GPOrder #81 – Come gira il vento

Come al solito l'immagine di copertina è volutamente provocatoria, ma si rifà ad un qualcosa che ci ha ricordato con prepotenza, peraltro per l'ennesima volta, come il successo nel mondo del wrestling possa davvero volatilizzarsi in men che non si dica.

Prendiamo quanto è successo non più tardi di qualche mese fa, per la precisione già il lunedì sera post Wrestlemania: dopo aver vinto la Andre the Giant battle royal, Cesaro splitta definitivamente da Jack Swagger e Zeb Colter associandosi nientemeno che con Paul Heyman. Allora tutti, ma proprio tutti, prevedevano per lo svizzero un futuro radioso, immaginando un futuro feud con Brock Lesnar e perché no un clamoroso main event di Wrestlemania 31, ed allo stesso tempo per Swagger la conferma di un midcarding praticamente eterno, se non addirittura peggio.

Ebbene non siamo nemmeno arrivati a Summerlsam, ed incredibilmente, seppur magari temporaneamente, Swagger è molto, ma molto più over del suo vecchio partner. Merito ovviamente di una storyline tanto collaudata quanto spesso a corto raggio, ovvero il fare leva sul patriottismo. La storia ce lo ha insegnato nel corso dei decenni, da Iron Sheik ai Bolscevics, passando per Muhammad Hassan e tanti altri; personaggi costruiti con lo stereotipo dello straniero visto da Vince (arabi, russi, irakeni, francesi, ecc.), che ahimè spesso corrisponde anche a quello di gran parte della popolazione americana. La leva sul pubblico è garantita, non a caso anche Rusev sta ottendendo lo stesso successo, naturalmente in termini di reazione negativa del pubblico. Anche stavolta, tuttavia, la cosa dovrà necessariamente essere a corto raggio, poiché come al solito il nemico della patria potrà pure macinare vittime, ma al momento di arrivare al vertice troverà l'Hulk Hogan di ieri ed il John Cena di oggi a ribadire la supremazia dell'americano buono, difensore della libertà e della bandiera a stelle e strisce, lasciando al malcapitato di turno qualche vittoria di pirro ed un futuro tutto da ricostruire con un personaggio da turnare face. Peraltro non siamo ancora arrivati a questo momento, ovvero Swagger non è certo John Cena, dunque è facile prevedere una vittoria, magari più sofferta di uno squash, di Rusev, ed un repentino calo della improvvisa popolarità acquisita dall'All American American.

Occhio però a teorizzare l'inversione delle parti solo ed esclusivamente per questa spinta patriottica: nessuno con un briciolo di logica penserà mai che la WWE possa puntare più su Swagger che su Cesaro, ma è altrettanto vero che dietro questa inversione delle parti, seppur temporanea, ci sia anche dell'altro. L'assenza di Daniel Bryan ha infatti “lasciato sul campo” non una sola vittima, ovvero Bryan stesso, bensì due, perché ha di fatto mandato all'aria tutti i possibili piani che molti prevedevano per il king of swing, in particolare a Money in the Bank. Resa vacante la cintura, è stato infatti necessario schierare i pezzi più grossi per il match titolato, nel quale obiettivamente Cesaro non aveva alcuna speranza di vincere, rimuovendolo da quello con in palio la valigetta, che al contrario in molti prima di questo necessario cambio dei piani davano già saldamente nelle sue mani. Inoltre, e lo ribadisco per l'ennesima volta, il “beneficio Heyman” è decisamente inferiore alle aspettative, e come minimo lo farà fino a quando Heyman stesso non tornerà al centro dell'attenzione in vista di Cena vs Lesnar, che sappiamo sarà al 99% il main event di Summerslam.

Infine, cosa tutt'altro che trascurabile, nel frattempo è emersa la prepotente concorrenza di Roman Reigns, che sta ampiamente bruciando le tappe verso un futuro che va perfino oltre quello del primo Batista, che uscì dall'evolution per conquistare fama e alloro contro Triple H a Wrestlemania. Reigns sta infatti non soltanto imponendosi come il più classico dei big man facendo la gioia degli spettatori più giovani, ma con qualche colpo a sorpresa riesce a strizzare l'occhio anche al tifoso più smart, quello che non sempre va d'accordo con il face di turno. Avete notato la sua improvvisata e magistrale reazione a Montreal? “Potete scommetterci che quando ci sono io c'è da cantare Cena Sucks!”: ovviamente non preparata, grandiosamente al momento giusto e nel modo giusto. Risultato? Anche la parte più “ribelle” del pubblico di Montreal viene giù per lui, e scusate se è poco!

Fossi dunque nei panni di Cesaro comincerei a preoccuparmi, e non poco. La sola speranza, come scritto in precedenza, è che una vittoria di Lesnar a Summerslam con conseguente conquista della cintura possa obbligare la federazione ad adottare per lo svizzero un ruolo più centrale, avendo la necessità di gestire la situazione di un campione disponibile solo a gettone nelle serate che contano, e dunque dovendo premere l'acceleratore su chi si affianca a lui, al contrario disponibile full time. Basterà questo a permettergli di lottare contro un altro predestinato? Forse si nel lungo periodo, visto che c'è sempre stato posto per più di un solo grande personaggio in WWE, ma assai difficilmente a corto e medio raggio, dove al contrario le quotazioni di Reigns come possibile vincitore della Rumble e main eventer di Wrestlemania 31 sono ormai salite alle stelle.

Il tutto mentre l'inevitabile strada del campione di transizione proseguirà senza alcun tipo di sussulto a Battleground: scordiamoci un cambio titolato, il fatal four way servirà per permettere a Cena di rimanere campione sacrificando Kane e preservando sia Orton che il già pluricitato Reigns. Guai però a bollare come poco interessante questo pay per view, che offre comunque una card decisamente sopra la media per essere un evento di transizione. Ambrose e Rollins hanno in mano le chiavi per ottenere a mani basse lo showstealer della serata; il match non è ancora annunciato, ma francamente dubito che aspetteranno un altro mese prima di proporcelo. Potenziale sorpresa anche il match di coppia, con due team che si sono incontrati tante volte ma che non hanno mai deluso le aspettative, Money in the Bank compreso.

Infice c'è Bray Wyatt contro Chris Jericho, un feud che fino a due settimane fa non era lontanamente immaginabile da chicchessia, e che – c'è bisogno di dirlo – al sottoscritto appare interessante come non mai. A Raw abbiamo avuto la dimostrazione di come due eccellenti parlatori come loro possano interagire ottimamente al microfono, e forse la sola incertezza che mi viene in mente è come entrambi siano orientati a puntare alla stessa fascia di pubblico, che poi è chiaramente quella rappresentata dal sottoscritto. Chi tifare? L'eterno Y2J o l'eccellente Wyatt? Gran bella domanda, chiamatemi quando avrete una risposta please!

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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