GPOrder #85 – Mors tua..

La situazione nella quale si trova oggi la WWE dal punto di vista creativo è del tutto inedita: è capitato tante e tante volte che il campione e la relativa rivalità per il suo titolo fossero messe in secondo piano, e seppur raramente è anche capitato che il titolo non fosse difeso in un pay per view o che addirittura il campione non vi partecipasse. Mai però nella storia è stata esplorata la strada del campione part-time, quello che semplicemente congela la cintura senza troppe spiegazioni fino a quando non comparirà nuovamente in tv, cosa che potrebbe anche avvenire fra un bel po'.

Che tipo di impatti può avere una scelta del genere? Lo abbiamo già detto prima ancora che accadesse: praticamente nulli o potenzialmente devastanti, a seconda di come si sarebbe gestita la cosa. Nessuno mette in dubbio, infatti, che per carisma, appeal verso il pubblico ed interessi commerciali Brock Lesnar abbia tutte, ma proprio tutte le carte in regola per detenere la cintura. Tuttavia le modalità con cui gestire la sua assenza e soprattutto gli elementi alternativi da offrire sono una chiave altrettanto fondamentale per il successo di tutta l'operazione. Affidi il titolo a Brock Lesnar e nel frattempo puoi garantire storyline avvincenti e personaggi di spessore? Puoi permetterti di proseguire questa strada. Affidi il titolo a Brock Lesnar e ti arrangi alla meno peggio per gestire le puntate televisive ed i ppv dove lui non ci sarà? Sei partito male e finirai anche peggio.

Com'è andato, dunque, il primo chilometro di questa ipotetica autostrada creativa? Sostanzialmente alti e bassi, fortunatamente con un basso iniziale tendente al miglioramento in questo ultimo periodo. Alcune puntate di Raw, per intenderci, sono state ben oltre lo sconfortante. Davvero per sopperire ad una assenza del genere non si è trovato meglio di una storyline di una tristezza assoluta come quella delle gemelle Bella? Le due guarda caso non sapevano lottare né recitare, e collocate in una posizione più importante hanno semplicemente dimostrato la stessa cosa, ovvero zero credibilità sul ring e zero capacità di recitazione. La disputa sull'uso del cognome Bella, i venti minuti passati con la Barbara d'Urso d'oltreoceano e parenti vari.. tutti momenti pessimi, che hanno sollevato serissimi dubbi sulle scelte fatte. Il tutto poi con l'aggravante di avere l'uomo da costruire nel frattempo, ovvero Roman Reigns, imbrigliato in una rivalità ammazza-interesse come quella con Randy Orton, che quando si mette di impegno riesce a trasformare qualsiasi avversario, anche prestigioso, in gente tifata quanto un comodino.

La svolta, a mio avviso, è arrivata assolutamente per caso, ovvero per la sfortuna capitata proprio a Reigns, che è dovuto correre sotto i ferri ed obbligare la Federazione a cambiare qualcuno dei suoi piani. Cosa fare in mancanza del Piano A? Semplice, tirare fuori il Piano B, che poi era il Piano A originario. Questo piano ha un nome e cognome: Dean Ambrose.
Se vi ricordate gli inizi dello Shield, infatti, all'interno del trio il leader, nonché quello chiaramente visto come maggiormente futuribile, era proprio Ambrose, che non a caso nella stable aveva un titolo singolo e non quello di coppia. Le sane idee di Vince, ovvero “grosso è bello” (nessun doppio senso gentili signorine e signore che leggere Tuttowrestling!), portarono poi ad un cambio di rotta, retrocedendo Ambrose e pushando a dismisura Reigns.

Oggi l'evidente contingenza ha portato alla necessità di intraprendere il percorso inverso. Definitivamente o come soluzione temporanea? Impossibile saperlo, ma di sicuro il sostituto, chiamiamolo così, sta giocando al meglio tutte, ma proprio tutte le sue carte per convincere i piani alti a fare sì che questo cambio o quantomeno una maggior considerazione per lui sia definitiva.

Ambrose certamente non potrà mai rientrare nei parametri fisici tipici del wrestler grande e grosso che parte avvantaggiato in partenza agli occhi della dirigenza WWE; tuttavia ha dalla sua una grandissima dote, ovvero un carisma a livelli difficilissimi da trovare in chiunque. E' innegabile, ad esempio, che rispetto al già pluricitato Reigns la reazione del pubblico sia quantomeno analoga se non superiore, e soprattutto che almeno le ultime due puntate di Raw, e chissà quante altre da qui in avanti, si siano aggrappate letteralmente a lui. Certo puoi portare un The Rock a sorpresa, ed otterrai una reazione clamorosa di tutti, sottoscritto compreso (oltre che una lezione di promo che spiega perché lui, Hogan e Austin sono di un'altra categoria rispetto a chiunque altro), ma è chiaro che non è quello il rimedio strutturale che ti occorre, rimedio che invece si può intravedere tranquillamente nell'ex campione degli Stati Uniti.

Tra le varie doti che un wrestler dovrebbe avere, il carisma è forse la più importante, almeno per la visione del sottoscritto, ed oggi finalmente vediamo un wrestler carismatico prendersi la sua rivincita dopo essere stato messo da parte in favore di uno più forte fisicamente. E quando hai carisma per non tifarti più c'è bisogno davvero di un disastro creativo. Non che non siano possibili, anzi, vedi quanto è successo a Damien Sandow e quanto, seppur grazie a dio in misura minore è successo a Bray Wyatt, ma voglio ancora sperare che errori al limite del masochismo come questi possano non ripetersi. Non posso prevedere se quello che stiamo vedendo oggi cambierà le scelte che con ogni probabilità erano già state prese, anzi francamente la cosa è ancora poco probabile, tuttavia ricordiamoci che ben poco è davvero scritto nella pietra così presto e così in anticipo, e che altri esempi recenti (uno su tutti Cesaro, ovviamente) dimostrano al contrario che basta un nulla, davvero un nulla per passare dalle stelle alle stalle. Niente contro Roman Reigns, wrestler sicuramente grezzo ma altrettanto sicuramente con del potenziale anche molto importante, ma francamente se dovessi scegliere io…

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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