Piper’s Pit #8 – XFL is back

Nuovo appuntamento con “Hot Rod!”, la rubrica che vi svela il lato pop del wrestling. Oggi vi parliamo di qualcosa che credevamo sepolta nel passato, ma che, a quanto pare, rivedremo nel prossimo futuro: la XFL, la lega di football americano di Vince McMahon!

Solitamente si dice che la gente impari dai propri errori e che non tenda a ripetere gli stessi sbagli due volte di fila e che le minestre riscaldate non vanno mai bene, figuriamoci poi se la minestra faceva già schifo in partenza. Tutto ciò non deve aver messo paura al patron della WWE Vince McMahon che sembra intenzionato a ridar vita a un folle progetto che si rivelò fallimentare: fare concorrenza alla NFL, la potente lega di football americano!
Nel 1999 Vince, ormai sul punto di vincere la guerra contro la WCW, doveva avere avuto uno dei suoi deliri di onnipotenza e così ebbe la grande pensata di proporre alla NBC di creare una lega di football che andasse a coprire il periodo tardo invernale e inizio primaverile nella quale la NFL non era operativa. L'idea alla base di Vince era quella di portare elementi del wrestling nel football e, considerando che eravamo in piena “Attitude Era”, portare elementi adulti in uno sport prettamente adulto e maschile sembrava un'operazione abbastanza semplice. A differenza della NFL poi era la lega stessa a gestire tutte le franchigie, che sarebbero state otto e andavano sia a coprire le aree più popolose del paese che altre che avevano avuto in passato squadre di football di leghe minori, quindi già con una potenziale fan base. Per quanto riguarda il gioco, venivano riprese le regole base del football, ma venivano inflitte molte meno penalità per incoraggiare il gioco violento. Inoltre, mutuata dalla “Attitude Era”, era data molta importanza all'aspetto sessuale, con cheerleaders che usavano linguaggio volgare nei confronti dei giocatori. Anche i nomi delle stesse squadre richiamavano attività criminali o psicopatiche, come Outlaws, Maniax, Hitmen etc.
Con queste bizzarre premesse il 3 febbraio del 2001, una settimana dopo il Super Bowl della NFL, a Las Vegas si affrontarono i Las Vegas Outlaws e i New York/New Jersey Hitmen. In TV fu un grande successo: la partita fu vista addirittura da più spettatori di quanti la NBC si aspettasse. Tutto in discesa quindi? Niente affatto. I problemi infatti non tardarono ad arrivare: gli appassionati di football iniziarono a contestare il fatto che il gioco fosse una pagliacciata, con giocatori di scarso livello, e inoltre la presenza di personalità legate al mondo del wrestling non attirò più spettatori, ma anzi ne allontanò. In effetti era un prodotto così ibrido da scontentatre i fans sia del del football che del wrestling. Le partite erano reali, ma venivano seguite storyline ben precise fuori dal campo, con tanto di giocatori face e heel. A peggiorare ancora la cosa il gioco duro decimò le rose, con il fatto che i giocatori più talentuosi finirono presto in lista infortunati. Tutto qui? Magari. Da sempre il buon Vince, nonostante i suoi indubbi successi nel mondo imprenditoriale, è stato visto dal giornalismo sportivo come una sorta di giullare da non prendere sul serio, quindi iniziarono a circolare voci, del tutto infondate, che le partite fossero tutte predeterminate, esattamente come accade nel wrestling. I commenti più gentili furono: “Perchè guardare del mediocre football da high-school mischiato con scene da strip club?”. Fu così che la maggior parte dei giornali nemmeno pubblicava i risultati delle partite e la XFL non venne mai considerata uno sport vero e proprio, bensì una fiction poco riuscita. La NBC iniziò quindi a chiedersi se tutta questa pubblicità negativa si sarebbe ritorta contro di loro e, nel frattempo, i ratings crollavano di settimana in settimana. Alla fine della stagione sia la WWF sia la NBC persero il 70% del loro investimento di 100 milioni di dollari, vale a dire un assoluto fiasco! Il tutto benché il pubblico negli stadi rimase a un livello più che decoroso, ma già allora negli States quello che contava davvero erano i ratings televisivi. Così, benché l'accordo iniziale fosse per due anni, la NBC dichiarò che non avrebbe trasmesso una seconda stagione. Vince però non si diede per vinto e cercò altri contratti televisivi, che, ovviamente, non trovò, vedendosi così costretto ad ammettere il proprio fallimento.
Fu tutto da buttare dunque? Assolutamente no. Anche i più feroci detrattori della XFL anni dopo dovettero ammettere che alcune tecniche di riprese e un certo approccio più intimistico al football furono in seguito utilizzate dalla stessa NFL. E non tutti i giocatori erano da buttare: il quarterback Tommy Maddox, eletto MVP della stagione, in seguito avrebbe giocato per i Pittsburgh Steelers, vincendo anche il Super Bowl. Richard Young, che giocò negli Orlando Rage, invece in seguito si diede al wrestling, lottando anche nella ECW targata WWE, con il nome di Ricky Ortiz.
Si può dire tutto di Vince McMahon tranne che sia una persona che accetti di buon grado i fallimenti e, evidentemente, il fallimento della XFL deve avergli turbato il sonno per oltre 15 anni, per essere disposto a rischiare ancora una volta credibilità e denaro. E francamente non sarei mai disposto a scommettere contro di lui per due volte, pure se sembra un'impresa improba. La risposta? Nel 2020!
Ah volete sapere come è finita la stagione? Il 21 aprile 2001 i Los Angeles Xtreme sconfiggono i San Francisco Demons 38-6. E paradossalmente questa è la prova che diede ragione a Vince sulle sue buone intenzioni: avrebbe mai preparato un main event di WrestleMania così poco combattuto e privo di pathos (ops, qualche volta l'ha fatto davvero)? Ma, ormai, la frittata era fatta.
Ah, per concludere, pensate forse che XFL stesse per Xtreme Football League? Be' lo pensano tutti, ma non è così. Vince ha più volte ribadito che la “X” non sta assolutamente per nulla, era solo un modo giocoso per rispondere alla NFL, che lui chiamava No Fun League.
Anche per questa settimana è tutto. Vi dò appuntamento fra quindici giorni con una nuova edizione di “Hot Rod!”.
“I have wined and dined with kings and queens and I've slept in alleys and dined on pork and beans.”

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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