BET ON HIM #92 – THE HOTTEST FREE AGENTS…

Ciao a tutti amici e soprattutto amiche di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento della rubrica dedicata al futuro del business. Siamo in una settimana tutto sommato tranquilla e senza particolari notizie o eventi di rilievo. Certo, se vogliamo considerare le “novità” di Raw qualcosa di cui parlare. Stiamo vedendo uno show chiaramente allo sbando, un booking team privo di idee e assolutamente fuori contatto con la realtà specie quando si parla di chi vi è a capo. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Per fortuna le alternative non mancano con la NJPW tornata quasi a pieno regime con dell’ottimo wrestling e ottime rivalità (leggi Nagata vs Suzuki) e la AEW che continua a proporre un ottimo prodotto, seppur ancora con margini di miglioramento. NXT, da sempre oasi felice della WWE, sta subendo contraccolpi psicologici dalla sfida a distanza con la promotion di Tony Khan. Il wrestling rimane sempre di ottima fatture ma le idee, purtroppo, appaiono confuse soprattutto a livello di storyline e costruzione di personaggi (o puntare sui personaggi sbagliati, vedi Dexter Lumis). Ripeto, niente di nuovo, tanto che a farla da padrone in queste settimane sono i discorsi legati a fattori come i ratings (del quale abbiamo parlato in questa sede due settimane fa, ed approfondito dai miei esimi colleghi nel TW 2Night qualche giorno fa) e i recenti risultati finanziari ottenuti dalla WWE. Risultati che dimostrano come la crisi in quel di Stamford è solo creativa e di ratings. A livello finanziario la WWE va a gonfie vele.

Gli ultimi dati hanno infatti mostrato una WWE solidissima a livello economico ed una delle poche realtà, nel mondo oserei dire, ad avere raggiunto un enorme profitto in questo periodo dove la pandemia ha messo in ginocchio o provocato perdite enormi per moltissime compagnie di qualsiasi grandezza. Paradossalmente la WWE ha beneficiato sensibilmente a livello economico della crisi provocata dal Covid-19. Produrre gli show dal Performance Center piuttosto che andare in giro per l’America ed il mondo con una riduzione drastica dei costi di produzione, un inaspettato incremento degli abbonamenti al WWE Network (probabilmente frutto del fatto che la gente non potesse uscire di casa) sono stati dei fattori pesantissimi in termini positivi per quel che riguarda l’aspetto economico attuale della WWE. Unito ovviamente agli introiti dovuti ai massicci contratti televisivi ottenuti non molto tempo fa. Una riflessione sorgerà spontanea in molti di voi: certamente i licenziamenti effettuati qualche mese fa avranno contribuito in qualche modo. Ebbene amiche ed amici la risposta è… assolutamente no. Di fatto con i guadagni di questi mesi, al netto degli stipendi dei talenti (e non) licenziati nella recente ondata, avrebbe potuto pagare questi ultimi per ANNI. Quindi no, i licenziamenti non hanno contribuito in alcun modo al successo. Il che, ci porta al tema di questa settimana collegandolo ad un altra questione che ha attirato l’attenzione dei fan nelle ultime settimane. Sto parlando di Eddie Kingston, recentemente assunto dalla AEW, dopo una prestazione maiuscola sul ring nel suo match contro Cody con anche un promo che avrebbe fatto invidia a chiunque. Una vita da gregario e da wrestler indy per eccellenza, fenomenale promoman ed atleta di tutto rispetto a scapito di un fisico non proprio da star. Vero che Kingston è stato anche ad IMPACT ma questo contratto AEW sembra davvero il classico “salto di qualità” per l’ex EVOLVE.

Torniamo alla WWE per un attimo. Se a livello finanziario la WWE sta ottenendo risultati assolutamente positivi a livello economico, bisogna dire che a livello morale ed umano ne è uscita nuovamente malissimo. Facciamo finta di dimenticarci per qualche minuto l’assurda gestione del covid, dei controlli nel pieno della pandemia. I licenziamenti effettuati qualche mese fa e che hanno messo “per strada” centinaia di persone tra wrestler, producer e molta altra gente che lavora nell’head office e dietro le quinte degli show, in tempo di pandemia, rimane ancora oggi un gesto totalmente condannabile ed ingiustificabile. Considerazione che aumenta esponenzialmente alla luce dei risultati economici ottenuti nell’ultimo trimestre. Se però la WWE ha fatto davvero male in questo senso (e mi piace pensare che l’attuale crisi di ratings sia una sorta di karma), il mondo del wrestling in generale ha avuto una maggioranza di esempi assolutamente positivi per quel che riguarda la gestione “umana” della crisi. In Giappone (seppur parliamo di una realtà culturale completamente diversa dagli USA ed in generale dall’occidente), la NJPW non solo non ha licenziato nessuno, ma si è messa in prima linea nella tutela dei diritti di quei wrestler che non dispongono di un contratto o che navigano in cattive acque per via della crisi del covid che ha azzerato il numero di show durante la pandemia. Ripetiamo è una cultura diversa dal quale, però tutti dovrebbero imparare. Essere leader in un settore significa anche aiutare non solo i tuoi dipendenti ma anche la competizione quando è necessario. Senza però concentrarci sul Giappone, andiamo in America dove realtà non di primo livello come ROH ed IMPACT non hanno licenziato praticamente nessuno (fatta eccezione per Tessa Blanchard e Michael Elgin, per situazioni comunque non relative al covid). IMPACT ha addirittura accolto molti dei wrestler licenziati dalla WWE non appena scaduta la clausola di non competizione per 90 giorni. Meglio ancora ha fatto la AEW che non solo non ha licenziato nessuno ma ha addirittura assunto in tempi di pandemia (dai nomi importanti come Matt Hardy, Brodie Lee e FTR agli ex indy Ricky Starks ed il già citato Eddie Kingston oltre ad altri talenti del lower/midcard). Insomma nel complesso il mondo del wrestling si è comportato generalmente molto bene. Ovviamente ci sono anche esempi di realtà che non ce l’hanno fatta come EVOLVE ed il progetto NWA. Sperando, però possa presto tornare in auge.

