Intervista a Queen Maya #70

Cari appassionati di wrestling, si rinnova l'appuntamento con le esclusive di tuttowrestling.com: questa volta abbiamo avuto la possibilità di poter raggiungere una delle atlete maggiormente dominanti del panorama italiano, e non solo, per quanto riguarda il wrestling femminile, Queen Maya.

Queen Maya può senza dubbio essere considerata una delle pioniere del wrestling femminile italico. Si tratta certamente di una delle wrestler italiane maggiormente riconoscibili al mondo grazie alle numerose esperienze in federazioni europee ed extraeuropee. Ovviamente per me che mi occupo dell'analisi della divisione femminile ha rappresentato un grande privilegio poter intervistare uno dei più importanti talenti del wrestling femminile italiano, che è stata in grado di ritagliarsi un ruolo di primaria importanza nelle promotion di mezzo mondo.

Approfitto fin da subito per ringraziare la regina del ring per la disponibilità e la passione con la quale ha concesso questa intervista, condividendo con me le sue opinioni e le sue esperienze.

Dopo i doverosi ringraziamenti, vi faccio partecipi della lunga chiacchierata che ho avuto con la nostra campionessa.

Come sei venuta a contatto con il mondo del wrestling? E che cosa ti ha spinto a cimentarti in una disciplina che viene spesso erroneamente definita come tipicamente maschile?

Sono sempre stata una fan sfegatata di wrestling. Sono sempre stata attratta da questa fantastica disciplina e volevo tanto farne parte fin da piccola, ad un certo punto non mi bastava più solo guardarlo in tv. Il tutto è iniziato con mio fratello Emilio (Mr. Excellent) e alcuni altri ragazzi, con entusiasmo e passione abbiamo fondato la ICW nel 2001 e da allora non ci siamo più fermati. Ho iniziato come manager, il che mi è servito molto per abituarmi a interagire con il pubblico ed è stata una bella palestra per carpire qualche segreto dai miei compagni in azione sul ring. E' stato così che ho iniziato a sviluppare il personaggio di Queen Maya. Quando finalmente nel 2006 sono arrivate altre ragazze interessate a lottare, abbiamo iniziato ad allenarci seriamente. Ho debuttato a giugno 2006 in una Battle Royal tutta al femminile. Mio fratello mi allena anche ora ed è stato il primo a portarmi con sé nelle trasferte in giro per l'Europa. Direi che non mi ha mai intimidito l'ambiente maschile.

Quale superstar ti ha maggiormente ispirato nella tua scelta di diventare una wrestler professionista?

Sono cresciuta con la WWE, ero affascinata dalle grandi personalità, Bret Hart, The Undertaker e poi è arrivato Triple H. Molti anni fa faticavamo a vedere i video, poco internet, qualche ora su pay tv, ricordo che riuscivamo a prendere con la parabola la WCW, il mio preferito era divenuto subito Diamond Dallas Page. Crescendo ho studiato i video dei lottatori più alti e con prestanza fisica, per rubarne i segreti, capire come si muovevano sul ring per dare valore alla propria stazza e trarne vantaggio per arrivare al successo. Quando ero solo una bambina scrissi una lettera piena di cuoricini a Mr Perfect e mi rispose con foto autografata e una frase di incoraggiamento e perseguire i miei sogni. Resta per me un ricordo molto caro. Parlando di donne, sono cresciuta nel mito di Madusa/Alundra Blayze, così atletica e innovativa, anticonformista, conoscerla personalmente in Giappone è stato un onore.

Hai subito pregiudizi riguardo al tuo genere, soprattutto all'inizio della carriera, da parte degli altri wrestler e del pubblico?

