GPOrder #63 – Speriamo bene..

Sono successe davvero tante cose in appena due giorni, molte delle quali meriterebbero un approfondimento dedicato. In questa sede ci limiteremo alle due più importanti, che non a caso sono gravitate attorno ai principali titoli della WWE.

Dopo un regno discretamente lungo del grande campione Vacant, infatti, Randy Orton è tornato in possesso della cintura WWE, e lo ha fatto nel modo che avevo previsto con precisione nella puntata del Wrestling Cafè della scorsa settimana: un intervento decisivo, se non un tradimento vero e proprio, di Shawn Michaels ai danni di Daniel Bryan. Con buona pace di chi voleva lo stesso Bryan finalmente campione per più di 24 ore tale traguardo è rimandato a data da destinarsi, considerato che con ogni probabilità il prossimo sfidante sarà Big Show. Onestamente non vedo l'episodio, come invece molti lo hanno interpretato, come una mancanza di fiducia verso di lui o un deciso passo indietro della sua carriera. Sono infatti convinto dell'esatto opposto, ovvero che la federazione sia rimasta ancora una volta sorpresa del riscontro verso di lui, ed abbia valutato come il suo primo “vero” regno titolato possa meritare palcoscenici e dunque periodi dell'anno migliori. Quando dunque? Ovvio, alla Road to Wrestlemania, alla sua partenza alla Rumble o meglio ancora a Wrestlemania.

Né a mio avviso si presenta minimamente il problema di un pubblico che possa stufarsi di non vederlo mai finalmente coronato; come ho ribadito un sacco di volte la sua popolarità non è estemporanea, bensì assolutamente continua, fattore ben raro nelle superstars di oggi ma non per questo impossibile, anzi proprio in questo caso i possono riconoscere tutti i presupposti per allungare anche in modo significativo questa attesa titolata. Al più al contrario un simile disegno non spiega ciò che è successo nei mesi scorsi, il titolo vacante, la cintura vinta e poi tolta, e così via, ma teniamo anche conto di come, trovandosi improvvisamente senza John Cena e con CM Punk da recuperare, si dovesse necessariamente trovare il modo di gestire un feud Bryan vs Orton lungo in attesa di tempi migliori o costruire qualcun altro, senza per questo investire troppo in un periodo dell'anno non fondamentale.

Dissento completamente, dunque, da chi ha criticato il finale di Hell in a Cell come un colpo di scena fatto tanto per forzarne uno, come una conclusione che non ha senso. Secondo me al contrario ha tutto perfettamente senso, e nel mio inguaribile ottimismo voglio vedere questo epilogo come il primissimo biglietto da visita di un cammino molto, molto importante per chi oggi ha perso. Non giudichiamo, in sintesi, la gestione di Bryan con lo stesso metro che useremmo per un B+ player, che effettivamente dopo una batosta del genere sarebbe destinato all'oblio creativo. Sono più che convinto che lui sia considerato migliore degli altri, oltre ovviamente ad esserlo realmente, e dunque anche la sua gestione possa essere già stata proiettata nel medio e lungo termine piuttosto che riferita alla storyline in corso, che del resto può benissimo essere portata avanti da altri antagonisti del dominio di Triple H e Stephanie, vedi il già citato Big Show.

Al più non mi ha convinto la titubanza con cui è stato gestito Shawn Michaels: mi spiegate il discorso a Raw che razza di senso ha? Voler congedare Michaels cercando di lasciarlo face dopo avergli fatto fare un gesto assolutamente da heel? Se vuoi che sia HBK a decidere l'incontro a favore di Orton in modo del tutto intenzionale, non ci sono santi che tengano: lo devi, devi “turnare”! Non si può? E per quale motivo? Michaels ha scritto le migliori pagine della sua carriera da cattivo, dove sta scritto che un ritirato debba restare in eterno un beniamino del pubblico? Oppure semplicemente non lo usi per questo scopo, perché facendolo comportare da “mezzo” heel”, francamente diventa poi inverosimile anche spiegare le sue azioni, vedi il promo senza né capo né coda andato in scena a Raw.

Passando poi all'altro grande tema degli ultimi giorni, come parlare del ritorno in pompa più che magna di John Cena? Anche qui ero stato – ahimè in questo caso purtroppo – facile profeta al Wrestling Cafè, quando dissi chiaramente “guardate che c'è da sperare che Sandow non incassi a Hell in a Cell, perché in quel caso perderà di sicuro!”. Purtroppo la “cortina di protezione” che la WWE garantisce sempre a tutti gli atleti importanti infortunati che rientrano da face è durata anche di più, e dunque seppur la sera dopo a Raw Damien Sandow ha fatto compagnia ad Alberto Del Rio nell'elenco delle vittime di tale cortina.

E' una prassi che vale da sempre c'è da dirlo; Triple H tornò prima di Wrestlemnia 18 e non ce ne fu per nessuno, oggi John Cena ha condensato in pochi giorni un cammino che però è del tutto analogo. E purtroppo lo ha fatto da Cena: Del Rio mette a segno la sua mossa di sottomissione, una delle poche ancora veramente efficaci fra gli heel, e viene alzato, schiacciato senza complimenti per finire giù alla prima attitude adjustment, Sandow massacra il braccio convalescente di Cena stesso, va per incassare la valigetta e mette a segno i suoi colpi migliori senza riuscire ad avere la meglio di un avversario appena rientrato da un infortunio e martorizzato a tradimento, salvo finire anche lui al tappeto alla prima attitude adjustment… perché? A cosa serve questo duplice sacrificio? Passi Del Rio, ma perché massacrare creativamente anche Sandow?

Purtroppo a questa domanda le possibili risposte sono due, una con tutto il senso del mondo e l'altra che meriterebbe solo un “vaffa” grosso quanto una casa. La prima è quella di voler dare la definitiva scossa ad un personaggio come Sandow, che certo non stava vivendo una fase ascendente. Perdere la valigetta, peraltro dopo un gran bel match, potrebbe essere la chiave per rilanciarlo, e perché no portarlo a conquistare la cintura anche nel breve periodo. Certo questo dimostra ancora una volta come talvolta la valigetta possa essere per i booker un problema e non una soluzione, ma ripeto se lo shock e relativo uso pietoso della valigetta stessa sono nell'ottica di un refresh positivo allora ben venga.

La seconda risposta è invece peggiore del male, ovvero valorizzare da subito John Cena e riportarlo in un ruolo di assoluta centralità, rinforzando il suo ritorno sia con una cintura che con questa sorpresa a Raw. E questo, francamente, sarebbe invece quanto più vicino alla definizione di porcata, specie perché ci sarebbe il non trascurabile problema di aver polverizzato tutti i possibili avversari nel breve periodo per quella cintura; in una sola parola, quello che molte volte si è soliti chiamare SuperCena, il wrestler invincibile che travolge come uno schiacciasassi talmente tanti validi avversari da attirarsi poi le inevitabili antipatie dei tifosi più smart.

Anche qui voglio credere all'ipotesi più ottimista, ad una scossa che non sia il biglietto di sola andata per Sandow verso il dimenticatoio, ma al contrario l'inizio di una bella rivalità che possa consacrarlo definitivamente e, perché no, consentirgli seppur in modo sporco di battere Cena e diventare campione. Fantawrestling? Doppio fantawrestling considerando anche Daniel Bryan? Vedremo.. di sicuro, visto che parliamo di fantawrestling, un inizio del TWGame così mi fa quantomeno rassicurare circa la mia capacità di prevedere il futuro in casa WWE!

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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