Impact Planet #433 – Total Nonstop Impact!

Il 2021 di Impact è partito con il botto sotto ogni punto di vista.
Episodi settimanali soddisfacenti grazie al buon lottato e la buona dose di storyline messe in scena, un Hard To Kill che passa ai libri di storia positivamente, Genesis, No Surrender e una costruzione per Rebellion tutta da seguire.

Prima di entrare nel dettaglio, vi ricordo che per qualunque chiarimento, critica o altro, potete contattarmi attraverso la mail [email protected]. Sarà mio piacere poter interagire con ognuno di voi!

La collaborazione con la AEW non è l’unico elemento a farne da traino, vi sono infatti una serie di colpi di scena serviti con il debutto di Matt Cardona, i ritorni di Black Taurus, Trey Miguel, James Storm e tanti altri elementi che stanno facendo le fortune dello show.

Un nuovo punto focale è sicuramente il ritorno della NJPW all’interno di un gemellaggio che rivede la luce dopo anni di digiuno causato dalle insoddisfazioni del lato nipponico per le famose prese di posizione dei vari Hogan, Bischoff e Dixie negli anni d’oro (probabilmente solo in termini di viewership) della “fu TNA”.

Juice Robinson e David Finlay sono infatti i primi due a sbarcare nel ring di Nashville pronti per il confronto con i loro vecchi maestri e attuali campioni di coppia, i Good Brothers.

Proprio Gallows & Anderson sono indiscutibilmente la punta di diamante di Impact. Il duo ex Bullet Club è risultato essere l’arma in più per arrivare alle collaborazione con All Elite e New Japan, ma soprattutto per riportare ulteriore luce a uno spettacolo meritevole delle attenzioni del pubblico.

Ad oggi Impact su AXS TV si stabilizza sui 200.000 ascolti, un dato povero se visto in apparenza, ma interessante se messo di fronte alla portata di un canale ben diverso da FOX, USA Network o TNT Drama.

Lo show conferma una fan base tutta sua e, molto lentamente, grazie soprattutto alle comparsate dei GB in quel di Dynamite, attrae a se anche i più accaniti fan Elite. Elemento certamente utile per espandersi e riuscire con successo nella vendita dei propri eventi, come fatto per esempio con Hard To Kill.

Uno status complessivamente sano nel backstage capace di rispecchiarsi in un prodotto stabile nella sua positività con pur sempre qualcosa da “limare” al suo interno.
Per esempio, rischiare puntando su giovani promesse dando loro la possibilità di crescere e fare le fortune della compagnia, è senza ombra di dubbio un punto di forza.
Non è un caso vedere Scott D’Amore coccolarsi un profilo come quello di Ace Austin, così come non nascono dal nulla i Jake Something e Josh Alexander in singolo, il primo messo di fronte la Violent By Design per una faida con Eric Young nelle vesti di “supervisore”. Il classico momentum in cui il veterano gestisce la storia e la “lima” per supportare il giovane portandolo a tirar fuori il suo talento.

Se poi si parla di Impact, non si possono citare Rich Swann e Moose.
Il primo sta stupendo contro ogni più roseo pronostico fatto mesi addietro riguardante il suo regno. Era obiettivamente difficile pensare a un progetto di questo tipo, specie con “Mr. Impact Wrestling” ormai trasformato nella principale attrazione insieme ai GB già citati nell’articolo.

Il campione del mondo TNA vuole a tutti i costi il titolo mondiale, sembra un controsenso, ma è la verità. Nel PPV di inizio anno ha dimostrato di poter fronteggiare (almeno in chiave mark) ad armi pare Kenny Omega e ha praticamente asfaltato ogni possibile contendente o amico di Swann.

L’obiettivo è fissato e chissà se Sacrifice o proprio Rebellion saranno i luoghi utili per far consacrare una volta per tutte uno dei nuovi Impact Originals, The TNA World Heavyweight Champion, “Mr. Impact Wrestling” Moose.

Ci sarebbero tanti altri elementi da citare, come l’andamento della X-Division ben rispolverata da TJP, o la Knockouts Division un attimo in confusione, ma con tanta qualità in-ring.
Voglio però concludere soffermandomi per un istante sul promo di Tommy Dreamer nel pre-No Surrender e nel suo match visto nel main event dello speciale sull’Impact Plus.

Tommy è una leggenda da rispettare, una delle poche che merita sul serio tale “caratura” e certamente uno di quei professional wrestler che sono in primis i fan del proprio lavoro.
Dreamer non si tocca, specie se nel 2021 a 50 anni e un fisico molto diverso da quello di Moose, riesce ancora a risultare credibile e godibile su un ring di wrestling.
Riassumendo brevemente il tutto, Tommy Dreamer patrimonio dell’umanità e del wrestling mondiale.

“Uomini forti, destini forti.”

Have A Nice Day… YEAH! 🙂

Aldo Fiadone
Newser ed editorialista per Tuttowrestling.com dal 2015; Founder e conduttore del podcast Pro Wrestling Culture; Dal 1999 amante di Sting e le sue gesta.
15,038FansLike
2,617FollowersFollow

Ultime Notizie

Articoli Correlati