The Other Side #54 – Past and Present

PAST AND PRESENT

Ammettiamolo siamo in piena Road To Wrestlemania e non c'è molto di cui essere entusiasti: manca quel fattore x se vogliamo, quella scintilla di imprevedibilità che porti lo spettatore a seguire gli show settimanali con interesse. I motivi sono molteplici se vogliamo: resta assurdo pensare come con la qualità di cui è letteralmente sovraccarico il roster di Stamford non si riesca a creare quantomeno un minimo di dinamicità ed interesse intorno a quei top name che dovrebbero caricarsi la compagnia in spalla per il prossimo futuro. Incolpare il booking team sembra quasi una naturale conseguenza a questo punto no? Credo che le ultime puntate di RAW e Smackdown Live siano un esempio fantastico da questo punto di vista: Andrade Vs Aleister Black, DIY Vs Revival/The Bar tutti match piacevoli ma nati dalla casualità e che quindi alla stessa velocità cadono nel dimenticatoio. Un peccato per i fan e per il calibro degli atleti coinvolti.

Chiaramente Internet e la tecnologia non aiutano a mantenere quell'aura di mistero che il wrestling dovrebbe avere: quante volte ci siamo detti: “Appena ho un paio d'ore libere mi guardo questo PPV senza spoiler” e poi entrate su Facebook solo per qualche secondo e vi trovate la pagina della WWE che vi riporta in bella mostra i risultati, oppure i tapings di NXT, Impact o di qualsiasi altra federazione voi siate soliti seguire. E' impossibile isolarsi purtroppo, ma in questo modo credo sia naturale che le aspettative di un fan calino e si limiti solo a visionare ciò che viene proposto perdendo quella patina di entusiasmo che un fan “meno acculturato” del wrestling potrebbe mantenere comunque.

Dove voglio arrivare con questa lunga e filosofica premessa? Alla WWE manca la voglia di rischiare, di azzardare a fare qualcosa che vada fuori dall'ordinario convinta che gettare qualche nome nuovo da NXT nel calderone possa ravvivare la situazione. In fondo perché dovrebbero … qualche migliaia di telespettatore in meno in fondo è un danno minore quando il titolo economicamente è più forte che mai. Non dovremmo quindi sorprenderci se la NJPW prova a percorrere una strada diametralmente opposta a quella che ha preso negli ultimi anni e vuoi perché costretta, vuoi per mancanza di alternative si decide a puntare in maniera massiccia su volti nuovi. E chi in NJPW rappresenta il nuovo che avanza meglio della figura di Jay White?

Il turn di Dean Ambrose aveva le potenzialità dello shocker of the year ma sappiamo la fine ingloriosa del progetto, rimane quindi il caro Switchblade che nonostante tutto divide ancora la community tra supporter e critici che lo ritengono inadatto al ruolo che gli è stato affidato. Nel caso non lo sappiate ancora, l'11 Febbraio in Osaka Jay White ha sconfitto Hiroshi Tanahashi mettendo fine al suo regno di soli 38 giorni dando inizio ufficialmente alla sua era con tanto di cintura alla vita. Non intendo certo con questo editoriale farvi piacere Jay White, ma almeno spero che una volta finito questo numero anche i suoi detrattori possano capire che una sorpresa come Jay White rinfreschi un po' il panorama del Wrestling attuale senza tener conto del lancio della AEW che è sicuramente l'evento del momento.

Perché Jay White merita fiducia quindi? In primo luogo è un volto nuovo e la NJPW sembra puntarci veramente parecchio se in un anno White ha debuttato al Kingdom contro Tanahashi, ha feudato subito con i top name del roster: Omega da cui ha vinto lo US Title e sul finire dell'anno Okada sconfitto anche lui a Wrestle Kingdom di quest'anno. In tutto ciò Jay è stato messo a capo del Bullet Club, letteralmente risollevato dalle ceneri con questa mossa. Omega, i Young Bucks, l'Elite in generale erano ormai diventati nomi troppo ingombranti per lo stesso concetto di Bullet Club, i membri originali sembravano ormai una stable senza direzione se non supportare il leader o prendere i pin nei match dei live events. Personalmente sono favorevole a questo ritorno del Bullet Club old style, con Jay White campione è un'iniezione immediata di credibilità e inoltre la stable riguadagna il ruolo che aveva durante l'era di Devitt cioè quella del gruppo ribelle che incarna i valori “sbagliati” del pro wrestling americano: soldi, scorrettezze e titoli. Già da tempo Omega e i Bucks erano distaccati da questa ideologia quindi questo ritorno alle origini da una rinfrescata a performer come i G.O.D, Fale e Takahashi ormai fuori contesto.

