Piper’s Pit #37 – VUOTO & ARENA

Bentornati sulle pagine del “Piper’s Pit”! In questo editoriale mi occuperò di un evento che, malgrado tutto, entrerà a far parte della storia del wrestling: vale a dire il nostro sport spettacolo preferito svolto in totale assenza di pubblico.

Parliamoci chiaro, ciò che rende così popolare uno sport piuttosto che un altro è il seguito della gente. La passione ed il tifo che si trasmettono dalla folla agli atleti sono in grado di creare un evento nell’evento e, sovente, anche di condizionarne l’esito. Se quindi in tutti gli altri sport le competizioni a porte chiuse sono orribili, nel wrestling rischiano di minare l’essenza stessa dello spettacolo. Come tutti noi appassionati ben sappiamo l’interazione tra atleti e spettatori è parte integrante per rendere assolutamente credibile la rappresentazione, un po’ come accadeva nell’antico teatro ellenico. E anche se il wrestling, essendo spettacolo predeterminato, non permette che il pubblico possa influenzare l’esito degli incontri nell’immediato, sappiamo bene quanto sia vasto il suo potere di lanciare o stroncare carriere, a seconda delle sue reazioni ai personaggi. Vediamo allora come stanno rispondendo WWE ed AEW a questa straordinaria situazione.
Mentre tutte le altre compagnie mondiali si sono praticamente fermate, i due colossi americani, sotto la spada di Damocle di contratti decisamente onerosi, hanno preso la decisione che lo spettacolo dovesse andare avanti, ovviamente a porte chiuse e registrando più e più puntate tutte insieme, da poter trasmettere in differita in seguito, dovendo rinunciare, per cause di forza maggiore, anche ad atleti di un certo spessore. Per la WWE non poteva esserci periodo peggiore per questa situazione: WrestleMania e, a meno di miracoli oggi non all’orizzonte, SummerSlam, vale a dire i due eventi principali della compagnia, devono rinunciare a tutto ciò che li rende così speciali: pubblico, sfarzo, glamour e tanti tanti soldi di indotto. Per fortuna Vince McMahon, quando è con le spalle al muro, spesso sfodera risorse inaspettate e, in fondo, così è stato anche in questo caso. WrestleMania, trasmessa sabato e domenica dal Performance Center di Orlando, è stata molto molto meno peggio di quanto mi aspettassi, anzi a mio avviso decisamente migliore delle ultime due edizioni. Certo era impossibile fare le nozze con i fichi secchi e qualcosa è stato superfluo, come il match tra Braun Strowman e Goldberg (anche se penso che quello tra Roman Reigns e Goldberg con il pubblico di Tampa Bay sarebbe stato peggio), ma, con l’acqua alla gola, la WWE ha sfornato segmenti (più che match) dei quali ci ricorderemo per sempre. Devo ammettere che in diretta ero stato molto critico sul Boneyard Match tra The Undertaker ed AJ Styles e sulla scelta del vincitore francamente lo sono ancora. Però, ed è un grosso però, tutto il segmento è stato elettrizzante, a partire dalla musica dei Metallica per finire con il ritorno del Taker in versione American Bad Ass. Non so ora come AJ Styles ne possa venir fuori, ma stiamo pur sempre parlando di un wrestler che si vende da solo e che è nella fase finale della carriera, quindi forse possiamo pure passarci sopra.
E che dire invece del Firefly Fun House Match? Non ho mai visto nulla di simile nella storia del wrestling! Mi è sembrato quasi che la WWE abbia fatto un mea culpa sulla gestione del personaggio John Cena, mostrando tutte le occasioni nelle quali avrebbe potuto veramente renderlo un immortale come Hulk Hogan. Ed il tutto in un segmento horror davvero ben fatto. Vi ricordate che qualche mese fa mi chiedevo se l’horror nel wrestling potesse funzionare? Be’, se è fatto come domenica allora la risposta è decisamente affermativa. Tra l’altro enormi complimenti vanno fatti all’uomo John Cena, che ha accettato di mettersi totalmente a nudo. Non so quanti altri, dotati del suo stesso status, se non addirittura inferiore, avrebbero acconsentito di buon grado alla cosa.
Altra menzione speciale per Drew McIntyre, che, dopo aver strappato il WWE Championship a Brock Lesnar, ha rotto il muro della quarta parete, prendendo la telecamera per condividere con tutti noi quel suo momento indimenticabile.
In casa AEW non hanno certo dovuto affrontare un periodo così “hot”, però, essendo una compagnia in rampo di lancio, i rischi di un lockdown totale potevano essere persino maggiori. E pure loro stanno agendo assolutamente bene: Cody Rhodes, durante la prima puntata a porte chiuse, ha effettuato un emozionante promo nel quale ha spiegato le ragioni del sentirci vivi e dell’andare avanti con le nostre vite. Un promo quasi versione paterna dei tempi d’oro. Davvero mirabile poi la decisione di far restare tutto il roster a bordo ring, di modo da far sentir meno la mancanza del pubblico e di dare la possibilità di interazione ai lottatori impegnati sul quadrato.
Concludo con una battuta: la XFL (la federazione di football americano di proprietà di Vince McMahon) porta davvero sfiga! Nel 2001 durò una sola stagione, facendo perdere vagonate di soldi a tutti i soggetti coinvolti, mentre quest’anno pronti, partenza, via e scoppia una pandemia! Tutto subito soppresso e rimandato al prossimo anno. Vince, forse è il caso di ripensarci, perchè l’anno prossimo, se tanto mi dà tanto, appena riprende ci colpisce in pieno un asteroide.
“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

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