costruendo una narrazione nella maniera corretta si può fare sì che Shinsuke Nakamura jobbi ripetutamente a Jinder Mahal e non farlo sembrare uno scandalo. Si potrebbe bookare un wrestler stupefacente come Neville fuori dal Cruiserweight Ghetto approfittando della storyline particolare costruita con Enzo Amore, facendogli ottenere le soddisfazioni che merita piuttosto che portarlo sull'orlo dell'abbandono alla compagnia. Si potrebbe costruire degnamente il turn face di monster heel quali Brock Lesnar e Braun Strowman, così come il turn heel di veri e propri beniamini del pubblico come Bayley o Johnny Gargano. Persino il turn del face per eccellenza, Sami Zayn… scrivendolo nella maniera corretta. Cosa che NON è stata per niente fatta a Hell in a Cell, dove il turn di Sami è avvenuto in maniera pretestuosa, tirata fuori dal nulla e senza una vera e propria storia che supportasse il suo passaggio nelle file dei cattivi.

So già che molti non saranno d'accordo con quello che scriverò in questo articolo. Ma sono ormai dieci giorni che voglio dire la mia sul main event di Hell in a Cell e sul brusco cambiamento avvenuto nell'Underdog from the Underground, quindi non posso proprio più esimermi dal farlo. Innanzitutto sono contento che sia passato tutto questo tempo, che mi ha permesso di chiarirmi le idee e di crearmi una mia opinione definita sull'argomento. Un'opinione che tuttavia non è cambiata da dieci giorni a questa parte e che parte principalmente da una convinzione: che il main event di Hell in a Cell sarebbe stato praticamente perfetto se a interferire in favore di Kevin Owens nel finale non fosse stato proprio Sami Zayn, ovvero la nemesi di Owens. Facendo sì che fosse Zayn ad aiutare Owens la WWE con un colpo di spugna ha reso totalmente vana e inutile la loro storia pregressa, soprattutto ha reso senza senso tutto ciò che è stata la permanenza di Sami Zayn in WWE finora. Il giorno dell'esordio di Kevin Owens in WWE coincise con quello in cui Zayn conquistò finalmente il tanto rincorso NXT Title, al termine di un feud con Neville che lo consacrò definitivamente. Da quel momento in poi Owens e Zayn sono stati legati sempre, costantemente: affrontandosi, distruggendosi a vicenda, sorpassandosi nelle gerarchie, conquistando titoli su titoli. Eliminare questo legame, tranciarlo di netto per costruirne uno nuovo, molto più scarno e debole nonché privo di originalità e di fantasia è stato un errore madornale. La WWE avrebbe potuto costruire il turn di Zayn in qualsiasi modo: ha scelto quello più sbagliato e dannoso.

Molti però hanno trovato il turn perfetto per diverse ragioni.
1) Perché è una ventata di aria fresca per Zayn, che era ormai da mesi e mesi nelle retrovie con feud di terzo piano che spesso addirittura perdeva, dopo che il suo draft in direzione SmackDown, richiesto a gran voce da tutti, si era rivelato un fallimento praticamente da subito ed era scoppiato come una bolla di sapone;
2) Perché non è vero che il turn abbia compromesso la rivalità con Kevin Owens, che potrà essere ripresa in seguito. Aver messo Zayn al fianco di KO può solo giovargli e soprattutto dargli qualcosa di serio da fare.
3) Perché anche se il suo intervento a Hell in a Cell pareva essere uscito completamente dal nulla, le sue parole nello SmackDown successivo hanno spiegato benissimo la situazione e hanno fatto sì che il turn di Sami apparisse quantomeno sensato.

Sono tutte motivazioni giuste e condivisibili, ma io non sono d'accordo con nessuna di esse. Zayn non si trovava a spasso per caso, non rimaneva fuori dagli episodi o si ritrovava a jobbare a Mike Kanellis o a Aiden English perché era face. Zayn non appariva per una ragione molto semplice, notevolmente comune in WWE: “Creative has nothing for you”. Lasciando perdere NXT che è evidentemente un discorso a parte, nel main roster Zayn non è stato sempre a vagare nel nulla. Il problema è che le uniche volte in cui Zayn non vagava nel nulla era durante l'eterna faida con Owens. Basti pensare al loro feud che culminò a Battleground 2016, con Zayn che alla fine sconfisse Owens. Ci si aspettava che questa vittoria consentisse a Zayn di risalire le gerarchie, invece tornò a fare il desaparecido e a Summerslam lottò in coppia con Neville contro i Dudley Boyz nel Kickoff dello show. Averlo turnato in questa maniera non fa altro che eliminare qualsiasi cosa sia stato Zayn fino a questo momento, qualsiasi traccia della sua identità. Un'identità che non risale ad anni fa bensì solo a settembre, quando Zayn aveva affermato in un promo che non avrebbe mai percorso lo stesso sentiero di Owens e che non sarebbe mai diventato come lui. Aveva accusato Owens di aver fatto ricorso a ogni genere di trucco, trucchi di cui lui non si sarebbe mai servito. Poi, due settimane dopo… la contraddizione totale e insensata. E non crediate che le parole di Zayn allo scorso SmackDown abbiano spiegato bene il turn eh, sono state solo un contentino, la classica “pezza a colori” che alla WWE piace tanto piazzare quando non sa spiegare quello che porta in scena.

