GPOrder #111 – Good but not so good

Wrestlemania.. croce, delizia ed ormai anche prova di forza e resistenza di qualsiasi appassionato, date le sette ore (cinque più due di kickoff) complessive di durata. Come “si è comportata” questa edizione numero 34? E' andata oltre le aspettative? Le ha al contrario deluse? Sarà uno show da ricordare? Sarà invece da dimenticare? Cerchiamo di analizzare tutto mantenendo un approccio più o meno strutturato, partendo dunque da..

Ciò che è stato davvero convincente:

In questa categoria abbiamo senza alcun dubbio questo podio: al primo posto Rowdy, al secondo Ronda ed al terzo Rousey. Se Wrestlemania doveva essere, oltre al suo primo match, il banco di prova per capire fino in fondo quale potesse essere il suo potenziale in WWE, beh ora sappiamo che lo stesso può essere praticamente infinito. Ronda è stata magistrale, è andata oltre ogni più rosea aspettativa, rendendo (per merito anche degli avversari, ci mancherebbe) il suo match uno tra i migliori, se non il migliore della serata. Verosimile, anzi più che verosimile, ipotizzare che questa fantastica performance possa davvero aprire le porte ad un Main Event femminile per Wrestlemania 35 il prossimo anno. Why not? Anche perché non è che tutti gli anni il match conclusivo della categoria “Reigns vs qualcuno che non riuscirà nemmeno pregando a far tifare per lui, figuriamoci tirar fuori un buon match” potrà essere salvato dal risultato a sorpresa…

Rientra poi ampiamente in questa categoria il fantastico match per il titolo intercontinentale: giù il cappello di fronte a Balor, Rollins e Miz, a dimostrazione che tutti e tre meriterebbero molto, ma molto di più di quanto stanno raccogliendo ultimamente. Questo molto di più potrebbe anche benissimo essere valorizzare, in termini di collocazione ed importanza, il titolo intercontinentale. Anche qui perché no? C'è stato un tempo in cui il prestigio di questo titolo era enorme, perché non far sì che sia nuovamente così? Lo starpower è tale da poter dirottare anche nomi da main eventing verso rivalità lontane dall'Universal Title, dunque perché non sfruttare tutto ciò?

Ciò che è stato tutto sommato convincente:

Per la seconda volta nella sua carriera, dopo quanto avvenne con Brock Lesnar a Summerslam, John Cena ha accettato senza battere ciglio di farsi letteralmente distruggere da un avversario in un match importante. Quello con Undertaker è stato obiettivamente un “mezzo” match, una sorta di rapido squash a metà fra il mero promo per una sfida successiva e la sfida vera e propria che di fatto ancora non abbiamo mai visto. Abbastanza da non scontentare il pubblico di New Orleans e quello in tv, ma non sufficiente per non pensare ad una rivincita in grande stile prima o poi (l'anno prossimo?). Devo dire che mi ha convinto l'intero segmento, a cominciare dal geniale ingresso di Elias quando a luci spente tutti si aspettavano ben altro, alla scena della “resurrezione” di Undertaker “recuperando” il cappello ed il cappotto. Difficile, onestamente, fare molto di meglio per poter rendere credibile il recuperare un personaggio ed un atleta che davamo per ritirato. Il match? Certamente breve, particolare e molto intenso, ennesimo simbolo della professionalità di Cena. Un incontro molto gradevole dunque, seppur ovviamente con tutte queste particolari condizioni già elencate, che lo rendono distante dal grande incontro nel senso più stretto del termine. Diciamo, insomma, di aver gradito l'antipasto, ora restiamo ovviamente in attesa del resto del pranzo…

Convincono anche Asuka e Charlotte, anche se a livello femminile si è visto di meglio (già la sera prima a NXT Takeover, per intenderci). Aiuta, e non poco, il risultato a sorpresa finale, che rende New Orleans il “regno” delle streak interrotte, visto che proprio a NO e proprio a Wrestlemania Brock Lesnar mise fine alla streak di Undertaker. Indecente, permettetemi, il writer che ha deciso che il momento topico della fine della streak di Asuka e relative congratulazioni a Charlotte fosse proprio quello nel quale “avvisare” Cena della presenza di Taker e fargli guadagnare lo stage. Cinque ore di Wrestlemania e dovete rovinare proprio quel momento per non aspettare altri trenta secondi? Assurdo..

Infine, ma era davvero scontato, non si può non citare Daniel Bryan e la reazione del pubblico. Il Wrestler più popolare del presente è tornato, e dunque anche nel corso di un match normalissimo, niente di eccezionale, la reazione del pubblico è stata emozionante. La sua carriera riparte ora, ed i mostri sacri storici di popolarità stiano ben attenti, poiché il loro primato è decisamente a rischio..

