5 Star Frog Splash #118 – Off Season

“Ma magari vince Goldberg eh, non mi sto illudendo di nulla, per carità.” Eh già. Come prevedibile, quel piccolo barlume di speranza che avevo intravisto due settimane fa nella Road to Wrestlemania è stato immediatamente offuscato da quel disastro ferroviario che è stato il PPV noto come Fastlane, dove credo che la WWE non ne abbia azzeccata giusta una nemmeno per sbaglio. Owens, “il temibile e cazzuto Owens”, ha perso in 22 secondi contro Goldberg in uno dei main event più ridicoli della storia dei PPV WWE e non bastano di certo l'aereo rotto degli Helmsley-McMahon e il telefono scarico di Stephanie a farmela sembrare una sconfitta legittima. In pratica, se prima dello split di Owens da Chris Jericho il regno del Prizefighter sembrava noioso, anonimo e senza sussulti, il modo in cui è terminato lo ha reso di fatto una barzelletta. Sì, le motivazioni date da Owens sul perché abbia attaccato Jericho e abbia deciso di terminare il loro rapporto sono legittime e logiche, nonché in linea con il suo character… ma non a due settimane da un titlematch contro Goldberg. Soprattutto non se poi Jericho si rivela colui che quel titolo te lo fa perdere. L'Owens delle ultime due settimane aveva impressionato perché sembrava tornato un po' quello delle origini, lo spietato bastardo visto a NXT e quello che esordisce nel main roster ammazzando John Cena la prima sera. Questa presunta “stable” di Triple H in via di formazione, poi, sembrava dare un'ulteriore spinta e supporto all'ormai ex Universal Champion. E invece no, Owens il titolo lo ha perso senza appello contro uno che da quando è tornato ha lottato in match singoli per la ragguardevole durata complessiva di 1 minuto e 48 secondi. Però, notevole. E tralascio le giustificazioni date da Owens sul perché non ha richiesto un match la sera stessa, mi dispiace ma le ritengo un insulto all'intelligenza mia e di tutti i fan di wrestling con un po' di sale in zucca.

Il quadro tragico sul Raw Women's Championship, invece, è stato confermato alla grandissima. E per parlare di quadro tragico per il secondo Triple Threat match consecutivo a Wrestlemania che vedrà in lotta per il titolo tre delle Four Horsewomen… beh, vuol dire che c'è decisamente qualcosa che non va. Bayley si conferma forse la prima campionessa di cartapesta face della storia del wrestling. D'altronde hai la face underdog per definizione, una che con questo character potrebbe camparci per altri dieci anni ed essere una risorsa infinita della Women's Division… e il lavoro fatto su di lei è nullo. Anzi è deleterio visto che ad oggi è evidente come Bayley sia inferiore sia a Sasha Banks che a Charlotte. Charlotte che ha perso il titolo e ha perso anche la sua famigerata streak nei match titolati in PPV. E l'ha persa perché la face più face del roster è stata aiutata a batterla. Bello come la mente dei writer e dei booker WWE funzioni esattamente all'opposto di quello che dovrebbe. Intanto a Wrestlemania si farà il suo settantamiliardesimo match titolato in PPV consecutivo e poi dovrebbe finalmente uscire fuori dai giochi. E uso appositamente il condizionale, un condizionale dettato dal fatto che da Wrestlemania in avanti pare proprio che la faida cardine della divisione sarà Bayley vs Sasha Banks. Difficile dire chi uscirà col titolo da Wrestlemania, a occhio direi Bayley in modo da innescare il sicuro turn di Sasha che arriverà da qui ai prossimi due mesi. Vedremo come si muoverà la storia. Intanto il match sarà il probabile showstealer del PPV… in un'atmosfera pessima che francamente non mi sarei mai immaginato.

Non che nelle altre divisioni le cose vadano meglio eh. La situazione dei Raw Tag Team Titles mi sembra molto simile a quella del titolo femminile considerato che anche qui abbiamo tre tag team di valore (medio-buoni in realtà, non paragonabili alla caratura delle tre donne) affossati da una scrittura indegna. Sheamus e Cesaro in primis considerato che stiamo parlando del team che ha sconfitto il New Day pulito terminando il loro regno dei record. Come sono stati trattati? Semplice, sono stati battuti alla prima difesa seria perdendo per di più contro il Club, che fino a quel momento aveva capitolato costantemente contro tutti. Insomma, valore dei titoli sceso a livelli infimi in un secondo. In più nel discorso sono stati inseriti anche Enzo Amore & Big Cass… peccato che li abbiano messi lì in modalità pilota automatico. Al contrario di Sheamus e Cesaro, Enzo e Big Cass non splendono affatto sul ring. Enzo è poco più che un pericolo pubblico, Big Cass è discreto e se la cava se inserito nel contesto giusto ma appena lo metti in qualcosa di più impegnativo fa emergere tutti i suoi enormi limiti. Ergo questi due devono farsi notare al microfono… ma l'effetto main roster è impietoso e ha colpito anche loro due, togliendogli tutta la verve che avevano a NXT e rendendoli solo due tizi che fanno sempre lo stesso promo. Probabile che anche loro finiscano in un Triple Threat match visto che sia Club vs Shesaro che Club vs Enzo & Big Cass sono match già visti. Almeno che sfruttino l'heat tra i due team sfidanti, che è la cosa migliore del feud congiunto, e buttino tutti dentro.

