The Other Side #19 – ROH Supercard of Honor e NJPW Sakura Genesis!

Cari lettori appassionati di wrestling, io sono Lothar Ceccarelli e, assieme a tutto lo staff di Tuttowrestling.com, vi do il benvenuto from The Other Side, l'editoriale che si concentra sui principali avvenimenti riguardanti Ring of Honor e New Japan Pro-Wrestling.

Nelle due settimane che sono passate dall'uscita dell'ultimo editoriale, sia la Ring of Honor che la New Japan Pro Wrestling hanno messo in scena un evento in PPV.

ROH Supercard of Honor

ROH Supercard of Honor, è stato uno show probabilmente troppo lungo (non l'unico nel weekend di WrestleMania) che, però, ha regalato un grande main event. Nel match finale della serata, infatti, gli Young Bucks hanno sconfitto Matt & Jeff Hardy al termine di un brutale ladder match, riconquistando i titoli di coppia persi circa due mesi prima a New York. Il feud fra gli Hardys e gli Young Bucks, che nei piani originari sarebbe dovuto durare più a lungo, è quindi terminato con i “padroni di casa” che hanno riconquistato i titoli, salutando poi gli Hardys che, solo 24 ore più tardi, avrebbero vinto i titoli di coppia WWE in un altro ladder match. Seppur breve, la rivalità fra le due coppie di fratelli è sicuramente da ritenersi un grande successo: grazie all'annuncio del ladder match dello scorso primo aprile ad Orlando, infatti, la Ring of Honor ha fatto registrare il pubblico più numeroso nella storia della compagnia, con ben 3500 fan che hanno assistito a Supercard of Honor a Lakeland, quando a pochi chilometri di distanza aveva luogo NXT TakeOver: Orlando. Ma non finisce qui: grazie al “momentum” acquisito dagli Hardys recentemente, molti fan hanno espresso il desiderio di voler vedere il ladder match con gli Young Bucks, e la Ring of Honor li ha ascoltati, trasformando Supercard of Honor in uno show a pagamento, invece che un semplice live event

Oltre allo spettacolare main event, Supercard of Honor è stato uno show davvero piacevole, con l'unico difetto – come anticipato – di risultare troppo lungo, viste le quasi quattro ore di durata e gli stili molto simili impiegati dai wrestler nei vari match della card (suona familiare?). In particolare, Volador jr. & Ospreay e Dragon Lee & Jay White si sono esibiti in un entusiasmante tag team match che gli amanti della lucha libre potrebbero apprezzare anche più del main event.

Supercard of Honor, quindi, è stato un grande successo per la Ring of Honor. Ma il futuro potrebbe non essere così roseo. Come già accennato e come noto a tutti i lettori di questo editoriale, gli Hardys, che sono stati il vero motivo del successo dello show ROH (assieme alla “WrestleMania week”), hanno lasciato la compagnia poche ore dopo il termine dello show. Non solo: Adam Cole, assoluta star della compagnia, è probabilmente in procinto di lasciare la federazione, visto il contratto in scadenza il prossimo 30 aprile e il forte interesse da parte della WWE. Ma ormai lo sappiamo: la Ring of Honor è una incubatrice di talenti che, una volta mostrato il loro valore, lasciano la federazione per tentare di sfondare nel wrestling business, con NJPW e WWE come destinazioni preferenziali nel panorama davvero variegato e dinamico del pro wrestling del 2017. E la situazione non potrà cambiare finché Sinclair, compagnia che possiede la Ring of Honor, non deciderà di investire davvero risorse sulla federazione e, se bisogna studiare il passato per prevedere il futuro, è probabile che questo non accada mai. Per ora, quindi, accontentiamoci dei tre grandi show a pagamento che ci ha offerto la Ring of Honor da dicembre 2016 fino ad oggi.

