NXT Planet #13 – Altro che territorio di sviluppo!

Bentornati sulle pagine dell’NXT Planet! Come ampiamente prevedibile, le due serate di Stand & Deliver (e mettiamoci pure quella di NXT UK Prelude), per quanto mi riguarda, si sono rivelate molto più gratificanti di quelle di WrestleMania, uno spettacolo non certo brutto, ma del quale fra poco tempo mi sarò già dimenticato quasi del tutto. Vediamo ora di analizzare nel dettaglio come è andato TakeOver ed i suoi futuri sviluppi.

Nel pre-show, in un buon match, a sorpresa Zoey Stark ha avuto la meglio su Toni Storm. Risultato che francamente non mi aspettavo, ma che nella puntata di questa settimana di NXT pone le basi per una potenziale rivalità futura della Storm con la neo arrivata nipponica Sarray.

Il vero e proprio show parte con Pete Dunne che sconfigge Kushida. Il match è stato buono, ma non ottimo, forse avrebbe avrebbe avuto bisogno di qualche minuto in più. Ma la sconfitta del giapponese non avrà conseguenze, come vedremo tra poco.

Si passa poi al Gauntlet match a sei uomini per determinare lo sfidante al trono nord americano di Johnny Gargano: davo per scontata la vittoria di Dexter Lumis ed invece a prevalere è Bronson Reed, decidendo di prolungare le strane connessioni tra Lumis e i The Way.

È poi il turno del titolo UK e qui davvero non mi capacito della sciocchezza commessa dalla WWE che ha piazzato un’altra sfida titolata per Walter il giorno successivo a Londra, manco fossimo negli anni ’80 e nessuno avesse accesso al web! Ovviamente ciò ha spoilerato il finale, che non poteva che concludersi con la sconfitta di Tommaso Ciampa, al termine del solito suo gran match.

Speravo che i titoli di coppia andassero ai Grizzled Young Veterans ed invece è il turno degli MSK sconfiggere anche i Legado del Fantasma. Intendiamoci, nulla di scandaloso e poi il match ci ha divertito.

La prima serata si conclude con il main event che vede il passaggio della corona da Io Shirai a Raquel Gonzalez. La Gonzalez non sarà certo un mostro di tecnica ma è una campionessa assolutamente credibile e le sfidanti sono tante, a partire da Mercedes Martinez e dalla debuttante, si fa per dire, Franky Monet, che tutti noi conoscevamo come Taya Valkyrie.

Prima della seconda serata si passa a Londra per una puntata speciale di NXT UK che ha sfornato tre ottimi match: Tyler Bate ha sconfitto Noam Dar, diventando il primo sfidante al titolo di Heritage Cup Champion detenuto da A-Kid, Meiko Satomura & Emilia McKenzie hanno sconfitto Kay Lee Ray & Isla Dawn e Walter ha mantenuto il titolo UK contro Rampage Brown. Come dicevo un’ottima puntata, peccato che non ci fosse alcun bisogno di rovinare così il match dell’austriaco della sera precedente.

La seconda serata di Stand & Deliver, quella più attesa, si apre nel pre-show con un incontro riempitivo per designare i primi sfidanti al titolo degli MSK: Drake Maverick & Killian Dain hanno la meglio sui Breezango, ma verranno sconfitti la settimana successiva ad NXT. E, visti gli strani sviluppi, ho come la sensazione che Dain a breve potrà confluire nell’Imperium. E la cosa mi farebbe molto piacere.

Lo show principale si apre con l’atteso Ladder match per unificare il titolo cruiserweight: Santos Escobar riesce ad avere la meglio su Jordan Devlin, ma poi ad NXT verrà detronizzato da Kushida in una open challenge. Kushida è un grandissimo atleta e si impegna pure a parlare inglese, ma avrei preferito una sua conquista del titolo più motivata, ma forse la WWE, dopo la sconfitta della Shirai, aveva subito bisogno di un campione del Sol Levante per questioni di marketing. Da notare che da martedì Kushida combatte a piedi nudi, anche qui totalmente a caso, senza aver minimamente accennato al motivo.

Come prevedibile poi Ember Moon & Shotzi Blackheart difendono i titoli di coppia contro i The Way e per Candice LeRae sembra ormai una maledizione non riuscire a fregiarsi di nessun alloro. Mi auguro che prima o poi ci riesca perchè se lo merita ampiamente.

Si entra nel vivo dello show con il match per il titolo NXT tra il campione Finn Balor e lo sfidante Karrion Kross: i due danno vita ad un ottimo incontro (credo che con Balor sia praticamente impossibile fare brutta figura) ed infine il titolo passa di mano, tornando a Kross. Vedremo ora come gestiranno il suo regno.

Giustamente lo spazio del main event è assegnato all’Unsactioned match tra Adam Cole e Kyle O’Reilly, a dimostrazione che se una storia è raccontata bene non c’è nemmeno bisogno di titoli in palio per rubare la scena. Oltre 40 minuti di match brutale che si mette già decisamente in lista al titolo di incontro dell’anno. A mio avviso giustamente prevale O’Reilly, che aveva bisogno di una vittoria così di peso per consacrare definitivamente il suo status, status di Cole che invece sarà sempre intoccabile qualsiasi cosa si decida per lui.

Concludendo, abbiamo assistito ad ore di wrestling davvero notevoli che hanno chiuso storie e ne hanno aperte altre. E quindi noi non possiamo che dichiararci soddisfatti. Appuntamento al mese prossimo!

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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