“Ho capito che fare il bravo ragazzo non mi avrebbe mai portato da nessuna parte”, “SmackDown Live non è la terra delle opportunità ma solo una menzogna”, “Ho aiutato mio fratello Kevin perché ho capito che Shane era uno psicopatico che voleva solo distruggerlo”. Tutte affermazioni che non hanno senso, che stridono tantissimo con tutto ciò che è stato portato in scena da Sami Zayn dal suo esordio a NXT a oggi. Stridono con quel Sami Zayn che durante il match per l'NXT Title contro Neville butta via la cintura invece di schiantarla sulla testa del campione perché sa che non è così che si vincono i match e perché lui ha un'integrità inarrivabile per tutti gli altri, un'integrità che lo caratterizza e lo rende quel che è. Stridono con quel Sami Zayn che arriva a SmackDown e non combina niente, perdendo match contro dei jobber e lamentandosi di non avere opportunità. Stridono soprattutto con quel Sami Zayn che poco più di un anno fa avvertiva Chris Jericho delle nefandezze di Kevin Owens e di che persona orrida sia, di come lo stia usando e di come lo butterà via una volta che avrà raggiunto il suo scopo. Evenienza che si sarebbe regolarmente verificata… eppure Zayn tutto questo pare averlo dimenticato. Adesso Owens è “suo fratello”.

https://www.youtube.com/v/9d7u5WGa-ys

Ok, direte voi che la WWE non si ricorda cosa ha messo in scena ieri, figuriamoci quello che ha fatto più di un anno fa. Peccato che questa non sia una scusante. Non è una scusante per azzerare completamente un character che funzionava ogni volta che gli si dava un appiglio, ogni volta che si provava a farlo risaltare e a dargli posizioni importanti. Non è una scusante per non sapere come gestire un wrestler Sami Zayn, capace nel parlato ed eccezionale sul ring, che potrebbe diventare campione mondiale domani e farla sembrare una cosa più che normale, soprattutto in un roster in cui il titolo è tenuto in ostaggio da un jobber di nome Jinder Mahal. Non è una scusante per riproporre pari pari il feud tra Owens e Jericho, con Zayn nei panni del secondo. Perché è a questo che evidentemente mira la WWE. A meno che non abbia definitivamente perso le speranze, relegando Zayn nel ruolo di spalla a tempo pieno di Owens. Non che la cosa mi sorprenderebbe.

Diciamoci la verità, molti si sono schierati a favore del turn di Zayn per un solo motivo: perché è una novità in quello che solitamente è un mare di piattezza noto con il nome di WWE, una variazione sul tema. E il turn di Zayn, messo in scena da un altro, sarebbe stato ancora più ridicolo. Ma Zayn, evidentemente sottovalutato nell'extra ring, è in realtà più che capace di tenere un microfono in mano e quindi è riuscito a dare una parvenza di senso a quello che è stato a tutti gli effetti un turn insensato. Peccato che un sassolino buttato nel mare possa a malapena incresparlo, non di certo mutarlo drasticamente. La WWE è ancora la WWE, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti; tra questi ultimi uno dei più evidenti è la costante e cronica incapacità di saper costruire e/o gestire un wrestler face. Sono partiti con un “pesce piccolo” come Zack Ryder, hanno tentato di farlo con Punk e Bryan prima che il loro successo con il pubblico li costringesse a fare dietrofront, ci sono invece riusciti con Dolph Ziggler. Recentemente le ultime vittime sono stati Bayley e Shinsuke Nakamura, affossati completamente nonostante a NXT facessero venire giù le arene. Niente è cambiato davvero. Il sassolino di nome Sami Zayn per ora ha increspato il mare… ma da qui a scatenare una tempesta ce ne vuole, ce ne vuole ancora molto.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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