Ciò che invece ha lasciato perplessi:

Il pubblico di Wrestlemania sarà particolare, anche irriverente o forse perfino irrispettoso alcune volte, volendo mandarsi over anche alle spalle di malcapitati wrestler senza nessuna colpa. Però chiediamoci perché in cinque ore di show il solo momento in cui il tifo è “degenerato” tra beach ball, cori per CM Punk e per Nicholas ed altre cose del genere è stato durante il Main Event..
La sola mossa che ha salvato questo match è stata il finale assolutamente a sorpresa. Intendiamoci, un mero contentino, considerando che tra due settimane Reigns si prenderà quasi certamente la cintura. La scelta è stata fatta solo ipotizzando una reazione diversa al suddetto evento da parte del pubblico saudita. Dimentichiamoci dunque qualsiasi scenario più ambizioso di questo: troppa roba comprendere come le reazioni verso Reigns potranno solo peggiorare di questo passo, troppa roba metter su un segmento idealissimo per un turn a heel come gli ultimi secondi di Wrestlemania (tagliati da Sky ma presenti e visibili sul WWE Network) e poi ovviamente non turnarlo… niente di tutto questo, tanto per cambiare andiamo avanti per la nostra strada, freghiamocene di tutto ed al più mettiamoci al riparo dal finire Wrestlemania sotto ai fischi. In più, bisogna dirlo, l'incontro è stata una mera sfida di finisher, roba da fumetto manga di terza categoria più che da match di Wrestling. 5 F5 non sono state sufficienti da un lato, dall'alto quarantamila spear più un paio in corsa, ricordando come ne basto una , l'anno scorso, per concludere – o almeno così si credeva – la carriera di Undertaker. Riconoscere che un main event di Wrestlemania sia stato prima di tutto scritto così male, prevendendo solo una sequenza infinita di finisher e pochissimo altro, è onestamente disarmante, indipendentemente dai partecipanti, dal vincitore e dal minutaggio. Mille volte meglio, ad esempio, un match estremamente più breve ma scritto mille volte meglio come quello che ebbero Lesnar e Goldberg appena 12 mesi fa. Dunque rilancio quanto già ho avuto occasione di dire in occasione del radioshow: considerato che chiunque avrebbe riconosciuto la diversa qualità dei due match dalle prove, perché a quel punto non far chiudere lo show alla Rousey piuttosto che a questi due?

Lascia perplessi, onestamente a sorpresa, anche AJ Styles vs Nakamura. Certamente il loro è stato un match tutto sommato discreto, ed altrettanto certamente il turn a heel di Shinsuke è stato ben fatto.. ma siamo onesti, tutti ci aspettavamo di più. Ci aspettavamo una chimica maggiore, ci aspettavamo un finale più concitato, ci aspettavamo “tantissimo” ed abbiamo avuto solo “qualcosa”

L'orrido…

Nicholas… andiamo oltre? Grazie.. e gli è andata ancora bene che la cosa sia stata presa benissimo dal pubblico live.

A mia memoria credo sia la prima volta che la WWE abbia realizzato uno stage di Wrestlemania con la scritta realizzata in un font diverso. E considerato come sia venuta, spero sia anche l'ultima..

Dulcis in fundo, inserisco in questa categoria l'attuale formula di Wrestlemania. Io capisco che il pubblico live sia solo una componente, ma sette ore complessive non sono più sostenibili. Non esisterà mai più una Wrestlemania capace di competere con le migliori edizioni di sempre, non fino a quando la formula sarà questa ed inevitabilmente si arriverà a dei punti morti o nei quali semplicemente anche il più affezionato dei fan non ce la farà più. Semplicemente o si deve ridurre qualcosa, oppure pensare ad una formula alternativa (due giorni?); anche perché se l'anno scorso si era comunque nella caldissima Florida e quest'anno nella calda New Orleans ed al chiuso, l'anno prossimo vorresti costringere i tifosi a restare per sette ore in uno stadio all'aperto a New York ad inizio primavera, dove puoi tranquillamente finire sottozero?

In definitiva?

Tirando le somme è evidente come, se tutto fosse stato come le prime due ore, questa sarebbe stata la Wrestlemania migliore di sempre. Improbabile (e qui torniamo anche al discorso durata) mantenere uno standard del genere per cinque ore filate, cosa che infatti non è avvenuta, “relegando” questa edizione ad un giudizio sicuramente positivo nel suo complesso, ma con altrettanto evidenti margini di miglioramento, spesso figli di errori che ormai appaiono cronici. In mezzo a qualche delusione e qualche problema cronico (Universal Title su tutti) restano però tanti elementi che sono riusciti contemporaneamente sia ad essere degli ottimi momenti a sé stanti sia delle solidissime basi per una prosecuzione.

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