Le lottatrici devono sempre dimostrare qualcosa di più, è così. Facciamo fatica a vincere i pregiudizi della gente sul wrestling, figurati se a lottare è una donna che commenti si sentono. “Allora non devo farti arrabbiare!” “Ah ma anche le donne?” “Ma è lotta nel fango?” E via dicendo. E anche all'interno del business non è semplice, c'è ancora molto maschilismo. Se da un lato c'è un'ondata di entusiasmo verso il wrestling femminile negli ultimi tempi, dall'altro trovi ancora alcuni lottatori (per fortuna sempre meno), fan e organizzatori di eventi che non credono che tu sappia davvero lottare, che puoi intrattenere, che puoi vendere biglietti. Pensano che hai il posto negli show solo perché rappresenti qualcosa di diverso, di esotico o perché è la moda del momento. Poche cose mi fanno arrabbiare di più! A volte si viene giudicate non per come sei sul ring ma per i kg che puoi aver messo, sul look… non funziona così con gli uomini. In ICW maschi e femmine si allenano insieme, siamo abituate a non ricevere sconti. Ma il tuo posto devi sudartelo, devi guadagnartelo, devi convincere. Quando compari davanti a un pubblico che ti vede carina, truccata, con un bel costume scintillante può essere tratto in inganno, sottovalutarti, perché si pensa che le lottatrici non sappiano lottare come gli uomini, ma posso dire che chi mi vede lottare si ricrede immediatamente.

Come è nata la gimmick di Queen Maya? Ti senti maggiormente a tuo agio nei panni della perfida heel oppure in quelli della face acclamata?

È un'estensione della mia personalità, nella vita reale mi piace fare bene e riuscire a dare il meglio in tutto, così sono sul ring. Qui in Italia il wrestling ha spesso un pubblico per famiglie, il personaggio della regina perfida e arrogante ha funzionato da subito e aver avuto di frequente come avversarie atlete belle come vere “principesse” ha molto aiutato. Ho una altezza insolita per una ragazza, ho un'imponenza regale, direi che “Sua Altezza” nel mio caso suona perfetto.

Analizzando il tuo curriculum si nota subito che hai praticamente lottato e trionfato in tutta Europa, fregiandoti anche del titolo di Queen Of The Ring 2017 nella prestigiosa Bellatrix, e perfino nella celebre federazione femminile giapponese STARDOM. Come cambia la visione del wrestling femminile negli stati nei quali hai potuto lavorare, soprattutto in confronto con quella italiana?

Ho avuto modo di lottare in Italia e all'estero davanti al pubblico più vario, da show per famiglie con tanti bimbi o davanti a fan diciamo di elite, molto preparati o che si pensano tali, in fiere dove devi catturare l'attenzione di visitatori di passaggio e incollarli bordo ring. Le aspettative verso atlete donne sono sempre state le più disparate. Ho lottato spesso all'estero per esempio in Francia o Inghilterra in show solo femminili ed il pubblico è numeroso e assolutamente partecipe ed entusiasta. In Giappone i biglietti andavano a ruba, abbiamo riempito la leggendaria Korakuen Hall ogni volta con la Stardom. Aumentano sempre più anche i match misti, ovvero match in cui le ragazze lottano contro i ragazzi. Certe atlete si sono fatte un nome così, Tessa Blanchard o Candice LeRae per dire. Non vuol dire che c'è bisogno di un uomo nel match per realizzare un ottimo incontro, anzi è un accettare l'idea che siamo atleti alla pari. In ICW li proponiamo e sono delle belle opportunità per mettersi alla prova. In Italia i match solo femminili stanno conquistando il pubblico show dopo show. Ricordo bene un anno fa, uno show ICW a Carugate, un 4 way, come il pubblico aveva cambiato atteggiamento da inizio a fine match, ricordo gli applausi, la partecipazione sempre più calorosa, li avevamo convinti, avevamo guadagnato il loro rispetto. Una sensazione bellissima.

Nel 2016 hai partecipato ad un tryout con la WWE in quel di Glasgow, come giudichi questa esperienza e quanto si è rivelata diversa dalle tue aspettative iniziali?

E' stato un sogno che si è realizzato dopo tanto anni di gavetta, di sacrifici, di impegno e serietà messa in una disciplina che per molti è solo uno sport minore. Non immaginavo fosse possibile superato i 30 anni, invece ecco la chiamata. E' stata una bella emozione, una bella soddisfazione anche per chi mi ha sempre sostenuto e allenato, mio fratello e tutta la ICW. Io e i ragazzi presenti italiani (Monica, Karim e Filippo) eravamo lì a mettere sulla mappa l'Italia. Io mi sono sentita orgogliosa e spero di essere di ispirazione con i traguardi che ho raggiunto per le ragazze che ora muovono i primi passi in questa disciplina in Italia. Ora si hanno tantissime occasioni, di lottare, di allenarsi e se ci credono davvero e sono pronte a fare il salto, ora come ora il mercato è molto vivo e per le nuove generazioni il sogno può realizzarsi sicuramente. Il tryout è stato fisicamente e mentalmente molto faticoso ma l'energia e l'adrenalina nell'aria era incredibile e venir valutata da William Regal, ascoltare i suoi consigli, è stato qualcosa che non dimenticherò mai. Ci ha parlato molto anche del lato difficile della vita delle Superstar, dei sacrifici che fanno con la vita on the road, è stato molto interessante.

