BET ON HIM #90 – BET ON SPECIAL… SHOULD WE REALLY BET?

Ciao a tutti amici e soprattutto amiche di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al futuro del business. Siamo in una settimana particolare con nuovi eventi davvero interessanti targati AEW e WWE nella fattispecie con NXT che preparano nuovi botti con Fyter Fest e Great American Bash dopo “l’anteprima” della scorsa settimana. Siamo anche nei pressi di The Horror Show at Extreme Rules, prossimo evento del main roster dal nome quanto meno discutibile. Insomma, una bella scorpacciata di wrestling al quale si aggiunge la NJPW che continua il suo percorso di ritorno alla normalità negli show dopo lo stop forzato dovuto al Coronavirus. Tema quest’ultimo che si sta rivelando una fatalità per la WWE, totalmente incapace di controllare e gestire la situazione al meglio e che ora si ritrova con un quantitativo incredibile di contagiati. Che la WWE avesse sottovalutato il virus era abbastanza evidente fino dalle prime battute, oggi ne vediamo le conseguenze che si ripercuotono anche negli show, con un roster ridotto e storyline che stanno anche patendo della situazione. Il che denota nuovamente uno dei grandi problemi della WWE e che si ricollega a questa rubrica in un certo senso ed è per questo che dedico questo numero non ad una superstar in particolare in prospettiva futura ma proprio a questa grande questione che, a mio avviso, riguarda soprattutto la WWE ma anche il movimento wrestling in generale.

É giusto parlare di futuro, scommettere su prospetti del business? La domanda mi sorge perché guardando gli show, tutto sembra tranne che le varie compagnie di wrestling, in particolare modo la WWE vogliano realmente puntare sul futuro e navighino a vista in attesa che qualcuno in automatico esploda senza apparente motivo o senza una vera e propria costruzione. Insomma, andiamo con l’usato garantito, giochiamo sulla nostalgia e viviamo alla giornata, poi per il futuro si pensa. In particolare per la WWE questo discorso sta diventando sempre più evidente e lo si denota da coloro che sono i protagonisti attuali degli show della WWE. Fatta eccezione per Drew McIntyre, vero investimento e successo degli ultimi tempi da parte della compagnia di Vince McMahon, i protagonisti degli show sono i soliti volti noti. Randy Orton, ringalluzzito dall’ottima rivalità contro Edge, è praticamente il mattatore di Raw. Attorno a lui ruotano altri “novellini” come Ric Flair (che non dovrebbe nemmeno essere lì visti i problemi con il covid ed il suo stato di salute), Big Show e Christian. L’avversario di McIntyre nel prossimo ppc è Dolph Ziggler, l’altra grande rivalità dello show rosso vede coinvolti Rey Mysterio e Seth Rollins (con giovani teoricamente di prospettiva a fare da contorno nemmeno troppo utile). A Smackdown se la passano poco meglio seppur un raggio di sole si intravede sotto forma di Matt Riddle.

Il problema, lo sappiamo, è che Vince si stanca troppo presto dei nuovi arrivi di talento. Come se la colpa dei cattivi ratings o della cattiva risposta del pubblico (ora assente per giunta) fosse loro e non della cattiva gestione che molto spesso si fa di questi talenti. Per dirne una: neanche con Becky Lynch e Charlotte fuori, c’è spazio per gente come Shayna Baszler e Bianca Belair, che stazionano tristemente in quel di Main Event. Senza contare i vari Ricochet, Cedric Alexander, Humberto Carrillo sul quale si son spesi fiumi di parole. Paul Heyman stava provando a cambiare le cose ma ben presto è stato allontanato dal suo ruolo, vittima anche lui del classico atteggiamento di Vince McMahon che si stanca delle persone che non gli vanno a genio ogni tre per due. Non sono qui però a fare le solite critiche a Vince McMahon che ormai sono davvero troppe e francamente inutili perché alla fine della fiera di cambiamenti non ne vediamo se non in rare eccezioni che pure non sappiamo saranno nei piani alti “alla distanza”. Penso al già citato Matt Riddle, ad Angel Garza (nell’eterna ricerca della WWE di una stella latina da rendere erede di Rey Mysterio) a Keith Lee che tuttavia non ha ancora debuttato nel main roster quindi, per il momento, immune al rischio.

