GPOrder #52 – La calata dei Barbari

Non è la prima volta che affronto in questo spazio l'argomento dell'educazione sportiva del pubblico italiano, un tema tutt'altro che circoscritto al mondo del Wrestling ma che ovviamente si ripercuote anche negli eventi live della nostra disciplina preferita. Tante volte, infatti, in occasione degli eventi live organizzati della WWE abbiamo dovuto commentare scene che francamente sono spesso peculiarità del nostro paese delle quali faremmo ben volentieri a meno: settori e posti non rispettati, corridoi e spazi di movimento stracolmi di gente in piedi o addirittura accovacciata o seduta, pericolosi assembramenti sulle transenne, e così via.

Ebbene anche questa volta tornerò su questo discorso tramite una “ispirazione”, o per meglio dire un episodio che ho potuto vedere dal vivo, senza dunque alcun pericolo di smentite di alcun genere. L'occasione è stata lo show di Wrestling organizzato a Napoli sabato scorso, spettacolo che peraltro credo abbia avuto un discreto successo, con un numero di spettatori non trascurabile: almeno 2500 persone, più probabilmente anche 3000. In estrema sintesi magari la mia esperienza di show di wrestling dal vivo non è smisurata ma comunque credo ampiamente superiore alla media italiana (4 ppv, 3 Raw, 2 Smackdown e una quindicina di house show, comprese federazioni più piccole come ROH e alcune indipendenti), eppure posso garantirvi che mai e poi mai avevo mai visto niente del genere.

Veniamo dunque ai fatti: siamo circa a metà card, poco meno di un'ora di spettacolo, ed è il momento del match fra Vampiro e tale El Nazareno (ahimè non lo conosco, perdonatemi). Per la cronaca, anche se la cosa non è assolutamente legata al discorso, Vampiro si presenta sul ring in condizioni assolutamente pietose, così stordito e lento nei riflessi da far pensare ad un eccesso di alcol nel migliore dei casi; ricordate Jeff Hardy a Final Resolution 2010? Anche lì c'ero, e posso garantirvi che a confronto di Vampiro lui era perfettamente sobrio…
In ogni caso il match, il cui ritmo ovviamente risente di questo problema, si svolge buona parte delle fasi iniziali fra il pubblico, prima quello a bordo ring poi salendo sugli spalti: indubbiamente qualcosa di non frequente per gli show sul territorio nostrano. Ebbene già in quei momenti la scena era ben diversa da quella che abitualmente vedremmo oltreoceano: i due atleti erano letteralmente seguiti a ruota da decine di tifosi, che mano mano si spostavano insieme a loro praticamente dappertutto, in quella che dall'altro sembrava una vera e propria onda umana. E non è ancora nulla…

Il momento clou arriva infatti alla conclusione del match: parte ovviamente la musica, si abbassano le luci centrali e si accendono quelle più colorate, insomma la tipica scena cui assistiamo pre o post match. Vampiro chiama dal pubblico un bambino, uno e uno solo sia chiaro, dicendogli di salire sul ring per festeggiare insieme, facendo chiaramente segno agli addetti alla security di farlo passare. Non l'avesse mai fatto… da quel momento sul ring salgono uno, due, cinque, dieci, decine e decine di persone! Non ci credete? Guardate voi stessi..

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Guardate quanta gente è di fatto entrata nella zona normalmente transennata. Impossibile anche solo contarla! Potete inoltre ascoltare e vedere i tentativi di riportare il tutto alla normalità sia dello speaker (proveniente da Radio Marte, una radio piuttosto famosa qui a Napoli, che tuttavia forse avrebbe dovuto sapere che lo show era di wrestling non di uestlin..) sia della security. Tutti hanno insomma fatto il possibile a quel punto, eppure la scena ha bisogno di ben pochi commenti, e posso inoltre garantirvi che in termini temporali è andata avanti ben oltre quello che ho potuto filmare. Il tutto mentre Vampiro, che probabilmente non aveva nemmeno la lucidità per rendersi conto di cosa stava succedendo, restava comunque nel ring in mezzo all'orda barbarica, al punto che dopo un pò per aumentare le speranze di liberare la zona transennata lo speaker lo ha invitato senza mezzi termini (certo con il suo inglese maccheronico: “go outs”..tristezza) ad andarsene e tornare negli spogliatoi.

Di primo impatto mi è venuta in mente una scena simile che accadde in ECW, tuttavia alcune figure (qualcuna si vede anche nel video, altre era già troppo tardi per filmarle o sono arrivate dopo) sono ahimè tristi esclusive tutte nostrane:

– I malati di febbre del sabato sera, che hanno scambiato il ring per una discoteca. In effetti la musica c'era e le luci erano adatte no?

– Gli Ultras; del resto quale miglior posto di un ring di wrestling per far partire un “chi non salta juventino è”?

