Impact Planet #437 – Sami Versus Everything!

Con Against All Odds ufficialmente archiviato, la strada ci dirige verso il diciannovesimo anniversario di Impact Wrestling, Slammiversary.

I fan sono pronti ad assalire gli SkyWay Studios di Nashville (sold out in 20 minuti, seppur con evidenti limitazioni dovute alla pandemia) e se la scorsa settimana era stata fatta chiarezza su quello che sarebbe stato il main event, ora le carte sono ben più che “rimischiate”.

L’Impact World Championship match tra Kenny Omega e Moose è stato un incontro diverso dai classici messi in scena dal canadese, e forse proprio per questo motivo bello da guardare fino alle sue fasi finali.

I minuti cruciali hanno poi spostato gli equilibri in favore del triplice campione in carica con l’aiuto degli amici eterni, quegli Young Bucks riapparsi dopo 7 anni davanti le telecamere di Impact (i furono Generation Me).

La forza (e gli sforzi) di Moose è stata resa vana da un gesto “sporco”, quasi odioso, che solo un Sami Callihan avrebbe potuto vendicare nel post match. Un azione però interrotta dal Vice Presidente Esecutivo, Don Callis, che ha licenziato (in storyline) Sami onde evitare un brutale attacco ai danni del suo assistito.

Cambio di giochi

Slammiversary, Sami vs Kenny per il fu TNA World Championship nel main event e ora?

Tutti sappiamo benissimo quanto le condizioni siano diverse al di fuori dagli schermi. Il contratto di Don con la compagnia è scaduto e ben presto ne firmerà uno con la AEW, pur rimanendo legato in chiave futura a Impact Wrestling (voci fuoriuscite dal PWInsider).

Ma allora cosa dobbiamo attenderci per SlammXIX?

Sicuramente il lungo percorso di Moose non sarà reso vano e forse “Mr. Impact Wrestling” avrà la sua rivincita proprio nel PPV estivo più importante dell’anno. Una rivincita che, in un modo o nell’altro, verrà servita anche all’ex leader degli oVe, specie dopo tutte le ingiustizie subito da oltre un mese a questa parte tra Good Brothers e lo stesso Callis.

Un Triple Threat è chiaramente la cartuccia migliore da giocarsi. Quasi sicuramente quella più utile per cedere il titolo a Moose e posizionare Callihan nello stesso ruolo che ebbe Sting durante il main event di No Surrender 2009, lo show in cui AJ Styles vinse il suo terzo titolo mondiale in carriera, il primo sotto la dicitura TNA.

E se invece dovesse essere proprio Sami l’uomo trionfante alla fine dei giochi?

Per quanto un opzione simile renderebbe vana la lunga costruzione di Moose partita con Rebellion 2020 Night 2, risulterebbe al tempo stesso il profilo adatto e con uno starpower dignitoso (per quanto lontano anni luce da quello di Omega).

Negli ultimi 3 anni e mezzo, quindi con D’Amore-Callis al comando, Impact ha costruito e dato una perfetta credibilità ad ogni suo campione. Delle volte sono state fatte scelte che hanno portato ad errori imprevedibili (post main event Bound For Glory 2018), altre volte c’è stato il coraggio di fare qualcosa di irripetibile nonostante le potenziali critiche (Tessa Blanchard World Champion), per poi rendere il proprio uomo di punta chi ha davvero rappresentato l’intero pacchetto con orgoglio e professionalità since day one (Eddie Edwards).

Su chiunque ricadrà la scelta, che sia Moose o Sami, Scott D’Amore potrà essere orgoglioso di avere come campione un uomo che ha sempre versato lacrime e sudore per l’intero progetto. Profili che si sono sudati ogni singolo traguardo e continueranno a farlo ancora fino alla fine dei propri percorsi.

Perché credere in Slammiversary?

Perché per il secondo anno consecutivo c’è un oggettivo hype dietro l’intero evento, anche se questa volta la “grande attesa” riguarda più lo status interno e quindi l’avanzamento delle storie che i nomi pronti a debuttare/tornare all’interno della federazione canadese.

In più, dopo i grandi numeri di Rebellion che hanno segnato lo show come il PPV più redditizio di Impact (record precedentemente appartenuto a Slammiversary 2020 e, ancora prima, a Lockdown 2013), l’intero gruppo è chiamato a confermarsi e rendere ancora una volta evidente un ciclo di rinascita ormai concluso e consolidato nel tempo.

All’interno di tutta questa lunga e ingarbugliata storia – senza soffermarsi troppo su altre come la qualità indiscussa della X-Division sempre più simile a quella dei suoi grandi albori – Impact Wrestling, grazie alla collaborazione con AEW e NJPW che concede loro l’utilizzo di grandi nomi (vedi Omega, Kojima ecc) si conferma una realtà importante capace di creare contenuti di spicco che, nel 2021, davvero in pochi riescono a fare.

Aldo Fiadone
Newser ed editorialista per Tuttowrestling.com dal 2015; Founder e conduttore del podcast Pro Wrestling Culture; Dal 1999 amante di Sting e le sue gesta.
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