Piper’s Pit#41 – XXX e lode?

Bentornati al Piper’s Pit! Questo mese, occupandomi abitualmente anche dell’NXT Planet, entriamo direttamente nell’attualità per recensire il trentesimo appuntamento con TakeOver. Vediamo come sono andate le cose!

Sono già passati oltre sei anni da quando, il 29 maggio 2014, si è svolto il primo evento speciale di NXT, nel main event del quale Adrian Neville ha sconfitto Tyson Kidd, per mantenere il titolo assoluto del brand giallo. E di strada NXT ne ha fatta tanta nel frattempo, arrivando a festeggiare il suo trentesimo evento speciale. Siamo all’interno della Full Sail University, purtroppo ancora priva dei fans, ma permettetemi di gioire perchè ci è stato risparmiato il WWE Thunderdome, vale a dire quella sorta di mondo distopico nel quale i  tifosi sono virtuali e sono mostrati attraverso monitor uno a fianco all’altro, con tanto di finto tifo che è ancora più triste di quello proposto nel più brutto dei giochi della serie WWE 2K. Molto molto meglio, a mio avviso, il resto del roster che resta a fare tifo a bordo ring. Secondo me ne guadagna la credibilità.

Si inizia con il match del pre-show che serviva a designare i prossimi sfidanti dell’Imperium ai titoli di coppia. A sorpresa la title shot se l’aggiudicano i Breezango, sconfiggendo i Legado del Fantasma e Oney Lorcan & Danny Burch. A sorpresa perchè i Breezango sono già stati sconfitti dall’Imperium e, pensando ad un team face, avrei pronosticato Lorcan & Burch. Detto questo un buon match di riscaldamento, che svolge il suo compito, che è poi  quello di far passare in maniera indolore l’inutile pre-show.

Lo show principale si apre invece con un solidissimo opener di vero wrestling old school: Finn Balor sconfigge Timothy Thatcher in un perfetto mix di stili, con due lottatori che fanno di tutto per dimostrare di essere il migliore. Finalmente un Balor che torna ad essere vincente e convincente senza tirar fuori il demone.

È poi il turno del Ladder Match per il vacante titolo North American. Johnny Gargano, Damien Priest, Cameron Grimes, Bronson Reed e Velveteen Dream danno vita ad un match con le scale divertente come negli ultimi anni non era più successo. Fino all’ultimo regna totale indecisione sul vincitore finale che alla fine risulta essere, a mio avviso correttamente, Priest, che sta portando avanti un personaggio davvero convincente. Senza infortunio sono convinto che il campione sarebbe stato Dexter Lumis, ma l’ex Punishment Martinez è tutto tranne che un ripiego.

Tocca poi al match che ero sicuro avrei detestato e che invece mi ha sorpreso positivamente! Ogni qual volta la WWE porta un non lottatore sul ring si assiste a qualcosa di osceno, ma non questa volta. Pat McAfee si è allenato duramente e i risultati si sono visti e, inoltre, ha davvero la faccia che ami odiare. Cole poi è semplicemente perfetto nel renderlo credibile come avversario, tanto che, più di una volta nel corso dell’incontro, ho pensato potesse anche perdere. Che sarebbe stato sbagliato ovviamente e quindi alla fine l’ex campione NXT vince, ma Pat passa alla grande la prova.

Si passa poi al titolo femminile, che viene conservato da Io Shirai contro Dakota Kai. Un discreto match ma nulla più, in quanto ho avuto l’impressione che le due si capissero poco per quanto riguarda la psicologia del match. Anzi, detto chiaramente, Io Shirai è bravissima sul ring, ma il suo non parlare una parola di inglese la rende a volte davvero poco interessante, anche perchè, a differenza di Asuka, ha una mimica facciale decisamente meno incisiva. Le incursioni di Raquel Gonzalez e Rhea Ripley servono a preparare uno scontro tra le due.

Si passa poi al main event, che è poi la vera nota stonata di tutto l’evento. Karrion Kross strappa il titolo massimo a Keith Lee, in un match nel quale tutto è andato a storto. Credo che l’infortunio alla spalla di Kross sia stato un grosso problema, ma non certo l’unico, in quanto i due non sembravano avere la minima chimica insieme, con tanto di finale anticlimatico, con un suplex dalla seconda corda che manda subito KO il campione. Kross era stato costruito benissimo fino ad ora, ma questo match rischiava di uccidere il suo personaggio. Rischiava, dico, perchè come sappiamo ha dovuto rendere vacante per infortunio la cintura, quindi vedremo che succederà al suo rientro.

Arrivando alle conclusioni un evento che era più che buono fino ai due titoli massimi, salvo poi regalarci un finale non degno della storia di TakeOver, finale che porta questo evento, purtroppo, nella lista di quelli che tra pochi anni non ricorderemo quasi per nulla.

Per oggi è tutto, ci rileggiamo tra due settimane sull’NXT Planet! 

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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