Recensione WWE 2K16 #49

Dopo un capitolo giudicato da molti come estremamente deludente (specialmente per un'uscita sulle console di nuova generazione) con WWE 2K15, la 2K Games ritorna con l'ormai consueto appuntamento annuale con i videogiochi della WWE.

Tanta era l'attesa per WWE 2K16, anche alla luce dell'ottimo lavoro svolto in fase di pre-release dalla compagnia. Le notizie interessanti e le feature diffuse prima dell'uscita del videogioco sono state infatti in numero tale da aver fatto crescere l'aspettativa per l'uscita del capitolo con la chiara sensazione che forse, questa volta, ci trovavamo davvero di fronte a un titolo di wrestling “next-gen”.

Ora che il gioco è nei negozi (e contando che si può trovare a un ottimo prezzo ora grazie alle promozioni per il Black Friday), grazie alla collaborazione di Laboratorio Comunicazione che ci ha gentilmente fornito una copia del prodotto finale per Playstation 4 per questa recensione, possiamo senza dubbio affermare che ci troviamo di fronte al miglior titolo di wrestling WWE da un bel po' di anni a questa parte, forse il miglior gioco WWE di sempre considerando tutti i fattori e le novità.

Cominciamo dal roster, semplicemente imponente: tra leggende, membri dell'attuale main roster e membri di NXT il totale dei lottatori presenti in WWE 2K16 è di ben 115 lottatori (nel computo finale consideriamo le 3 gimmick di Mick Foley come un lottatore unico, così anche per le versioni differenti di The Undertaker, Steve Austin, Stephanie McMahon e Sting). A ciò aggiungiamo altri 14 manager, anche qui senza contare doppioni, e tutti i vari DLC (incluse le due versioni di Terminator presenti nella scatola) e il totale, doppioni esclusi, dei lottatori che saranno a disposizione in WWE 2K16 raggiunge l'incredibile numero di 147 tra Superstars, Divas, membri di NXT e Leggende. Per completezza d'informazione dobbiamo anche citare le assenze: in primis, dal main roster, 3/4 della Divas Revolution con Charlotte, Sasha Banks e Becky Lynch. Da NXT, cosa ancora più strana considerando il focus portato in questa edizione del videogioco su quello che è ormai il terzo brand WWE, risulta totalmente assente anche l'attuale campionessa Bayley (l'unica Diva citata ufficialmente da NXT nel main roster è nientemeno che Eva Marie…). Un peccato, però fortunatamente si può sopperire a questa mancanza con l'ottima community di WWE 2K che sta già sfornando delle CAW di gran livello (e, grazie alle possibilità di importare le texture del volto grazie all'app Creation Studio, i lavori quest'anno si prospettano davvero di ottimo livello), anche se non potranno essere inseriti dall'utenza gli mp3 delle theme non presenti nel gioco.

Le vere novità però arrivano nella giocabilità, che peraltro non era malvagia nemmeno l'anno scorso ma che quest'anno ha fatto un ottimo salto di qualità. Una delle critiche principali fatte a WWE 2K negli ultimi anni è stata quella di offrire match un po' troppo simili gli uni agli altri come svolgimento anche a fronte a lottatori con stili di lotta molto diversi (ufficialmente) gli uni dagli altri.
Quest'anno i match sono fortunatamente molto diversi a seconda dei lottatori coinvolti: un match tra Mark Henry e Ryback, per esempio, offrirà molta meno tecnica e molto più brawling rispetto a una contesa tra un Dolph Ziggler e Chris Jericho, o tra Finn Balor e Neville.

Notevoli passi in avanti anche sul ritmo del match e sul suo realismo: la stanchezza dei lottatori ora sarà un notevole fattore che farà decisamente pendere la bilancia tra la vittoria e la sconfitta, specialmente alla luce del nuovo sistema di sottomissione, “molto simile”, per usare un eufemismo, a quello introdotto dalla EA nell'ultimo videogioco UFC. Durante una sottomissione bisognerà, se si sta effettuando una mossa di sottomissione, sovrapporre la propria barra nel minigioco a quella dell'avversario che sta cercando di uscire dalla mossa. Se sarà effettuata questa cosa per un tempo sufficiente l'avversario cederà e perderà il match per sottomissione. Se si sta subendo invece una mossa, ovviamente, bisognerà evitare la sovrapposizione delle barre nel minigioco.

Una novità molto apprezzata dalla community, invece, è il drastico cambiamento nel sistema delle reversal, ovvero dei rovesciamenti delle mosse avversarie. Prima, specialmente in match 1 vs 1 contro un amico, i rovesciamenti di mosse potevano diventare anche infiniti. Ora anche i rovesciamenti hanno una loro barra di caricamento, rendendoli quindi impossibili in determinate condizioni di stanchezza e danno subito. Un cambiamento che ha reso i match più difficili, più realistici ma anche più divertenti.

Modificato anche, in modo non eclatante ma comunque significativo, il sistema di uscita dagli schienamenti. Ora non sarà più l'utente a dover premere il pulsante fino al punto fissato per il kickout ma basterà solamente (si fa per dire) premere il pulsante quando la barra, da sola, arriverà a incrociarsi con il triangolino verde all'interno del quale bisognerà fermarsi per far effettuare l'uscita dallo schienamento al proprio wrestler. La stanchezza del lottatore, anche in questo ambito, sarà comunque determinante: al di là della ridotta dimensione del triangolino a seconda del grado di danno ricevuto anche i tempi di reazione e riempimento della barra saranno maggiori più il vostro lottatore sarà stanco, dando così ancora meno possibilità di uscire da uno schienamento subito.

Le modalità di gioco son rimaste pressochè le stesse: ritorna il WWE Universe, una vera e propria stagione WWE altamente personalizzabile sia nei contenuti che nei match con turn, tag team che si creano e si distruggono, faide titolate e molto altro.

Cambiata molto anche la modalità “My Career”, novità, va detto, alquanto deludente della scorsa stagione. Quest'anno si parte direttamente da NXT con una superstar creata e si fa la scalata fino al main roster. Il tema principale della permanenza nel main roster riguarda, manco a dirlo, l'Authority. In base al successo o meno nel rispondere agli obiettivi imposti dall'Authority per il tuo match si avranno più o meno possibilità di “entrare nelle grazie” di Triple H e Stephanie McMahon e quindi di avere una strada più o meno facile verso il titolo WWE. Si potrà anche ottenere l'aiuto di un proprio amico inserendolo nella propria carriera se anche lui ha una My Career in corso.

Come ogni anno ritorna anche l'appuntamento con la modalità Showcase, che ricapitola una carriera o un segmento storico importante nel mondo del wrestling WWE. Quest'anno si può ripercorrere, disputandone i match più importanti, la carriera di “Stone Cold” Steve Austin, con capatine anche in in WCW (in tag team con Brian Pillman negli Hollywood Blondes) e in ECW (nei panni della “Extreme Superstar” Steve Austin). Molti dei match, va detto, sono già apparsi nei precedenti capitoli dei videogiochi WWE (specialmente in WWE 13 nella modalità che ricapitolava l'Attitude Era) ma altri sono effettivamente inediti e vale la pena rigiocarli.

In conclusione, citando il rinnovato commento a 3 e la possibilità di attaccare i propri avversari durante il loro arrivo al ring, ci troviamo come già detto di fronte a un ottimo videogioco di wrestling. Questo è quello che doveva essere WWE 2K15 e non lo è stato. Meglio tardi che mai, ma adesso speriamo si vada ancora oltre per i prossimi capitoli partendo da questa base che è a dir poco ottima.

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