GPOrder #29 – 1000 episodi fra passato, presente e futuro

Doveva essere una puntata particolare, celebrativa, un momento dove coniugare la doverosa voglia di festeggiare 1000 puntate e quasi vent'anni di storia con la possibilità di sfruttare una visibilità maggiore del solito (anche se mi aspettavo di più di un 3,84 di rating)  per “illuminare” personaggi e storyline principali del momento. A consuntivo possiamo dirci soddisfatti del risultato? Bella domanda..la risposta più immediata credo sia un “si” convinto, sebbene qualche perplessità mi sia onestamente rimasta, ma francamente tutto rientra sia nel soggettivo gradimento di certe scelte sia soprattutto nella necessità di condensare in tre ore un contenuto decisamente voluminoso, come vedremo fra breve.

Partiamo dallo starpower che la federazione ha schierato per questa occasione speciale: poteva mai essere possibile tirare fuori una puntata brutta o deludente con tutto il ben di dio messo in campo? La  DX “allargata”, The Rock, Brock Lesnar, Undertaker, Bret Hart, Mick Foley e molti altri ancora tutti insieme nella stessa puntata di Raw non possono non deliziare il palato di chiunque segua questa disciplina da abbastanza tempo per andare al di là di John Cena e CM Punk.  Personalmente poi ho apprezzato tantissimo anche i ritorni più piccoli, quelli che pur non essendo certo nomi indimenticabili mi hanno riportato a fasi storiche davvero indimenticabili sia della WWF che più in generale nella mia “vita” da appassionato. Uno per tutti? Sean Mooney.. rivederlo con lo stesso vestito e risentire la sua voce dopo quasi un ventennio non può non generare un mare di ricordi  nella mente degli appassionati più anziani come me , ricordi legati ad un wrestling diversissimo come diversissima era tutta la nostra vita.  Fine della parentesi nostalgica, perdonatemi ma ci stava veramente tutta.

Si poteva fare di più? Mancano dei nomi eccellenti? Alcuni sono stati trattati meglio di altri? Innegabile.. magari gente come Hulk Hogan o Ric Flair sono stati parte non principale e comunque tardiva rispetto alla storia di Raw, giungendovi di fatto solo a valle della storica rivalità con la WCW, con le enormi difficoltà iniziali prima ed il deciso sorpasso poi, ma festeggiare lo show del lunedì sera della federazione di Stamford senza Stone Cold Steve Austin equivale ad una torta di compleanno senza il festeggiato. Se dovessi infatti riassumere tutti i mille episodi in appena due nomi, il suo sarebbe sicuramente il primo, seguito a stretto giro da The Rock. Rocky c'era, Austin no, ed è una assenza che si nota. Tuttavia a quanto pare la scelta è stata proprio sua, che a causa della riabilitazione è costretto all'uso delle stampelle e non voleva apparire così conciato. Per questa assenza dunque ci può essere solo rammarico, non critiche che solo in caso di scelte volute e non di forza maggiore sarebbero state più che giustificate.

