BET ON HIM #89 – BET ON SPECIAL… THE FUTURE OF UK WRESTLING

Ciao a tutti amici e soprattutto amiche di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata al futuro del business. Un business che ha vissuto, nell’ultima settimana un vero e proprio terremoto. Un terremoto sotto forma del movimento #SpeakingOut, nato successivamente all’esplosione del caso David Starr con il wrestler canadese accusato di aver abusato sessualmente di una sua ex partner e con la confessione, seppur non diretta, dello stesso Starr la cui carriera, di fatto, si chiude qui. Questo caso è stato di fatto l’apertura del vaso di Pandora di casi simili o tali e quali che stanno colpendo specialmente il mondo del wrestling indy UK ma non solo. La lista di nomi coinvolti, ad oggi, continua ad aggiornarsi con nomi nuovi con casi più o meno eclatanti e che coinvolgono tutte le promotion direttamente ed indirettamente. Lo spettacolo al quale abbiamo assistito in questa settimana è assolutamente avvilente ed una terribile pubblicità per il mondo del wrestling. Si è parlato in abbondanza di questo caso, io stesso ne ho parlato a profusione nell’ultimo numero del Whole Damn Show con Lorenzo Pierleoni e Daniela La Spina (che vi invito ad ascoltare se non lo avete già fatto). Ovviamente la scena UK mi tocca particolarmente da vicino avendo vissuto a Londra ed avendo partecipato a numerosi show indy UK specialmente PROGRESS e RevPro con la prima particolarmente colpita da questa situazione. Con conseguenze clamorose anche sul progetto NXT UK. In questa sede valuteremo proprio il futuro del wrestling inglese e soprattutto dello stesso NXT UK, partorito dalla mente di Triple H nell’espansione globale del concept NXT. Non oso immaginare cosa passi dalla sua mente per ora. Certo il relativo silenzio della WWE al riguardo (a meno di casi presi singolarmente come Jack Gallagher, Jordan Devlin e Matt Riddle), può significare molte cose.

Sono tantissimi i nomi coinvolti in questo scandalo. Una grossa percentuale riguarda wrestler della scena UK indipendente e no ma coinvolge anche il panorama americano. A pagarne le conseguenze ovviamente gli atleti ma anche per tutte le promotion del territorio che vedevano la partecipazione di questi talenti. Le posizioni peggiori sono quelle del già citato Starr, Ligero, Joe Coffey, Jimmy Havoc, Joey Ryan, Dave Crist come wrestler, Dave Lagana (uno degli uomini di punta della NWA), uno degli owner della PROGRESS Glen Joseph ed uno degli owner della Fight Club Pro Martin Zaki oltre ad altri nomi minori del panorama (potrei aver dimenticato qualcuno). Meno certa la situazione di Jordan Devlin in quello che è il più classico “la tua parola contro la mia” e anche quella di Matt Riddle sembra essere ridimensionata per via della passata relazione di Riddle con l’accusatrice e di alcune prove palesemente false portate alla luce dalla stessa. Non coinvolto direttamente ma certamente discutibile anche il caso che vede coinvolti Will Ospreay e la sua fidanzata Bea Priestley rei di aver coperto la violenza subito dall’ex wrestler inglese Pollyanna da parte dell’amico ed ex partner di Ospreay, Scott Wainwright, con l’aggravante di aver messo Pollyanna nella lista nera del business provocandone, di fatto, il ritiro. Le testimonianze sono state multiple e davvero toccanti oltre a suscitare disgusto verso questi individui che hanno abusato della loro posizione per trarre vantaggio verso queste donne. Siamo su più livelli, dalle wrestler (Millie McKenzie, Pollyanna, Sierra Loxton, Kimber Lee, Allysin Kay solo per citarne alcune), alle manager (come la moglie del wrestler ROH Mark Haskins, Vicky) alle fan così come su più livelli sono gli assalitori. Dai promoter ai fan passando per wrestler ed arbitri. Uno scenario totalmente schifoso e che va punito nel modo più appropriato. Mai come in questo caso si sente la necessità di una pulizia generale dell’ambiente ed una ripartenza globale del movimento, in special modo UK.

