Best Promos Ever #7 – The Day the (Wrestling) World Changed Forever

Qualunque individuo sul pianeta, anche il più inesperto in ambito wrestling, sa benissimo chi sia Hulk Hogan. Hulk Hogan non è altri che la più grande icona di sempre del wrestling business, nonché il wrestler più famoso e riconoscibile degli anni '80. Celeberrimo per il suo carisma e per il favore del pubblico nei suoi confronti, nel 1984 Hulk Hogan divenne la stella più fulgida della WWE, allora ancora nota come WWF, grazie a una geniale intuizione di Vince McMahon. Hogan, infatti, aveva già lottato per la compagnia anni prima, quando ancora era gestita da Vince McMahon Sr. nel 1980-81, tuttavia senza lasciare troppo il segno. Vince Jr., invece, si accorse della potenziale stella che aveva tra le mani grazie anche all'apparizione di Hogan in Rocky III, cosa che gli fruttò ancora più popolarità di prima, e decise di riportarlo in WWF. La scelta lo ripagò nel modo migliore: Hulk Hogan consacrò l'Hulkamania e diventò uno dei wrestler più importanti di sempre, accrescendo al contempo la stella della WWF che in breve tempo diventò la compagnia di wrestling di riferimento nel panorama americano. Hogan lottò in WWF per dieci anni, fino al 1993, quando il suo contratto scadde e non venne rinnovato dalla compagnia, dopo essersi consacrato per sei volte WWF Champion (e il suo primo regno durò più di quattro anni). Dopo un breve passaggio in NJPW, Hogan approdò alla corte di Ted Turner, presidente della World Championship Wrestling. Per due anni Hulkamania divenne uno dei perni intorno a cui si muoveva WCW Monday Nitro, che stava cercando disperatamente di fare concorrenza a Monday Night Raw. Tuttavia il personaggio di Hogan si stava lentamente spegnendo: anche dopo aver conquistato il WCW World Heavyweight Title, l'Hulkster era ormai uno dei tanti volti di Nitro e i fan stavano iniziando a stancarsi di lui. Fino al giorno in cui il mondo del wrestling non cambiò per sempre.

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Siamo nel 1996. Il 7 luglio di quell'anno si svolge Bash at the Beach, il PPV dell'estate della WCW. Poco più di un mese prima la compagnia aveva dato il via a una storyline che vedeva i cosiddetti Outsiders, Scott Hall e Kevin Nash, arrivare in WCW con il pretesto di “invaderla” e di guadagnarne il controllo sconvolgendone le fondamenta. Si trattava ovviamente di un work, da sempre una consuetudine piuttosto regolare nel mondo del wrestling, tuttavia la storia all'epoca fece parecchio scalpore perché Hall e Nash fino a poco tempo prima avevano lavorato per la WWF rispettivamente come Razor Ramon e Diesel – addirittura Hall apparve per la prima volta a Nitro solo otto giorni dopo dal suo ultimo match in WWF: ciò porto molti a chiedersi se quella storyline potesse essere effettivamente legittima. Fatto sta che la vicenda andò incontro a una rapida evoluzione che culminò proprio a Bash at the Beach '96, dove gli Outsiders, insieme a un loro terzo membro non ancora annunciato, richiesero un match contro tre rappresentanti della WCW. Eric Bischoff, allora a capo di WCW Monday Nitro, selezionò “Macho Man” Randy Savage, Sting e Lex Luger. Il match cominciò, tuttavia del terzo membro degli Outsiders non vi era alcuna traccia. A pochi minuti dall'inizio del match Lex Luger si infortunò (in storyline); l'incontro divenne un 2 vs 2. Hall e Nash da una parte, Savage e Sting dall'altra, i due team battagliarono per diversi minuti senza che si arrivasse a uno schienamento decisivo. Finché non apparve Hulk Hogan, reduce da un periodo di pausa dagli schermi piuttosto lungo, accolto dal tripudio del pubblico che credeva stesse arrivando per dare man forte a Macho Man e allo Stinger. Così non fu: non appena salito sul ring Hogan colpì diverse volte l'inerme Savage con il suo Leg Drop of Doom, stringendo poi la mano a Hall e Nash dichiarandosi così come terzo membro del gruppo. Il match finì ufficialmente in No Contest, il pubblico iniziò a lanciare spazzatura sul ring. “Mean” Gene Okerlund fu spedito sul quadrato per intervistare Hogan, chiedendogli le ragioni del suo folle gesto.