La perla che non ti aspetti arriva davvero dalla divisione più inaspettata: la Cruiserweight Division. Dopo mesi di anonimato, feud scontati e senza una direzione e personaggi copiati con lo stampino per Wrestlemania abbiamo finalmente un feud degno di nota, ovvero Neville vs Austin Aries, per il quale arrivo a sbilanciarmi e a dire che sarà uno dei pochi match che vedrò con piacere in quel di Wrestlemania. Non che ci volesse molto da parte della WWE per creare questa rivalità: bastava solo prendere i due cruiserweight migliori del roster e metterli l'uno contro l'altro. Il resto è tutto farina del sacco dei due performer, che hanno fatto un lavoro egregio per arrivare a questo match. Innanzitutto Neville, che nel suo stint da heel ha mostrato delle cose che forse da lui non si aspettava nessuno. Al suo arrivo nel main roster molti avranno pensato che l'ex NXT Champion avesse già saltato lo squalo, poiché difficilmente avrebbe potuto trovarsi in una dimensione tanto confortevole quanto lo era stato NXT. E invece il wrestler inglese non solo ha smentito i suoi critici, ma ha anche dimostrato di non essere solo “quello che fa la Red Arrow” (che intelligentemente ora usa con il contagocce, solo quando serve veramente) ma di avere molto altro da offrire. Lo stesso vale per Austin Aries, il cui impegno sembra notevolmente minore ma che comunque anche al tavolo di commento ha dimostrato pienamente di cosa è capace. E l'incredibile apporto del pubblico, che lo ha praticamente costretto a un turn face, ne è la prova.

Ne approfitto per fare un salto anche a SmackDown e per dire che anche nel roster blu le cose non sono poi tanto meglio di così. La questione #1 contender al WWE Championship è finalmente finita. Fuori Luke Harper, fuori anche AJ Styles, l'unico primo sfidante resta Randy Orton. Molti si sono lamentati della mancata presenza di Styles nel match titolato ma tant'è, in WWE sono convinti che questo benedetto match contro Shane McMahon sia un toccasana per lui e vogliono farglielo fare, buttando a casaccio il WWE Title in una rivalità che del titolo non aveva alcuna necessità. E Luke Harper che fa? Per il momento è rimasto fuori dall'ultima puntata di SmackDown… sperando che non decidano di interrompere tutto il lavoro fatto con lui. Ma anche questa probabilmente sarà una speranza vana. Per la divisione femminile, invece, si ricorre all'unica possibilità ancora inesplorata: Alexa contro il mondo, tutti contro Alexa. In mancanza di feud singoli si ricorre al tutti contro tutti che serve a salvare capra e cavoli e al contempo a impegnare tutte le donne del roster. La Tag Team Division, intanto, è sparita e non se ne hanno più notizie, anche se il sentore è che a breve venga annunciato a casaccio un titlematch tra American Alpha e Usos per tagliare la testa al toro.

Uno degli argomenti principali che si tirano fuori quando si parla della totale mancanza di creatività e di originalità della WWE è che il wrestling non si ferma mai, non ha delle “off season” da dedicare principalmente alla fase creativa per poi concentrare le idee elaborate nel resto dell'anno. Ecco, forse i fan di wrestling dovrebbero considerare l'idea di prendersi la loro personalissima off season: la Road to Wrestlemania. Sono anni ormai che Wrestlemania è diventata il regno dei part-timer, che affollano quello che dovrebbe essere l'evento più importante dell'anno con la loro ingombrante presenza. Questo poteva andar bene quando i part-timer in questione erano Triple H, Shawn Michaels e un Undertaker che ancora non sembrava un vecchio ottuagenario, non ora che i part-timer sono Oldberg (no, non è un refuso) che non ce la fa più a muoversi, che ha subito a Raw la sua prima mossa di wrestling fin dal suo ritorno a novembre e che ha passato ben 1:48 minuti sul ring da allora, un Brock Lesnar che ormai sembra quasi la parodia di se stesso e un Undertaker quasi immobile che a questa Wrestlemania avrà l'ingratissimo compito di elevare l'inelevabile Roman Reigns. Non è questo che vuole vedere un fan di wrestling. E allora via, perché non prendersi una pausa dalla WWE dopo dicembre e fino ad aprile? Tanto si è capito che la vera Wrestlemania ormai è Summerslam, che risulta sempre più o meno l'evento più piacevole dell'anno. Almeno eviteremmo di farci il sangue amaro nel vedere match come Undertaker vs John Cena messi da parte per “make Roman look strong” e fantomatiche promesse di matrimonio in perfetto stile Total Divas. Non è questo il wrestling che vogliamo guardare. E allora non guardiamolo.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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