Gorilla Position #9 – Inner Circle, una stable di in-successo?

Tutte le grandi ere del wrestling sono scandite non solo da personaggi polarizzanti alla Stone Cold Steve Austin, ma anche dalla presenza di stable dominanti. Intorno alle cui dinamiche costruire mesi e mesi di storyline. Dai Four Horsemen, alla Hart Foundation, alla nWo, la Kliq, la D-Generation X e via discorrendo. In tempi più recenti, abbiamo apprezzato vita morte e miracoli dello Shield, capace di dare notorietà a tre main eventer assoluti come Seth Rollins, Dean Ambrose (al secolo Jon Moxley) e Roman Reigns. Ma quali sono gli ingredienti che fanno sì che una stable si possa definire “di successo”?

Prendiamo la AEW, per esempio. Abbiamo fazioni per tutti i gusti, tante luci, ma anche tante ombre. L’Inner Circle capitanata da Chris Jericho era nata, nell’ottobre 2019, sotto i migliori auspici: frontman di impatto, con tanto di cintura di campione alla vita. Un giovane in rampa di lancio al suo fianco come Sammy Guevara, un tag team dominante o presunto tale come Santana e Ortiz, un big man come Jake Hager. Segmenti sempre interessanti, storie condotte con l’incredibile star power di cui è dotato Le Champion, promo magistrali in ogni senso e per tutti i gusti. Plot twist narrativo con l’ingresso di MJF, scisma annunciato, sangue, tanto sangue. In un mondo pieno di copia e incolla, devo ammettere che ho trovato l’evoluzione dell’Inner Circle allo stesso tempo straniante e affascinante.

Abbiamo un gruppo di ottimi wrestler, che tutti insieme hanno portato avanti mesi di vita senza mai entrare nel giro titolato o quasi. E questa è una cosa destabilizzante, perché solitamente ci si unisce in gruppo per una finalità. La composizione era tale per cui era più che lecito aspettarsi Santana e Ortiz campioni di coppia, Hager o Guevara TNT, Jericho in faida per riprendersi il massimo alloro. E invece abbiamo visto lo straniero in sciarpa Burberry scegliere l’Inner Circle per avere un aiuto verso il palcoscenico principale. MJF ha fatto saltare il banco introducendo nelle dinamiche della stable, qualcosa che finora le era stato oscuro: l’ambizione. Ed è questa, a parer mio, la parte interessante dal punto di vista narrativo.

Scrivere una storia titolata, per una stable di primo piano, viene quasi facile, perché hai già tutti gli ingredienti. Lo Shield nacque per destabilizzare, partì dai titoli minori rimanendo salda e intatta e poi implose quando venne il momento di fare quel passo in più. E Seth Rollins tradì, a suon di chair shot, per poi avviarsi a diventare il primo del trio con la cintura di World Champion. Siamo forti, siamo grossi, vogliamo vincere tutto. Evolution negli anni Duemila, Undisputed Era fino all’anno scorso sono fulgidi esempi di collezionismo compulsivo di cinture. Al punto da monopolizzare un intero show.

Qui invece, pur avendo i nomi in grado di portare avanti un simile scenario, si è deviato su una trama che sacrifica le logiche di potere, per puntare, almeno finora, sulla sincera unione di chi ne fa parte. L’Inner Circle ha raccontato sul ring il rapporto maestro/allievo tra Jericho e Guevara, il rispetto che Santana e Ortiz nutrono per il leader, l’ombra protettiva di Hager. Il tutto intorno alla figura polarizzante di Chris Jericho, perché nonostante a volte sia sembrato l’elemento debole, lui è la pietra miliare su cui si regge l’equilibrio del gruppo.

Sono tematiche piuttosto insolite, in un mondo in cui alla fine ciò che conta è finire negli albi d’oro. Siamo talmente abituati a veder nascere e morire stable sempre nello stesso modo, che è risultato grottescamente spiazzante vedere Sammy Guevara arrendersi per evitare che Jericho venisse lanciato sui materas… no, scusate, venisse lanciato giù dalla gabbia in quel di Blood & Guts. Segmento migliorabile sotto tanti punti di vista, certo. Ma che a parere di chi vi scrive ha narrativamente raggiunto il suo scopo. Sia per chi ne è uscito vincitore, quell’MJF troneggiante coperto di sangue, sia per chi ne è uscito con le ossa rotte. Quella Inner Circle che nonostante tutto ha mantenuto intatta la propria unione, che dura da quasi due anni. In dinamiche sia da heel che da face o presunti tali.

Personalmente, sono decisamente curioso di vedere quale sarà il fattore che scatenerà la disgregazione del gruppo. Soprattutto sapendo quanto Chris Jericho sa dare dal punto di vista emotivo e comunicativo. Basti pensare alla varietà di possibilità per arrivare allo split già solo nel suo rapporto con Guevara. Ed è per questo che, nonostante la penuria di cinture in bacheca, io considero l’Inner Circle e l’intero suo arco narrativo un enorme successo. Un successo, paradossalmente, basato sulla non importanza dell’in-successo. Abbiamo perso con l’Elite, abbiamo perso con il Pinnacle, non abbiamo titoli alla vita, ma noi siamo la Inner Circle. E abbiamo ancora una storia da raccontare. In attesa che arrivi il momento di un Judas…

Andrea Samele
Laureato in filosofia, amante della creatività, della scrittura e del suono musicale di una chop. Appassionato di wrestling di lunga data per la capacità di creare personaggi e storyline in grado di coinvolgere gli spettatori. Per Tuttowrestling.com curo l'AEW Planet.
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