Il problema però si estende anche alle altre compagnie. Abbiamo visto tutti il periodo di stallo che ha vissuto la NJPW dopo l’abbandono dell’Elite che ha seguito quelli di pezzi da novanta (seppur svariati anni prima) come Nakamura, AJ Styles, Gallows&Anderson. Anche se in realtà la cultura Giapponese è differente ed i wrestler hanno storicamente bisogno di molto tempo prima di raggiungere il top. Ricordiamo bene Okada e la gavetta leggendaria in TNA. La NJPW è per cultura, la WWE per ottusità del suo proprietario, il risultato non cambia. Anche se in Giappone compensano con lo straordinario talento e con la qualità elevatissima del wrestling e con un prodotto completamente diverso. Il wrestling della WWE, che pur potrebbe compensare a livello qualitativo visto l’immenso talento di moltissimi membri del roster, è basato sull’entertainment e quindi gli effetti si vedono e continueranno a vedersi se la mentalità non cambia. Certo poi le reti televisive pagano grandi soldi e tutti i discorsi di noi fan più o meno smart vanno a farsi benedire. Siamo però sicuri che questi solidi di ora, con un prodotto che naviga a vista a livello di qualità, verranno poi confermati? Lo dubito perché alla fine i ratings mostrano che il prodotto wrestling come lo conosciamo e come lo intende Vince e compagnia non attira più. Un prodotto diverso credo sia la risposta, personaggi e wrestler diversi potrebbero e dovrebbero essere la chiave di questo. Però è ovvio, la mentalità non si cambia dall’oggi al domani così come il successo per alcuni wrestler non arriva dall’oggi al domani. Questo si dovrebbe capire.

La AEW in questo senso rappresenta un buon compromesso e sta facendo un lavoro oggettivamente molto buono di costruzione a lungo termine di talenti e storyline. Basandosi sul wrestling lottato di qualità. Ci vuole molto? Certamente no ed il successo della promotion di Tony Khan ne è la testimonianza. Certo anche loro per alcuni frangenti navigano a vista e ci può anche stare essendo una federazione tutto sommato nuova. Anche loro si basano sull’usato sicuro ma in questo caso è per farsi conoscere e per essere visibili, perché senza nomi già conosciuti, non si acchiappano quei fan per il quale si è disperati. Senza i Jericho ed i Moxley che hanno già una visibilità elevatissima non si possono attirare questi fan ed allo stesso momento elevare quei talenti che si stanno crescendo in casa e che pure si stanno ritagliano spazi notevoli. Leggi MJF, leggi Jungle Boy, leggi Darby Allin, leggi Kip Sabian. Certo poi ci sono discussioni sulla maniera di gestire altri talenti come ad esempio Jake Hager, Brian Cage e Lance Archer: monster heel subito sacrificati sull’altare del face di turno dopo ottime costruzioni. Direi che per la AEW c’è grande voglia di dare spazio a tutti e di costruire gente ma il tempo e le necessità anche di ratings poi ne impediscono una piena realizzazione. Stiamo però parlando di una compagnia con meno di un anno di show televisivo e ciò nonostante continua a racimolare numeri buonissimi. Se non ci fosse NXT dall’altro lato probabilmente ci sarebbero più di un milione di spettatori a guardare Dynamite ogni settimana che è, oggettivamente, tanta roba.

Insomma, è giusto per le federazioni scommettere sul futuro o è giusto guardare a vista. Io credo che bisognerebbe essere più audaci e pazienti rispetto ad alcuni atleti. Perché una delle grandi discussioni sulla guerra del mercoledì sera e sui ratings in generale è: valgono più gli ascolti totali o il range 18-49? Gli inserzionisti propendono per la seconda. La WWE non va bene in questo senso, indice che forse, forse, un motivo per creare fidelizzazione a lungo termine e quindi puntare e costruire talenti da far crescere insieme a quei 18-49, non sarebbe poi così male. Il wrestling come molti settori sportivi e non solo non può solo navigare a vista e pensare a campare alla giornata e “poi il futuro si vedrà”. Bisogna costruire, investire e migliorare. Come quando pensi di aprire un’attività in proprio: hai successo se ti distingui, se sei al passo coi tempi e se investi sul futuro pur non perdendo di vista il presente e le necessità attuali. Senza basi solide non si costruisce niente per il futuro. Bisogna scommettere quindi sui tanti, tantissimi talenti presenti nei rispettivi roster? La risposta è assolutamente sì. Pensare il contrario è totalmente antiquato e fuori dai nostri tempi. Il che forse, è il problema attuale della WWE.

Il sottoscritto vi saluta e vi augura un buon fine settimana. L’appuntamento con il BOH è tra due settimane.

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