Oltre alle assenze poi, c'è chi si è lamentato del trattamento riservato ad alcuni partecipanti, obiettivamente riduttivo rispetto alla importanza storica che i suddetti hanno avuto. L'esempio più evidente credo sia Bret Hart, “ridotto” a speaker dell'incontro fra Christian e The Miz per il titolo intercontinentale. Qui però onestamente credo vada fatto un discorso più ampio, legato all'intero contenuto della puntata e che avevo cominciato ad accennare nell'introduzione. La presenza stessa di tutti questi grandi nomi “occasionali” più la doverosa ribalta degli “attuali” ha di fatto comportato una quantità tale di “cose da fare” da costringere giocoforza a tagliare lo spazio di tutti.  Parliamo di una puntata che in tre ore ha offerto in tutto due incontri e mezzo “veri” (il main event, il match per il titolo intercontinentale ed il  contro 3 nelle fasi iniziali) più vari match che per durata e composizione dei partecipanti sono più assimilabili a dei promo. L'alternativa quale era? Ridurre ancora questo tempo lottato? Sarebbe stato folle, pericoloso proprio perché avrebbe tolto visibilità a chi tornerà esclusivo protagonista già da lunedì prossimo. Chiaro che magari sui singoli tempi qualche critica l'avrei, ad esempio sarei stato molto più favorevole a dare a Foley un altro ruolo e concedere una bella settimana di vacanza a Brodus Clay, ma si tratta di poca cosa, la sostanza del discorso non cambia e credo che i booker abbiano fatto comunque un buon lavoro nel redigere un copione così complesso. Al più magari avrei riservato almeno la cartuccia Lesnar alla puntata successiva, visto che Triple H aveva già avuto il suo momento con la DX e che la cosa non solo non avrebbe tolto appeal ad una puntata già così ricca, ma al contrario ne avrebbe aggiunto per quella successiva, peraltro per un segmento comunque non estemporaneo ma legato ad una storyline in corso. Se ci fate caso, infatti, Lesnar non ha detto una parola, è apparso fra ring e stage si e no due minuti, e adesso chissà se lo rivedremo prima di Summerslam e quando/quanto.. ci sarà Paul Heyman, certo (e aggiungerei scusate se è poco), ma proprio essendo un elemento più “attuale” lo avrei spostato al lunedì successivo lasciando al solo main event la vetrina sulle storyline presenti. 

In sintesi , dunque, pur nella normale soggettività nella quale rientrano alcune critiche, direi che è stato fatto un ottimo lavoro nel celebrare questa ricorrenza così importante, sia da un punto di vista commemorativo sia offrendo anche un importante spunto per il presente. Non dimentichiamoci, infatti, che al termine della puntata abbiamo anche assistito ad un clamoroso turn a heel che sicuramente cambia parecchie carte in tavola..

Chiudiamo infatti anche qui la celebrazione storica per passare a parlare di ciò che alla fine della fiera questa millesima puntata lascia in dote, e come detto non si tratta proprio di bruscolini. Non soltanto (almeno tecnicamente, poi vedremo se e come la cosa sarà detta e pubblicizzata) John Cena è il primo wrestler a non sfruttare con successo la valigetta, ma come detto il campione attuale di fatto ha voltato le spalle al pubblico (e non solo a The Rock, le parole al commento di Michael Cole parlavano proprio di girare le spalle al WWE universe, confermando di fatto un turn a heel vero e proprio) attaccando il People Champ e di fatto aprendo le danze verso un feud che culminerà alla Royal Rumble. Un risultato che francamente mi ha sorpreso molto (come i miei follower su twitter e sulla pagina facebook sanno ero straconvinto, anzi “temevo” una vittoria in grande stile di Cena) e che ancora oggi per lo scenario che è maturato mi porta a qualche considerazione, alcune positive, altre molto meno:

Elementi positivi? Sostanzialmente tre..

1 – Punk può fare il buono, il cattivo, il lottatore, il commentatore, il giardiniere, renderà sempre alla grande. Lo ha dimostrato in passato (ad esempio con la straight edge society) lo dimostrerà senza ombra di dubbio anche stavolta.

2 – Se questa è la sola strada per dare a CM Punk la visibilità che merita allora ben venga.. a mia memoria non ricordo tre, dico tre pay per view consecutivi dove il titolo WWE non è stato difeso nel main event, e sono francamente davvero troppi.  La scelta è di puntare come “closer face” solo su Cena?  Avrei ben più di una cosa da dire su questo e anzi la trovo una mezza follia degna dei tempi in cui c'era Hulk e solo Hulk (o forse il regno di campione di Ultimate Warrior fu diverso, per chi se lo ricorda?), ma se deve essere così allora che sia, viva Punk Heel!

