Piper’s Pit #4 – Only a (video)game?

Eccoci tornati ad Hot Rod! La rubrica che si occupa di tutto ciò che il wrestling ha significato anche fuori dal ring. E questa volta vi parlerò di videogiochi.

I più giovani lettori ovviamente identificano wrestling e videogames con la saga WWE 2K, saga iniziata con alterne fortune nel 2014. Ma il rapporto tra questi due mondi è molto più datato e non poteva che aver inizio dal Giappone, terra sempre all'avanguardia nel campo della tecnologia videoludica.
Chi come me ha avuto la fortuna di essere bambino negli anni '80 si ricorderà i soldi buttati in sala giochi con The Main Event, prodotto Konami privo di licenze ufficiali che mostrava lottatori simili agli originali, come Hulk Hogan con i capelli bianchi e Andrè The Giant. Il gioco era talmente difficile da portare presto all'esaurimento nervoso.
Sempre dal Giappone, più o meno nello stesso periodo, abbiamo Championship Wrestling, meno curato tecnicamente, ma sicuramente più giocabile. Anche questo gioco era privo delle licenze ufficiali, ma si concentrava sull'imitazione dei wrestler dell'epoca, sia giapponesi che statunitensi, come Tiger Mask e Jimmy Snuka.
L'allora WWF fece invece il suo ingresso nel settore nel 1989 con WWF Superstars, un titolo discreto che proponeva i principali lottatori dell'epoca. Il titolo ebbe un discreto successo, tanto da essere poi declinato anche sulle console dell'epoca, come una godibile versione per Gameboy.
La vera svolta nel mondo videoludico però avvenne nel 1991 con WWF Wrestlefest, che dava la possibilità di disputare anche la Royal Rumble, un'innovazione notevole per quei tempi.
Mentre in sala giochi le cose andavano abbastanza bene, sui personal computer non possiamo affermare lo stesso. Il wrestling non si è mai adattato a questo format, a partire dal Commodore 64, passando per l'Amiga e concludendo con i moderni PC. Da segnalare in tal senso un assurdo titolo per il Commodore 64 nel quale si affrontavano Hulk Hogan e Ted Di Biase. La peculiarità era che il giocatore non combatteva direttamente, ma poteva scegliere tra un parco di mosse che poi venivano riproposte sullo schermo tramite un filmato. Non esattamente esaltante. E come non citare WCW Nitro, a detta di tutti uno dei peggiori giochi mai usciti per PC?
Il salto di qualità per quanto riguarda l'intrattenimento casalingo avvenne però ovviamente con l'immissione sul mercato da parte della Sony della PlayStation. Naturalmente la WWE si gettò a capofitto sul mercato, sfruttando il monopolio già in atto nel mondo del wrestling. Affidandosi agli sviluppatori del team Yuke's iniziarono a produrre la serie di SmackDown! prima e di SmackDown! vs. Raw dopo. Alcuni titoli furono più riusciti, altri meno ma la grossa innovazione consistette nell'avere un prodotto casalingo di grande impatto visivo, utilizzando per la prima volta anche filmati reali. La serie si concluse poi con i non trascendentali WWE '12 e WWE '13. Il fallimento della THQ che produceva i giochi obbligò quindi la WWE a dover ripensare a come far ripartire la serie ex novo. Si affidò quindi a 2K Sports, che aveva ottenuto successo planetario grazie al gioco dedicato alla NBA, il campionato professionistico statunitense di basket. Oltre a ciò iniziò una grossa campagna pubblicitaria durante i propri show, di modo di far crescere l'attesa. E così prese forma WWE 2K14, prodotto discreto ma che lasciò parecchio insoddisfatti i fans. Da allora però, fino ad arrivare al recente WWE 2K18, il prodotto è migliorato di anno in anno, rendendo l'esperienza del giocatore sempre più completa. La compagnia di Stamford poi è sempre stata pronta a cavalcare l'onda, arrivando addirittura a creare la rivalità tra Brock Lesnar e Goldberg proprio a partire dal gioco.
Fuori dal mondo WWE ci ha provato in due occasioni la TNA con TNA: Impact!, ma il risultato e, soprattutto, lo scarso appeal del prodotto, hanno fatto sì che la strada si interruppe presto.
In conclusione posso dire che quello tra wrestling e videogiochi è un rapporto complicato, esattamente come quello con il cinema, forse perchè da un prodotto che è già in parte fiction l'appassionato cerca la perfezione, che però è purtroppo spesso difficile da ricreare sullo schermo di casa. Ciò nonostante grossi passi in avanti sono stati fatti e credo che il futuro possa essere roseo.
Per oggi è tutto. Vi dò appuntamento fra due settimane con una nuova edizione di “Hot Rod!”.

“I have wined and dined with kings and queens and I've slept in alleys and dined on pork and beans.”

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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