The Other Side #38 – Wrestle Kingdom 12: le pagelle

Il 4 gennaio sta diventando la data più attesa dai fan di pro wrestling di tutto il mondo. Da diversi anni a questa parte, infatti, si svolge in tale data quello che diventerà poi il PPV dell'anno: NJPW Wrestle Kingdom. Ebbene, il 4 gennaio è arrivato e, velocemente, se ne è andato. Wrestle Kingdom 12 è stato consegnato agli archivi di fronte agli occhi di 35000 spettatori paganti al Tokyo Dome e di decine di migliaia di fan che, dal tutto il mondo, hanno seguito lo show in diretta su NJPW World. Abbiamo anche quest'anno già un forte candidato a PPV dell'anno? Andiamo a scoprirlo assegnando i voti, match per match, a quello a cui abbiamo assistito durante il PPV per eccellenza della compagnia nipponica. Vista l'importanza dell'evento, diamo il benvenuto su The Other Side a Stefano Tateo, staffer di Tuttowrestling.com che darà, contemporaneamente a me, i voti a tutti i match di Wrestle Kingdom (senza commento per evitare un'eccessiva lunghezza dell'editoriale) ed, infine, ci fornirà una sua visione complessiva del PPV.

Gli Young Bucks (Matt Jackson e Nick Jackson) hanno sconfitto i Rappongi 3K (Sho e Yoh accompagnati da Romero) conquistando i titoli di coppia junior
Ottimo opener per Wrestle Kingdom. Il match inizia subito con uno spot interessante in cui un membro di ciascun team ha messo in una sharpshooter un avversario, creando una dinamica particolare sul ring. La prima svolta della contesa è arrivata quando Yoh, tuffandosi all'esterno del quadrato, ha subito un forte colpo alla schiena che, grazie ad un ottimo selling, ha per qualche momento creato domande sulla sulla possibilità di un infortunio reale. La fase di heat del match ha quindi visto gli Young Bucks lavorare sulla schiena di Yoh, almeno fino a quando Matt, con un bump folle, non ha iniziato a sua volta a vendere un infortunio alla schiena. Lo storytelling della contesta è stato, a questo punto, chiaro: un membro di ogni team aveva un importante infortunio alla schiena ed era compito di Sho e Nick riuscire ad andare avanti senza che i loro compagni fossero al 100%. Da segnalare, prima delle fasi finali, una spaventosa senton subita da Yoh e un micidiale scambio fra Sho e Nick mentre i compagni, anche loro colpiti più volte, stavano a terra per via dei già citati infortuni. Il finale del match ha visto una vittoria da parte dei Bucks, in modo un po' improvviso, tramite sharpshooter. Ecco, il finale non costruito in modo esemplare è forse l'unico difetto di questo opener che, per il resto, ha reso di nuovo chiaro quanto gli Young Bucks siano bravi a raccontare una storia sul ring (e quanto i loro match siano migliori quando questo accade).
Voto: 7 (Voto di Stefano: 7)

Beretta, Tomohiro Ishii, e Toru Yano hanno sconfitto il Bullet Club, Suzuki-gun, Elgin & War Machine in un Gauntlet Match conquistando i titoli NEVER Openweight 6-Man Tag
Alla viglia lo scopo di questo match era chiaro: dare l'opportunità a più wrestler possibili di apparire a Wrestle Kingdom. E l'incontro lo ha confermato. Da segnalare una interessante interazione finale fra Ishii e Bad Luck Fare e la performance di Tama Tonga che, in linea con la sua notevole crescita negli ultimi mesi, ha offerto una prestazione più che solida. Certo che è un peccato vedere Ishii e Sabre Jr., probabilmente fra i 10 wrestler migliori al mondo, rilegati in un ruolo così marginale. Ma questo è il prezzo da pagare quando si ha a che fare con un roster profondo e di qualità come quello della New Japan (e della WWE): nei grandi show, che già di per sé durano tanto, non c'è spazio per tutti. Beretta, Ishii e Yano vincono dunque i titoli dedicati ai trii ma, purtroppo, anche questo è un fatto del tutto trascurabile vista l'importanza nulla delle cinture.
Voto: 5,5 (Voto di Stefano: 5,5)

