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THE OTHER SIDE #66 - HAPPILY EVER AFTER

by Luigi Quadri
 


HAPPILY EVER AFTER





E’ passato quasi un mese da Wrestle Kingdom 14, gran parte di noi ha visto tutti i match delle due serate e ne ha tratto le proprie conclusioni dettate da gusti personali come è giusto che sia. Non voglio accodarmi alla fila, almeno in questo numero dell’Other Side, di chi ha dato i propri voti anche perché dopo un mese che valenza questi possono mai avere? Vorrei provare a fare qualcosa di diverso per questa volta, trovare una morale, un “vissero felici e contenti” come nelle migliori favole per trarre appunto le conclusioni di ciò che questo evento ci ha lasciato.

I lieto fine esistono: Non poteva essere altrimenti per l’immensa carriera di Jushin Thunder Liger. Un’icona a 360° di questo sport che nella due notti giapponese ha voluto chiudere il sipario lasciando il palco a colleghi ancora in attività. Doveva essere una passerella e così è stata, tra amici e nemici di vecchia data e tra i giovani del futuro Liger ha appeso gli stivali al chiodo in una grande festa insieme al roster dentro e fuori ring. Parlando di lieto fine come non menzionare Hiromu Takahashi, di ritorno dopo un infortunio al collo che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera. La Time Bomb si è rimessa in piedi andando a sfidare il vecchio rivale Will Ospreay che ha interpretato magnificamente la parte del “villain” di turno prima di lasciare la vittoria al suo avversario. Will, nel periodo di assenza di Hiromu, ha mostrato il suo valore in maniera eccezionale ed ora può decisamente ambire a ben più rosei orizzonti. Hiromu può riprendere da dove ha lasciato … il lieto fine perfetto.




La calma va bene: L’idea di spalmare l’evento su due giorni ha sostanzialmente funzionato. I dati parlano di 70.000 spettatori totali, quindi l’interesse si è mantenuto. Oggettivamente limitare tutto in un giorno avrebbe sovraccaricato il pubblico e tolto spazio a molti atleti. Certo, alcuni match non erano “degni” di una card da Wrestle Kingdom ma chiedere uno show a livelli altissimi sempre sarebbe stato troppo egoistico. Ma per quanto riguarda il concept della “double gold dash” i due giorni erano l’unica soluzione possibile quindi va bene così.

Jay White or Black? E’ indiscutibile che White sia uno dei performer più catalizzanti della NJPW, o lo si ama o lo si odia. Il ragazzo ha qualità, sa stare sul ring e sa comportarsi nella miglior maniera di un heel vecchio stampo. Cavolo se gli vorresti tirare un pugno in faccia … ma c’è un ma … oramai i suoi match seguono tutti lo stesso copione scandito in diverse fasi: prendersi heat, interferenza, opportunismo. Non è che non sia credibile, ma l’intero act rischia di scadere perché sta venendo ripetuto con una certa frequenza. Si sa che ci saranno interferenze, si sa che il match non andrà quasi mai su binari regolari. Una maggiore creatività sarebbe gradita.

Mai giudicare un libro dalla copertina: Quando si parla di KENTA lo si fa sempre con un po’ di tristezza. E’ risultato chiaro fin dai primi momenti in NJPW che Kenta non era lo stesso che ha lasciato la NOAH. Ovviamente mi verrebbe da dire, ma ciò che mi ha colpito positivamente del giapponese in questo suo nuovo stint in Oriente è la capacità di saper adattarsi al match incorporando la parte del heel viscido oppure del vecchio Kenta esplosivo e letale nella sua offensiva. La sua esperienza in WWE sicuramente è fallimentare ma sembra che Kenta abbia almeno imparato a saper raccontare i suoi match in maniera molto più versatile. Goto è un’ottima spalla e infatti Kenta è il prossimo sfidante ai titoli. Magari non meritato, ma perfetto per il character che Kenta interpreta: l’esiliato, dalla NOAH, dalla WWE e dalla NJPW stessa, quindi il suo posto nel Bullet Club è più che giustificato come il suo disinteressarsi di onore e tradizione. Il turn su Shibata, l’attacco a Naito nella seconda notte … questo sì che è avere heat addosso.

Crederci sempre: L’idea di una collaborazione tra AEW e NJPW stuzzica l’immaginazione di molti di noi e nella night 2 di Wrestle Kingdom abbiamo visto come una collaborazione tra le parti porterebbe tante cose positive. Jericho e Tanahashi hanno disputato un’ottima contesa nonostante la carta d’identità dei due inizi ad essere pesante ma quando si ha la classe di queste due leggende tutto passa in secondo piano. Tanahashi non è riuscito ad aprire la porta proibita, Cody dice che la porta è comunque socchiusa visto che due stelle AEW lavorano in NJPW. La verità? Probabilmente sta nel mezzo quindi … bisogna crederci che qualcosa accadrà in futuro.

Se è destino accadrà: Gedo penso abbia voluto insegnarci questo con la double gold dash che ha visto Naito scrivere il suo nome nella storia come primo “double champion” della compagnia. Non mi vergogno a dire che avevo perso le speranze in Naito perché ormai l’occasione era persa da tempo invece Gedo ha dimostrato che non bisogna mai arrendersi nonostante tutto e la storia di Naito ne è l’esempio perfetto. Wrestle Kingdom 8, flop clamoroso per Naito che da face non regge la scena e viene distrutto. L’ex Stardust Genius inizia una parabola discendente che lo porta a voltare le spalle ai fan che prima di tutti avevano voltato le spalle a lui nonostante fosse un babyface a tutti gli effetti. Da “Ingobernable” Naito trova una dimensione ed un nuovo atteggiamento ma si lega ad una cintura che non vuole: l’IC Title che disprezza con tutte le sue forze così come il pubblico che intanto è tornato dalla sua parte.




WK12, ancora contro Okada, sembra essere finalmente la svolta ma c’è un momento in cui Naito vuole avere il pubblico dalla sua e torna ad essere lo Stardust Genius per un attimo provando la Stardust Press dalla terza corda … errore che gli costò il match. Tutto da rifare per Naito che si trova sempre la cintura intercontinentale in vita, quasi fosse una zavorra, ma è innegabile che ci sia un legame e Naito finalmente lo capisce, accetta la cintura, ricerca la cintura, vuole la cintura per arrivare a ciò che gli è sempre stato negato, alla fine da sé stesso, il titolo massimo. Naito in due notti rimette insieme il puzzle della sua carriera, cintura intercontinentale prima e titolo massimo contro Okada. A WK14 abbiamo visto Naito in tutte le sue sfumature, ma specialmente abbiamo visto un’atleta che ha fatto pace col suo passato, ha accettato il suo presente e ora il suo destino è scrivere le prossime pagine di storia della NJPW. Il momento in cui Naito riprova la Stardust Press ha lasciato tutti col fiato sospeso e dopo averlo connesso l’ultima Destino ha finalmente chiuso il cerchio. Complimenti a Gedo, questo è un booking meraviglioso.

Ecco a voi le mie 6 riflessioni su Wrestle Kingdom 14. Credo che possiamo tutti essere d’accordo sul fatto che sia stato un evento più che riuscito, poi al di fuori di gusti personali più o meno legittimi, l’evento ha fatto qualcosa che non sempre ogni PPV che guardiamo fa. Ci ha lasciato qualcosa da ricordare con vero piacere.

Con la speranza che sia stata una piacevole lettura io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima occasione. Da Captain Phenomenal 1 …. GOODBYE… AND GOOD NIGHT!!




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