Intervista a Laura Di Matteo #74

Carissimi lettori di tuttowrestling, eccoci arrivati al secondo appuntamento con le interviste sottoposte alle più importanti atlete italiane del panorama del wrestling: la nostra graditissima ospite di oggi è Laura Di Matteo.

Laura Di Matteo è una delle eccellenze della nostra nazione per quanto riguarda l'intero movimento europeo del wrestling. La sua formazione britannica la rende certamente diversa da molte altre atlete del nostro paese e le esperienze di lottato, maturate praticamente in ogni angolo del vecchio continente, la rendono riconoscibile al grande pubblico. Laura è particolarmente apprezzata per la tecnica e la capacità di eseguire delle manovre molto convincenti soprattutto per quanto riguarda le tecniche di sottomissione, vera e propria specialità della casa.

Per capire quanto la Di Matteo sia considerata in ambito internazionale basta considerare la lista di wrestler che ha avuto l'opportunità di affrontare durante la sua carriera. Nel corso degli anni Laura si è scontrata con atlete del calibro di Jinny, Candy Floss e Nina Samuels, attualmente tutte sotto contratto con la WWE nell'ambito del roster di NXT UK, senza dimenticare gli incroci con l'attuale campionessa del roster britannico della WWE Toni Storm. Oltre alle atlete sotto contratto con casa Stamford la nostra connazionale ha condiviso il ring con stelle del calibro di Millie McKenzie, Santana Garrett e Bea Priestley, quest'ultima attualmente sotto contratto con la AEW.

Prima di cominciare voglio ringraziare Laura per avermi concesso questa chiacchierata ed aver risposto alle mie domande con estrema cura e grande disponibilità.

Che cosa ti ha spinto a cimentarti nel mondo del wrestling, e come è nata la passione per uno sport che tradizionalmente veniva visto come prettamente maschile?

La passione per il wrestling è nata grazie a mio fratello che lo seguiva ogni settimana in televisione e piano piano anch'io sono diventata ossessionata da questo spettacolo. Poi una volta finiti gli studi ho deciso di trasferirmi a Londra per iniziare gli allenamenti.

Quali sono stati i lottatori e le lottatrici che ti hanno ispirato maggiormente nella scelta di intraprendere una carriera professionistica nel wrestling?

Shawn Michaels, Undertaker e Triple H erano i miei personaggi preferiti e poi ero molto affascinata dalle allora Divas, in particolar modo Trish Stratus e Lita, le vedevo in tv e pensavo voglio essere anch'io come loro e fare quello che fanno loro.

Come hai modellato il personaggio heel di Laura Di Matteo che noi tutti conosciamo? La gimmick rispecchia alcuni lati reali del tuo carattere, oppure nella vita di tutti i giorni sei completamente diversa?

Negli ultimi anni a dire il vero in molte compagnie ho interpretato la parte da face più che da heel. Comunque sia, buona o cattiva, cerco sempre di incorporare dei lati reali del mio carattere per dare un tocco di realtà in più al personaggio. Poi l'evoluzione della gimmick viene un pò da sé.

Se si analizza la tua carriera non si può non notare che hai praticamente calcato i ring di tutta Europa: Dall'Inghilterra alla Spagna, passando perfino dalla Russia, come giudichi l'approccio del pubblico verso il mondo del wrestling nelle differenti nazioni nelle quali hai lavorato?

La passione per il wrestling sta crescendo un pò in tutto il mondo e, seppur in diverse misure, in tutti i Paesi in cui mi sono esibita quella passione l'ho notata. In Russia non sapevo cosa aspettarmi, ma il pubblico è stato caldissimo così come in Danimarca ed in Francia. In Inghilterra i fans sono fortunati perché c'è tantissimo wrestling da vedere e praticamente quasi ogni giorno c'è uno show, invece in altri paesi non è così e quando finalmente c'è la possibilità di andare a vedere uno show c'è ancora più interesse e curiosità.

Avendo lottato anche in Italia, credi che il pubblico del nostro paese sia ancora lontano anni luce dall'avere una cultura del wrestling? E cosa faresti per far sì che il nostro sport-spettacolo preferito possa essere preso maggiormente in considerazione?

In Italia c'è tantissima passione per il wrestling sia da parte del pubblico che da parte dei lottatori, ma la mentalità è molto diversa. Secondo me il wrestling italiano si concentra troppo sulle gimmick piuttosto che sul wrestling lottato. I personaggi nel wrestling sono importantissimi, però bisogna anche saper attrarre il pubblico con le abilità sul ring. Io credo che se si investisse di più negli allenamenti e nel mettere su degli show seri, con lo scopo di far parlare fans in giro per l'Europa, non vedo perché il wrestling italiano non possa raggiungere livelli più alti.

Come ben sai l'intero movimento del wrestling è stato investito dalla cosiddetta rivoluzione femminile, da donna credi che tale concetto sia solo teorico oppure che la rivoluzione in atto stia dando i risultati sperati?

Assolutamente, dalla WWE alle indies la rivoluzione femminile si vede eccome. Le cose sono cambiate drasticamente rispetto a qualche anno fa e, seppur essendoci ancora alcune eccezioni, uomini e donne nel wrestling sono finalmente visti allo stesso modo.

Credi che sia giusto dare spazio e visibilità ad atleti provenienti da altre discipline di combattimento, solo per sfruttarne la popolarità, levando spazio ad atleti formatisi appositamente per il wrestling?

Secondo me non c'è nulla di male affinché imparino la differenza che c'è tra il wrestling e tutte le altre discipline di combattimento.

Ti piacerebbe fare un'esperienza con una delle federazioni americane più importanti, come la WWE o la neonata AEW, o preferiresti continuare ad esibirti nelle maggiori promotion europee dal carattere più spiccatamente indy?

Assolutamente sì, il mio scopo è stato da sempre lavorare per la WWE. Anche la AEW sarebbe un traguardo immenso, ma nel frattempo continuo ad inseguire il mio sogno nelle indies.

Se potessi scegliere di affrontare un qualsiasi wrestler del passato o del presente, quale sarebbe il match dei sogni di Laura Di Matteo?

CM Punk

Qual è la tua posizione riguardo gli intergender match che sempre più spesso vengono proposti dalle varie compagnie di wrestling? Credi che questi giovino maggiormente agli atleti oppure alle atlete coinvolte?

Credo che gli intergender match giovino molto alla rivoluzione femminile che abbiamo menzionato prima. Quando vedi che una donna può avere un gran match contro un uomo ti rendi conto che non c'è poi alcuna differenza.

Con la domanda riguardante gli intergender match termina la piacevole conversazione avuta con Laura. Ringrazio i lettori per l'attenzione e spero al più presto di poter intervistare un'altra protagonista della scena italiana del wrestling. L'appuntamento, ovviamente, è sempre sulle colonne di tuttowrestling.com il sito di wrestling #1 in Italia!

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