Cosa pensi dell'attuale situazione del roster femminile della WWE, in un periodo storico che sembra essere particolarmente importante per la consacrazione delle atlete?

In effetti in questo momento il wrestling femminile sta godendo di un'ondata di grande interesse. Il livello di competizione si è alzato alla grande nel giro di pochi anni, ci sono promotion in Europa e nel mondo (Bellatrix, Eve, Shimmer, Rise solo per citarne alcune) che hanno da sempre sostenuto il wrestling femminile e ora vedono le loro lottatrici fare tryout , venir “rubate” e ricevere attenzioni dalle grandi promotion. I talenti viaggiano, si muovono dall' America all'Europa al Giappone, il pubblico vuole vedere sempre più match con lottatrici anche nel main event. Le lottatrici poi diciamocelo sono più brave a usare i social, a creare seguito di fan e follower, a raggiungere fette di mercato che prima non si interessavano minimamente a questo sport. Direi che in WWE le premesse ci sono tutte per dare il giusto spazio alle atlete, stanno arruolando le migliori, hanno allenatrici donne, hanno organizzato un ppv solo femminile e un torneo annuale, ora i titoli tag. Incrocio le dita perché si continui in questa direzione, sempre più tempo televisivo e più sostanza.

Come giudichi la tendenza della WWE di proporre nei propri roster atlete provenienti da altre discipline di combattimento come Ronda Rousey e Shayna Baszler?

Ronda è una atleta americana molto importante, una campionessa olimpica. È un talento, sta migliorando molto sia sul ring che al microfono, è popolarissima. Perché no? Poi vedremo se il suo futuro sarà questo, ma intanto se la sta cavando alla grande.

Che consigli senti di dare a una ragazza o ragazzo che vuole intraprendere questo sport ?

Se non sei preparato a dovere, maschio o femmina, se non sei pronto, è un attimo e perdi credibilità davanti al pubblico e il danno che puoi fare a tutto lo show in cui lotti e al wrestling (italiano) è alto, quindi porta rispetto ai fan e ai tuoi colleghi e non salire sul ring se non è il momento giusto. In ICW abbiamo una vera e propria rete di scuole e gli atleti che ne escono fanno la differenza in ogni show in cui lottano. Abbi sempre fame di imparare e migliorare, investi su te stesso/a, suda e rispetta chi ti ha aperto la strada restando umile.

Quale wrestler del panorama mondiale femminile sarebbe la perfetta avversaria di Queen Maya nel tuo dream match ideale?

Dopo tanti anni sul ring e tante bravissime lottatrici affrontate, ho ancora voglia di mettermi alla prova contro le migliori al mondo. Meiko Satomura e Madison Eagle per far due nomi sopra tutte. Detto questo, io adoro lottare contro le ragazze del roster della ICW, è una grande emozione guidarle e vederle spiccare il volo, non perdete d'occhio le nostre ragazze. Jokey, la nostra campionessa, sta andando alla grande in Scozia, ma qui Mary Cooper, Alyx e Trixie migliorano a ogni match!

Ti ringrazio per averci concesso questa esauriente intervista, sperando che possa sensibilizzare gli appassionati italiani di wrestling a seguire anche le nostre preparatissime atlete.

Grazie di cuore per lo spazio e per l'attenzione rivolta al wrestling femminile, un caro saluto a te e a tutti gli amici di tuttowrestling ed a tutti i fan di wrestling che vi leggono! Seguite la ICW wrestling e venite a salutarmi agli eventi live. Il nostro calendario è davvero molto ricco e le occasioni non mancheranno, ci conto!

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