Abbiamo detto di Starks e Kingston assunti dalla AEW, due nomi di ottimo livello che aggiungono qualità ad un roster già molto ricco di talento come quello di Tony Khan. Ci sono però ancora moltissimi talenti in giro per il mondo che potrebbero considerare di accasarsi in una major per compensare alle perdite di questi mesi ed alle future perdite dovute alla riduzione sensibile degli show ed anche alle norme di distanziamento sociale che significherà meno entrate per le varie promotion indipendenti, meno ticket venduti e dunque meno disponibilità economica per pagare gli ingaggi di wrestler quotati a livello indipendente. Inizio da un’area a me molto cara, il Regno Unito, colpito in maniera ancora più evidente dal movimento SpeakingOut oltre che dal covid. I nomi principali che mi vengono in mente in questo senso sono due wrestler del quale abbiamo parlato in passato in queste pagine. Sto parlando di Chris Ridgeway e, soprattutto, Cara Noir. Ridgeway si sta facendo le ossa in Giappone dopo tanta gavetta in UK. Uno striker che lotta con grande intensità ed un’ottima tecnica di base. A livello carismatico non è una cima ma compensa con la grinta e con la forza dei suoi colpi assolutamente da tenere d’occhio. Chi non difetta di carisma è certamente Cara Noir, al secolo Thomas Dawkins, atleta completo con il suo personaggio di “Black Swan”. Carisma, tecnica, velocità di esecuzione ed un’ottima capacità di storytelling. Cara Noir è stato indiscusso protagonista della scena indy UK nel 2019 ed il 2020 si prospettava addirittura migliore prima dell’avvento del Covid-19. Uno così potrebbe far comodo a tutti. Sia WWE che AEW trarrebbero grossi benefici dalla sua presenza. Nel Regno Unito occhio anche a Dan Moloney, ex partecipante al UK Championship Tournament, giovanissimo ma cresciuto sensibilmente nell’ultimo anno. Powerhouse dotato di ottima tecnica e carisma, ha fatto benissimo specialmente per la Fight Club Pro. Coi suoi soli 23 anni è un investimento sicuro.

Ci sono anche diversi talenti provenienti dal Messico e che rappresentano al meglio la categoria dei luchadores attualmente più o meno liberi. Molti di loro lottano in Messico ma anche con altre indies come la PWG ma anche la MLW, promotion non totalmente da considerare indy, ma comuqnue un passo indietro rispetto alle già citate. I nomi sono di quelli importanti. Rey Horus, per chi ha visto Lucha Underground El Dragon Azteca Jr. e Laredo Kid due ottimi luchadored ed high flyers che stanno migliorando tantissimo negli ultimi anni. Sempre in ottica high flyer da tenere d’occhio anche Alex Zayne (anche lui in orbita ROH) e nel radar della NJPW quando la federazione Giapponese fa show in USA. Sempre negli Stati Uniti particolare menzione merita Chris Dickinson, ex EVOLVE, che sta facendo ottime cose in GCW: wrestler dotato di ottimo carisma e sul ring ha delle doti tecniche e di striking notevoli frutto del suo passato nelle arti marziali miste e Taekwondo. Ha 32 anni, quindi nel pieno della carriera e potrebbe essere un elemento ottimo per qualsiasi federazione. Sempre parlando di EVOLVE non dimentichiamoci anche JD Drake. Non avrà il fisico della Superstar tipica della WWE e non è certamente un giovincello, ma l’intensità e la tecnica che mostra sul ring meritano davvero attenzione. Occhio anche all’Australia ed alla Nuova Zelanda perché senza contratto ci sono talenti davvero cristallini del quale, anche qui, abbiamo già parlato in precedenza: Kyle Fletcher e Mark Davis, conosciuti come Aussie Open, sono uno dei migliori tag team nel mondo. Davis ha subito un grave infortunio alla fine dello scorso anno con Fletcher che ha tentato di costruirsi una carriera in singolo prima del Covid. I due, insieme, sono fenomenali e potrebbero essere un asset per chiunque e sono già apparsi sia in ROH che in NJPW.

Certamente mi dimentico anche molti altri. La lista è davvero lunga. Volutamente non ho citato alcuni nomi che meriterebbero menzione come Chris Hero, ACH e Chris Brookes. Se potete date un’occhiata in giro su YouTube o altre piattaforme dei match dei talenti citati (se non li conoscete già) meritano davvero la pena. In attesa di capire se alcuni di essi avranno le loro occasioni in una major, un contratto ed una stabilità che molti sperano. Ricordo che i wrestler sotto contratto con una federazione sono in realtà solo una percentuale più bassa di quel che pensate. Continuate, se potete, a supportare questi wrestler specialmente in questo periodo davvero difficile e privo di show. Così come continuate a supportare le promotion indy anche in Italia dove ci sono realtà che davvero meritano attenzione e supporto ed offrono prodotti davvero di ottima qualità. Se alla fine ci indigniamo per il comportamento della WWE in tempo di pandemia, allo stesso tempo non dobbiamo anche noi dimenticarci dei tantissimi wrestler ed addetti ai lavori in difficoltà. Aiutare nel nostro piccolo, affinché tornino ad intrattenerci presto. Perché credo che essere fan di wrestling è anche questo.

Il sottoscritto vi saluta e vi augura un buon weekend. Il Bet On Him torna tra due settimane.
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