NJPW Sakura Genesis

Kazuchika Okada è il wrestler dell'anno 2017. Siamo ancora a metà aprile? Non importa. Okada è già il wrestler dell'anno.
Quattro incontri, quattro battaglie dallo stile diversissimo, quattro match che solo due o tre anni fa avrebbero vinto il titolo di match dell'anno e che, in un 2017 denso di grandissimi incontri, riusciranno comunque a classificarsi nella top 20 di fine annata. E se togliere la medaglia d'oro nella classifica “MOTY” a Okada vs. Omega di Wrestle Kingdom sembra praticamente impossibile, Sakura Genesis ci ha regalato un ottimo candidato per la vittoria della medaglia d'argento.
Okada vs. Shibata, il main event di Sakura Genesis, è stato quanto di buono si può chiedere ad un match di wrestling e qualcosa in più: la storia dell' “underdog” contro il volto della compagnia, il match impostato su colpi durissimi che, dopo 40 minuti di guerra, vedono Okada riuscire a mantenere il titolo IWGP effettuando uno schienamento con le ultime energie rimaste. Shibata che, sanguinante, tenta di abbandonare l'arena solo per collassare a pochi metri dal backstage, riuscendo ad innalzare la sua posizione nella compagnia nonostante una sconfitta (sperando che l'infortunio sia un work come si pensava inizialmente e non un problema potenzialmente molto grave come, purtroppo, riportano le ultime news). Ed è la stessa cosa che è successa ad Omega, a Suzuki e a Tiger Mask W (Ibushi) in questo 2017: i loro match con Okada sono stati talmente emozionanti ed epici che una sconfitta ha elevato quei talenti molto più di quanto non riescano a fare la maggior parte delle vittorie.

Il resto della card di Sakura Genesis è stato solido, senza nessuna nota particolarmente positiva o negativa. Una sorpresa, in realtà, c'è stata: il pre main event valevole per il titolo Junior Heavyweight fra il campione Takahashi e lo sfidante KUSHIDA è durato meno di 120 secondi. Quasi due minuti di mosse folli che hanno portato ad una vittoria pulita da parte di Takahashi e hanno gettato le basi di una possibile storyline di “redemption” per KUSHIDA. Takahashi vs. KUSHIDA, proprio come Lesnar vs. Goldberg a WrestleMania, è stata una scelta di booking estremamente interessante che, dal mio punto di vista, dovrebbe essere utilizzata molto più spesso. Il pro wrestling, infatti, dovrebbe avere come obiettivo quello di “imitare” la realtà, regalando allo spettatore una sorta di UFC con mosse più spettacolari, dove i risultati sono controllati dai booker. Ma se in UFC (o in un incontro di boxe etc.) può esserci un KO dopo pochi secondi dall'inizio dell'incontro, perché un match titolato di pro wrestling deve sempre durare almeno 15 minuti? Creare scenari imprevedibili e dare l'idea al proprio pubblico che anche un big match possa finire in ogni istante ha molti vantaggi: ogni mossa ha un significato, il pubblico non aspetta due kickout dalle mosse finali prima di interessarsi davvero all'incontro e, quando finalmente due wrestler combattono per 30 minuti, la cosa assume tutto un altro significato. E i due minuti di Sakura Genesis fra KUSHIDA e Takahashi pagheranno in futuro, quando KUSHIDA riuscirà a prendersi la rivincita in un match in cui il pubblico sarà presentissimo fin dal primo secondo. Bisogna sempre ricordare che il wrestling è una maratona, non uno sprint. Rinunciare ad uno spettacolare incontro da 20 minuti oggi, rende molto più importante un rematch futuro che, altrimenti, avrebbe avuto tutt'altro interesse. Non solo: vista la tendenza (soprattutto da parte della WWE e della NJPW) di andare davvero lunghi negli show importanti, un incontro da 5 minuti nel momento giusto può aiutare un pubblico stanco a tornare prepotentemente e in modo energetico sullo show. E il tempismo della NJPW pro wrestling è stato perfetto, visto che KUSHIDA vs. Takahashi è stato posizionato dopo oltre tre ore di show e prima di un main event lungo quasi 40 minuti. Insomma, tanti complimenti alla NJPW per il booking di questo Sakura Genesis.

Se il futuro della Ring of Honor è circondato da diversi punti di domanda, quello della NJPW sembra davvero promettere bene. Da maggio, infatti, inizierà molto probabilmente la nuova rincorsa di Omega al titolo IWGP, a partire da Wrestling Dontaku in un incontro con Ishii, rematch dello spettacolare primo turno della New Japan Cup. Penso fortemente che il rematch con Okada dovrebbe aver luogo ad inizio luglio in California, all'interno dei due show che avranno luogo negli USA poco prima dell'inizio del G1 e che, considerando anche il velocissimo sold out fatto registrare dai due eventi, potrebbero rappresentare un importante primo passo verso la “corsa all'oro” della New Japan negli Stati Uniti.

The Other Side termina qui. Vi ringrazio per la passione e vi saluto ricordandovi, come sempre, di restare su tuttowrestling.com per tutte le news e tantissimi editoriali su tutto quello che accade nel mondo del pro-wrestling!

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