E' coerente con la direzione del booking. Se vi ricordate nello scorso numero ho definito Wrestle Kingdom 2019 come l'edizione del passaggio della torcia ai più giovani, New Beginning ha tenuto fede al suo nome perché la vittoria di Jay è di fatto un nuovo inizio per la compagnia. E badate bene non è un inizio dei più facili. Ricordo come la NJPW abbia perso tre pilastri rappresentanti le sue divisioni: Omega per i pesi massimi, KUSHIDA per i pesi leggeri ed infine i Bucks per i tag team, non sono perdite riparabili con poco. La nascita della AEW è un ulteriore elemento di disturbo perché a scapito di future collaborazioni la compagnia nipponica si trova a dover competere su più fronti con un altro scomodo rivale che vuole espandersi sul suolo americano e che ha le potenzialità per soffiare loro atleti liberi o già parte integrante del roster. Messa alle strette da eventi in maggioranza esterni la NJPW ha fatto quello che ogni compagnia avrebbe dovuto fare in questi casi: puntare sui propri talenti.

Sicuramente con Omega ancora a completa disposizione White non avrebbe vinto il titolo così velocemente, in un futuro prossimo certamente ma non ad un mese da Wrestle Kingdom e posso capire che un push così enorme possa venire recepito come esagerato. Ma se ci pensiamo bene, lo stesso Okada tornato dal suo “viaggio formativo” nelle vesti del Rainmaker ha ricevuto egli stesso un push enorme, Switchblade non è quindi un caso isolato. Con questo non voglio paragonare i due performer, sia chiaro ritengo Okada superiore e di tanto a Jay White ma la NJPW ha dimostrato che quando crede in un suo atleta va fino in fondo col suo programma dando al beneficiario numerose opportunità per mettersi in luce, ciò sicuramente può portare ad un risultato ed un giudizio positivo o magari negativo ma certamente più preciso sul potenziale dell'atleta rispetto al classico 50-50 a cui la WWE ci abitua settimanalmente.

Dopo aver battuto Omega, Okada, la vittoria contro il terzo dei grandi top name è comunque la conclusione naturale ad un anno fantastico che White ha avuto. Veloce nelle dinamiche ma comunque giusta per il contesto proposto e la situazione in cui la NJPW si trova in attesa dei vociferati push per Ospreay e Zack Sabre Jr. Questa vittoria apre poi a diverse possibilità nell'immediato futuro del neo campione: Okada e Tanahashi possono essere i primi in lista per interrompere il regno di Switchblade che, comunque, dovrà ripagare la fiducia della compagnia durante i suoi giorni di regno. Ho già spiegato nel precedente editoriale che, come performer, White sia in crescita. Okada e Omega ci hanno abituato a capolavori di wrestling, Jay sicuramente non è quel tipo di performer ma col Bullet Club a sospingerlo può incarnare perfettamente il ruolo di “campione da battere”.

Ho sempre comunque apprezzato, anche durante l'ultimo match con Tanahashi, come le interferenze del Bullet Club siano comunque minime, segno che si vuole rendere il leader un performer pericoloso anche singolarmente capace di sfruttare ogni minimo calo di concentrazione da parte dell'avversario avendo nel suo arsenale una finisher molto spesso decisiva. Il miglior punto di forza di White, a mio parere, è la capacità di attirarsi heat, una genuina voglia di odiarlo … a tal proposito ricordo l'episodio durante il G1 Climax di quest'anno dove Jim Ross ne uscì con delle costole rotte in merito ad uno spot, probabilmente eseguito male, vicino al tavolo di commento. Mi risulta poco chiaro se quello fosse uno spot concordato o meno o solo Ross abbia avuto conseguenze non preventivabili ma in quel particolare momento per gestualità e capacità di sfruttare il momento a suo favore Jay mi ha ben impressionato.

Magari direte che è poco, magari no, in conclusione spero di aver quantomeno dimostrato che, a scapito di gusti personali e del fatto che ritengo White un buon atleta ma non un fenomeno la particolare situazione favorisce la NJPW a dover puntare su qualche nome nuovo e White è nel “classico posto giusto al momento giusto”. Sicuramente l'atleta è messo nelle condizioni di poter risplendere e ciò è particolarmente un bene per lui. Credo sia importante separare il passato fatto di Okada ed Omega con il presente che è White ora. Per il tipo di atleta che è, il neozelandese sta facendo bene per quanto siano le sue possibilità senza comunque mostrare nulla fuori dell'ordinario. E' necessariamente un male? Io penso di no, il suo ruolo non è quello di esaltare le folle. Sta facendo parlare di sé? Si!! Ed è quello di cui la NJPW ha più bisogno al momento. Ma soprattutto è riuscito a fare qualcosa che ormai è sempre più raro al giorno d'oggi nel mondo del wrestling. E' riuscito a sorprenderci.

Termina qui questo numero dell'Other Side. Vi ringrazio come sempre per la lettura e vi invito a dire la vostra su Jay White nei commenti. Da Captain Phenomenal 1 è tutto, ci rivediamo alla prossima occasione.

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