The Other Side #6 – THEY ARE THE ALL STARS!

Ben ritrovati cari lettori di Tuttowrestling.com con un nuovo numero dell'Other Side.

Questa settimana ci sono nuovamente io, Aldo Fiadone, a curare questa spettacolare rubrica inerente i fatti susseguiti in ROH e NJPW.
Il mio collega Lothar Ceccarelli, che per questo numero sarà appunto assente dalla propria tastiera, tornerà tra due settimane per darvi l'opportunità di leggere anche il suo punto di vista sulle vicende delle due compagnie sopra citate.
Ma andiamo adesso ad analizzare il nostro tema principale: ROH ALL STAR EXTRAVAGANZA VIII.

“I'M THE ALL STAR!”
Questa è la frase pronunciata da Adam Cole durante il promo iniziale del PPV; il campione ROH si è superato nuovamente regalandoci un match davvero buono contro colui che due anni fa gli strappo il titolo e cioè, Michael Elgin.
Il canadese (Elgin ndr) non è nuovo a match di ottima fattura, basti ricordare il Ladder match che lo rese IWGP Intercontinental Champion in quel di Dominion 2016, strappando il titolo a niente e poco di meno che il leader del Bullet Club in terra nipponica, Kenny Omega.
Cole quindi si supera, sconfigge il suo passato e si conferma campione ROH in attesa del rematch che lo vedrà impegnato con Jay Lethal, campione uscente (427 giorni di regno ndr) che si è preso una piccola vendetta contro Tetsuya Naito dopo il tradimento suo e dell'intera “Ingonbernables de Japon”.
Altro match molto buono con l'attuale IWGP Intercontinental Champion che viene quindi sconfitto dopo una straordinaria Lethal Injection.

Vogliamo parlare del resto della card?
– Bobby Fish mantiene il suo ROH World TV Championship contro un Donovan Dijak che oltre a dimostrarsi parecchio “over” davanti al pubblico presente, ci regala una buona prestazione che rende l'apertura del PPV davvero gradevole.
– Silas Young sconfigge Evil e Will Ferrara in un Three-way match
– Colt Cabana e Dalton Castle sconfiggono The All Night Express (Rhett Titus e Kenny King) (con Caprice Coleman), Keith Lee e Shane Taylor e War Machine (Hanson e Raymond Rowe) divenendo i nuovi #1 contender ai titoli di coppia ROH.
– Dragon Lee sconfigge Kamaitachi
– Kyle O'Really invece riesce a sconfiggere Hagman Page, il membro dei redragon continua la sua striscia vincente che sembra ormai spianarli la strada verso il main event, non è difficile infatti prevedere un match titolato contro Adam Cole, magari proprio nel main event di Final Battle nonché il PPV più importante dell'anno della ROH.
Page continua invece a prenderle, oltre ad essere il più “aggressivo” del Bullet Club, si conferma (purtroppo aggiungerei) una star nettamente di secondo piano e con (al momento) scarse probabilità di vedersi una buona parte dei riflettori puntati addosso.
O'Really è un personaggio che intraprende sempre storyline importanti con, conseguentemente, match davvero grandiosi (solitamente), io però non riesco a digerire il suo personaggio che, per quanto mi riguarda è privo del carisma utile ad un main eventer (face tra l'altro) e privo di un'abilità al microfono per renderlo un professionista completo.
Non trovo quindi (parlo sempre dal punto di vista personale, dando quindi un'opinione totalmente mia su O'Really) un vero motivo per lanciarlo in modo così ovvio e magari renderlo anche vittorioso ai danni di gente come Cole o Lethal, Briscoe o magari anche il suo stesso amico Fish, che meritano più di lui il main event.
O'Really deve crescere lentamente, ma la storyline cui è incentrato e gli episodi passati non sembrano dargli il giusto tempo per formarsi come un vero campione.
Un errore di questo tipo è stato già fatto due anni fa con Michael Elgin che poi, per fortuna, perse la cintura dopo un mese dalla sua conquista ai danni del più qualificato Briscoe; mi auguro che la cosa non si ripeta.
– Kushida, ACH e Jay White sconfiggono The Briscoes (Jay Briscoe e Mark Briscoe) e Toru Yano , in quello che è stato il primo round valido per il ROH World Siz-Man Tag Team Champonship.
Dopo l'incontro i fratelli Briscoes hanno subito l'attacco dei Guerillas of Destiny che, con Tama Tonga, dichiarano esplicitamente la volontà di affrontare i due per un rematch valido per gli IWGP Tag Team titles.
Ho già citato i due match principali e cioè Adam Cole vs Michael Elgin e Jay Lethal vs Tetsuya Naito, vi è un ultimo match, il main event che questa volta, è stato valido per i titoli di coppia ROH; vi sto parlando del Ladder War VI.
C'è una parola che commenta facilmente questo incontro: FAVOLOSO.
The Addiction sono stati chiamati in causa per difendere le loro cinture dall'assalto degli Young Bucks e dei Mothor City Machine Guns.
Il match è stato ricco, e ripeto ricco, di manovre eccezionali sviluppandosi fin dall'inizio con ritmi alti che hanno catturato l'attenzione del telespettatore e del pubblico presente nell'arena.
Tra i molti episodi memorabili spiccano il colpo riportato da Daniels che ha tramutato il suo viso in una vera e propria maschera di sangue e infine, alla finisher degli Young Bucks che hanno usufruito di una scala e del tavolo per schiantare e mettere definitivamente KO Kazarian.
Il “Keep the titles” dei commentatori resterà nella storia.
I fratelli Jackson vincono match e cinture e, non per la prima volta, si ritrovano a detenere in contemporanea i ROH World Tag Team titles, gli IWGP Junior Tag Team titles e i PWG Tag Team titles.
THEY ARE THE ALL STARS!
Questi due continuano a scrivere pagine importanti per la categoria tag team del wrestling moderno insieme ai Wolves, redragon e Briscoes (tra i più noti di compagni al di fuori della WWE); oltre ciò, rimangono uno dei più grandi fallimenti della TNA che li ha avuti sotto contratto per diverso tempo senza mai sfruttare a pieno le loro qualità, i Generation Me (questo il ring name del loro team negli anni della Total Nonstop Action ndr) avrebbero meritato molto di più, ma un certo Hulk Hogan con la partecipazione di Eric Bischoff non hanno permesso nulla di tutto ciò nonostante il vistoso talento e il palese apprezzamento del pubblico.

Vi consiglio quindi di visionare senza alcun dubbio questo PPV che, per il sottoscritto, rappresenta il miglior PPV dell'anno ROH (al momento) nonostante tale evento sia vistosamente “divisibile” in due parti (come accade troppo spesso nei grandi eventi ROH), quella composta da quattro match straordinari o, come in gergo si suol dire, uno più bello dell'altro (il match di Bobby Fish, quello di Lethal, il match titolato di Adam Cole e il main event); e una parte di quasi totale disinteresse posta nel centro della card.
VOTO PPV: 3.5/5, mezzo punto in più grazie al Ladder War VI che, mi ripeto, rimane uno dei papabili match dell'anno.
Anche per questo numero è tutto, vi do appuntamento quindi con un nuovo numero di questo editoriale e con l'Impact Planet, sempre curato dal sottoscritto.

Have A Nice Day 🙂

Aldo Fiadone
Newser ed editorialista per Tuttowrestling.com dal 2015; Founder e conduttore del podcast Pro Wrestling Culture; Dal 1999 amante di Sting e le sue gesta.
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