Kota Ibushi ha sconfitto Cody (con Brandi Rhodes)
Buon match fra Cody e Ibushi, anche se la contesa è stata nettamente al di sotto degli standard a cui ci ha abituati Ibushi durante tutta la sua carriera. Cody, che ha sfoggiato nuovamente il capello biondo già visto a Final Battle, ha preso il vantaggio nelle fasi iniziali del match grazie ad uno spot molto intelligente che ha coinvolto Brandi, la quale ha finto di essere stata infortunata da un contatto fortuito con Ibushi che, distraendosi, ha permesso a Cody di prendere il sopravvento. L'incontro è stato molto piacevole ogni volta che Ibushi era al comando e Cody, worker solido ma niente di più, ha svolto bene il suo compito. Da segnalare un'impressionante Cross Rhodes subita da Ibushi dall'apron verso l'esterno del ring e una springboard hurricanrana sfoggiata sorprendentemente da Cody. Il minutaggio non particolarmente ampio del match (circa 15 minuti) non ha permesso ai contendenti di superare un certo livello, ma l'incontro è risultato comunque piacevole e la vittoria finale tramite Phenix Splash di Ibushi potrebbe essere il primo passo per un grande 2018 in NJPW per l'ex compagno di coppia di Kenny Omega (fatemici sperare).
Voto: 6,5 (Voto di Stefano: 6,5)

EVIL e SANADA hanno sconfitto la Killer Elite Squad conquistando i titoli tag IWGP
La storia raccontata in questo match ha visto la Killer Elite Squad dominare la contesta nella sua prima metà, per poi essere rimontata e sconfitta da EVIL e SANADA. L'incontro è iniziato con la KEQ che ha messo a segno una Killer Bomb su EVIL, salvato da SANADA. Da lì in poi, i due membri dei LIJ hanno subito mosse su mosse (che hanno coinvolto anche gli Young Boys a bordo ring) senza che però la Killer Elite Squad riuscisse a mettere a segno lo schieramento vincente. Dopo un impressionante
Superplex di Archer su EVIL, il team composto da quest'ultimo e SANADA (sempre notevoli le sue doti atletiche) è riuscito a recuperare lo svantaggio e, infine, la vittoria è arrivata in seguito ad una Magic Killer e ad un moonsault di SANADA. L'incontro, nonostante a storia basilare, è stato solido e ben combattuto da tutti e quattro gli atleti, anche se sicuramente non consiglieri di recuperarlo a qualcuno che non avesse visto Wrestle Kingdom.
Voto: 6 (Voto di Stefano: 6)

Hirooki Goto ha sconfitto Minoru Suzuki conquistando il titolo NEVER Openweight
Una follia. Il match che, eccezion fatta per il gauntelt, attendevo meno alla vigilia si è rivelato LA sorpresa del PPV. Rispettando quella che sta diventando una vera e propria tradizione del titolo NEVER Openweight a Wrestle Kingdom, Goto e Suzuki hanno deciso di darsele di santa ragione per quindici minuti, con i pro ed i contro che una decisione del genere porta con sé. Se volete far vedere a qualcuno che cosa significhi “Japanese Strong Style” nel 2018, questo è il match che fa per voi. Abbiamo parlato di pro e di contro. Sì, perché un incontro del genere ha il pregio di avere uno stile completamente diverso da quello che siamo soliti vedere e dà un'aura di legittimità ai wrestler coinvolti rara nel wrestling odierno. Contemporaneamente, certi colpi – soprattutto alla testa – hanno poco di sensato, alla luce tutto quello che sappiamo sulle commozioni cerebrali e visti i tanti (cattivi) esempi provenienti dallo sport e dal wrestling. Proprio qualche mese fa, ad esempio, Shibata ha rischiato la vita dopo una violenta testata nel main event di NJPW Sakura Genesis. Per questo ultimo aspetto l'incontro sarebbe da punire, ma cercherò di non farlo in questa sede. L'intensità mostrata dai due wrestler, il coinvolgimento del pubblico, l'angle post match in cui Suzuki si è tagliato da solo i capelli, un drop kick del leader dei Suzuki-gun che da solo vale il match e lo stile totalmente diverso da qualsiasi altra contesa della card, rendono questo incontro meritevole di essere visto e rivisito.
Voto: 8 (Voto di Stefano: 6,5)