Gene Okerlund: “Hulk Hogan, chiedo scusa. Chiedo scusa! Cosa diavolo ti passa per la testa?”
Hulk Hogan: “Mean Gene, la prima cosa che devi fare è dire a queste persone di tacere se vogliono sentire ciò che ho da dire… La prima cosa che devi capire, fratello, è che questo è il futuro del wrestling. Puoi chiamarlo il New World Order [nuovo ordine mondiale – ndr] del wrestling. Questi due uomini qui sono venuti da una grande organizzazione del nord e tutti si stavano chiedendo chi fosse il terzo uomo. Beh, chi conosce quell'organizzazione meglio di me, fratello?… Lascia che ti dica una cosa, io ho trasformato quell'organizzazione in un mostro. Ho reso delle persone ricche lì. Ho reso ricche le persone che gestiscono quell'organizzazione lassù. E quando tutto ciò è accaduto il nome Hulk Hogan, l'uomo Hulk Hogan, sono diventati più grandi dell'organizzazione stessa. Billionaire Ted [Turner – ndr] voleva parlare seriamente con Hulk Hogan. Beh Billionaire Ted mi ha promesso dei film, fratello. Billionaire Ted mi ha promesso milioni di dollari. Billionaire Ted mi ha promesso match di calibro mondiale. Ma per quanto possa fare Billionaire Ted, Eric Bischoff o l'intera WCW, ne ho veramente abbastanza fratello. Ecco perché sono con loro, i cosiddetti Outsiders, questi sono gli uomini che voglio come amici. Perché loro sono il futuro del professional wrestling, fratello. E non solo ci impadroniremo dell'intero movimento del wrestling business con Hulk Hogan e con i wrestler del futuro, i mostri che sono con me, ma distruggeremo tutto ciò che troveremo sul nostro cammino, Mean Gene.”
[Alcuni fan iniziano a lanciare della spazzatura sul ring]
GO: “Guarda tutta questa spazzatura sul ring. Questo è il futuro che ti attende se hai intenzione di associarti a questo Hall e a questo Nash.”
HH: “Per quanto mi riguarda, tutta la spazzatura sul ring rappresenta questi fan intorno a noi. Per due anni, fratello, per due anni ho tenuto la testa alta. Ho fatto molte cose per le associazioni di beneficienza, ho fatto molte cose per i bambini. E l'accoglienza quando uscivo qui fuori – voi fan potete ficcarvelo in quel posto, fratello. Perché se non fosse stato per Hulk Hogan voi non sareste qui. Se non fosse stato per Hulk Hogan Eric Bischoff sarebbe ancora a vendere carne da un camion a Minneapolis. Se non fosse stato per Hulk Hogan tutti questi nuovi Pinco Pallino che vedete lottare qui non ci sarebbero. Io facevo il tutto esaurito nel mondo intero, fratello, mentre loro mettevano benzina nelle loro macchine per andare al liceo. Per cui per come stanno le cose ora, fratello, con Hulk Hogan e la nuova New World Organization del wrestling, io e il futuro del wrestling al mio fianco, cosa farete quando la New World Organization si sfogherà su di voi?”
GO: “Non toccarmi, ho un team di avvocati. Tony, Bobby, Dusty, vi restituisco la linea.”
Tony Schiavone: “Siamo appena stati testimoni della fine dell'Hulkamania. Da parte di Bobby “The Brain” Heenan, Dusty Rhodes e Gene Okerlund. Io sono Tony Schiavone. Hulk Hogan vai all'inferno. Dritto all'inferno.”

Da qui nacque il New World Order, con a capo proprio Hulk Hogan, anzi “Hollywood” Hulk Hogan. L'Hulkster abbandonò il classico attire giallo e rosso che aveva accompagnato gli ultimi dodici anni della sua incredibile carriera, preferendo ora indossarne una versione nera e bianca, e oltre ai suoi celeberrimi baffi biondi si fece crescere anche una barba, nera anch'essa. Hulk Hogan era cambiato, la WCW era cambiata… il mondo del wrestling era cambiato. Una delle critiche principali che si potevano muovere alla WWF dell'epoca, infatti, era il loro continuare a proporre uno stile di wrestling troppo antiquato: allineamenti sempre (fin troppo) definiti tra face e heel, gimmick generiche che per lo più ricalcavano i vari mestieri, manager donne che dovevano strizzare l'occhio al pubblico casuale ma che non potevano comunque superare un certo limite… Continuavano, insomma, a comportarsi come se fossero perennemente negli anni '80. Il pubblico, invece, voleva altro: voleva storie più controverse, gimmick più al limite, uno spettacolo più da adulti. E la mossa dell'nWo non poté che arridere alla WCW, che il 10 giugno 1996 prese il largo sulla WWF in termini di ratings: per due anni la WWF non riuscì più a superare la WCW. Tutto per merito dell'nWo, che iniziò ad imperversare nelle trasmissioni della WCW e a dominarle in lungo e in largo, rispettando la premessa iniziale del gruppo. Hogan conquistò il suo secondo WCW World Heavyweight Title sconfiggendo The Giant (alias Big Show) a Hog Wild. Poi prese il titolo, vi scrisse sopra le lettere NWO con una bomboletta spray nera e lo rinominò nWo World Heavyweight Championship. Il dominio dell'nWo era cominciato.