– L'erede di Ultimate Warrior, ovvero chi per forza di cose doveva provare a scuotere le corde a tutta velocità

– L'erede di Macho Man Randy Savage, ovvero chi doveva cercare di salire sul paletto. No, purtroppo non si è buttato…

– Dulcis in fundo l'erede di George “The Animal” Steele, ovvero chi ha cercato di staccare una delle protezioni dei sostegni; probabilmente non per mangiarla come faceva il buon George, quando magari per portarsi un souvenir a casa.

Commenti? Credetemi davvero faccio fatica anche a farne, resto solo sempre più basito da quanto estremamente povera stia diventando la cultura sportiva che abbiamo in questo paese. Perché intendiamoci qui non stiamo parlando di conoscenza del Wrestling e/o di rispetto per questa disciplina, questa è solo e soltanto educazione, ovvero un concetto ben diverso.

Sul web ho letto commenti divertiti, quasi sorpresi piacevolmente per la cosa, come si trattasse di un che di positivo, di una simpatica manifestazione di esuberanza non soltanto da tollerare, ma quasi anzi da salutare positivamente.

Really? Really? No, onestamente sono in disaccordo nella maniera più netta possibile. Posso infatti non essere contento se durante uno show il pubblico resti totalmente in silenzio quando un atleta esegue un 450° oppure un moonsault saltando fuori dal ring per poi invece esultare per mezza testata di Carlito, ma fa parte del comprendere o meno questa disciplina, ci sta assolutamente e non provoca disagio, pericolo o fastidio a nessuno. E' un po' come ogni evento sportivo o spettacolo.. il pubblico comprende sia la persona più competente che quella inesperta, lo spettatore occasionale e quello abituale, tutto assolutamente normale insomma.

Ben diverso, e lo ribadisco per l'ennesima volta, è assistere ad un evento dimenticando anche i principi più elementari dell'educazione sportiva. Cosa sarebbe successo ad esempio se il ring si fosse rotto? Ben che vada spettacolo interrotto e tutti a casa, con danno non trascurabile anche per gli organizzatori, considerato che certo non parliamo di un ring che sicuramente costa i suoi soldi né di giganti come la WWE che certe spese le possono affrontare a occhi chiusi; nel caso peggiore poi, qualcuno e più di qualcuno avrebbe potuto farsi male, con tutte le conseguenze per le persone stesse e gli organizzatori. Ma anche senza evocare scenari che non si sono verificati per mera fortuna, perché mai gli atleti hanno dovuto sottoporsi al rischio di completare lo show in un ring che è stato sottoposto in ogni caso ad un carico del tutto innaturale? Certo è stato possibile approfittare dell'intervallo per controllarlo, ma certo con l'accuratezza limitata che il tempo e gli strumenti permettevano. E per che cosa? Per poter tornare a casa contenti di aver saltellato allegramente su di un ring? Indecente, non ci sono altre parole.

Quando poi i due concetti si uniscono la scena diventa ancora più vergognosa: chiunque abbia mai visto almeno qualche incontro sa benissimo che i wrestler heel devono cercare di incattivire il pubblico, di provocare in loro una reazione negativa. Anche eventuali comportamenti “estremi”, vedi lanciare acqua verso uno spettatore, sono sempre orientati solo ed esclusivamente a questo, e basta davvero un briciolo di materia grigia per capirlo, accettarlo e anzi apprezzarlo in chiave smart, pur ovviamente continuando a fischiarlo in quella mark.
Ebbene provocare il pubblico vi sembra un motivo sufficiente per tempestare il malcapitato cattivo con una pioggia di oggetti? Palle di carta, pop corn, tappi di bottigliette di plastica, addirittura ho visto gente appoggiarsi ferocemente alle transenne e cercare di sputargli contro! La foto purtroppo è meno esaustiva del video precedente, vi tocca fidarvi del racconto del sottoscritto, che ha assistito ad un main event disputato sotto una autentica pioggia.

La mia domanda conclusiva, dunque, è purtroppo sempre la stessa: perché tutto questo deve essere scambiata per passione per l'evento? Perché minimizzare il tutto e bollare come normale esuberanza per l'entusiasmo comportamenti del genere? Ve lo dico io cos'è fare pazzie per uno spettacolo di Wrestling, è andare in giro attorno all'arena cantando la theme di Fandango come faceva quel gruppo di amici assolutamente folli che erano con me, è fare un bel cartello di proporzioni giganti, è lanciare un coro pro o contro un lottatore, ma non può e non sarà mai niente del genere prevaricare gli altri, non avere rispetto per gli altri, siano essi gli altri spettatori o chi con questo sport-spettacolo si guadagna da vivere. La soglia di accettazione, e ripeto non mi riferisco certo solo al Wrestling, è in continua e secondo me pericolosa ascesa, fino a scene incredibili come quella che vi ho descritto e che avete visto. E non è bello, scava nel sottoscritto un pessimismo generale che è difficile da arginare.

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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