The Other Side #68 – It’s time to Reborn

In questi giorni complicati sono tante le cose da recuperare, io per esempio mi sto dedicando a videogame, libri e, ovviamente, wrestling.

In particolare ho speso parte della mia quarantena per recuperare alcuni aspetti della Ring of Honor che di recente avevo indubbiamente trascurato e allora mi sono detto, d'altronde sono io che ho creato il The Other Side e allora perché non tornare in scena sostituendo solo per questo numero il buon Luigi Quadri (che ringrazio) proprio per parlare di ROH?

Prima di iniziare, vi ricordo che per qualunque chiarimento, critica o altro, potete contattarmi attraverso la mail [email protected] Sarà mio piacere poter interagire con ognuno di voi!

Mettendo da parte gli eventi recentemente cancellati a causa del COVID-19, fino allo scorso febbraio la compagnia è andata in tranquillamente in scena e, proprio con la messa in onda dello show Gateway To Honor, ci ha regalato un ultimo importante colpo di scena.
Rush è di nuovo campione del mondo ROH, questa volta ci arriva con uno status diverso, ma soprattutto ci arriva nel modo più confusionario possibile, dopo un turn e dopo aver visto Marty Scurll e Nick Aldis buttati in mezzo al suo feud con PCO per motivi al di fuori della cintura stessa.
Si, proprio quel PCO che la federazione ha scelto come nuovo volto qualche mese fa durante Final Battle e, giustamente, attirandosi le ire di molti fan nel wrestling web.

Scelte di dubbio gusto e quindi non propriamente condivisibili, ma errori percorribili durante un percorso che in questi giorni ha compiuto ben 18 anni di età.
Problematiche risolvibili a differenza di quelle che invece li hanno coinvolti con la gestione degli show, l'incompetenza degli organizzatori o la mancata umanità di addetti ai lavori, dirigenti inclusi, come dimostrato dal caso Kelly Klein di cui siete sicuramente a conoscenza.

Spreco di talenti? Sicuramente non è mancato anche quello. Pensiamo a Jeff Cobb, atleta cristallino costruito perfettamente per il main event ed eccoci quindi a Best in the World con Cobb primo sfidante del regno di Taven (un regno che avrebbe meritato maggiore attenzione, ma ahimè la sfortuna di Taven è stata quella di divenire campione nel momento peggiore della federazione), ma chi trionfò secondo voi? Taven!
Si, Cobb, un face, sconfitto in modo pulito e netto da un heel spesso codardo e opportunista.
La rovina di un momento dal quale si sono ripresi con Rush a Death Before Dishonor 2019 per poi distruggere anche quello nel già citato Final Battle in cui a laurearsi nuovo campione fu il membro della Villain Enterprises, PCO.

Oggi la ROH sceglie di tornare in scena con il PURE Title, di creare un nuovo titolo femminile facendo finta che il caso Klein sia insabbiato, di pubblicizzare i propri eventi in piccole strutture ben capendo che i richiami del roster in merito siano serviti a qualcosa (alcuni atleti hanno esposto dei messaggi con i dirigenti ROH in cui è venuta fuori la mancata volontà di svolgere eventi in strutture ridimensionate, bensì tali dipendenti preferivano decisamente una struttura più grande che in realtà non avrebbe mai fatto sold out, come dimostrato per esempio da Best in the World con quasi mezzo palazzetto vuoto e un fan in prima fila dormiente) e, grazie al nuovo head booker, Marty Scurll, di trattare con dignità i propri atleti, a differenza di quanto successo con Flip Gordon o altri profili che non sono stati supportati o comunque coperti durante un infortunio, come invece fa qualunque altra compagnia di wrestling.

Marty ha rinnovato il suo contratto con molti più soldi nelle tasche e questo nuovo ruolo che lo vedrà con più potere nel backstage e ovviamente sempre attivo on screen. I suoi metodi e le sue scelte saranno l'elemento chiave per ridare lustro a una compagnia che è sempre stata dietro a WWE o Impact Wrestling, ma in realtà ha portato sul ring una costante più unica che rara, la qualità.
Il motto della federazione è “CREATING EXCELLENCE” si, la ROH ha creato delle indiscutibili eccellenze di questo business, lo ha fatto fino a pochi anni fa, ma ora è sofferente perché i talenti di alto profilo sono in pochi (stesso problema di Impact) e nell'ultimo anno la gestione delle cose è stata quella che avete letto finora.
Non serve tirare fuori dal cilindro una Allure e quindi una versione 3.0 delle Beautiful People, serve creare nuove idee che possano fronteggiare il ricordo delle Beautiful People. Non occorre per forza una stable Los Ingobernables per rendere cazzuto Rush, basta gestirlo come deve essere per atleti come lui e cioè renderlo un big man solitario o magari affiancato da un manager, ma comunque un volto che incuta timore all'avversario e quindi, perché turnarlo heel? E no, non occorre rendere un vecchio, perché tale è, campione e volto della tua compagnia solo perché il suo personaggio comedy è andato over nel web o nei palazzaetti. Serve dare serie opportunità a chi hai costruito per mesi e mesi, come per esempio Jeff Cobb che invece ti sei fatto scivolare dalle mani.
Un altro punto di cui la ROH non ha bisogno è composto da persone incompetenti e ignoranti nel backstage. Gli atleti vanno supportati, se hanno un problema come per esempio un infortunio, non vanno lasciati soli, bisogna quindi fare in modo che all'interno della ROH si crei un importante coesione nel backstage, e questo dovrà capirlo bene anche Joe Koff, uno dei principali architetti del menefreghismo venuto fuori negli ultimi tempi. Si, la ROH ha incassato parecchi soldini negli ultimi anni, vuoi anche il G1 Supercard del Garden nella WrestleMania week dello scorso anno, ma come è vera la bellezza e indiscutibile qualità di quello show, è verissimo il dover risorgere davanti le ambiguità o ai palazzetti semivuoti e per farlo, come avrete sicuramente dedotto, non basta solo Marty a scrivere una storia migliore di un altra.
Pensateci bene, da un anno e mezzo a questa parte la ROH ha provato un percorso inverso al passato e quindi puntare più sulle storie che sulla qualità in ring e ha fallito. Secondo voi perché?
Se vuoi cambiare modalità di pensiero, devi cambiare chi ti porta a quel determinato pensiero ergo, non puoi scrivere storie con chi ha sempre e solo scritto (per modo di dire) incontri. L'innesto Marty è una sorpresa, capiremo con il tempo se capace di rendere questo cambio di rotta un successo, o comunque un percorso superiore a quello che è stato negli ultimi 365 giorni.
Infine, il fulcro di tutto, la principale ragione di cui la compagnia necessita è la sua proprietà, un gruppo di investitori che credano nel progetto e sul quale vogliano puntare negli anni a venire e non come il gruppo Sinclair che ha avuto più volte l'occasione di esplodere e fare lo step successivo e invece si ferma costantemente davanti al varco perché non vuole andare oltre e si, con lo scippo dei talenti ad aggiungersi, la ROH resta in quel limbo composto dal nulla che non la renderà mai memorabile al di fuori del bel match.

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