E continuò per molto tempo, permettendo inoltre alla WCW di creare nuove stelle: una su tutte Sting, già una delle pedine principali della compagnia, ma che grazie al suo cambio di gimmick e soprattutto al suo feud con il New World Order ottenne una consacrazione che lo rese “The Icon”, l'icona della WCW. A tutte le cose, però, anche a quelle belle e produttive, c'è un limite. La WCW non fu in grado di capire quando si presentò quello del nWo, che continuò a imperversare continuamente a Nitro, persino in due formazioni diverse (quella “Hollywood”, appartenente a Hogan e poi a Scott Steiner, e quella “Wolfpac”, fondata da un Kevin Nash fuoriuscito dalla formazione originale) che si facevano la guerra tra di loro. Era il periodo della Monday Night War, era il periodo in cui Raw (Is War) e Nitro si facevano la guerra ogni lunedì a suon di cambi di titolo, di Superstar soffiate alla concorrenza, di idee potenzialmente rivoluzionarie che potessero annientare i propri rivali. Un nuovo punto focale di questa guerra, che stavolta però vide cadere la WCW, coinvolse ancora una volta il New World Order: il Fingerpoke of Doom, ovvero il giorno in cui un match per il titolo mondiale tra Hulk Hogan e Kevin Nash divenne una barzelletta quando quest'ultimo si stese a terra per il rivale dopo una “ditata” di quello che avrebbe dovuto essere un acerrimo nemico. Era ovviamente solo una scusa per riunire le due fazioni dell'nWo in una sola, tuttavia la WWF non era stata a guardare: aveva imparato dai propri errori e l'Attitude Era stava facendo presa e restituendo alla compagnia la sua leadership. La sera stessa del Fingerpoke of Doom, poi, avvenne un fatto clamoroso: Mick Foley vinse il suo primo WWF Title. Il cambio era avvenuto sei giorni prima, in una trasmissione preregistrata dalla WWF che ne aveva anche dato notizia sul suo sito web. Tuttavia, la WCW (nella persona di Eric Bischoff, fu così stupida da far leggere a Tony Schiavone il seguente comunicato: “Fan, mentre Hollywood Hogan lascia il ring e voi guardate a questi 40.000 presenti, se state anche solo pensando di cambiare canale per seguire i nostri rivali, fan, non fatelo, perché a quanto pare Mick Foley, che una volta lottava qui come Cactus Jack, stanotte vincerà il loro titolo mondiale. Ha! Questo metterà a sedere tante persone, eh.” E in effetti lo fece. Perché da quel 4 gennaio 1999 (anche se ormai già da due mesi la WWF era tornata a primeggiare nei ratings) la WWF non perse mai più contro la WCW.

Ecco come una grande idea può cambiare il mondo per sempre. Il passaggio di Hulk Hogan nelle file del New World Order, con relativo turn heel, fu un avvenimento epocale che riscosse una eco così grande da trasformare completamente il concetto stesso di wrestling. Abbiamo già parlato di come la WWF fosse ferma a una concezione ormai antiquata del wrestling: per stare dietro alla WCW, che grazie all'nWo era ormai su un altro livello. la compagnia fu costretta suo malgrado a evolversi, cosa che portò in breve tempo alla nascita dell'Attitude Era. E con essa di tutti i wrestler e i character che ricordiamo ancora oggi e che ci fanno dire che l'Attitude Era sia stato uno dei periodi più belli di sempre per essere fan di wrestling. Non solo: l'impatto della coalizione fu tale che generò un numero sconfinato di proseliti e di imitazioni: il Blue World Order, il Latino World Order, il Juggalo World Order. È pur vero che l'idea stessa dell'nWo non fu originale: Bischoff la riprese da un angle di alcuni anni prima che vide l'invasione della NJPW da parte della Union of Wrestling Force International (UWFi). Fatto sta che l'nWo rese mainstream questo tipo di storyline anche in America, causando una mutazione tale da poterne riscontrare ancora oggi gli effetti e i segni.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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