Will Ospreay ha sconfitto Marty Scurll, Hiroshi Takahashi e Kushida conquistando il titolo Juniors
Incontro spettacolare ma molto difficile da giudicare, questo fatal four-way. L'azione sul ring è stata frenetica, senza un solo momento di pausa, proprio come ci si poteva aspettare visti i nomi coinvolti. Se si amano le spotfest, questo è il match perfetto. Se si odiano, questo è un match insufficiente. Dal mio punto di vista non dovremmo fare una scelta del genere a priori: questo dovrebbe essere lo stile dei pesi leggeri che, proprio come accade nella realtà in federazione come la UFC, dovrebbero garantire uno stile più rapido e in cui ogni colpo ha meno peso, considerata la stazza dei lottatori coinvolti. Segnalare i momenti salienti del match sarebbe impossibile, fra moonsault, shoting star press, superkick e violentissimi colpi con l'ombrello… venti minuti di atletismo, azione non-stop e colpi duri. Il pubblico è sembrato apprezzare lo sforzo dei wrestler e, senza dubbio, tutti e quattro i partecipanti devono la loro popolarità a questo stile di combattimento. Non è il mio genere preferito, ma obiettivamente Ospreay, Scurll, Takahashi e Kushida hanno dimostrato ancora una volta di avere capacità più uniche che rare.
Voto: 8 (Voto di Stefano: 7,5)

Hiroshi Tanahashi ha difeso il titolo Intercontinentale contro Jay White
Tanahashi ha quasi 42 anni, uno strappo al bicipite dal G1 e un grave problema al ginocchio e… la sua presenza non era necessaria a Wrestle Kingdom. Lasciate che mi spieghi. La mentalità giapponese (e in generale del wrestling) prevede spesso di continuare a combattere nonostante pesanti infortuni in vista dei grandi eventi, soprattutto se si parla di pedine fondamentali per la riuscita dello show stesso. Questa descrizione era perfetta per Tanahashi fino all'anno scorso, ma adesso non è più così. L'ex campione IWGP ha scelto comunque di stringere i denti e di affrontare Jay White, inserito improvvisamente in uno dei match di cartello, a Wrestle Kingdom. Il risultato è stato un match che non è servito.a rendere Jay White una star e che ha messo sotto agli occhi fi tutti un Tanahashi che è apparso al tramonto della sua leggendaria carriera. Il giovane non ha impressionato e la leggenda è apparsa sull'orlo del ritiro. Un disastro dal punto di vista del booking, anche se l'incontro in sé è stato perfettamente accettabile e a tratti più che discreto, soprattutto per il coinvolgimento del pubblico che è sempre garantito nei match di Tanahashi. La vittoria di quest'ultimo può essere opinabile, ma Jay White non è apparso pronto per un titolo importante come quello Intercontinentale. Scopriremo presto (probabilmente poche ore dopo l'uscita di questo editoriale, a New Year Dash) chi sarà il prossimo sfidante di Tanahashi e, con tutta probabilità, il prossimo campione Intercontinentale.
Voto: 6,5 (Voto di Stefano: 6,5)

Kenny Omega ha sconfitto Chris Jericho mantenendo il titolo USA

Splendido, sopra ogni aspettativa. Trenta minuti a ritmi altissimi, con il pubblico coinvolto dall'inizio alla fine e quel “big match feeling” di cui la New Japan aveva bisogno. La contesa inizia con Omega e Jericho che devono essere divisi ancora prima del suono della campana. Pochi secondo dopo l'inizio effettivo del match, i due si scambiano già colpi formidabili con Omega che, in meno che non si dica, effettua un volo dal ring sun un tavolo all'esterno tanto pericoloso quanto spettacolare. Da lì in poi è una vera e propria guerra, in perfetta linea con quanto visto nella splendida storyline che ha portato a questo vero e proprio dream match. Certo, il coinvolgimento del pubblico e la stipulazione hanno aiutato il match, ma questo deve essere un punto a favore dello stesso visto che fa parte della presentazione del prodotto, al pari della prestazione in ring degli atleti. Jericho riesce a rinnovarsi ancora una volta, regalando attenzione alla compagnia, biglietti venduti per Wrestle Kingdom e iscrizioni al NJPW World alla New Japan e, in modo altrettanto sorprendente, riesce a tirare fuori dal cilindro il suo miglior match almeno da 9 anni a questa parte (ricordo un match con Rey Mysterio a The Bash 2009 davvero bello, ma altrimenti dovremmo andare indietro fino agli incontri con Michaels nel 2008 per ritrovare qualcosa di questi livello). Perfetto anche l'utilizzo del blade job da parte di Omega: quando il sangue viene usato così raramente, la sua presenza in un incontro è davvero di impatto. Un ottimo incontro fra una leggenda del business che riesce a rimanere attuale da oltre venti anni e fra colui che, a mio parere, è il miglior wrestler al mondo, considerando tutti i fattori. Abbiamo visto cose migliori in termini di pura tecnica sul ring (vedi il prossimo match), ma quanto appena descritto, soprattutto in termini di importanza per il business della New Japan, rende questo match un vero e proprio capolavoro.
Voto: 8,5 (Voto di Stefano: 8)