La reazione delle varie promotion e federazioni in termini di condanna è pressoché unanime. Alcune in maniera più evidente e con grande classe altre in maniera meno attenta e perciò ulteriormente messe alla gogna. Dopo anni di successo straordinario, il mondo del wrestling indy si ritrova in una sorta di anno zero. Non bastasse il coronavirus a rallentare e mettere in difficoltà questo movimento, questo nuovo terremoto se non distrugge danneggia in maniera irreparabile la situazione. Come spesso succede in questi casi provare a riparare non serve ed è molto più effettivo abbattere ciò che c’era e costruire qualcosa di nuovo. Molte promotion hanno già annunciato lo stop agli eventi a tempo indeterminato con l’obiettivo di creare per le wrestler, addetti ai lavori e fan un ambiente sicuro dove portersi solo godere lo show senza imbattersi nel rischio di predatori sessuali. I comunicati sono arrivati più o meno sotto la stessa forma dalla giovane e promettente promotion di Brighton, Riptide, alla FCP passando per OTT, Attack! ed ovviamente RevPro e PROGRESS il cui caso è più complesso e del quale parlerò a breve. Alcune di queste promotion ha addirittura deciso di editare i loro show ed eliminare tutti i personaggi coinvolti nella vicenda. Sarò un po’ impopolare ma io non sono molto d’accordo su questa cosa: questi individui coinvolti sono certamente spregevoli e totalmente da condannare senza alcuna scusa però cancellarli dalla memoria storica e cancellare i loro match dalla memoria della gente non credo sia giusto. Sono parte del patrimonio del wrestling, alcuni match dei suddetti sono vere e proprie perle che è giusto i fan possano guardare ed ammirare. Il wrestling è un’arte e non si può penalizzare l’arte se l’artista successivamente è risultato essere una brutta persona che ha fatto cose deplorevoli. Basta semplicemente mettere un disclaimer prima dello show, del match o durante il match. Ci sono migliaia di casi di opere d’arte, canzoni e film fatte da gente da censurare. Giusto il politically correct, portarlo all’estremo cambiando di fatto la storia mi sta meno bene.

Accennavo alla PROGRESS, probabilmente la promotion inglese più in vista ed importante del Regno Unito, anche grazie alla partnership con la WWE ed NXT UK. Oltre alle accuse che hanno colpito diversi membri del roster, la PROGRESS ha subito accuse anche a livello dirigenziale con le accuse rivolte ad uno dei tre proprietari Glen Robinson (Joseph, anche lui sotto contratto con la WWE come producer di NXT UK). Inoltre la gestione a livello comunicativo della faccenda non è stata delle più felici con la PROGRESS stessa (per voce del maggior azionista Jon Briley) ha pensato più a difendere sé stessa piuttosto che condannare i suoi wrestler e addetti ai lavori coinvolti con il risultato di un vero e proprio tornado di critiche abbattutosi su Briley e sulla promotion. A poco è bastato il comunicato con il quale la stessa promotion comunicava il ban nei confronti di Starr, Banks, Ligero ed uno degli arbitri Paz oltre che l’addio di Joseph. Anche l’altro partner Matt Richards (il quale aveva rimpiazzato Jim Smallman, ora ad NXT UK in pianta stabile, ad inizio anno) si è chiamato fuori dichiarando di aver perso amore per il wrestling. Insomma un vero terremoto che ha portato la PROGRESS ad interrompere a tempo indefinito i suoi show, chiudere il gruppo fan su Facebook ed iniziare una vera rivoluzione interna con un cambio radicale del cambio a livello dirigenziale e comunicativo con un grosso coinvolgimento femminile guidato proprio da una delle maggiori testimonial del gruppo #SpeakingOut ovvero Vicky Haskins. Coinvolti nel progetto anche il wrestler Michael Oku (conosciuto anche come O.J.M.O.) ed una professionista dei social, Luce. Indefinito il ritorno ma pare che il concept PROGRESS come lo conoscevamo, di fatto, è morto e chissà quale sviluppo ci sarà anche nel rapporto che lega la promotion alla WWE la quale, comunque, deve pensare anche al futuro di NXT UK. Ma anche altre promotion si stanno muovendo per migliorare il movimento con a capo un Pete Dunne particolarmente attivo e che, stando alle sue dichiarazioni, sta lavorando con diverse persone per la rinascita del wrestling UK partendo dalla FCP e dalla Attack! promotion al quale è legato in prima persona. Bello anche l’atteggiamento della AEW rispetto ai casi di Jimmy Havoc e Sammy Guevara. D’altronde condannare questi episodi è importante tanto quanto rieducare le persone e cercare di recuperarle (nel caso di Havoc questo è particolarmente importante visto lo stato mentale chiaramente problematico del wrestler londinese e che avrebbe potuto portare a conseguenze molto più ampie). Poi si analizzeranno i fatti e, se ci sarà da licenziare, si licenzierà.

