NXT Planet #11 – Royal NXT

Bentornati ad un nuovo appuntamento con l’NXT Planet! E devo dire che negli ultimi mesi con NXT, NXT UK e 205 Live mi sto davvero divertendo, risollevando decisamente il brand giallo dopo mesi di appiattimento, dovuti in parte al Covid, ma anche ad una crisi creativa. Ma, paradossalmente, sembra che il buon Vince non la pensi affatto così, visto che ha escluso ormai da tempo NXT dai piani alti della federazione, non avendo impiegato suoi atleti né alle Survivor Series né li impiegherà domenica (salvo qualche partecipazione estemporanea senza velleità di vittoria) alla Royal Rumble.

Poco male, le strade di NXT hanno ripreso a camminare in maniera parallela a quelle dei due main roster e, guarda caso, la qualità ha ricominciato a salire. Abbiamo in campo maschile un campione solidissimo e di carisma come Finn Balor, le cui vicende si stanno intersecando con quelle dell’Undisputed Era e con quelle del trio Dunne/Lorcan/Birch, gli ultimi due credibili e solidi campioni di coppia, nonostante la sconfitta contro il duo Balor/O’Reilly. E con l’ombra inquietante del rientrante Karrion Kross.

Il roster femminile, nonostante l’imminente abbandono di Rhea Ripley, non è mai stato più ricco di oggi: ho sempre detto che per via del suo non parlare inglese non mi ha mai convinto del tutto Io Shirai come campionessa, ma ora il suo trono è attaccato da Toni Storm e Mercedes Martinez e credo ne vedremo delle belle. Menzione speciale per Raquel González ed il suo match contro Rhea Ripley: raramente si è visto un match femminile di tanta violenza ed intensità. E poi è tornata Xia Li: sono bastati dei segmenti ben fatti extra ring per farla passare da jobber ad arma letale. Ed il tutto in maniera assolutamente credibile.

Johnny Gargano continua il suo regno titolato nord americano, ma ora è insidiato da Kushida e, soprattutto, da Dexter Lumis, che credo che sarà colui che lo priverà del titolo.

Sono in corso poi i tornei maschili e, per la prima volta, femminili del Dusty Rhodes Classic ed abbiamo già i due primi semifinalisti maschili: i Grizzled Young Veterans, sulla quale la WWE sembra puntare molto, ed i debuttanti MSK, conosciuti come The Rascalz ad Impact. Di grande impatto il duo composto da Timothy Thatcher e Tommaso Ciampa, i quali, dopo il loro fantastico incontro nel pit, hanno sepolto l’ascia di guerra. I due si amalgamano perfettamente sia sul ring che per quanto riguarda i loro personaggi. In campo femminile mi piace molto il duo composto da Candice LeRae e Indi Hartwell, ma da segnalare anche il debutto di Gigi Dolin, che conoscevamo nelle indies ed in AEW come Priscilla Kelly.

Ottimo anche il prossimo ritorno ad NXT di Alexander Wolfe con l’Imperium: gran cosa visto che la stable divisa ha perso molto del suo carisma. Peccato solo che Walter sembra proprio non abbia voglia di trasferirsi negli States.

Il titolo cruiser è ancora saldamente nelle mani di Santos Escobar, ma finalmente la categoria ha ripreso gran parte del suo interesse.

Attraversiamo l’oceano per parlare di NXT UK, che a mio parere attualmente a livello lottato offre lo spettacolo migliore dell’intera WWE. Walter ha mantenuto la cintura in un gran bel match contro A-Kid, che ha meritatamente vinto la UK Heritage Cup, che a quanto pare è un titolo a tutti gli effetti che deve essere difeso e non un torneo a cadenza annuale. Mi piace anche come si sta gestendo Ilja Dragunov, che pare essere destinato ad un graduale passaggio tra gli heel. Il ragazzo ha talento da vendere, una mimica facciale fantastica e piace a Triple H, quindi prevedo un roseo futuro per lui.

Il titolo femminile è ancora alla vita di Kay Lee Ray, che si è sbarazzata prima di Piper Niven e poi di Jinny. La scozzese mi piace, però avrei preferito un cambio di titolo per mischiare un po’ le carte. Spero la cosa accada presto.

Concludendo ricordando che anche in UK abbiamo il titolo cruiser e che è nelle mani di Jordan Devlin e che quello di coppia in quelle del Gallus, non mi resta che darvi appuntamento al prossimo mese!

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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