Kazuchika Okada ha sconfitto Tetsuya Naito mantenendo il titolo del mondo IWGP
Ennesimo incontro spettacolare e degno finale di uno show magnifico. Okada e Naito chiudono Wrestle Kingdom dopo che i fan avevano negato loro questo privilegio nel 2014. La storia si scriveva da sola e i due atleti l'hanno raccontata alla perfezione, mostrando nuovamente di essere wrestler di un altro livello rispetto al resto del mondo (metterei solo Kenny Omega ed AJ Styles in loro compagnia in cima al monte del pro wrestling). Le fasi iniziali del match, piuttosto lente, hanno un po' sofferto il dover seguire la pazza guerra fra Jericho e Omega, ma il perfetto storytelling è riuscito a coinvolgere nell'incontro l'intero Tokyo Dome che, giudicando dal rumore che facevano i fan, è arrivato ad un passo dal crollare durante gli ultimi 15 minuti di questo main event. Non è bello fare paragoni, ma in un certo senso siamo qui per quello: le fasi finali di questo incontro sono al livello dei classici fra Omega ed Okada (superiori, se possibile), ma nel suo complesso l'incontro non ha raggiunto il livello dei capolavori visti nel 2017. Non sto assolutamente giudicando negativamente il match, anzi. E per tutti coloro che dicono che in Giappone non ci sia sufficiente storytelling, la storia raccontata durante questo incontro è il motivo per cui il pro wrestling può essere chiamato “arte”. La vittoria di Okada arriva in modo sorprendente. Il Rain Maker, infatti, ha così sconfitto ogni possibile avversario per il suo (suo!) titolo IWGP ed in molti avrebbero voluto vedere Naito finalmente ascendere fino alla vetta della New Japan. Ma vi siete già scordati la rivalità fra Okada e Tanahashi? Portate pazienza. Naito ha affrontato Okada nel 2014 per il titolo IWGP a WK ed è stato sconfitto, non disputando neanche il main event dello show. Quest'anno, Naito è arrivato vicinissimo a sconfiggere Okada ma ha nuovamente fallito, proprio come quest'ultimo aveva fatto a Wrestle Kingdom 9. Proprio per questo, il prossimo main event nel Tokyo Dome fra Naito ed Okada sarà ancora più speciale e l'unicità della New Japan sta tutta qui. Aggiungere altro sul match in sé è probabilmente superfluo: guardatelo.
Voto: 8,5 (Voto di Stefano: 8,5)

