Wade Barrett parla dell'addio alla WWE, altro

L'ex WWE Superstar Wade Barrett, vero nome Stu Bennett, nei giorni scorsi è stato intervistato nel podcast di Chris Jericho “Talk is Jericho” affrontando vari argomenti, tra cui le ragioni per cui lasciò la compagnia.

Sul perchè abbia lasciato la WWE nel 2016: “Ero arrivato al punto in cui mi sentivo spento. Voglio dire, quando vai on the road i primi tempi tutto ti appare come nuovo, come una novità. Non ti importa se stai fuori casa 275 notti all'anno e se sei costantemente esausto, acciaccato e anche quando hai una brutta cera perchè alla fine ti sta bene, stai vivendo un'avventura fantastica. Sono rimasto in WWE per molti anni, ero arrivato al punto in cui ogni minima cosa aveva iniziato ad irritarmi e viaggiare mi stava uccidendo, e anche ogni volta che mi presentavo nelle arene, che fosse Raw o Smackdown, ogni lunedì o martedì, mi sentivo sempre contrariato di fronte a ogni script che ricevevo. E ogni settimana ci sarebbe stato qualcosa che non avrei voluto fare. Forse avrei dovuto perorare di più la mia causa con le persone del team creativo o della dirigenza per fare qualcosa di diverso o per proporre suggerimenti su come far sviluppare certe storyline o qualunque cosa dovessi fare, ma in realtà era come continuare a sbattere la testa contro un muro. Il mio contratto stava per scadere e ne avrei firmato un altro più lungo dopo la storyline del Nexus e se avessi potuto fare qualcos'altro di quel livello. Sono venuti a cercarmi per offrirmi un nuovo contratto più lungo e ne stavamo per venire a capo. Mi hanno contattato un paio di volte in proposito per vedere i dettagli e cose così, ma in realtà non c'è stata una vera e propria negoziazione. Gli ho spiegato che avevo bisogno di andarmene perchè questo mi stava uccidendo e volevo dedicarmi ad altro per un pò di tempo al di fuori del pro wrestling, cosa che poi è successa. Non fu solo questione di non essere contento della mia gestione, c'erano anche cose legate al backstage.“

Hanno parlato di quando Barrett fu leader del Nexus e che l'inglese pensava che grazie a questa “nomina” avesse ricevuto considerazione nei piani della WWE, per poi realizzare che le cose non stavano così: “Soprattutto nel periodo del Nexus ma anche nei due anni successivi, a volte ho avuto la sensazione che io stessi lì con gli altri ragazzi e che volessero farci fare qualcosa di concreto, ma poi invece era come trovarsi in una posizione scomoda perchè c'erano solo un numero limitato di spot per le superstar che potevano arrivare al top. Insomma tu hai tutti questi ragazzi che appaiono regolarmente e che ci sono sempre stati. Hai creato i tuoi John Cena, Randy Orton, Chris Jericho, e altri del genere ma poi sono sempre loro a essere al top. E poi dall'altro lato ci sono quelli ancora più giovani che stanno emergendo. Avevamo Sheamus che stavano pushando molto in quel periodo, Alberto Del Rio quando era heel, The Miz e questo ti faceva pensare -okay, se questi ragazzi o uno di loro non fosse qui, forse allora sarei io l'uomo su cui potrebbero puntare-. Ma di fatto erano alcuni come Del Rio e The Miz ad avere spazio come nuovi top heel e quindi non rimaneva più spazio per me che pensavo di essere il prossimo nella lista. Mi hanno fatto finire nel dimenticatoio con il titolo Intercontinentale e cose così, ma quando il piano non ha funzionato o sceglievano altri ragazzi che stavano lavorando bene, avevo idea di essere finito di nuovo in una situazione di stallo, cosa che direi è successa fin dal 2014.”

Nel 2015 poi Barrett è stato inserito nel low carding prendendo parte a segmenti televisivi che ha definito frustranti: “Sentivo come se nonostante stessi lavorando sodo per migliorare nei promo, dare carattere al mio personaggio, migliorare il mio fisico, insomma fare qualsiasi cosa possibile per innalzarmi di livello, era come se non stessi andando da nessuna parte. Anzi stavo retrocedendo ulteriormente nelle posizioni delle card. Ero inserito in segmenti senza senso, ero messo in match in cui dovevo andare sul ring e perdere nel giro di due o tre minuti senza storyline, senza costruzione. La mia posizione nella gerarchia scendeva ai minimi storici e certamente questa cosa mi faceva sentire frustrato.”

Barrett ha sottolineato come questi fattori indicassero che fosse arrivato il momento di lasciare la WWE: “Ero arrivato al momento in cui pensavo di andare avanti e quando mi hanno proposto un nuovo accordo della durata di tre anni, ho pensato che non ne sarebbe potuto venire fuori niente di buono. Prima di tutto avevo perso motivazione nel lottare e nello stare in viaggio tutto quel tempo; seconda cosa, se dentro di me non sentivo più lo stimolo per provare a migliorarmi, quindi potevo considerare l'accordo come qualcosa di utile a livello economico ma su quello che avrei potuto tirare fuori non ne sarebbe derivato niente di buono e le cose di certo non sarebbero migliorate. Perciò a quel punto non importava cosa avrei fatto fuori dalla WWE, era ora di andare via e vedere cosa poteva riservarmi il futuro.”

Su cosa è successo il suo ultimo giorno di lavoro in WWE: “Raggiunsi l'arena e sapevo che la questione era rimasta in sospeso e c'era il problema che ultimamente spesso avevamo degli scontri con alcuni componenti del team creativo e quel giorno si arrivò a un punto di rottura. Era pomeriggio e ricordo che esplosi contro uno dei dirigenti, anche se lo ammetto che ripensandoci ora è stato un diverbio piuttosto sciocco, ma comunque sia ricordo quanto mi arrabbiai. Vidi che non ero inserito per lo show di quel giorno e che dopo questa discussione sapevo non mi avrebbero messo di sicuro così risposi che avrei ripreso le mie valigie e me ne sarei tornato a casa e che avevo chiuso. Quindi di fatto è successo questo quando è arrivato il momento di lasciare la WWE, fu un periodo molto stressante. Ero arrabbiato, ogni minima cosa mi faceva infuriare. Presi le mie valigie, andai dritto alla mia auto e ce le lanciai dentro arrabbiato per la discussione appena avuta. Ricordo che mentre guidavo pensavo -cavolo è questo il modo in cui ho finito di lavorare per la WWE..Però ho finito, è andata ed è successo oggi-. Fu tutto abbastanza assurdo considerando quando tempo nella mia vita ho sognato di lavorare per quella compagnia e quanto poi sia stato divertente. Stavo uscendo dal parcheggio e man di mano che procedevo pensavo che mancavano pochi metri alla libertà. E poi in realtà mi sono ritrovato bloccato. C'erano un mucchio di fan e di persone dello staff; insomma stavo per vedere la luce alla fine del tunnel e c'era una macchina davanti a me che mi aveva costretto a fermarmi. Mi chiedevo che cavolo stesse succedendo e guardando meglio vidi Jericho che alle quattro del pomeriggio si stava presentando all'arena. Lo fulminai con lo sguardo, ricordo che i nostri sguardi poi si sono incrociati e Jericho mi ha mostrato il dito medio per poi entrare nel parcheggio. Quello è stato il mio grande addio alla compagnia, ricevere il dito medio dalla persona che mi ha aiutato con la sua esperienza nelle storyline e che mi ha rispedito verso la luce del sole. A ripensarci ora fa alquanto ridere.”

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