Un NXT UK dal futuro assolutamente nebuloso se non incerto. I wrestler e personaggi coinvolti nel brand e che hanno ricevuto accuse riguardo alla faccenda sono davvero molti. Questa situazione si aggiunge al già non clamoroso successo (a dir poco) del brand il quale, dopo un inizio promettente, ha iniziato a calare a livello di seguito con gli ultimi show registrati con un pubblico alla stessa stregua delle indy e nemmeno quelle più importanti a dispetto di una qualità comunque di tutto rispetto. Come già detto nel WDS credo proprio che la fine di NXT UK (o comunque una interruzione temporanea del progetto) sia dietro l’angolo. Dopo questa vicenda il roster è dimezzato. Non mi sorprenderebbe se Triple H chiamasse a rapporto negli USA i migliori del roster e lasciasse per strada il resto. Considerando Pete Dunne, Imperium ed i GYV (Zack Gibson e James Drake) già membri del roster NXT USA, quando parlo di wrestler migliori parlo di WALTER (possibile che il covid e questa situazione gli abbiano fatto cambiare idea sulla volontà di rimanere in Europa in pianta stabile), Ilja Dragunov, Moustache Mountain (Tyler Bate e Trent Seven), Kay Lee Rae, Toni Storm ed il duo gallese Mandrews/Webster. Il resto onestamente non credo abbia grande chance e non mi sorprenderebbe vederli lasciati a piede libero dalla WWE per rinforzare nuovamente il panorama indy o venire ingaggiati dalla competition (AEW potrebbe attingere a qualche donna, ma anche ROH, Impact ed MLW). D’altronde degli altri nomi non c’è nessuno in grado di fare davvero la differenza quindi sarebbe una perdita minima. Insomma la situazione è davvero intricata e difficile per il roster di NXT UK. Sviluppi e conferma della colpevolezza dei vari atleti sicuramente alla base della conferma o meno del brand. Piccola nota a margine, ma questa è una cosa mia e potete essere d’accordo o meno. Non dico la WWE ma per lo meno Stephanie McMahon, promotrice della Women’s Revolution e dell’importanza delle donne nel business, almeno un piccolo tweet di supporto e condanna della cosa poteva farlo. Cosa che invece hanno praticamente tutte le donne sotto contratto con la federazione.

Quali sono i wrestler dal quale ripartire? Parlavamo di wrestler che probabilmente verranno lasciati andare dalla WWE se il progetto NXT UK dovesse fallire o temporaneamente interrompersi: Eddie Dennis, Noam Dar e Dave Mastiff sono tre nomi grossi che potrebbero contribuire alla ripartenza grazie alla loro esperienza mentre Jinny e, soprattutto, Piper Niven dovrebbero porsi come pilastri della categoria femminile (fossi nella AEW un pensierino su quest’ultima ce lo farei). Il panorama indy inglese presenta comunque nomi di altissima fattura e grande talento. Il primo che mi viene in mente è l’attuale campione PROGRESS nonché vincitore dell’ultimo WXW 16 Carat Gold Tournament, Cara Noir esploso nel 2019 dopo tanta gavetta e del quale abbiamo anche parlato in passato in questa sede. Ci sono giovani interessanti come il già citato Michael Oku/O.J.M.O., il carismatico Spike Trivet ed un inossidabile delle indy inglesi come Chuck Mambo. Da non dimenticare anche Connor Mills, talento esaltato qualche anno fa da Will Ospreay come futuro del wrestling inglese così come Chris Ridgeway, i Pretty Deadly (anche loro ex NXT UK) e Drew Parker (oggi in Giappone per migliorare il suo stile al fianco del nosto Akira). Millie McKenzie, Charli Evans, CandyFloss e Nina Samuels dovrebbero essere alla base della ricostruzione della categoria femminile. A questo aggiungiamo l’apporto di gente non inglese ma in pianta stabile in UK come “Speedball” Mike Bailey e perché no, qualche nuovo arrivo magari anche dal nostro paese. Di talento ce n’è. La ripartenza sarà lenta ma avverrà perché la sensazione unanime è che si voglia davvero cambiare e migliorare il mondo del wrestling UK e cancellare questa grossa macchia. Una lezione per tutti ed una ripartenza per un mondo migliore, genuino esattamente l’opposto del “quadro” che ci si presenta oggi. La volontà è alla base dei migliori progetti e alla base dei miglioramenti che abbiamo ottenuto nel corso della storia. Non solo per quel che riguarda il wrestling.

Mi sono dilungato parecchio e me ne scuso. La questione è intricata e difficile ma spero di aver dato un altro piccolo contributo alla questione dando anche uno sguardo al futuro del business. D’altronde noi amanti di questa disciplina sappiamo bene quanto il futuro sia importante tanto quanto il presente. Sperando che da questa situazione negativa e straziante possa nascere un concetto di wrestling, indy e non, positivo e fatto di rispetto verso i più deboli a prescindere da sesso, razza e religione. Mi unisco agli inviti fatti dai miei colleghi: se vi capita un episodio legato ad abusi sessuali, maltrattamenti fisici e mentali, bullismo per quanto difficile non tenetelo per voi. Denunciate. Solo denunciando e punendo coloro che fanno queste cose si potrà migliorare il mondo. Partendo, nel nostro piccolo, dal wrestling.

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