Wrestle Kingdom 12, commenti finali
Commento di Stefano Tateo:
La dodicesima edizione di Wrestle Kingdom non delude le attese e si candida già ad evento dell'anno, anche se inferiore rispetto alla passata edizione, “colpevole” di avere un main event perfetto ed ineguagliabile.
L'undercard del pay-per-view è stata solida ed ha avuto come nota di rilievo il match per gli IWGP Junior Heavyweight Tag Team Championship , mentre con gli ultimi quattro incontri si fa l'inevitabile salto di qualità. Il Fatal 4 Way per il titolo Junior Heavyweight è stato quello che doveva essere, un match rapido dall'inizio alla fine, privo di punti morti e dove tutti i protagonisti hanno avuto modo di mettersi in evidenza, che ha visto infine Ospreay prendersi la rivincita su Marty Scurll riconquistando il titolo perso a Power Struggle proprio per mano del membro del Bullet Club.
Nutrivo dei dubbi sul match per il titolo Intercontinentale, a causa delle condizioni di salute di Tanahashi e dell'incognita Jay White, ma nel complesso il match è stato solido con la vittoria di Tanahashi che torna a trionfare al Tokyo Dome dopo due sconfitte consecutive.
Piacevolissima sorpresa invece l'incontro tra i due canadesi che, entrata sobria di Omega a parte, non delude le altissime attese della vigilia. In serata di grazia Chris Jericho che, complice anche la stipulazione ed il miglior avversario attualmente possibile, mette a tacere tutti gli scettici e regala un'ottima prestazione mandando, chissà, un messaggio a qualcuno con sede a Stamford.
Main event su cui se ne potrebbe discutere all'infinito e che inevitabilmente si dimostra inferiore rispetto al capolavoro andato in scena un anno fa, anche se rimane un match straordinario che ha opposto il volto attuale della compagnia all'atleta più tifato dal pubblico giapponese. Certo, molti saranno rimasti delusi dalla sconfitta di Tetsuya Naito per il quale poteva e, forse, doveva essere il giorno della definitiva consacrazione. Il confronto non può che ricadere sul main event di Wrestle Kingdom 9, quando un Okada in rampa di lancio vide la sua rincorsa al titolo fermarsi contro l'allora campione Hiroshi Tanahashi, andando via piangendo. Augurandomi che anche Naito possa completare in futuro lo stesso percorso, non ci resta che vedere cosa ci riserverà nel corso del 2018 la NJPW, iniziando tra meno di 24 ore con New Year Dash.

Voto di Stefano: 8,5

Quando uno show lungo oltre cinque ore vola via, c'è poco da dire. Nove match, niente di brutto e tante cose splendide. E, soprattutto, nove match diversi uno dall'altro, sia come stile che come storie raccontate. Questo ultimo aspetto, spesso sottovaluto, è uno dei fattori principali che rende le card dei grandi show NJPW così buone e che, spesso, rende uno show WWE da 5 ore molto più difficile da sopportare. In quest'ultimo caso, infatti, tutte le contese si assomigliano ed è quindi normale che lo spettatore si annoi dopo molte ore di programmazione, nonostante l'indubbia qualità dei wrestler coinvolti. Wrestle Kingdom è stato, al contrario, un dizionario dei più svariati stili di wrestling, con una undercard davvero solida e con quattro dei cinque match finali di livello altissimo. Sia chiaro: Wrestle Kingdom 12 non ci ha offerto un candidato cristallino a match dell'anno e, se il 2017 è indicativo della qualità media degli incontri dei main event NJPW (e, a volte, WWE), è lecito aspettarsi qualche incontro migliore di quelli visti nel PPV NJPW nei prossimi 361 giorni. Sarà invece molto difficile ricreare un evento così piacevole dall'inizio alla fine e che, contemporaneamente, offra match di altissimo livello. Nel 2017, WK 12 sarebbe stato battuto solo da WK 11 e da Dominion (eventi a cui darei, rispettivamente, 9,5 e 10) ma quelli sono stati due fra i PPV migliori nella storia del wrestling… per rispondere alla domanda iniziale, sì, abbiamo senza dubbio un serissimo candidato a PPV dell'anno 2018.
Voto: 9

Anche quest'anno Wrestle Kingdom è stato consegnato agli archivi. Quale sarà la situazione fra un anno, quando avrà luogo Wrestle Kingdom 13? La New Japan continuerà la sua ascesa di popolarità? E per quanto riguarda l'edizione di WK appena terminata, siete d'accordo con i giudizi espressi da me e da Stefano in questo editoriale?

Io sono Lothar Ceccarelli e, ringraziando nuovamente Stefano per la collaborazione e voi lettori per l'attenzione e la passione che mostrate ormai da tempo su queste pagine, vi do l'appuntamento su The Other Side fra due settimane, quando analizzeremo l'inizio del percorso che porterà la New Japan da New Year Dash a Wrestle Kingdom 13.

Until then…

GOODBYE AND GOOD NIGHT!

Albert Wesker
Fan di wrestling dal 2005, fanatico della New Japan Pro Wrestling di cui ha parlato per anni su questo sito in "The Other Side" e grande appassionato WWE. Attuale co-redattore del WWE Planet. Wrestler preferiti? Tanahashi, Ibushi, Moxley, Rollins, Reigns (S.H.I.E.L.D!), Sasha Banks e Becky Lynch fra quelli attivi adesso, Edge e Shawn Michales gli amori storici!
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