3 – Cena le ha prese! No scherzo, che già troppe volte vengo accusato di detestarlo a prescindere quando in realtà capita se e quando ci sono motivazioni precise al riguardo. Una cosa però ci terrei a dirla.. se in n anni di storia del MITB tutti gli atleti hanno cercato a fatica di spostare  la valigetta dal gancio sostegno al quale è normalmente appesa per poterla portare giù, mentre lui ha spaccato il manico con la forza bruta e come se nulla fosse, poi non lamentatevi se c'è chi conia il termine SuperCena…  cosa vi costava, anche per rispetto ai vari Edge, lo stesso Punk e tutti gli altri che l'hanno vinta in passato, farlo vincere semplicemente? Non bastava? Per fortuna se non altro la cosa è stata bilanciata da questo record negativo, ovvero essere stato il primo a non aver sfruttato con successo la valigetta. È come se la sua carriera fosse fatta solo di grandi vittorie e grandi sconfitte, senza mai una sana via di mezzo.

Esauriti gli elementi positivi, purtroppo però c'è anche qualche elemento che mi suscita perplessità, più che altro legato alle “previsioni del futuro” per così dire:

1 – Ciò che si è visto a Raw ha fatto chiaramente capire che per Rocky esiste un solo avversario davanti prima di chiunque altro, ed è CM Punk. Considerato che la sua sfida al titolo è stata lanciata per la Royal Rumble e che siamo a Luglio,  avete voglia di provare a indovinare chi vincerà gli incontri per il titolo per i prossimi cinque pay per view? Io dico Punk, Punk, Punk Punk e indovinate un po' Punk…

2 – Sempre in tema di tarocchi e grandi profezie, vi suona così strano immaginare una vittoria di Rock alla Rumble, per poi rendere il job (e la cintura) a Cena a Wrestlemania? Certo manca ancora tanto e tutto può succedere, ed altrettanto certamente non è sempre detto che le cose già scritte siano poco interessanti per definizione, però onestamente non è un po' troppo palese rivelare sia il piano che l'esito fin da ora? Lieto  anzi lietissimo di essere smentito, ma onestamente la strada mi sembra già fin troppo tracciata

3 – Infine, come non pensare a una bocciatura clamorosa per gli heel esistenti? Chiaro che nessuno davvero ha mai creduto a un Big Show stabilmente al vertice, tutt'altro, però come pensate possa essere alla luce di questo nuovo scenario il futuro di Daniel Bryan? Roseo? O piuttosto l'ennesima vittima del “sei diventato famoso agendo da solo, non si fa e sarai punito!”? Almeno Del Rio potrà mantenere le sue ambizioni a Smackdown, e The Miz con il titolo intercontinentale avrà la base giusta per quello che spero sia un rilancio in grande stile.. ma Bryan? Possibile che il futuro dell'atleta più over della compagnia sia buscarle da un attore a Sumemrslam e poi chissà? Possibile.. anzi reale.

Insomma se da un lato sono sufficientemente confidente nelle capacità di Punk da non “temere” minimamente della sua riuscita, le preoccupazioni nascono da quello che vi gira intorno, in termini di imprevedibilità degli show, destino degli altri main eventer, ecc. Niente di clamoroso, per carità, sono solo dei legittimi dubbi che magari saranno smentiti nel miglior modo possibile già ad esempio con un memorabile Cena vs Punk a Summerslam. 

Concludo con un pizzico di malinconia, che purtroppo temevo una puntata come questa potesse generare: siete fra coloro che ci domandano via Facebook, Twitter o email quando Undertaker tornerà? Purtroppo avete avuto la risposta.. Taker potrà combattere solo a Wrestlemania e in casi altrettanto eccezionali. Scelta inevitabile per uno arrivato a quell'età e con gli acciacchi che ha lui, ma che nel caso del becchino genera inevitabilmente in me, e temo non solo in me, una sensazione di tristezza. Tristezza perché il tempo non risparmia nessuno, nemmeno un personaggio come il suo che purtroppo fa tremendamente a pugni con l'invecchiare; l'apparire col viso più segnato, con una condizione fisica normalmente fuori forma rispetto agli anni migliori, tutto ciò che ripeto è perfettamente naturale e proprio per questo non ci si aspetta da lui, che fra urne, bare in fiamme e così via di naturale non ha proprio nulla. Vederlo così fa purtroppo impressione, quasi tenerezza, perchè fa capire che forse la dicitura “end of an era” coniata a Wrestlemania è molto di più che uno slogan commerciale.

[RIQUADRO8]

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Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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